martedì 20 ottobre 2015

16X15 da Istambul a Ouaga


La camera con vista piscina si è rivelata anche silenziosa e mi ha consentito un buon recupero di energie.
Dopo una colazione al buffet di un grande albergo internazionale si è pronti a trascorrere una giornata in movimento esattamente così come ho cercato di fare, seppur con il limite delle ore 15.00, orario in cui il bus transfer mi rimetterà in viaggio.
Prima però ho voluto ritentare la connessione wifi che la sera precedente non mi era riuscita scoprendo che ciò era avvenuto a causa di un mio errare di interpretazione; pertanto ho subito dedicato del tempo a mettere online la mia avventura del giorno prima, riuscendo finalmente a comunicare la variazione intervenuta sul progrmmaa a chi mi stava aspettando a destinazione.



E pensare che solo poche ore fa mi ero trovato a dire a qualcuno che Istambul, città visitata nella mia prima vita nell'A.D. 1971 o 1972, non sarebbe stato di mia interesse rivisitarla ora: questa affermazione è stata una bugia con me stesso perché come ho messo il naso fuori dall'albergo mi sono ritrovato con lo spirito dell'esploratore attivato.
Dopo aver girato gli occhi in ogni direzione ho subito deciso di avvicinarmi alle mura storiche, quelle che per tanto tempo hanno protetto la città da estranei, quelle che fanno parte - così come tutta la città - del patrimonio UNESCO.




Sono rimasto particolarmente attratto da uno spicchio di terreno a ridosso di una superstrada urbana che contiene delle tombe (forse dimenticate?)  di un cimitero islamico che a poca distanza da lì si espande in una grande dimensione; ma quello spicchietto di terreno ombroso con lapidi antiche disassate, con molte steli lasciate degradare a terra, preziose ai miei occhi sia per la forma che per le incisioni, mi è sembrato un segno di mancato rispetto a qualcuno che ci ha preceduto, e ciò non mi ha per nulla rallegrato.




Muovendomi a copertura di un territorio che certamente non avrei potuto pattugliare nella sua intera dimensione mi sono concentrato su una moschea circondata da mura sulle quali varie lapidi ricordavano la sua storia risalente al 1500: entrare in maniera individuale nel mondo dove l'abluzione è un rito  mentre è in corso una cerimonia di preghiera di una comunità è sempre motivo di interesse e attenzione da parte mia tanto da non rinunciare all'opportunità.





Quando mi sono sentito sufficientemente stanco e con la pelle tirata dal vento e dal sole ho riconquistato l'albergo dove ho visto il restaurant ancora in funzione: perché non farci una visitina orientativa? Sono stato intercettato dal maitre il quale disponeva di una lista degli aventi diritto al pranzo in quota Turkish Airlines, ed io ero nell'elenco!
Mi è stata richiesta l'apposizione di una firma su un modulo e automaticamente mi sono trovato proiettato su una tipologia diversa dal buffet del mattino, estremamente interessante in riferimento al sistema di alimentazione da me adottato ormai da tempo: quindi, ho consumato il peccato di gola.
Il transfer bus è poi partito puntuale e mi ha depositato dopo meno di un'ora di percorso all'inizio dell'imbuto rappresentato dai vari controlli.



 Il volo sul quale sarò imbarcato è diretto a Ouagadougou e Niamey così ho chiesto in quale ordine avrebbe toccato le due mete: first stop Ouagadougou, molto bene anche in considerazione di chi verrà ad accogliermi.
Ho letto per tutto il tempo salvo quello dedicato alla cena e a qualche parola con un vicino che si è dimostrato assai cortese nel fornire risposte a tutte le mie domande in maniera molto gentile.
Uscendo dall'aereo ho subito impattato il clima del momento: un caldo umido che mi attendevo ma che non ricordavo così devastante.


Le procedure per raggiungere l'uscita sono state abbastanza laboriose; all'ultimo, una volta recuperato il bagaglio che già di per se mi è sembrato quasi un miracolo con le varianti subite in corso d'opera, mi è stata richiesta l'apertura di entrambe le valigie in quanto a video esse avevano destato sospetti.
In realtà nella prima, anziché la pistola temuta, è stato rintracciato un avvitatore della stessa forma, mentre nella seconda, appena ho informato della mia missione umanitaria e dei ferri da intervento chirurgico che fra l'altro stavo trasportando mi è stato detto di richiudere e andare con la loro benedizione: in questi luoghi c'è un vero grande rispetto per chi viene in pace per dare loro una mano.
Mentre ero ancora in coda per il controllo passaporto e l'acquisizione delle mie impronte digitali, un distinto Burkinabé vicino a me  interpellato circa il fatto che con il mio telefono non riuscivo a comunicare sul suo suolo mi ha richiesto il numero telefonico da chiamare e lo ha digitato sul suo onsentendomi così di informare del mio atterraggio ed avendo la conferma che le due ragazze che hanno preceduto il mio arrivo di qualche giorno si trovavano già in postazione per accogliermi.


