martedì 4 agosto 2026

ISLANDA intensa dal giorno tre di aprile al giorno 10 a bordo di una piccola H I10

03.04.2026

Partenza da MXP alle ore 7.30 con volo EJU 3969  senza alcun problema ai vari controlli e atterrato a KEF in anticipo di 10' sull'orario locale previsto 9.55.

04.04.2026

Giornata che ha un significato preciso nella mia vita; oggi la celebro nel nome di mio papà visitando Seljalandsfoss – resto ammirato dalla cascata nella grotta, poi Skogafoss con arcobaleno e sole caldo, Reynisfiara la spiaggia nera modificata dagli eventi naturali durante lo scorso mese di febbraio, stop a Vik per rifornimenti vari e poi Fjadràgljùfur Canyon. Visti il tempo a disposizione decido di saltare Skaftafell N.P. per procedere con una visita rapida a Hofskyrkya e poi Jokulsàrlòn Glacier Lagoon + Diamond Beach, entusiasmanti nel far della sera e la relativa luminosità. Quindi una lunga galoppata sino ad Hafnarnes dove arrivo alle 21.30 dopo aver percorso oltre 450 km per 6 ore di guida e dove incrocio un ospite seduto al tavolo con I suoi due figli, tutti impegnati in un gioco ma cordiali nel salutarmi.

05.04.2026

Mentre mi preparo la colazione lo stesso ospite di lingua inglese che mi ha salutato ieri sera oggi mi 'augura la buona pasqua (non me ne ricordavo nemmeno) e mi offre un uovo decorato dai suoi figli, cosa che ho molto gradito nel ricordo di quando anche nella mia famiglia si seguiva questa tradizione. La giornata sembra adatta alla visita dei fiordi orientali, ma mi sbagliavo. Impostato il GPS parto per Vastrahom sapendo che poi avrei dovuto effettuare sosta tecnica a Djupivogur, invece mi trovo presto con strada innevata e nevicata in corso. Quando sto per perdere fiducia incrocio uno spazzaneve che mi fa pensare che troverò la strada in migliori condizioni più avanti, ma non è così. Inoltre la concentrazione nella guida mi ha fatto trovare oltre alle prime tappe previste, peraltro irraggiungibili su strade secondarie innevate di fresco. Quindi prosegu per Stodvarfjordur dove arrivo a fatica e con necessità di trovare la possibilità di rifornire in precedenza saltata. Non è facile! Trovo un distributore totalmente su neve fresca e decido di correre il rischio di avvicinarlo. Dopo mi sono fatto coraggio e sono sceso al porto stando entro I solchi creati da altri. C'è persino un momento di schiarita che mi da fiducia; il vento è sempre presente e tira forte (sulla portiera dell'auto c'è un segnale di attenzione per non farsela portare via al momento dell'apertura onde evitare relativi danni). Quindi proseguo sino a Fàskrùdsfjordur dove trovo una situazione complicata. Indirizzatomi verso il porto su strada con solchi, mi trovo in difficoltà nel dover effettuare una curva a sx a 135° su strada in salita e resto bloccato. Dopo vari tentativi e due auto transitate senza ricevere alcun segno di solidarietà riesco a ritornare entro I solchi già percorsi per tornare indietro. Decido di lasciare l'auto per raggiungere a piedi un market, cosa che faccio con grande difficoltà perchè I miei scarponcini da trekking o affondano e mi fanno scivolare. Il market era chiuso e quindi non mi resta che proseguire per Egilsstadir. Giorgio mi sconsiglia l'ultima meta Seydisfjordu perchè non raggiungibile in queste condizioni. Nel frattempo Giorgio mi informa che il luogo dove passare la notte è stato cambiato perchè quello prenotato ha fatto presente di essere irraggiungibile causa neve. Con fatica raggiungo la destinazione dove, prima di arrendermi alla realtà, resto in sosta davanti ad un Netto che ho trovato chiuso per poi rifocillarmi presso una stazione di servizio N1 di fronte. Quindi non mi resta che raggiungere l'Hostello dove passerò la notte, ambiente molto carino nelle parti comuni. Ho così modo per rilassarmi prima di prepararmi la cena e dopo, su suggerimento di Giorgio, uscire per Aurora Boreale. Mi becco un freddo così intenso che decido di abbandonare la ricerca, peraltro complicata dal maltempo. Per domani si prevede allerta gialla per ghiaccio e neve!

06.04.2026

Mi metto in moto con un bel – 11° che mi induce a prestare molta cautela nella guida, però la strada è pulita nella prima parte. Subito dopo la situazione peggiora. Sono solo su una pista innevata, ma sono sulla N1 ed ho fiducia che siano attivi gli spazzaneve. Mi sbagliavo. Via via prendo fiducia quando qualche auto mi raggiunge e mi supera. Ora penso a Sandro Munari campione Raly su Lancia HF e poi Stratos, ma io non sono lui, non sono venuto sin qui per partecipare ad un rally e soprattutto dai tempi di S.M. Sono trascorsi oltre cinquanta anni! Ad un certo punto mi trovo accodato ad altre due vetture e decido di tenere il loro passo restando a debita distanza; dalla parte opposta vedo arrivare un camion e mi preparo con I tergi al massimo. In un nano secondo mi trovo quasi addosso dell'auto che mi precede in quanto la quantità di nee sollevata dal camion e finita sui parabrezza ha indotto automaticamente I drivers a togliere gas. Non ci penso due volte e sterzo a sx per evitare l'impatto trovandomi così sulla corsia dove era appena transitato il camion: per fortuna nessuno lo stava seguendo e dunque procedo nel sorpasso con adrenalina andata oltre I valori possibili tanto che mi vedo costretto ad effettuare dei lunghi respiri prima di tornare in una situazione accettabile: che strizza! Finalmente raggiungo le mete sulla carta possibili dopo che avevo trovato sbarrata la strada per Dettifoss. Sono in area lago Mayvatn, tira un vento incredibile e alla prima discesa dall'auto incappo nell'inconveniente della portiera portata via dal vento. Non è successo l'irreparabile, ma ancora strizza! La strada per Hverfjallè innevata, ma ci provo. Mi bastano pochi metri per capire che non potrei mai farcela; quindi retromarcia e qualche foto da lontano. Giorgio mi incita a raggiungere il vulcano a piedi, ma sono quasi 3 km. per me comunque impercorribili. Passo ad Dimmuborgir, ma qui la strada è sbarrata. Allora torno indietro per Hverir dove riesco a visitare l'area geotermica con vento potente e con mio disagio alla fase acuta in quanto I servizi igienici sono fuori uso. Alla fine devo correre ai ripari e arrangiarmi in maniera audace senza riuscire ad evitare di sporcarmi. Quando mi sistemo provo Kraftla caldera; dopo pochi centinaia di metri l'auto mi si intraversa proprio durante un incrocio: capisco definitivamente che oggi non è una giornata per visite ma per portare a casa la pelle. Quindi mi fermo per rifocillarmi nella località fronte lago e solo per raggiungere una chiesetta atterro per ben due volte causa terreno ghiacciato. Giorgio mi dice che da qui in avanti la strada dovrebbe essere in migliori condizioni ed io, prima di proseguire definitivamente, mi fermo in una zona sopraelevata per riprendere un filmato. Ancora effetto vento sulla portiera, ma niente di grave. Quindi arrivo a Godafoss dove sosto e cerco di visitare l'area della cascata, ma vengo fortemente limitato dal vento e dalle scivolate su neve fresca. Quando mi ritengo soddisfatto proseguo per Akureyri, seconda città dell'isola, dove trovo facilmente Akureyri Hostel, una gradevole soluzione molto frequentata e dove si accede solo attraverso codici. Ho guidato per 280 km. in condizioni severe per quasi cinque ore e mi sento spossato. Inoltre Giorgio mi informa che la strada da me percorsa è stata chiusa subito dopo il mio passaggio mentre il tratto successivo è rimasto chiuso tutto il giorno così come lo è ancora. Preoccupazioni per domani.

