martedì 4 agosto 2026

ISLANDA intensa dal giorno tre di aprile al giorno 10 a bordo di una piccola H I10

03.04.2026

Partenza da MXP alle ore 7.30 con volo EJU 3969  senza alcun problema ai vari controlli e atterrato a KEF in anticipo di 10' sull'orario locale previsto 9.55.

04.04.2026

Giornata che ha un significato preciso nella mia vita; oggi la celebro nel nome di mio papà visitando Seljalandsfoss – resto ammirato dalla cascata nella grotta, poi Skogafoss con arcobaleno e sole caldo, Reynisfiara la spiaggia nera modificata dagli eventi naturali durante lo scorso mese di febbraio, stop a Vik per rifornimenti vari e poi Fjadràgljùfur Canyon. Visti il tempo a disposizione decido di saltare Skaftafell N.P. per procedere con una visita rapida a Hofskyrkya e poi Jokulsàrlòn Glacier Lagoon + Diamond Beach, entusiasmanti nel far della sera e la relativa luminosità. Quindi una lunga galoppata sino ad Hafnarnes dove arrivo alle 21.30 dopo aver percorso oltre 450 km per 6 ore di guida e dove incrocio un ospite seduto al tavolo con I suoi due figli, tutti impegnati in un gioco ma cordiali nel salutarmi.

05.04.2026

Mentre mi preparo la colazione lo stesso ospite di lingua inglese che mi ha salutato ieri sera oggi mi 'augura la buona pasqua (non me ne ricordavo nemmeno) e mi offre un uovo decorato dai suoi figli, cosa che ho molto gradito nel ricordo di quando anche nella mia famiglia si seguiva questa tradizione. La giornata sembra adatta alla visita dei fiordi orientali, ma mi sbagliavo. Impostato il GPS parto per Vastrahom sapendo che poi avrei dovuto effettuare sosta tecnica a Djupivogur, invece mi trovo presto con strada innevata e nevicata in corso. Quando sto per perdere fiducia incrocio uno spazzaneve che mi fa pensare che troverò la strada in migliori condizioni più avanti, ma non è così. Inoltre la concentrazione nella guida mi ha fatto trovare oltre alle prime tappe previste, peraltro irraggiungibili su strade secondarie innevate di fresco. Quindi prosegu per Stodvarfjordur dove arrivo a fatica e con necessità di trovare la possibilità di rifornire in precedenza saltata. Non è facile! Trovo un distributore totalmente su neve fresca e decido di correre il rischio di avvicinarlo. Dopo mi sono fatto coraggio e sono sceso al porto stando entro I solchi creati da altri. C'è persino un momento di schiarita che mi da fiducia; il vento è sempre presente e tira forte (sulla portiera dell'auto c'è un segnale di attenzione per non farsela portare via al momento dell'apertura onde evitare relativi danni). Quindi proseguo sino a Fàskrùdsfjordur dove trovo una situazione complicata. Indirizzatomi verso il porto su strada con solchi, mi trovo in difficoltà nel dover effettuare una curva a sx a 135° su strada in salita e resto bloccato. Dopo vari tentativi e due auto transitate senza ricevere alcun segno di solidarietà riesco a ritornare entro I solchi già percorsi per tornare indietro. Decido di lasciare l'auto per raggiungere a piedi un market, cosa che faccio con grande difficoltà perchè I miei scarponcini da trekking o affondano e mi fanno scivolare. Il market era chiuso e quindi non mi resta che proseguire per Egilsstadir. Giorgio mi sconsiglia l'ultima meta Seydisfjordu perchè non raggiungibile in queste condizioni. Nel frattempo Giorgio mi informa che il luogo dove passare la notte è stato cambiato perchè quello prenotato ha fatto presente di essere irraggiungibile causa neve. Con fatica raggiungo la destinazione dove, prima di arrendermi alla realtà, resto in sosta davanti ad un Netto che ho trovato chiuso per poi rifocillarmi presso una stazione di servizio N1 di fronte. Quindi non mi resta che raggiungere l'Hostello dove passerò la notte, ambiente molto carino nelle parti comuni. Ho così modo per rilassarmi prima di prepararmi la cena e dopo, su suggerimento di Giorgio, uscire per Aurora Boreale. Mi becco un freddo così intenso che decido di abbandonare la ricerca, peraltro complicata dal maltempo. Per domani si prevede allerta gialla per ghiaccio e neve!