Appena uscito, anche se la luminosità disponibile era poca, ho subito visto al di la delle transenne due bianche e mi sono avvicinato loro con decisione condividendo il reciproco piacere di conoscerci.
A quel punto c'è stata una scenetta divertente quando vari tassisti si sono proposti: le ragazze hanno declinato le offerte chiarendo che avevano già un tassista a disposizione, e va bene, ma la cosa divertente è stata che proprio quel tassista ci stava invitando a salire a bordo del suo vecchio e scassato Mercedees modello 190 venendo rifiutato perché con quel semibuio, nero su nero, non era stato riconosciuto!   


Il percorso verso la sede Bambini nel Deserto che sarà la mia base si è rivelato abbastanza scorrevole a quell'ora, ma mi ha fatto subito capire la pochezza di downtown; niente rispetto a Bamako che a questo punto ho rivalutato alla grande, anche se qui il goudron che ho visto è ovunque in ottime condizioni.
Per oggi mi sembra che si possa dire che la giornata è stata piena e pertanto, dopo un po' di chiacchiere con le ragazze, mi sono ritirato in una stanzetta dotata di letti a castello protetti da zanzariera, dotata di ventilatore a soffitto, ma estremamente calda.

17X15  Sede BnD – prime esperienze


La costruzione si trova alla periferia sud della città, ma in realtà sembra di stare in un villaggio a se stante con strade in terra ad ondulazione variabile a seconda degli eventi atmosferici, sovraccariche di rifiuti e plastica buoni per capre e galline che di giorno si incontrano impegnandosi ad alimentarsi di questo buon cibo, probabilmente l'unico, ed un mercato plein ciel dove si rivolgono i residenti, quindi anche noi di BnD.


 Sul goudron invece vi si può trovare una diversa tipologia di offerta, dal pane all'acqua minerale e le amate sardine marocchine in scatola, una prelibatezza.
Le ragazze mi hanno accolto da buon compagno di “campeggio” fornendomi tutte le indicazioni utili alla sopravvivenza nell'attesa di incontrare la responsabile BnD verso mezzogiorno.


 Jessica è ginecologa e svolge la sua attività fra Roma e Motta di Livenza: persona dotata di plurime esperienze di viaggio, frutto di un amore italo-inglese, si tratterrà complessivamente per due settimane.
Gabriella è un'operatrice sanitaria e svolge la sua attività nel modenese: persona dotata di sensibilità artistica e capacità dimostrata in danza africana, si tratterrà per un mese intero.
Il primo riscontro è stato quello della assenza dell'acqua, assenza che è durata per buona parte della giornata; pertanto è necessario farne scorta quando c'è.
Il primo contatto con l'esterno è avvenuto per recarci ad effettuare qualche acquisto al mercato dopo aver costituito una cassa comune per il periodo di convivenza condivisa.


 Già sul cancello si sono presentati i primi bimbi curiosi ed abbiamo cominciato a salutarli uno per uno dando la mano; io ero l'ultimo ed ho subito creato delle varianti alla stretta di mano facendo loro ruotare il braccio in varie direzioni: è stato subito un successo! Tutti si sono ripresentati per godere di quel trattamento che poi pretendevano anche dalle ragazze: uno spettacolo, bambini sorridenti e felici per una piccola attenzione data in una minuscola frazione di tempo loro dedicata.




Il mercato mi è sembrato piuttosto povero e solo alla fine si è comprato delle patate, dei pomodori, delle melanzane, qualche spicchio d'aglio e due spicchi di cavolfiore.
Proprio all'angolo di Garage Italia, così si chiama la sede BnD, nel frattempo si erano materializzati due banchi di street's food, entrambi frequentati: prossimamente vorrò provare la qualità del cibo proposto che pare interessante.
Al rientro ho trovato Bruna, responsabile BnD in loco, frequentatrice del Burkina da una ventina d'anni, donna energica e depositaria di mille conoscenze su usi e costumi della gente di qui, e dopo aver contributo all'elaborazione del pranzo (piatto unico - pasta locale condita con un sugo predisposto con parte degli acquisti), abbiamo cominciato a parlare sin tanto che ci siamo recati tutti insieme al villaggio degli artisti dove Jessica ha effettuato qualche acquisto e Bruna pure, ma tutte cose in legno per la scuola materna di prossima apertura.