07.04.2026

Sin dal mattino Giorgio è attivo per rendermi edotto circa la percorribilità della strada, ma anch'io, nel mio piccolo, oramai mi sono impadronito del sito che mette a disposizione queste informazioni. Ad un certo punto ricevo uno screenshot che raffigura l'andamento dei lavori di sgombero neve in corso e poco dopo la conferma della completa agibilità: sospiro di sollievo! Prima di lasciare Akureyri decido di effettuare un breve giretto, più che altro per ammirare la cattedrale così come ieri sera ne avevo fatto un altro nella zona del porto perché ammaliato da una nave ormeggiata nella zona cargo indossante una livrea elegante che le conferiva ai miei occhi un fascino particolare. Oggi è una giornata di trasferimento a Stykkisholmur con possibili soste per immersione in pozze d'acqua calda che io escludo a priori. Una volta partito, dopo aver notato sin dal mattino movimento di spazzaneve anche in città, trovo la strada pressocchè in perfette condizioni ed ogni volta che ne ho l'opportunità mi fermo per riprendere immagini di panorami stupendi baciati dal sole. Verso metà del percorso, in sosta proprio per ripresa immagini, Giorgio mi segnala che da lì si arriva facilmente a Fosslaug, luogo con cascata e pozza d'acqua calda. Quindi mi dirigo in quella direzione. Il percorso a piedi si rivela insidioso per vento fortissimo, terreno con neve percorso da ruscelletti non sempre facili da guadare. Arrivato alla meta mi soffermo sulla cascata e poi raggiungo la pozza proprio nel momento in cui due coraggiosi adiposi si spogliano e si immergono; non è per me, io ci metto solo la mano! Quindi recupero l'auto e torno a sostare per pausa pranzo nello stesso posto dove mi trovavo quando Giorgio si era messo in contatto con me. Quando riprendo tutto bene sino a che non abbandono N1 quando la strada si fa più stretta e con buche sino a diventare sterrata con buche che fortunatamente potevo vedere perchè la pioggia in corso le aveva riempite d'acqua. Così sono passato da un rally su neve ad uno su sterrato! Poi mi vedo tappato da un paio d'auto più lente di me, ma neanche pensare al sorpasso in quelle condizioni. Finalmente raggiungo la meta per la notte dopo una sosta da Bonus. Sjàvarborg è accessibili con codici che prontamente Giorgio mi gira: l'ambiente è molto gradevole e anche piuttosto frequentato. Resto colpito da alcune orientali una più bella dell'altra, specialmente quella che ho subito definito “Principessa”. In nottata svolgo il compito affidatomi dalla base italica ed esco per Aurora Boreale, ma il tentativo va a vuoto. Però al rientro sono premiato dalla visione della Principessa impegnata a vedere qualcosa sul portatile in compagnia di una socia di viaggio. Oggi ho guidato per oltre 410 km. in condizioni di tensione durante l'ultima ora, per un totale di 5 ore e 30'.

08.04.2026

Con vento forte e pioggia inizia la giornata durante la quale avrò vari stop nella penisola di Snaefellsness. Sul sito Islanda facile identifico luoghi che sottopongo a Giorgio e così il programma da lui elaborato inizialmente si incrementa. Prima di allontanarmi da Stykkishomur breve giretto e rifornimento carburante, poi via per Kirkjufell dove resto ammaliato sia dalla forma della montagna che dalla vicina cascata. Durante una breve sosta vicino a Olafsvik noto a terra delle conchiglie e subito capiscoo che il contenuto è stato mangiato dagli uccelli marini dopo averle aperte con la tecnica del lancio dall'alto. Immediatamente, nel ricordo della pesca a piedi praticata per tanti anni in Bretagna, cerco alcuni esemplari da portare con me come testimonianza pregnante di questo viaggio. Successivamente è la volta della cascata in ambiente ghiacciato Svodufoss, a seguire il primo Saxhòll crater dove, dopo la salita, consumo la pausa pranzo. Poi è la volta di Djupalònssandur dove le onde del mare si fanno potenti. A seguire piccola deviaione per riprendere il faro di Malarrif prima di raggiungere Arnarstapi dove ammiro le colonie di uccelli marini. Quindi breve sosta a Budirblack church prima di raggiungere Ytri Tunga dove incontro una colonia di foche, ma per raggiungerle mi son trovato a terra per ben due volte anche se non ho avuto danni. Sulla spiaggia anche la carcassa di una balena che Giorgio aveva visto anni fa quando il cetaceo era ancora intero. Lasciando il luogo commetto un errore con GPS e ci metto una ventina di km. per capire che non sono nella giusta direzione. Vista l'ora che si è fatta non ho molto tempo e perderne per futili motivi mi fa riflettere su come sia sempre possibile un errore. Finalmente arrivo a Gerduberg cliff dove non c'è nessuno e per arrivarci ho percorso una sterrata melmosa. Quando metto il piede a terra sprofonda in un terreno “soft” sul quale è difficile muoversi. Adesso che gli stop per visite sono terminate mi fiondo a Borganes per Bonus prima che chiuda e poi velocemente al luogo che mi ospiterà in un cottage distante dalla città una ventina di minuti. All'arrivo non capisco a chi rivolgermi per ottenere le chiavi mentre ho superato l'orario previsto per il check-in. Dopo ho saputo di uno scambio di messaggi fra l'organizzazione e Giorgio che aveva assicurato circa il mio arrivo in pochi minuti e così ottengo quanto necessario per affrontare serata/nottata dopo aver parzialmente ripulito gli scarpioncini prima di entrare in casa. Quando mi metto a cucinare non resisto alla vista di spaghetti a disposizione e così modifico I miei piani per la cena con accostamenti culinari “orrendi”.