06.04.2026

Mi metto in moto con un bel – 11° che mi induce a prestare molta cautela nella guida, però la strada è pulita nella prima parte. Subito dopo la situazione peggiora. Sono solo su una pista innevata, ma sono sulla N1 ed ho fiducia che siano attivi gli spazzaneve. Mi sbagliavo. Via via prendo fiducia quando qualche auto mi raggiunge e mi supera. Ora penso a Sandro Munari campione Raly su Lancia HF e poi Stratos, ma io non sono lui, non sono venuto sin qui per partecipare ad un rally e soprattutto dai tempi di S.M. Sono trascorsi oltre cinquanta anni! Ad un certo punto mi trovo accodato ad altre due vetture e decido di tenere il loro passo restando a debita distanza; dalla parte opposta vedo arrivare un camion e mi preparo con I tergi al massimo. In un nano secondo mi trovo quasi addosso dell'auto che mi precede in quanto la quantità di nee sollevata dal camion e finita sui parabrezza ha indotto automaticamente I drivers a togliere gas. Non ci penso due volte e sterzo a sx per evitare l'impatto trovandomi così sulla corsia dove era appena transitato il camion: per fortuna nessuno lo stava seguendo e dunque procedo nel sorpasso con adrenalina andata oltre I valori possibili tanto che mi vedo costretto ad effettuare dei lunghi respiri prima di tornare in una situazione accettabile: che strizza! Finalmente raggiungo le mete sulla carta possibili dopo che avevo trovato sbarrata la strada per Dettifoss. Sono in area lago Mayvatn, tira un vento incredibile e alla prima discesa dall'auto incappo nell'inconveniente della portiera portata via dal vento. Non è successo l'irreparabile, ma ancora strizza! La strada per Hverfjallè innevata, ma ci provo. Mi bastano pochi metri per capire che non potrei mai farcela; quindi retromarcia e qualche foto da lontano. Giorgio mi incita a raggiungere il vulcano a piedi, ma sono quasi 3 km. per me comunque impercorribili. Passo ad Dimmuborgir, ma qui la strada è sbarrata. Allora torno indietro per Hverir dove riesco a visitare l'area geotermica con vento potente e con mio disagio alla fase acuta in quanto I servizi igienici sono fuori uso. Alla fine devo correre ai ripari e arrangiarmi in maniera audace senza riuscire ad evitare di sporcarmi. Quando mi sistemo provo Kraftla caldera; dopo pochi centinaia di metri l'auto mi si intraversa proprio durante un incrocio: capisco definitivamente che oggi non è una giornata per visite ma per portare a casa la pelle. Quindi mi fermo per rifocillarmi nella località fronte lago e solo per raggiungere una chiesetta atterro per ben due volte causa terreno ghiacciato. Giorgio mi dice che da qui in avanti la strada dovrebbe essere in migliori condizioni ed io, prima di proseguire definitivamente, mi fermo in una zona sopraelevata per riprendere un filmato. Ancora effetto vento sulla portiera, ma niente di grave. Quindi arrivo a Godafoss dove sosto e cerco di visitare l'area della cascata, ma vengo fortemente limitato dal vento e dalle scivolate su neve fresca. Quando mi ritengo soddisfatto proseguo per Akureyri, seconda città dell'isola, dove trovo facilmente Akureyri Hostel, una gradevole soluzione molto frequentata e dove si accede solo attraverso codici. Ho guidato per 280 km. in condizioni severe per quasi cinque ore e mi sento spossato. Inoltre Giorgio mi informa che la strada da me percorsa è stata chiusa subito dopo il mio passaggio mentre il tratto successivo è rimasto chiuso tutto il giorno così come lo è ancora. Preoccupazioni per domani.