 Il fedele tassista ci ha accompagnato ed atteso per tutto il tempo; le ragazze erano preoccupate di non aver remunerato a dovere con CFA 4.000 ( cambio ufficiale € 1 = 655 CFA) la sua prestazione, ma io ho replicato che per lui è stato tutto grasso che cola in quanto, ammesso che avesse avuto richieste da locali per qualche percorso, non avrebbe mai tirato su lo stesso importo anche avendoci dedicato tanto tempo.


Prima di arrivare a casa abbiamo caricato in auto 36 bottiglie di minerale H2O senza gas ed ora, dopo che Bruna è tornata alla sua base, si prospetta una serata da inventare elaborando quello che già c'è in casa.
Nel frattempo ci siamo tutti alleggeriti dei vestiti; in particolare la mia camicia era segnata dal sudore e praticamente totalmente bagnata: questa sera bucato, sempre che l'acqua ritorni.
Infatti è ritornata verso le 23.30 e mi sono dato da fare al volo!

18X15 Cooperativa femminile tessuti & cooperativa femminile pasta di arachide


La giornata è iniziata nel migliore dei modi per i Burkinabé: preceduta da folate di vento fortissime è seguita la pioggia, che in questo periodo dell'anno è benedetta in quanto consente il lavaggio del miglio.
La buriana non è durata molto, ma quanto basta per riempire l'orografia del terreno e creare una bella palta rossiccia.



Oggi siamo stati prelevati da Sama, collaboratore BnD di Bruna, e condotti presso una cooperativa di donne che ha in corso una operazione di microcredito con BnD e che, tessendo tessuti di cotone, non si è lasciata perdere l'occasione di esibire i propri prodotti all'interno di un cortile dove si sono presentate diverse socie e gli immancabili bambini attirati dalla curiosità.
Passo successivo è stato raggiungere la casa di Sama dove spesso vive anche Bruna e dove oggi si festeggia il compleanno dell'ultima nata ( due anni) e della primogenita (diciassette anni): lì le donne avevano organizzato un pranzo che senza essere troppo ricco si è rivelato semplice e gustoso.
A seguire visita ad una cooperativa di donne opernte nel settore della pasta di arachidi; qui la riunione si è tenuta sotto un grande albero, e già questo fatto mi è subito piaciuto.
Ha parlato la presidentessa, poi c'è stata la presentazione da parte nostra, e quindi una relazione sulle attività sociali portate avanti nell'ultimo periodo: non mi sarei mai immaginato di trovare tanta voglia di fare da parte di queste donne di estrema periferia, prevalentemente mussulmane, in un settore tanto difficile come è quello che  si occupa della tutela della donna.
BnD ha in corso un'operazione di microcredito anche con questo fantastico gruppo.
Gli abbigliamenti, i volti, la costante presenza di bambini, spesso piccini e frequentemente allattati al seno con estrema naturalezza, tutti questi aspetti mi hanno fatto ritenere interessante ciò che ho avuto modo di vivere oggi.
Domani invece sarà il primo giorno operativo a garage Italia: inizia un corso di formazione per una decina di giovani meccanici da moto ed il mio compito è quello del tutor a 360°, non tanto per gli allievi quanto per tutto ciò che si deve far funzionare perchè tutto vada bene: acquisto di motori e motocicli scassati da smontare e rimontare, aggiustandoli per una successiva vendita, la gestione del personale salariato, il coordinamento con l'insegnante che proseguirà l'alfabetizzazione dei ragazzi, quello con i genitori (per chi li ha) e il responsabile dei servizi sociali i quali sono molto interessati affinché questo progetto, dopo un periodo abbastanza buio, posa trovare il suo splendore.

venerdì 16 ottobre 2015

15X15 Milano Malpensa Ouagadougou via Istambul (con sorpresa)