09.04.2026

Notte tranquilla trascorsa nel cottage con il supporto del barattolo stile camper. Sono arrivato alla fine del circuito e, vista la giornata piovosa, ho qualche perplessità sulla visita alla penisola di Reykjanes dove Giorgio mi ha suggerito passeggiata sulla lava. Dopo varie opzioni aternative decido intanto di visitare la capitale dove arrivo dopo aver trovato il primo rallentamento per traffico di tutto il viaggio nei pressi della rotatoria che introduce al lungo tunnel che passa sotto al fiordo e che immette nella circolazione quasi cittadina. Il fatto che l'economia dell'isola sia per la maggior parte concentrata in Reykjavik e dintorni si percepisce. GPS mi conduce direttamente alla cattedrale dove trovo agevolmente un parcheggio. Al monento in cui sto per scendere dall'auto per pagare mi raggiunge Giorgio proponendomi di effettuare il pagamento dalla sua applicazione una volta indicato esttamente dove mi trovo: ancora una volta grazie Giohuston! Come sempre il clima è variabile e in pochi minuti, nella costanza di un vento forte, da pioggia a momentanea schiarita e poi ancora pioggia è un attimo. Resto colpito dalla struttura della cattedrale ed anche dal suo interno. Dopo inizio a scendere verso il porto percorrendo le vie pedonali piene di negozi di souvenir e di alcuni edifici interessanti. Confesso che ho messo il naso in uno di quei negozi e confesso che avevo adocchiato una tazza con immagini significative dei luoghi visitati che mi aveva attratto, ma poi ho deciso di soprassedere ripensando alle conchiglie raccolte qualche giorno fa che rappresentano molto per me. Giunto di fronte ad Harpa, la strepitosa costruzione che è la casa dei concerti, la pioggia si fa più intensa così decido di entrare sia per il piacere di ammirare I particolari dell'edificio che per sottrarmi all'acqua. Dopo un giro in area porto raggiungo il monumento che riproduce in maniera stilizzata una barca vichinga e da lì riconquisto il parcheggio doce, prima di muovermi, consumo la pausa pranzo a bordo di H i10. Quindi scartata anche da Giorgio l'ipotesi passeggiata sulla lava per maltempo opto per Ogmundarhraun Lavafield Viewpoint fermandomi ad ammirare lungo la strada Varnargardanir/Baràttan vid hraunid dove la lava ha invaso strade sino a un paio di anni fa creando seri danni alla popolazione di Grindavik. Da lì tocco Blue Lagoon che in realtà è un centro termale a pagamento; quindi proseguo per la meta mentre dalla strada ammiro un mare molto burrascoso. Il luogo che ho visitato è il frutto di avvenimenti vulcanici durati secoli nel tempo lontano e il paesaggio risulta impressionante (una serie di eruzioni vilcaniche risalenti a 850 anni fà. A seguire punto su Gunnuhver Hot Springs, l'area geotermica più potente dell'isola, ma vado prima per Reykjanesviti, un faro isolato che come tutti I fari mi attira, ma in queste condizioni mi limito a fotografarlo da lontano. GPS mi dice che dovrei fare alcuni km. per il campo geotermico, ma il segnale che vedo sulla mia strada me lo da a poche centinaia di metri. Quindi seguo il segnale e, con strada in cattive condizioni, raggiungo presto un parcheggio doce, ahimè, nel momento di scendere dall'auto, la portiera mi scappa di mano e il forte vento fa il resto, cioè ciò che non doveva succedere. Mi trovo sotto pioggia battente con difficoltà a muovere la portiera, ma poi, piano piano, riesco a portarla a chiusura anche se l'operazione non è più così morbida come in precedenza: però la porta si chiude! Poi lotto con il vento che cerca di farmi perdere l'equilibrio ad ogni passo così lo contrasto restando attaccato allo scorri mano della passerella delimitante il percorso. A questo punto capisco GPS: voleva mandarmi al parcheggio posto dall'altra parte del campo geotermico che vedo frequentato, mentre dove mi sono collocato io non c'è assolutamente nessuno. E con questa visita in condizioni estremamente severe si chiude l'avventura del signor Bonavventura, tanto per dirla con un fumetto d'epoca! Quindi raggiungo Skogarbraut in Keflavik, dove è sito l'appartamento che mi ospiterà per la notte.Trovo le chiavi per l'accesso nella casella della posta e quando entro trovo una vinestra aperta che rende gelido l'approccio. La camera è grande ma non ben abitabile. Saputo che a Milano l'acqua calda non è disponibile decido per una doccia e per un momento di rilassamento prima di pensare alla cena. Quando è il momento incrocio persone nere con le quali scambio un saluto in inglese, ma poi trovo una di queste al lavoro in cucina e capendo che la sua linqua è il francese mi complimento per il suo operato ricevendo in cambio sorrisi e ringraziamenti. Si tratta di persone provenienti dal Camerun e a me torna alla mente la vicenda narrata in un film islandese della ragazza nera bloccata all'aeroporto prima di essere espulsa per carenza di documenti che viene temporaneamente sistemata in un casermone adiacente all'aeroporto esattamente simile a questo dove mi trovo. Giorgio mi incita ad una uscita per Aurora Boreale, ma qui sta nevicando ed io sono entrato in modalità “rientro a casa”: quindi non mi costa nulla rinunciare e vado a letto presto tenuto conto delle procedure da svolgere domattina per la consegna dell'auto.