07.04.2026

Sin dal mattino Giorgio è attivo per rendermi edotto circa la percorribilità della strada, ma anch'io, nel mio piccolo, oramai mi sono impadronito del sito che mette a disposizione queste informazioni. Ad un certo punto ricevo uno screenshot che raffigura l'andamento dei lavori di sgombero neve in corso e poco dopo la conferma della completa agibilità: sospiro di sollievo! Prima di lasciare Akureyri decido di effettuare un breve giretto, più che altro per ammirare la cattedrale così come ieri sera ne avevo fatto un altro nella zona del porto perché ammaliato da una nave ormeggiata nella zona cargo indossante una livrea elegante che le conferiva ai miei occhi un fascino particolare. Oggi è una giornata di trasferimento a Stykkisholmur con possibili soste per immersione in pozze d'acqua calda che io escludo a priori. Una volta partito, dopo aver notato sin dal mattino movimento di spazzaneve anche in città, trovo la strada pressocchè in perfette condizioni ed ogni volta che ne ho l'opportunità mi fermo per riprendere immagini di panorami stupendi baciati dal sole. Verso metà del percorso, in sosta proprio per ripresa immagini, Giorgio mi segnala che da lì si arriva facilmente a Fosslaug, luogo con cascata e pozza d'acqua calda. Quindi mi dirigo in quella direzione. Il percorso a piedi si rivela insidioso per vento fortissimo, terreno con neve percorso da ruscelletti non sempre facili da guadare. Arrivato alla meta mi soffermo sulla cascata e poi raggiungo la pozza proprio nel momento in cui due coraggiosi adiposi si spogliano e si immergono; non è per me, io ci metto solo la mano! Quindi recupero l'auto e torno a sostare per pausa pranzo nello stesso posto dove mi trovavo quando Giorgio si era messo in contatto con me. Quando riprendo tutto bene sino a che non abbandono N1 quando la strada si fa più stretta e con buche sino a diventare sterrata con buche che fortunatamente potevo vedere perchè la pioggia in corso le aveva riempite d'acqua. Così sono passato da un rally su neve ad uno su sterrato! Poi mi vedo tappato da un paio d'auto più lente di me, ma neanche pensare al sorpasso in quelle condizioni. Finalmente raggiungo la meta per la notte dopo una sosta da Bonus. Sjàvarborg è accessibili con codici che prontamente Giorgio mi gira: l'ambiente è molto gradevole e anche piuttosto frequentato. Resto colpito da alcune orientali una più bella dell'altra, specialmente quella che ho subito definito “Principessa”. In nottata svolgo il compito affidatomi dalla base italica ed esco per Aurora Boreale, ma il tentativo va a vuoto. Però al rientro sono premiato dalla visione della Principessa impegnata a vedere qualcosa sul portatile in compagnia di una socia di viaggio. Oggi ho guidato per oltre 410 km. in condizioni di tensione durante l'ultima ora, per un totale di 5 ore e 30'.