La sera prima della partenza ho rimaneggiato la composizione delle valigie sino quasi a mezzanotte con l'intento di farci stare tutto il materiale supplementare ritirato in mattinata presso BRT Mecenate, materiale spedito “al volo” dalla sede BnD di Modena.
Ma non c'è alchimia che tenga: dato un volume determinato e circoscritto come è possibile riempirlo con materiale di un volume superiore restando dentro al peso ammesso dalla compagnia di navigazione aera?
Solo Mago Merlino c'era riuscito in precedenza, ma io non sono un mago e tanto meno Merlino: quindi ho interrotto l'operazione quando mi sono reso conto che sforzando al massimo e dopo aver tolto cose personali il risultato era apprezzabile ma presentava comunque un superamento del peso ammesso di oltre 3 kg. (senza tener conto di tutta la mercanzia ancora da ritirare dal bagno).
Dopo una notte breve non precisamente contraddistinta da sonno profondo, breve perché interrotta alle sei dalla sveglia, l'alchimia, se si può chiamar così, si è realizzata prelevando degli indumenti dai contenitori nei quali erano allocati, avvolgendoli a mò di salami e appendendoli allo zainetto che porterò in cabina - cercando di rispettare gli 8 kg. ammessi.
Al momento della consegna delle valigie l'addetta si è accorta del sovraccarico ma si è comportata in maniera assai gentile chiedendomi per quanto tempo mi sarei trattenuto in Burkina; una volta sentito che il periodo sarà di cinque mesi non ha aggiunto altro ed ha fatto marciare quei quasi 50 Kg. sul nastro gommoso direttamente sino alla stiva dell'aereo!
Nulla di rilevante da segnalare circa il volo partito in orario ma che ha poi subito un ritardo per sosta prima del decollo; invece devo segnalare la qualità del pranzo servito al momento opportuno in quanto non mi aspettavo un vassoio così gustoso.


A Istambul la sosta doveva essere abbastanza corta; ogni tanto tenevo d'occhio il tabellone sino a che è stato assegnato il gate al volo schedulato per Ouagadougou e Bamako. A quel punto una massa di gente si è mossa per le operazioni d'imbarco mentre io, nell'attesa che la coda scemasse, continuavo ad osservare il tabellone.


Strano, mi sono detto, ora viene indicato Bamako e in successione Algeri, mentre di Ouagadougou si è persa ogni traccia. Ho cominciato a sbirciare le carte d'imbarco dei passeggeri che ancora non si erano mossi rendendomi così conto  che molti erano diretti in Burkina come me.
Poi mi sono avvicinato al banco per una spiegazione e mi è stato risposto che per Ouagadougou c'era ancora da attendere; pensavo di aver capito che per comodità prima stessero imbarcando i passeggeri diretti in Mali, ma poi ho visto una famigliola che si era fatta la coda e che, essendo diretta a Ouagadougou, è stata messa da parte, in attesa.


Dopo ancora un po', visto che le operazioni stavano andando a rilento e si era già superata l'ora del decollo previsto alle 17.30, mi sono fatto sotto nuovamente e questa volta ho appreso che “a causa di uno sciopero” l'aeroporto della capitale del Burkina non era agibile.
Sono stato invitato a contattare il Transfer Desk per trovare una soluzione all'incresciosa situazione; intanto io mi sono trovato poco propenso a pensare che la spiegazione fornita fosse quella giusta visto ciò che si è verificato in Burkina appena un mese fa, oppure la compagnia ha deciso d'imperio il cambiamento per motivi suoi: ma come ha fatto a tirare fuori dal cilindro Algeri che non era nell'itinerario di questo volo? Forse annullandone uno là diretto e mettendo insieme i passeggeri su questo lasciando a terra quei pochi con destinazione  Ouaga, fornendo poi loro ospitalità per una notte in albergo.
Bene, prendiamo le cose come vengono e fermiamoci una notte a Istanbul. Apprese le istruzioni dalla gentile tipa Turkish Airlines e con una nuova carta di imbarco sullo stesso volo ma quello che si effettuerà domani ho cercato di portarmi all'esterno dell'area degli imbarchi internazionali per raggiungere un certo Hotel Desk per il quale avrei trovato un bus navetta appena fuori.
In carenza di segnaletica e di addetti in grado di esprimersi in inglese sono comunque riuscito a passare i controlli e a destreggiarmi per uscire dall'aeroporto nella direzione giusta in modo da trovare il bus.
Nel dubbio ho chiesto ripetutamente conferme e così facendo mi sono trovato a raggiungere un bus che stava già caricando persone e bagagli. Ho chiesto all'autista se il bus era quello giusto per Hotel Desk e sono stato invitato ad accomodarmi.
Dopo un percorso rallentato dal traffico che ha visto il bus fermarsi in vari momenti, eccomi scaricato al Ramada Plaza Hotel. Essendo senza bagaglio sono stato il primo a presentarmi alla reception, ma qui sono stato invitato ad attendere: attender che cosa? Mi sono chiesto, ma forse sono stato preso come uno facente parte di un gruppo per cui bisognava attendere gli altri componenti.
Ho così cercato di utilizzare un P.C. a disposizione dei clienti senza riuscire nell'intento di dare info di me a chi mi stava aspettando all'arrivo.
Dopo un certo tempo mi sono ripresentato alla reception e questa volta l'addetta ha cominciato a digitare su una tastiera senza trovare conferme a video; a quel punto ha preso l'iniziativa di chiamare al telefono la Turkish e dopo aver dialogato mi ha messo la cornetta in mano.
Il succo del discorso l'ho capito: si tratta di tornare all'aeroporto in quanto l'Hotel Desk è in tutt'altra direzione.
Accidenti, e se non avessi chiesto conferme a nessuno dove mi sarei trovato allora? Direttamente alla Mosche Blu? Il fatto è che quando ti trovi in un paese dove le indicazioni, quando ci sono, sono per te abbastanza incomprensibili, e dove la gente comune non parla né l'inglese, né il francese e tanto meno l'italiano, allora facilmente si possono creare degli equivoci.
Non mi è rimasto che chiedere per un bus navetta per l'aeroporto e così sono stato invitato a  mettermi fuori a vista in modo da indurre questa tipologia di mezzi a raccattarmi.
Dopo un bel po' e non vedendo passare alcunché mi sono rivolto ad un tassista che aveva appena scaricato qualcuno: ovviamente non parlava nessuna lingua fra quelle da me conosciute però si è allontanato per chiedere ad un addetto dell'albergo che si è subito prestato a parlare con me in inglese.
Bene, salgo sul taxi avendo in testa di essere portato direttamente a questo Hotel Desk in modo da recuperare un po' del tempo perduto in modo da riuscire a dare mie notizie a chi le sta aspettando.
Nel percorso a ritroso ancora ingorghi e traffico rallentato; arrivati all'aeroporto il driver inizia a chiedere ad ogni poliziotto che incontra trovando qualcuno che da indicazioni ed altri che non ne sanno nulla.
Alla fine vengo lasciato esattamente dove prima ero salito sul bus, ma questa volta chiedo info con maggior precisione pensando che forse questo benedetto Hotel Desk deve essere nell'area aeroportuale così come so che ci sono alberghi, per esempio, attorno al Charle Degaulle Paris.
Questa volta raggiungo due autobus con la scritta Turkish Airlines servizio transfer hotel, ma quando chiedo agli autisti mi dicono che prima devo entrare in aeroporto e rivolgermi direttamente alla Turkish.
Rientro in aeroporto, supero un controllo e richiedo: avanti in fondo a destra è la risposta.
Eseguo come un soldatino e dove mi trovo? Mi trovo all'Hotel Desk, cioè l'ufficio Turkish preposto a fornire soluzioni ai viaggiatori lasciati – per un motivo o per un altro del quale la compagnia è responsabile- sul suolo di Bisanzio/Costantinopoli.