10.04.2026

Dopo la predisposizione ottimale del bagaglio effettuata la sera precedente oggi non mi resta che infilare nello zaino le ultime cose, fare colazione e salutare I camerunensi già in piedi alle 7.30 del mattino. Duramte la notte ha nevicato e anche adesso scendono fiocchetti leggeri. Prima operazione relativa all'auto è stata quella di cercare di mettere la portiera in condizioni di chiudere meglio, ma non ci sono riuscito. Partito con GPS impostato devo subito cercare di superare due salitine con curve senza restare bloccato: ci riesco. Procedo lentamente e mi fermo ad effettuare l'ultimo pieno proprio a 1 km. dal noleggiatore. Quando arrivo a destinazione non mi ritrovo e quindi entro nell'ufficio con il foglio di Ice Rental 4X4 e subito l'addetto mi fa segno che devo andare dalla parte posteriore. Forse ho capito male, lì non c'è nulla. Reimposto GPS con il nome del noleggiatore e il percorso da eggettuare è di 1.4 km. Poi mi rendo conto che mi ha fatto fare tutto il giro dell'isolato anziche I 200 m. che separano I due Rent. All'arrivo trovo affollamento, ma dopo un pò mi rivolgo allo stesso addetto che mi aveva consegnato l'auto spiegando che potrebbe esserci da pagare il parcheggio della Iceberg Lagoon. Effettuato il controllo non risulta nulla così andiamo insieme a fare il giro attorno all'auto. Come viene aperta la portiera per controllare il livello del carburante l'addetto si accorge che l'apertura e la chiusura non sono come all'origine; c'è da aspettare una decina di minuti affinché il supervisore verifichi. Alla fine mi è stato dato il via libera senza incorrere in pagamenti aggiuntivi; dopo altri 10' di attesa è arrivato un Van a scaricare clienti e prelevare me ed altri per raggiungere l'aeroporto. Mi avvio subito ad effettuare le operazioni di controllo e qui ho perso un pò di tempo: il mio bagaglio è stato intercettato ed io stesso, alla verifica scanner, sono risultato “pericoloso”. Ho tolto le scarpe e così sono passato. Circa lo zaino è stata rilevata la presenza di un flacone di poco più grande di quelli ammessi. A MPX nessun problema e qui invece si! Si tratta di un liquido adatto a disinfettare la pelle; mi viene chiesto se ho la prescrizione del medico ed io rispondo che può essere gettato. Ricomposto nell'abbigliamento e nel bagaglio ricevo da Giorgio la richiesta di un paio di acquisti da effettuare al Duty e me la cavo bene nel trovare le cose giuste. A questo punto il bagaglio è più pesante e più garnde rispetto alla dimensione dell'andata, ma non ci sono stati problemi. A bordo in perfetto orario il comandante annuncia di un ritardo di 30' causa sciopero dei controllori di volo a MPX. Poi si decolla. A bordo riconosco due italici che avevo incontrato a Stykkisholmur senza che io facessi loro capire che eravamo connazionali. Ad un certo punto consumo il mio pranzo preconfezionato e scambio qualche parola con la coppia che mi siede a fianco: viene da Palermo, devono essersi messi insieme da non molto, lei credo abbia un paio di figli, hanno girato l'Islanda inizialmente conun Van poi sostituito per problemi tecnici con un pick-up con cellula abitativa della quale mi hanno parlato benissimo. Vicino a me ci sono anche due coppie di islandesi in abbigliamento “estivo”, inclusi sandali indossati con calzini. Appena arrivati il caldo si fa sentire ed io mi alleggerisco di ciò che posso infilandolo nello zaino che diventa così sempre più pesante. Fortunatamente Giorgio mi annuncia che verrà a prelevarmi al terminal e questo mi evita di utilizzare mezzi pubblici. Arrivato a casa Mimì mi accoglie con entusiasmo e, come accade tutte le volte che dormo lì, si gasa non poco. Sono veramente felice di essere rientrato “sano&salvo”, e anche tanto soddisfatto sia dell'itinerario che di come sono andate le cose con Giohuston, l'artefice di questa mia avventura! Prima che Pamela uscisse mi ha accennato al percorso che ha iniziato già da qualche tempo: ne sono contento e domani cercherò di conversare più a lungo con lei.

Dal giorno tre al quattordici marzo 2026: un certo centro sud della penisola con ALIBI

 Da scrivere

sabato 13 dicembre 2025

Storia del progetto di una scuola primaria in Burkina Faso

 “Scuola Primaria Santa Madre Teresa di Calcutta” nel villaggio di SOGUE .

                                         

Tutto iniziò in data 26.01.2025 quando una singola persona da me conosciuta da tempo immemorabile manifestò l'intenzione di realizzare un progetto nel settore dell'istruzione scolastica in Burkina Faso a patto che me ne potessi occupare sotto ogni aspetto in qualità di curatore: per me è stato impossibile dire di no alla realizzazione di un opera che va a beneficio di bambini di aree meno fortunate della nostra, ma molto meno fortunate (193 sono i Paesi che producono un PIL sulla lista del FMI, il nostro occupa la 28°posizione, il Burkina Faso la 179°).

                                   

La Donatrice, per motivi insindacabili e del tutto personali, ha posto alcune condizioni: vedere realizzata l'opera nel tempo più breve possibile, la scuola dovrà essere indirizzata a promuovere l'educazione alla pace e alla coesione sociale, con particolare attenzione all'istruzione delle bambine. Si vorrebbe inoltre coinvolgere le famiglie con l'obbiettivo di sradicare la pratica delle mutilazioni genitali femminili, imposta ancora oggi in tenera età e che comporta sofferenze enormi ed un alto indice indice di rischio morte.

                                   

Le richieste poste dalla Donatrice sono state sin qui rispettate.

                                        

Fra febbraio e marzo, saltando parecchi passaggi normalmente esistenti in una vicenda di questa portata, è stato elaborato un progetto da parte di un architetto locale incaricato tramite l'Association Pour l'Emergence de la Citoyennete et le Developpement, AECD, che ha per oggetto Contribuer a l'Emergence de la Citoyennete et le Developpement de la Population au Burkina Faso, Organizzazione a me nota e con la quale i rapporti si sono consolidati nel tempo potendo contare sulla reciproca fiducia; l'architetto ha provveduto alla stesura di un dettagliato capitolato dei lavori necessari e utile per la quotazione dei preventivi richiesti.