08.04.2026

Con vento forte e pioggia inizia la giornata durante la quale avrò vari stop nella penisola di Snaefellsness. Sul sito Islanda facile identifico luoghi che sottopongo a Giorgio e così il programma da lui elaborato inizialmente si incrementa. Prima di allontanarmi da Stykkishomur breve giretto e rifornimento carburante, poi via per Kirkjufell dove resto ammaliato sia dalla forma della montagna che dalla vicina cascata. Durante una breve sosta vicino a Olafsvik noto a terra delle conchiglie e subito capiscoo che il contenuto è stato mangiato dagli uccelli marini dopo averle aperte con la tecnica del lancio dall'alto. Immediatamente, nel ricordo della pesca a piedi praticata per tanti anni in Bretagna, cerco alcuni esemplari da portare con me come testimonianza pregnante di questo viaggio. Successivamente è la volta della cascata in ambiente ghiacciato Svodufoss, a seguire il primo Saxhòll crater dove, dopo la salita, consumo la pausa pranzo. Poi è la volta di Djupalònssandur dove le onde del mare si fanno potenti. A seguire piccola deviaione per riprendere il faro di Malarrif prima di raggiungere Arnarstapi dove ammiro le colonie di uccelli marini. Quindi breve sosta a Budirblack church prima di raggiungere Ytri Tunga dove incontro una colonia di foche, ma per raggiungerle mi son trovato a terra per ben due volte anche se non ho avuto danni. Sulla spiaggia anche la carcassa di una balena che Giorgio aveva visto anni fa quando il cetaceo era ancora intero. Lasciando il luogo commetto un errore con GPS e ci metto una ventina di km. per capire che non sono nella giusta direzione. Vista l'ora che si è fatta non ho molto tempo e perderne per futili motivi mi fa riflettere su come sia sempre possibile un errore. Finalmente arrivo a Gerduberg cliff dove non c'è nessuno e per arrivarci ho percorso una sterrata melmosa. Quando metto il piede a terra sprofonda in un terreno “soft” sul quale è difficile muoversi. Adesso che gli stop per visite sono terminate mi fiondo a Borganes per Bonus prima che chiuda e poi velocemente al luogo che mi ospiterà in un cottage distante dalla città una ventina di minuti. All'arrivo non capisco a chi rivolgermi per ottenere le chiavi mentre ho superato l'orario previsto per il check-in. Dopo ho saputo di uno scambio di messaggi fra l'organizzazione e Giorgio che aveva assicurato circa il mio arrivo in pochi minuti e così ottengo quanto necessario per affrontare serata/nottata dopo aver parzialmente ripulito gli scarpioncini prima di entrare in casa. Quando mi metto a cucinare non resisto alla vista di spaghetti a disposizione e così modifico I miei piani per la cena con accostamenti culinari “orrendi”.