Ecco svelato un altro equivoco! Questa volta mi viene temporaneamente ritirata la carta d'imbarco e vengo invitato ad attendere la chiamata, chiamata che avviene poco dopo. A questo punto sì che salgo su uno di quei bus adocchiati prima; vengo poi lasciato all'Angun Istanbul, un albergo moderno e di un certo prestigio, dove però è troppo tardi per pensare di cenare e pertanto salto nella speranza che ciò possa servire alla mia dieta!


mercoledì 14 ottobre 2015

Partenza sofferta



Questa volta il vecchio e sempre fedele ma ormai un pò "inaffidabile" Nomade starà a riposo.


Alla fine, dopo che il generale golpista è stato consegnato alla gendarmeria e il Burkina Faso si è rimesso sul cammino che lo porterà a libere elezioni quanto prima, è arrivata l'autorizzazione da parte del Ministero degli Affari Esteri circa la possibilità di entrare nel paese.
Sono allora riprese tutte le operazioni per confezionare il bagaglio ponendo particolare attenzione al materiale medico sanitario che mi è stato consegnato e che occupa interamente la valigia n° 01 più un tot. della seconda.


Praticamente con la carta d'imbarco già stampata è scattata una emergenza dovuta al fatto che due volontarie entrate in Burkina lunedì hanno dimenticato a casa cose importanti.
Dopo un giro frenetico di emails è stato spedito ieri qui a Milano, dove mi trovo ancora per poche ore, un pacco che ho provveduto a ritirare presso la sede BRT in tarda mattinata.
Questa sera dovrò quindi riorganizzare il bagaglio operando sulla base delle indicazioni di priorità indicate da Bambini nel Deserto; in ogni caso mi sento già in volo.