                                                           

E' così iniziata la ricerca per la scelta di un terreno adatto alla realizzazione del progetto; dopo aver preso in esame varie possibilità l'acquisto è stato perfezionato in data 17.03.2025 a SOGUE, comune rurale di Komki-Ipala nella provincia di Kadiogo, distante circa 40 km. dalla capitale del paese dove, da quel momento, la PROVVIDENZA venuta da lontano ha concentrato le sue energie decidendo come nome del complesso: Santa Madre Teresa di Calcutta (26/08/1910 – 05/09/1997).

                                                    

Subito dopo si è provveduto a far effettuare una ricerca tendente a identificare una falda acquifera sotterranea: la fortuna ci ha assistito ottenendo un risultato positivo al primo tentativo!

                                     

Poi è stato il momento dell'interpello di varie ditte per la realizzazione di un “Forage” dotato di pompa elettrica azionata con l'ausilio di pannelli fotovoltaici ed uno “Chateau d'eau”: la realizzazione è avvenuta entro il 15.05.2025.

                                                    

                                          

                                                            

Durante il mese di giugno, una volta scelta fra i preventivi di tre ditte quella ritenuta più adatta per l'esecuzione dei lavori, è stato prima stilato e poi firmato il relativo contratto per la realizzazione di due edifici scolastici comprendenti ciascuno tre aule oltre a varie strutture accessorie, nonché è stato firmato anche il contratto con un Architetto in qualità di Direttore dei Lavori; in data 20.06.2025 è stato messo a disposizione del costruttore il terreno dove edificare partendo dalla realizzazione dei mattoni che hanno caratteristiche speciali e sono stati realizzati secondo il sistema adottato dall'Archistar Francis Kéré, originario di Gando Burkina Faso e noto a livello internazionale per realizzazioni innovative attraverso l'adozione di materiali locali idonei a contenere gli sbalzi termici in modo da offrire maggiore confort agli utilizzatori dei fabbricati senza dover ricorrere all'utilizzo dell'aria condizionata.

                                                        

                                     

AECD, attraverso il proprio Presidente, ha monitorato quotidianamente l'andamento dei lavori in loco riferendo puntualmente e documentando con foto; 

                                                          

                                     

al momento opportuno ha accolto il mio suggerimento per stilare un elenco di bisogni aggiuntivi per poter rendere operativa la scuola sin dai primi di ottobre, poco prima dell'inizio dell'anno scolastico in Burkina Faso.

                                       

                                                                  
Era il mese di luglio, con la stagione delle piogge già in corso, quando i lavori non hanno potuto proseguire alla stessa precedente velocità; allora è stato patteggiato con la ditta esecutrice l'incremento di personale idoneo per recuperare, almeno in parte, il tempo perduto causa condizioni meteo che quest'anno sono state avverse oltre l'immaginabile.

                                                      

                                                         

La Donatrice ha poi espresso la sua volontà di voler dotare il complesso di una recinzione per renderlo più sicuro all'utilizzo degli allievi, quindi ha approvato la realizzazione di un'area destinata ad attività sportive, un'area predisposta alla piantumazione di alberi e la creazione di uno spazio da utilizzare ad orto sia per scopi didattici/educativi che per la necessità di offrire quotidianamente agli allievi un pasto caldo anche attraverso la realizzazione di un edificio idoneo a conservare le derrate alimentari acquistate  nei mercati locali e dotato di cucina, inoltre ha aderito al suggerimento di far realizzare uno spazio attrezzato ad infermeria per offrire assistenza sanitaria ai frequentatori del plesso scolastico.

                                        

                                           

    Da metà ottobre, per riuscire ad iniziare l'anno scolastico nei tempi previsti dal locale Ministero dell'Istruzione, i lavori si sono concentrati sulla classe che accoglierà CP1 (la prima elementare). Dopo aver appreso che localmente non è un problema iniziare con il cantiere aperto, è immediatamente iniziato il reclutamento degli allievi attraverso pubblicità radio in lingua francese e nella lingua maggiormente parlata nel paese, il more, inoltre locandine e un “crieur” che ha iniziato a girare nelle aree limitrofe all'insediamento scolastico e ai villaggi sparpagliati lì attorno.

                                              

                                              

                                              

                                              

    Il direttore della scuola è stato prontamente reclutato, così come una maestra. AECD ha comunicato di preferire partire con due insegnanti, anche per coprire i casi frequenti di malattia (paludisme = malaria ancora molto presente nel paese) o assenze improvvise di qualsiasi altro tipo.

                                       

                             

    Per poter consentire l'accesso anche a bambini provenienti da famiglie disagiate è stato necessario offrire soluzioni a chi non può dare alcun contributo, contando su un aiuto  prontamente organizzato qui e che chiameremo PROVVIDENZA, intesa come partecipazione solidale e continuativa.

                                   

Se guardo alla esperienza pregressa con varie scuole realizzate nel tempo in Burkina Faso tramite Bambini nel Deserto (organizzazione che opera in Africa da oltre 25 anni alla quale sono associato da 15 anni), segnalo che se non venissero sostenute dall'Italia avrebbero chiuso i battenti dopo due anni al massimo.

                                                         

                                     

In sintesi, nel mettere a conoscenza di questa importante iniziativa contando che la lettura venga completata fino in fondo, ritengo indispensabile che per i primi anni la scuola venga sostenuta con l'aiuto dall'Italia circa le voci inerenti ai seguenti costi così stimati per il primo anno:

  • n° 2 insegnanti per un costo annuale pari a € 3.000,00; 

  • dotazione infermeria e presenza di un medico per un costo annuale pari a € 1.250,00; 

  • acquisto derrate alimentari e cuciniera per un costo annuale pari a €  1.800,00;

  • guardiano notturno per un costo annuale pari a € 600,00;

  • pubblicità per il reclutamento degli allievi per un costo annuale pari a € 500,00;

  • uniforme allievi per un costo annuale pari a € 600,00;

  • Per un totale, s.e.&.o., di € 7.750,00.