09.04.2026

Notte tranquilla trascorsa nel cottage con il supporto del barattolo stile camper. Sono arrivato alla fine del circuito e, vista la giornata piovosa, ho qualche perplessità sulla visita alla penisola di Reykjanes dove Giorgio mi ha suggerito passeggiata sulla lava. Dopo varie opzioni aternative decido intanto di visitare la capitale dove arrivo dopo aver trovato il primo rallentamento per traffico di tutto il viaggio nei pressi della rotatoria che introduce al lungo tunnel che passa sotto al fiordo e che immette nella circolazione quasi cittadina. Il fatto che l'economia dell'isola sia per la maggior parte concentrata in Reykjavik e dintorni si percepisce. GPS mi conduce direttamente alla cattedrale dove trovo agevolmente un parcheggio. Al monento in cui sto per scendere dall'auto per pagare mi raggiunge Giorgio proponendomi di effettuare il pagamento dalla sua applicazione una volta indicato esttamente dove mi trovo: ancora una volta grazie Giohuston! Come sempre il clima è variabile e in pochi minuti, nella costanza di un vento forte, da pioggia a momentanea schiarita e poi ancora pioggia è un attimo. Resto colpito dalla struttura della cattedrale ed anche dal suo interno. Dopo inizio a scendere verso il porto percorrendo le vie pedonali piene di negozi di souvenir e di alcuni edifici interessanti. Confesso che ho messo il naso in uno di quei negozi e confesso che avevo adocchiato una tazza con immagini significative dei luoghi visitati che mi aveva attratto, ma poi ho deciso di soprassedere ripensando alle conchiglie raccolte qualche giorno fa che rappresentano molto per me. Giunto di fronte ad Harpa, la strepitosa costruzione che è la casa dei concerti, la pioggia si fa più intensa così decido di entrare sia per il piacere di ammirare I particolari dell'edificio che per sottrarmi all'acqua. Dopo un giro in area porto raggiungo il monumento che riproduce in maniera stilizzata una barca vichinga e da lì riconquisto il parcheggio doce, prima di muovermi, consumo la pausa pranzo a bordo di H i10. Quindi scartata anche da Giorgio l'ipotesi passeggiata sulla lava per maltempo opto per Ogmundarhraun Lavafield Viewpoint fermandomi ad ammirare lungo la strada Varnargardanir/Baràttan vid hraunid dove la lava ha invaso strade sino a un paio di anni fa creando seri danni alla popolazione di Grindavik. Da lì tocco Blue Lagoon che in realtà è un centro termale a pagamento; quindi proseguo per la meta mentre dalla strada ammiro un mare molto burrascoso. Il luogo che ho visitato è il frutto di avvenimenti vulcanici durati secoli nel tempo lontano e il paesaggio risulta impressionante (una serie di eruzioni vilcaniche risalenti a 850 anni fà. A seguire punto su Gunnuhver Hot Springs, l'area geotermica più potente dell'isola, ma vado prima per Reykjanesviti, un faro isolato che come tutti I fari mi attira, ma in queste condizioni mi limito a fotografarlo da lontano. GPS mi dice che dovrei fare alcuni km. per il campo geotermico, ma il segnale che vedo sulla mia strada me lo da a poche centinaia di metri. Quindi seguo il segnale e, con strada in cattive condizioni, raggiungo presto un parcheggio doce, ahimè, nel momento di scendere dall'auto, la portiera mi scappa di mano e il forte vento fa il resto, cioè ciò che non doveva succedere. Mi trovo sotto pioggia battente con difficoltà a muovere la portiera, ma poi, piano piano, riesco a portarla a chiusura anche se l'operazione non è più così morbida come in precedenza: però la porta si chiude! Poi lotto con il vento che cerca di farmi perdere l'equilibrio ad ogni passo così lo contrasto restando attaccato allo scorri mano della passerella delimitante il percorso. A questo punto capisco GPS: voleva mandarmi al parcheggio posto dall'altra parte del campo geotermico che vedo frequentato, mentre dove mi sono collocato io non c'è assolutamente nessuno. E con questa visita in condizioni estremamente severe si chiude l'avventura del signor Bonavventura, tanto per dirla con un fumetto d'epoca! Quindi raggiungo Skogarbraut in Keflavik, dove è sito l'appartamento che mi ospiterà per la notte.Trovo le chiavi per l'accesso nella casella della posta e quando entro trovo una vinestra aperta che rende gelido l'approccio. La camera è grande ma non ben abitabile. Saputo che a Milano l'acqua calda non è disponibile decido per una doccia e per un momento di rilassamento prima di pensare alla cena. Quando è il momento incrocio persone nere con le quali scambio un saluto in inglese, ma poi trovo una di queste al lavoro in cucina e capendo che la sua linqua è il francese mi complimento per il suo operato ricevendo in cambio sorrisi e ringraziamenti. Si tratta di persone provenienti dal Camerun e a me torna alla mente la vicenda narrata in un film islandese della ragazza nera bloccata all'aeroporto prima di essere espulsa per carenza di documenti che viene temporaneamente sistemata in un casermone adiacente all'aeroporto esattamente simile a questo dove mi trovo. Giorgio mi incita ad una uscita per Aurora Boreale, ma qui sta nevicando ed io sono entrato in modalità “rientro a casa”: quindi non mi costa nulla rinunciare e vado a letto presto tenuto conto delle procedure da svolgere domattina per la consegna dell'auto.