 
A Ouagadougou sarò ricevuto in aeroporto da chi rappresenta localmente BnD; inoltre mi aspettano temperature ancora abbastanza elevate, tipo 24° minima e 35° massima.
Con l'occasione ringrazio tutti gli amici che mi seguono sul blog e che via skype sono soliti intrattenersi ogni tanto con me: un saluto caro a tutti ed un forte abbraccio.


mercoledì 30 settembre 2015

Incertezza continua

I preparativi per la partenza stanno andando a fisarmonica: nel momento in cui le cose in Burkina sembrano tornare alla normalità essi si ampliano, ma appena arriva qualche informazione di segno opposto essi si contraggono.
Ieri, ad esempio, sono riprese delle scaramuccie fra militari golpisti che non accettano l'accordo per deporre le armi e l'esercito che sta procedendo con difficoltà a questa incombenza.
Puntuale è arrivato il messaggio da parte dell'Ambasciata sita in Costa d'Avorio:
-------- Messaggio originale --------
Da: Ambasciata
Data:2015/09/29 09:23 PM (GMT+01:00)
A: Ambasciata
Oggetto: avviso ai connazionali

Cari Connazionali,
degli scontri armati sono in corso in prossimità Kosyam a Ouaga 2000. Si consiglia di restare sempre vigilanti nel vostro domicilio e di non effettuare spostamenti stasera. Si conferma che l'aeroporto è chiuso fino a nuova disposizione. L'Ambasciata rimane raggiungibile h24 ai numeri 00225 XXXXXXXXX e 00225 XXXXXXXX.
Ambasciata d’Italia
Abidjan
questa incombenza.

In queste condizioni Bambini nel Deserto non è in grado di autorizzare la mia partenza.
Ho cercato un contatto con la compagnia aerea preposta a condurmi sul posto per cercare di capire qualcosa sulla loro operatività in quell'area, ma con l'aeroporto che apre e chiude a seconda di ciò che avviene sul campo è veramente difficile ipotizzare, prevedere, ed altrettanto difficile è immaginare che la missione possa saltare o riprogrammarsi in funzione di dati che continuano ad essere incerti.

venerdì 25 settembre 2015

Tutto come prima?

L'ANSA ha lanciato una scarna notizia il 23 scorso circa la rinuncia dei golpisti ed il ripristino della situazione quo ante in Burkina Faso.
In realtà la base dell'accordo raggiunto fra l'esercito e i golpisti della guardia presidenziale lascia la piazza scontenta e incerta sule prossime elezioni; queste erano state stabilite per la data del 11 ottobre, ma questa slitterà sicuramente almeno di qualche settimana.
Degli organi di informazione nazionale pare che solo il Manifesto si sia interessato a questa parte di Africa, mentre fra quella internazionale mi sembra di poter dire che la più attiva è stata Al Jazeera.
Che dire di questo tentativo di colpo di stato? la piazza a Ouagadougou l'ha definito come il più imbecille dei colpi di stato; probabilmente è nel giusto.

giovedì 24 settembre 2015

Dal Diario di un Colpo di Stato scritto da chi in Burkina c'è

L'attesa diventa sempre più esasperante sia per chi in Burkina c'è già che per chi in Burkina deve arrivarci a breve.
L'indicazione che nei giorni scorsi è arrivata puntuale dall'Ambasciata sita ad Abidjan in Costa d'Avorio circa la gestione dei rischi e la sicurezza degli operatori delle organizzazioni di cooperazione e solitarietà internazionale non lascia scelte: dice di rimanere sigillati in luoghi sicuri.
D'altronde non sarebbe nemmeno possibile comportarsi diversamente in quanto di notte vige il coprifuoco e di giorno il saltuario rumore degli spari e il fumo degli incendi sparpagliati scoraggiano qualsiasi uscita. 
Di seguito riporto una parte di un recente scritto estratto dal Diario di un Colpo di Stato tenuto dal responsabile in loco di BnD.  
 Bambini nel Deserto - Ieri alle 9:00 ·
Martedì 22 settembre 2015

Oggi è stato il settimo giorno. Tra tutti, il più immobile. Statico.
Dopo il dispiegamento di forze di ieri aspettavamo un’evoluzione. Ci chiedevamo: possibile che ancora non si arrendano? Vero che sono ben armati, ma sono sempre 1.300 contro 10.000! Che senso potrebbe avere resistere?
Invece abbiamo aspettato questa resa tutto il giorno. Inutilmente.
Stamattina la piazza della rivoluzione era piena di giovani, sono stati invitati ad andare a casa per l’imminente rischio di scontri tra i due eserciti, ma sono rimasti. Per sostenere con la loro pressione l’esercito popolare. Per non delegare ad altri la vittoria. Forse anche per questo l’esercito ha preso tempo: evitare bagni di sangue.
La negoziazione continua. Se serve a evitare lo scontro armato, benvenga. Aspettiamo.
Nel pomeriggio c’è stato l’incontro della CEDEAO, per votare le proposte emerse nella mediazione. Forse Diendiéré sperava che confermassero la richiesta di amnistia, invece l’hanno rifiutata. D'altronde l’avevano già rifiutata tutti, dalla popolazione, assai indignta, all’Unione Africana… Dunque: cosa aspettano ancora ad arrendersi?
In tarda serata parlano di scontri armati tra diverse fazioni di RSP. Un morto.
Domani sono attesi a Ouaga i capi di stato di Benin, Senegal, Togo e Nigeria.
E’ stata una giornata interminabile. 