  • A questa PROVVIDENZA può partecipare chiunque voglia e ne abbia la possibilità secondo il principio che “l'unione fa la forza”.

                                            

Quando anni addietro arrivai a Kolkata/Calcutta (capitale del Bengala) ebbi modo di visitare le opere messe in campo da Madre Teresa apprendendo sul posto la seguente verità:

chi si impegna nel fare del bene, anche di fronte a limiti finanziari per andare avanti, sia che professi la religione cattolica o che abbia un'altra visione, si affida alla propria fede e nell'aiuto della PROVVIDENZA.

                                         

Per concludere: sto cercando attivamente chi vorrà interpretare in qualche misura il ruolo della PROVVIDENZA per la scuola primaria intitolata a Santa Madre Teresa di Calcutta in Burkina Faso a vantaggio dei bambini di Sogoue e dintorni.

                                          

Grazie per l'attenzione che mi avete dedicato e a presto,

Gaetano

                      .                                                                                                                    

Il modo più semplice e concreto per dare una mano alla scuola primaria Santa Madre Teresa di Calcutta in Burkina Faso è sostenere Bambini nel Deserto attraverso un bonifico bancario a questo IBAN: 

IT 55U 03069 09606 1000 00188874  causale "per i bambini di Sogue".

Oppure, più facilmente, utilizzando il seguente link dove troverete on line il progetto sul sito di Bambini nel Deserto:

https://www.bnd.ngo/projects/educazione-e-futuro-per-i-bambini-di-sogue/

Le donazioni sono fiscalmente deducibili; per qualsiasi ulteriore chiarimento io ci sono sempre, grazie!





mercoledì 21 maggio 2025

Completamento viaggio dal 07.05.25 al 13.05.25: Salamanca, Avila, Segovia, Barcellona, Arles e rientro a casa

07.05.2025

Ed eccomi pronto a tornare a Salamanca, anche se l'Assistenza per ora non mi è sembrata così veloce per cui non solo non è stato possibile partire ieri in serata, ma il percorso avverrà in un lasso di tempo più lungo (ho declinato di viaggiare in bus da Genova sino a destinazione così come ho declinato altre proposte ritenute inadeguate).

Mi sembrava così facile ripetere all'incontrario l'iter già eseguito, ma ci sono volute varie conversazioni per arrivarci quando erano già le 23 di ieri sera.

Cosa è avvenuto fra il 24 di aprile ed ora? 

Circa ALIBI, dalle comunicazioni ricevute dall'officina ho appreso che, allo smontaggio degli iniettori, anzichè gasolio è stata trovata benzina. 

Ho subito controllato la ricevuta dell'ultimo rifornimento effettuato in Portogallo trovando conferma del mio errore: mentre rifornivo avevo trovato strano che il prezzo fosse così alto rispetto a quello che avevo adocchiato, ma essendoci varie gradazioni di gasolio ho pensato che forse stavo rifornendo quello più costoso e me ne ero fatto una ragione. 

Invece stavo imettendo 44lt. di benzina per fare il pieno: ciò significa che ho creato una miscela diluita in circa 90 lt. che mi ha consentito di viaggiare per molti chilometri prima che iniziassi a riscontrare l'inizio di un cambiamento che ha poi costretto ALIBI a fermarsi in autostrada prima di raggiungere con grande affanno l'officina. Spero solo di non aver procurato danni. Al momento in cui ho visto la fattura per i lavori eseguiti ho potuto constatare come l'incidenza del mio errore economicamente sia stata marginale.

Oggi l'interlocutore dell'Assistenza è un'altra persona per cui ho avuto una conversazione durante la quale ho dovuto rimarcare tutti i concetti già comunicati in precedenza agli altri operatori. Al momento si parla del volo Malpensa ore 10.25 (dovrò essere in aeroporto 2 h prima) Madrid ore 12.50, ma non è ancora deciso il percorso Madrid Officina Villares de la Reina (Salamanca).

Ci sono state varie comunicazioni sino ad oltre le ore 23 con l'indicazione di chiamare alle 6.30 di domani per avere il taxi fino a MPX: un pò snervante la cosa, anche per i tempi di attesa dopo aver chiamato e per le ripetizioni con l'operatore di turno.


09.V.2025

Ieri mattina, nell'ultima comunicazione con l'operatore Assistenza Stradale di turno, questi mi ha spiegato che per il tratto Madrid Salamanca avrò un passaggio auto, ma dovrò chiamare al mio arrivo.

Quando si diventa un “pacco” da trasportare bisogna sapersi adegure alle regole del “trasportatore”.

In realtà, appena ho potuto accendere il portatile dopo l'atterraggio, ho subito ricevuto messaggi Wapp da Ruben, il driver che mi stava aspettando fuori dall'aeroporto: meglio così.

In partenza sono incappato in un errore commesso da chi aveva prenotato il mio volo: non era stato segnalato il bagaglio da stiva che ho dovuto pagare lì per lì.

Ora quel bagaglio a Madrid è diventato problematico, ma per una mia disattenzione: andando ai nastri ho letto un numero al quale mi sono avvicinato senza mai veder girare il mio bagaglio.

Intanto Ruben continuava a messaggiarmi.

Alla fine sono tornato al tabellone ed ho visto che il nastro era un altro.

Dopo averlo identificato con una certa difficoltà e vedendo che lì oramai non c'era più nessuno, mi sono messo in coda per la ricerca al banco reclami.

Quando è stato il mio momento mi è stato comunicato che avrei trovato la valigia a fianco al nastro: strano che non l'avevo vista prima, comunque sono tornato sui miei passi e la valigia era lì!

Ruben continuava a chiedere perché il tempo scorreva e solo verso le 14 ci siamo incontrati.

Durante il trasporto, seduto dietro, l'ho avvisato che avrei dormito un pò.

Arrivati in tempo utile a destinazione è venuto il momento di avere le spiegazioni sulla riparazione, pagare e poi andare: avevo già deciso di fermarmi a Salamanca per visitarla, ma dopo 50 m. dall'officina è comparso sul display un segnale inerente al motore. Immediata nuova diagnosi che ha segnalato il sensore n.2 in avaria dopo che era stato sostituito il n.1!

L'officina sino a quel momento non aveva rilevato nessuna anomalia, ma tant'è che ora mi sono sentito ancora in alto mare.

Alla fine abbiamo concordato che l'indomani mattina alle 9 mi avrebbero sistemato il problema con un sensore originale che sarebbe arrivato durante la notte.

