martedì 12 novembre 2013

Passi successivi a Bkk




Venerdì 8 è stata una giornata assai intensa fin dal mattino quando, sperimentando un diverso itinerario a piedi, ho cercato e trovato l'imbarco a Phra Arthit. Da lì mi sono lasciato trasportare sino a Tha Chang con l'intento di visitare sia Wat Phra Kaew che Grand Palace. 




Consapevole che il cielo grigio avrebbe reso le immagini dei monumenti assai meno attraenti di quanto appaiano al naturale anche in simili giornate, non ho desistito in quanto avevo organizzato le cose per essere puntuale alle 15.30 al 132 Sathorn Nua Road dove avrei ritirato il Myanmar Visa.





Per quanto informato, non immaginavo di trovare così tanta umanità concentrata in una delle aree maggiormente visitate di questa città; il complesso monumentale è fantastico e avrebbe meritato più tempo, ma soprattutto maggior tranquillità attorno. 





Ho sopperito cercando i particolari, ma essendo che è tutto un insieme di particolari, mi sono trovato a dover accelerare quando ho visto che le ore erano già trascorse abbondanti. 









Ho quindi trascurato Grand Palace, a mio avviso assolutamente imponente ma meno interessante.






La densità di monumenti di ogni tipo è tale per cui è stato per me difficile riprendere delle immagini decorose; inoltre, all'interno del tempio dedicato al Buddha di smeraldo, qualsiasi ripresa è proibita.






Dopo aver ammirato il sito e destinato una serie di saluti riconoscenti al Buddha, nel mio caso onorato come essere che ha perseguito una scelta impegnativa e innovativa per buona parte della propria vita, all'uscita ho cercato di riprendere dall'esterno un'immagine di questo piccolo essere prezioso e ricco di storia, riuscendoci in qualche modo; conclusa la visita della parte sacra  ho attraversato piuttosto velocemente l'area profana per procedere oltre.





Quindi ancora un imbarco sino a Central Pier che risulta connesso con la fermata Saphan Taksin di BTS, Bangkok Mass Transit System, lo sky train; da lì in due fermate ho raggiunto Chong Nonsi, la fermata giusta per Myanmar Embassy, ma all'uscita avrei dovuto ricordarere da che parte dirigermi.
Mi sono mosso insicuro sino a che ho riconosciuto un curioso riferimento che avevo notato il giorno prima; ho così trovato il tempo per pranzare nello stesso “street restaurant”, dimostrando fedeltà alla cucina di quella laboriosa coppia sempre all'opera senza sosta.



Il ritiro del Visa è avvenuto abbastanza rapidamente tenuto conto che nel luogo deputato si concentra giorno dopo giorno il popolo destinato al Myanmar: non poco, a dir il vero, tale per cui nelle casse dei generali birmani vi è un flusso costante di buona valuta ottenuta “a gratis” e di buon grado con questo sistema.




Stanco ma non domo ho voluto visitare un altro sito importante prima di rientrare a casa, muovendomi ancora sul canale: Wat Po, il complesso entro il quale vi è il tempio del Buddha che giace disteso e completamente ricoperto di lamina d'oro, oltre ad essere sede di una prestigiosa scuola di massaggio.





Non ho però tenuto nel giusto conto dell'incalzare delle tenebre, ma me la sono cavata comunque: qui, data l'ora, oramai i visitatori erano rarefatti e non ci si dava alcun fastidio fra di noi. Anzi, in certi momenti mi sono trovato in completa solitudine per tempi relativamente lunghi mentre mi spostavo da una parte all'altra prima completamente al buio prima che venissero accese le illuminazioni.





Questo complesso è completamente diverso da quello visitato in precedenza; personalmente sono rimasto qui colpito dal gran numero di statue di Buddha, ma non solo, esposte sotto ad un lungo camminamento  che non ho potuto percorrere troppo in quanto completamente al buio.