lunedì 21 settembre 2015

Missione Umanitaria dal 15X15 al 15III16 in Burkina Faso


E' ormai passato molto tempo da quando ho lasciato la mia operatività sul campo durante il mese di aprile 2014, alla fine di un itinerario che mi portò a destinare a favore dei bambini figli dei rifugiati politici del Myanmar (ex Birmania) i fondi raccolti in patria attraverso la ONG Bambini nel Deserto ONLUS.
A seguire il responabile della ONG/ONLUS mi aveva proposto di seguire staticamente un progetto in corso d'opera nella capitale del Burkina Faso, Ouagadougou.
Prima ancora di dare la mia risposta intervennero fatti nuovi e inaspettati che mi costrinsero a segnare il passo per diciotto lunghi mesi pieni di tribolazioni varie sulle quali non è il caso qui di dilungarsi.
I mesi trascorsi nella pace dell'eremo che mi fa da residenza mi hanno consentito di continuare a dedicare del tempo a quei bambini del Myanmar, la scuola dei quali fu colpita da un tornado ed era divenuta impraticabile sino a che non è stato possibile provvedere alle necessarie sistemazioni. 
Una volta riacquistate completamente le autonomie personali ho avuto la possibilità di dialogare a lungo con BnD in modo da confrontare le mie idee con i progetti già in essere o di  prossima realizzazione in Africa.
E' così che è maturata la mia convinzione nella necessità di trascorrere un periodo significativo nel paese in cui BnD sta operando con successo da tempo: il Burkinaa Faso.
Conoscevo il nome di questo paese da quando i miei figli erano ancora alle scuole elementari; nell'ambito di non so quale iniziativa, dei musici di quel lontano e povero territorio incontrarono gli alunni di varie scuole milanesi fra le quali era inclusa quella dei miei figli.
Questi, dopo averli conosciuti, aver avuto la possibilità di ascoltare le loro melodie, mi riferirono in modo entusiasitico la loro esperienza, esattamente così come sono capaci di fare i bambini nel mondo quando si da loro l'opportunità di entrare in sintonia con il diverso/sconosciuto.
Definito il periodo del mio intervento e delineati gli obiettivi della missione a poco a poco sono tornato a sentire ciò che sento quando sono sul campo: energia, motivazione, soddisfazione.
Quindi ho ottenuto presso il Consolato Generale di Milano del Burkina un VISA per sei mesi con ingressi multipli, ho definito la compagnia aerea che userò come vettore, ho fissato le date e ottenuto il biglitto A/R nei giorni scorsi, ho effettuato la registrazione del viaggio sul sito del Ministero degli Affari Esteri.
Tutto stava andando per il verso giusto sino a che (nda:quanto segue è stato estratto dal sito ufficiale BnD circa quanto riferito dal responsabile in loco)
Golpe Burkina 16 settembre 2015


Mercoledì 16 settembre.
Ero nella nostra sede BnD a lavorare: materiali per la formazione insegnanti, giochi didattici ecc… Là c’è la corrente elettrica, che mi permette di lavorare con pc, stampante, scanner…
Nel pomeriggio mi ha raggiunto Karim Kabore, nostro collaboratore, per rivedere insieme la dispensa per gli insegnanti.
Alle 16 circa arriva la telefonata di Sama, nostro referente locale: ha saputo da un post di fb dalla Francia, che in BF la Guardia Presidenziale ha fatto irruzione al palazzo presidenziale durante l’incontro settimanale del governo, prendendo in ostaggio il Presidente Kafando, il Primo Ministro Zida e altri ministri. Cerchiamo notizie sul web e troviamo conferma. Siamo molto tesi, pensiamo subito a un colpo di stato, ma cerchiamo cmq di lavorare. Alle 18 arriva Sama e rapidamente ci prepariamo per rientrare a casa. Portiamo con noi la stampante, che ha un problema da sottoporre al negoziante. Ci muoviamo verso il centro. La sera è già calata, ma tutte le illuminazioni della città sono spente. Tutti i negozi chiusi. Tutti i benzinai chiusi. Arriva anche una forte pioggia, che ci costringe a fermarci. La città è semideserta, solo un grande flusso verso la periferia. Possiamo proseguire e arrivare a piazza della Rivoluzione. Un gruppo di persone, con fischietti e slogan, parte verso Ouaga 2000. Accendiamo la radio. Tutte, tranne radio Omega, sono state disattivate. Ascoltiamo. Palano di diversi assembramenti di persone che si stanno dirigendo verso palazzo presidenziale. Uno di questi gruppi è dovuto retrocedere, per gli attacchi e  gli spari dei militari. Mentre ascoltiamo, la voce dello speaker si blocca, si sentono urla, si sente chiaramente: feu! Fuoco! Poi, più niente. Il giorno dopo sappiamo che radio Omega è stata incendiata.
La sera, a casa, con la famiglia contenta di vederci. Tutti erano a conoscenza della situazione. La notte interminabile, attaccati ai telefoni e web.
I sindacati dichiarano sciopero generale su tutto il territorio.
Ricevo una mail dall’ambasciata italiana in Costa d'Avorio, che invita tutti gli espatriati a limitare i movimenti e ad avere comportamenti prudenti. Poco più tardi ne arriva un’altra, che ci invita a NON USCIRE di casa per nessuna ragione.