Fiducioso ma perplesso ho raggiunto un parcheggio indicato da P4N che si è rivelato ottimo. Da lì, attraverso l'antico ponte Romano, sono giunto nel centro storico e ne sono rimasto conquistato.

Nel frattempo il sole aveva preso il sopravvento e tutto risultava più gradevole ai miei occhi, tant'è che sono rientrato alla base verso le 22 ancora con una bellissima luminosità.

Nel giorno del mio spostamento da Milano a qui ho percorso 10 km. a piedi.

Oggi di buon ora mi sono preparato ed ho raggiunto l'officina prima ancora che aprisse i battenti. Il sensore era puntualmente arrivato così, mentre si procedeva all'intervento, io ho fatto visita ad un Lidl vicino per qualche acquisto.

Tutto è filato liscio e così, dopo aver pagato un nuovo balzello, verso le 10 ALIBI era in ordine di marcia diretto ad Avila dove siamo arrivati in tempo utile per fare una visita che mi ha impegnato sino alle 15.30: stupenda la cinta muraria anche per il colore delle pietre con le quali fu costruita, meno le costruzioni al suo interno prevalentemente di pietra grigia.

Alla fine del giro sono arrivato ad onorare Teresa, Santa di questo luogo sin dal 1515.

Nel proseguire il viaggio, già da ieri sera avevo escluso Valladolid scegliendo Segovia, località che ho raggiunto con il meteo in positiva evoluzione: meglio così perché la località è posta a oltre 1000 mslm.

Quindi sole e forte vento mi hanno accompagnato durante tutta la visita: l'antico acquedotto romano è possente e spettacolare, praticamente è l'attrazione principale, roba da non staccargli gli occhi di dosso da ogni prospettiva possibile.

Sono arrivato sino all'Alcazaba che è attualmente più simile ad un castello della Loira che ad una fortezza: stile da favola.

Sono tornato ad ALIBI soddisfatto; mentre stavo per muovermi dei ragazzi mi hanno fatto notare che avevo una multa sotto al tergi dovuta al pagamento del parcheggio per un tempo andato superato.

In pratica mi segnalavano che era possibile, integrando la tariffa del parcheggio, evitare la sanzione. Mi sono quindi recato alla macchinetta cercando di seguire la procedura descritta, ma ho incontrato difficoltà anche perchè non era possibile pagare con carta ed io di monete ne avevo solo due da un euro.

Mi sono reso conto che avrei dovuto chiedere aiuto a qualcuno e così, appena ho adocchiato due ragazzi che mi son sembrati adatti, ho presentato la mia richiesta. Incredibile come si sono fatti carico del mio problema, uno dei due anche telefonando al padre più esperto della procedura.

Fortunatamente loro avevano quanto bastava ad integrare la mia disponibilità e così l'operazione è stata conclusa; ho quasi faticato a far loro accettare una banconota da 5€ per quanto avevano fatto per me. Inoltre è arrivata anche una insperata prenotazione per la mansarda a partire dal giorno 24: evviva!

Mi sono poi spostato in area Plaza de Toros per la sosta notturna, consapevole di un mercato del giorno dopo ho scelto un posto idoneo.

Oggi ALIBI ha percorso 201 km. ed io a piedi 11,2.


10.V.2025

Risveglio poco dopo le 7 e per le 9 ALIBI si muove in direzione Saragozza dove vagheggio l'idea di sostare per la notte e perfezionare la visita precedente.

Il percorso si snoda fra i 1100 ed i 1200 mslm ed il meteo non è assolutamente favorevole in questa zona montagnosa, spettacolare comunque. Con la pioggia che si intensifica la temperatura esterna scende sino a 8°! Il perdurare del maltempo mi convince a modificare i miei piani e a puntare su una località sita poco dopo Barcellona di nome Badalona, dalla quale l'indomani partire utilizzando i mezzi pubblici per una visita alla città.

Ad un certo punto, dopo pausa pranzo, l'intensità della pioggia aumenta a dismisura così decido di effettuare un rifornimento in autostrada anzichè andare alla ricerca di una stazione di servizio da supermercato lungo la viabilità ordinaria.

Dopo arriva anche la grandine, ma così come si scende dall'altopiano aumenta la temperatura esterna che presto raggiunge i 21°.

Intanto il traffico è aumentato ed io mi creo una difficoltà in area Barcellona non centrando lo svincolo giusto per più volte, accidenti a me!

Comunque per le 20.15 approdo ad un posto segnalato dall'applicazione dove vari utenti sono stati visitati durante la loro assenza: sarà quel che sarà!

Oggi ALIBI ha percorso 664 km. ed io praticamente zero!


11.V.2025

La giornata inizia presto per me e alle 8.30 sono già a bordo di un autobus che mi deposita alla stazione ferroviaria. Una volta salito a bordo ho provato a pagare con bancomat il passaggio, ma l'autista mi ha spiegato che bisogna pagare cash 2,25€. Ne presento 20 e dopo un pò il driver, causa mancanza di resto, mi accoglie a gratis consigliandomi di acquistare la “targeta” da 10 corse alla stazione.

Quindi vado diretto allo sportello chiedendo alla tipa il biglietto cumulativo; costei mi fa segno che devo rivolgermi alla macchinetta automatica posta dall'altra parte, ma mentre lo dice coglie nel mio sguardo un certo indice di smarrimento e quindi lascia la postazione per assistermi nell'operazione che si conclude velocemente alle 8.51 pagando € 13.55.

Con 3 o 4 stop del treno raggiungo Piazza di Catalunya dove è in corso una manifestazione sportiva ed è tutto transennato.

Un attimo per orientare il mio itinerario e via per la zona Gotica partendo dalla Cattedrale: da lì è un crescendo che mi porta a godere di quanto mi circonda sino ad arrivare alla Rambla, al mercato oggi chiuso, sempre attorniato da palazzi in stile liberty da me molto graditi.

La mente va alla precedente visita effettuata con famiglia tanto tempo fa e capisco come oggi stia vedendo una città diversa rispetto a quella visitata con i bambini. Arrivo quindi al monumento dedicato a Colombo che è nella zona a mare, l'unica che parzialmente ricordo e che avevo rivisto durante la sosta della nave che mi aveva portato in Marocco nel 2011.