10.04.2026

Dopo la predisposizione ottimale del bagaglio effettuata la sera precedente oggi non mi resta che infilare nello zaino le ultime cose, fare colazione e salutare I camerunensi già in piedi alle 7.30 del mattino. Duramte la notte ha nevicato e anche adesso scendono fiocchetti leggeri. Prima operazione relativa all'auto è stata quella di cercare di mettere la portiera in condizioni di chiudere meglio, ma non ci sono riuscito. Partito con GPS impostato devo subito cercare di superare due salitine con curve senza restare bloccato: ci riesco. Procedo lentamente e mi fermo ad effettuare l'ultimo pieno proprio a 1 km. dal noleggiatore. Quando arrivo a destinazione non mi ritrovo e quindi entro nell'ufficio con il foglio di Ice Rental 4X4 e subito l'addetto mi fa segno che devo andare dalla parte posteriore. Forse ho capito male, lì non c'è nulla. Reimposto GPS con il nome del noleggiatore e il percorso da eggettuare è di 1.4 km. Poi mi rendo conto che mi ha fatto fare tutto il giro dell'isolato anziche I 200 m. che separano I due Rent. All'arrivo trovo affollamento, ma dopo un pò mi rivolgo allo stesso addetto che mi aveva consegnato l'auto spiegando che potrebbe esserci da pagare il parcheggio della Iceberg Lagoon. Effettuato il controllo non risulta nulla così andiamo insieme a fare il giro attorno all'auto. Come viene aperta la portiera per controllare il livello del carburante l'addetto si accorge che l'apertura e la chiusura non sono come all'origine; c'è da aspettare una decina di minuti affinché il supervisore verifichi. Alla fine mi è stato dato il via libera senza incorrere in pagamenti aggiuntivi; dopo altri 10' di attesa è arrivato un Van a scaricare clienti e prelevare me ed altri per raggiungere l'aeroporto. Mi avvio subito ad effettuare le operazioni di controllo e qui ho perso un pò di tempo: il mio bagaglio è stato intercettato ed io stesso, alla verifica scanner, sono risultato “pericoloso”. Ho tolto le scarpe e così sono passato. Circa lo zaino è stata rilevata la presenza di un flacone di poco più grande di quelli ammessi. A MPX nessun problema e qui invece si! Si tratta di un liquido adatto a disinfettare la pelle; mi viene chiesto se ho la prescrizione del medico ed io rispondo che può essere gettato. Ricomposto nell'abbigliamento e nel bagaglio ricevo da Giorgio la richiesta di un paio di acquisti da effettuare al Duty e me la cavo bene nel trovare le cose giuste. A questo punto il bagaglio è più pesante e più garnde rispetto alla dimensione dell'andata, ma non ci sono stati problemi. A bordo in perfetto orario il comandante annuncia di un ritardo di 30' causa sciopero dei controllori di volo a MPX. Poi si decolla. A bordo riconosco due italici che avevo incontrato a Stykkisholmur senza che io facessi loro capire che eravamo connazionali. Ad un certo punto consumo il mio pranzo preconfezionato e scambio qualche parola con la coppia che mi siede a fianco: viene da Palermo, devono essersi messi insieme da non molto, lei credo abbia un paio di figli, hanno girato l'Islanda inizialmente conun Van poi sostituito per problemi tecnici con un pick-up con cellula abitativa della quale mi hanno parlato benissimo. Vicino a me ci sono anche due coppie di islandesi in abbigliamento “estivo”, inclusi sandali indossati con calzini. Appena arrivati il caldo si fa sentire ed io mi alleggerisco di ciò che posso infilandolo nello zaino che diventa così sempre più pesante. Fortunatamente Giorgio mi annuncia che verrà a prelevarmi al terminal e questo mi evita di utilizzare mezzi pubblici. Arrivato a casa Mimì mi accoglie con entusiasmo e, come accade tutte le volte che dormo lì, si gasa non poco. Sono veramente felice di essere rientrato “sano&salvo”, e anche tanto soddisfatto sia dell'itinerario che di come sono andate le cose con Giohuston, l'artefice di questa mia avventura! Prima che Pamela uscisse mi ha accennato al percorso che ha iniziato già da qualche tempo: ne sono contento e domani cercherò di conversare più a lungo con lei.

Dal giorno tre al quattordici marzo 2026: un certo centro sud della penisola con ALIBI

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