Diario di un Colpo di Stato - Domenica 20 settembre

Domenica 20 settembre - Bruna Montorsi Ouagadougou

La buona notizia non è arrivata. Sotto all’hotel LAICO dove si svolge la mediazione, una manifestazione di decine di sostenitori del CDP; hanno aggredito la guardia del corpo di un esponente politico e una giornalista. Scontri tra manifestanti di diverse fazioni, soffocati dai militari RSP. Non arrivano notizie. Diendiéré arriva con molto ritardo alla plenaria. Ci Sono incontri separati prima della plenaria. E’ chiaro che le cose non vanno per il verso giusto.

Sama è uscito. Dopo pranzo siamo in cortile, quando sentiamo l’eco di spari non lontani, qualcuno fa una telefonata, ci confermano che stanno sparando all’incrocio con la strada asfaltata che va a Yako. Gli spari si fanno frequenti e, dalla zona in oggetto, vediamo colonne di fumo nero. Tutti dentro, chiudiamo anche le finestre. E’ forse la prima volta che mi prende la paura, per noi, per i bambini, per Sama che è fuori. Lo chiamo, gli dico che sparano, dice che sta rientrando. Je vien tout de suit. Speriamo che passi dall’altro incrocio. Gli spari continuano per qualche minuto, poi smettono, oppure si confondono con i tuoni. Sì, anche oggi la pioggia.

Quando arriva, dice che i dimostranti l’hanno fermato, hanno perquisito l’auto. Sono dalla vostra parte, ha detto. E l’hanno fatto passare.
Di nuovo a confrontare le notizie, minime, è evidente che non stanno raggiungendo un accordo. Alle 19,30 arriva il comunicato. Lo sentiamo alla radio e lo leggiamo al tempo stesso sul web. Ecco la dichiarazione di Macky Sall, presidente del CEDEAO:
- ripristino della transizione con Kafando
- rinvio della proposta di abolizione del RSP da dopo le elezioni
- voto dell'amnistia per tutti i fatti avvenuti nel colpo di stato
- arresto delle violenze
- elezioni riandate al 22 novembre, con la partecipazione degli esclusi.

Il CEDEAO dovrà votare queste proposte  martedì 22 settembre.
Si prevede sdegno e grande protesta.

Tutto qunto sopra  riportato rappresenta una realtà che in Italia, al di là di una informazione iniziale fornita da TV e stampa, è completamente ignorata; ciò è comprensibile in quanto il Burkina è uno fra i paesi più poveri al mondo e attualmente si trova a fare da cuscinetto fra  Boko Haram operativa al suo Est e la Jihad operativa al suo Ovest.

Da ieri il sito della Farnesina ha pubblicato quanto segue:
  
Eventi politici nella Capitale Ouagadougou

Alla luce dell’evolversi della situazione politica sul terreno, si continua a raccomandare di evitare ogni spostamento e rimanere nelle proprie abitazioni. E’ stato disposto il coprifuoco (19.00- 6.00) mentre l'aeroporto risulta parzialmente operativo. In considerazione degli eventi in corso, si ribadisce la raccomandazione di non recarsi nel Paese.
L’Ambasciata d'Italia ad Abidjan, competente per il Burkina Faso, rimane raggiungibile h24 ai numeri 00225 07077343 e 00225 75410888.

In questa situazione bisogna stare calmi e vivere alla giornata tenendosi pronti a tutto: è quello che sto cercando di fare, consapevole che quando ci sono forti interessi in campo (quelli dell'ex presidente dittatore rimasto in carica 26 anni) e manca un solido movimento di opposizione diffuso un ritorno alla dittatura è possibile e l'allontanamento delle ONG probabile.