Da lì decido di spostarmi alla Sagrada Familia, opera grandiosa di Gaudì che desideravo rivedere. Avevo anche letto tempo fa che l'opera finalmente era stata completata.

Utilizzando due linee di metropolitana emergo dal sottoterra trovandomi di fronte le guglie della meravigliosa realizzazione. I lavori in realtà non sono terminati; giro tutto attorno soffermandomi su vari particolari che ho maggiormente apprezzato dopo la visita dello scorso anno a Reus, luogo di nascita dell'architetto dove si trova una esposizione permanente a lui dedicata che avevo molto apprezzato.

A seguire arrivo sino a Sant Pau, sede di un ospedale in stile liberty fantastico.

Ora, dopo tanto movimento e poco cibo (mi sono rifocillato con il niente che avevo portato con me), è arrivato il momento di pensare a rientrare.

Con un autobus punto a Piazza de Catalunya per effettuare al contrario lo stesso percorso del mattino; appena a bordo una coppia mi offre il loro posto a sedere che rifiuto, ma che è la dimostrazione come in generale ci sia una grande attenzione alla figura dell'anziano.

Una volta arrivato a Badalona, prima di raggiungere ALIBI do un'occhiata anche alla spiaggia.

Veramente soddisfatto della visita. Penso che Barcellona sia la stella del Mediterraneo, e non solo. Vi si trova di tutto nella formula che tiene conto della qualità.

Nell'approccio ad ALIBI noto che nessuno lo ha toccato; con domani addio Spagna!

Oggi, oltre ai percorsi con mezzi pubblici, ho camminato 15,7 km.: record!


12.V.2025

Stamane ore 7 in piedi con l'idea di effettuare una lunga tappa sino a Tolone, località sfiorata l'anno scorso quando visitai Porquerolles, ma ad ora a me sconosciuta.

ALIBI viaggia che è un piacere affrontando con sicurezza la stretta strada che dal confine pirenaico scende in pianura allargandosi.

La vista sul Parco Regionale de la Narbonnaise è splendida; una volta giunto a pausa pranza in un'area pic nic dell'autostrada assai confortevole e ben collocata in zona Clermont l'Hèrault, alla verifica di un possibile posto sosta notturna scopro che Tolone è inavvicinabile per ALIBI.

Allora, in alternativa, sosta breve a Aigues-Mortes per poi riposare la notte ad Arles.

Qualche rallentamento nella viabilità ordinaria e poi la cinta muraria dalla parte che affaccia sul canale: splendido arrivo ad Aigues-Mortes.

L'interno delle mura è grazioso, ma è tutto impostato alla vendita di vari prodotti.

Questo è il luogo fondato da Louis, il re di ben due crociate perché “Dieuu Le Veut”, luogo che è nei miei ricordi sin dalla prima visita con figli ancora piccoli.

Alla ripresa del viaggio il display annuncia “cambio olio motore” e ciò mi fa ricordare quanto scritto sulla fattura di Salamanca: non garantiamo nel caso di successivi problemi dovuti all'inquinamento del circuito di alimentazione.

Potrò continuare o sarà meglio avvicinare un'assistenza Fiat? Opto per andare sul tranquillo visto che poco lontano dal punto sosta prescelto per la notte, lo stesso dello scorso anno, c'è il servizio assistenza Fiat.

Prima di collocarmi in sosta notturna ho il piacere di sgambettare sino all'Arena baciata dall'ultimo sole.

Oggi ALIBI ha percorso 470 km. ed io solo 4,9 a piedi.


13.V.2025

Inizio presto con la terza officina Fiat del viaggio dopo quelle di Coimbra e di Salamanca. Una volta parlato con il responsabile mi rendo conto che il pit stop non sarà veloce come speravo: qui sono impegnati con i lavori programmati ierenti ai loro clienti e per il viaggiatore di passaggio non c'è grande attenzione.

Lasciato ALIBI mi allontano alla ricerca di un posto dove attendere: la zona è quella dei grandi supermercati e delle esposizioni di tutte le case automobilistiche, nulla di più. Quando raggiungo Auchan vedo delle panche all'aperto e mi sistemo cercando di impegnare il tempo con messaggi Wapp.

C'è un bel sole e così, verso le 10.30, decido di tornare all'officina per recuperare il cappello constatando che ALIBI è all'interno con cofano aperto.

Poco dopo essermi allontanato ricevo una chiamata da una gentile addetta che parla anche qualche parola di italiano avendolo studiato al liceo e rispondo dicendo che sarò li a momenti.

Dopo la diagnosi c'è da effettuare Vidange e poi cambio olio e filtro. Firmo per accettazione dei lavori e in un primo momento mi viene comunicato che il veicolo sarà completato alle ore 15, ma subito dopo il tipo dell'accettazione, che forse è anche il capo officina, mi avvisa che entro le 12, orario di chiusura per pausa, potrò andarmene.

Bene! Resto in attesa accomodato nel salone sino all'orario concordato; poi pago velocemente e torno a viaggiare con l'idea di portarmi avanti.

Dopo pausa pranzo ho appreso di problemi sulla A10 dal confine sino a Pietra Ligure per lavori e code, tanto che i camion sono invitati a sostare prima di entrare in territorio italiano.

Sino a Mentone tutto bene, salvo i rallentamenti per traffico attorno a Nizza e la velocità imposta dalla cartellonistica indicante i 50 ed i 70 km./h in molti tratti curvosi e semi urbani.

A 5 km. dal confine, in area Mentone, vi è una riduzione di carreggiata che impone soste e coda, situazione che continuerà a fisarmonica sino a Pietra Ligure.

Superato il confine alle 17.40, stimo il mio possibile arrivo a Sestri dopo le 20.30. ALIBI continua a dare il meglio di se ed infatti alle 20.50 superiamo il casello per poi arrivare a casa.

Non si può dire che mi senta stanco, ma un pò provato sicuramente si.

Ugo è lesto a farsi vedere e ciò mi rallegra.

Comunico ai miei familiari della missione compiuta prima di dedicarmi all'essenziale per cenare.

Oggi ALIBI ha percorso 496 km. ed io a piedi 4,2.

Considerato che l'avaria che ha temporaneamente interrotto il viaggio è stata causata da una mia disattenzione durante l'ultimo rifornimento di carburante in Portogallo, non posso che essere soddisfatto.