Durante l'ultimo trasferimento sono stato avvisato dal personale di bordo che non ero salito sul battello utile alle mie necessità: sembra che questi Thai si preoccupino costantemente dei loro ospiti
senza farsene accorgere.
Alla fine sono arrivato allo sbarco essendo riuscito ad evitare la pioggia iniziata a cadere mentre attendevo il cambio di battello al riparo di un tendone.
Ero veramente stanco, con il fondo schiena rigido e dolorante, così ho deciso di acquistare street food cucinato da una islamica e portarmelo a casa piuttosto che pensare di fermarmi da qualche parte per  cenare.


Dopo l'esperienza di ieri oggi mi sono esposto ad un'altra prova senza per questo aver fatto una scelta consapevole: la giornata è stata una di quelle che io definisco velenose, allietata dalla vista di un'auto parcheggiata praticamente sotto casa.
Ma come e quando ci sarà mai arrivata sin qui una Fiat 125 fine anni sessanta? si tratta di un'auto assolutamente sparita dalla circolazione persino là dove veniva costruita, figuriamoci incontrarne una nel sud est asiatico! In un certo senso mi ha fatto tornare indietro di un bel pò nel tempo, quando a San Benedetto del Tronto un amico benestante guidava spesso quella del padre ogni volta che gli veniva permesso, ed io ne fui ospite a bordo più di una volta ricordando ancora oggi il comfort e la silenziosità di marcia di quella vettura.




La presenza del sole sin dal mattino, unitamente al tasso di umidità oltre, ha subito portato la temperatura a livelli tendenzialmente per me insopportabili; destinazione odierna Vimanmek Mansion Museum, definita come la più grande dimora in legno (teck) al mondo: visita regalo in quanto inclusa nel ticket delle visite di ieri.




La distanza da  percorrere non era esagerata, ma il bus che avrei dovuto prendere non passava così mi sono incamminato sino a quando ho incrociato un gruppetto di scooter-taxi e mi sono deciso a chiedere un passaggio mostrando l'indirizzo scritto nella loro lingua presente sul biglietto; quindi all'andata nessun problema, ma la visita ed il dopo visita mi hanno asfaltato.




Prima ancora di pensare di sbagliare direzione di marcia ho attivato google maps sul cellulare sperando di intercettare un autobus idoneo lungo la strada.
Così non è stato e passo dopo passo, con una certa fatica, ho conquistato la vicinanza a casa: In mancanza di appetito, ma ormai in orario canonicissimo, mi sono imposto una sosta in un “street restaurant”  e poi mi sono fiondato in camera per togliermi subito ogni indumento e rinfrescarmi.
Ho letto e navigato sino a quando sarei stato pronto ad uscire per cena, ma il rumore che ho iniziato a percepire non mi ha lasciato dubbi: una pioggia torrenziale stava battendo sui tetti senza la configurazione del temporale. 
Essendo a conoscenza di ciò che sta accadendo nelle Filippine ho preferito cambiare programma e continuare a navigare alla ricerca dei mezzi di trasporto più adatti per i miei spostamenti futuri. 





Domenica 10; esperimento di colazione in albergo: per 115 Bath, meno di € 3, scrambled eggs & bacon, toasts, butter & strawberry jam, il tutto servito al coperto ma all'aperto, beh, formalmente non esattamente la stessa cosa dei grand hotels del Belize, ma funzionalmente sì!


Oggi sono rimasto incantato ad osservare il sistema di sicurezza del Metro, anche prchè sono stato inormato il giorno prima della partenza di uno spiacevole fatto accaduto a Milano alla moglie di uno dei miei artigiani della Franciacorta.
Costei, non pratica, scesa dalla scala mobile ha visto il treno davanti a se e si è fiondata per acciuffarlo: peccato che si trovasse sul binario del senso opposto e, a causa della luminosità scadente, è finita sui binari sfracellandosi una gamba. Ed è pure andata bene così perché nessun treno era in arrivo dalla sua parte!


Qui i treni restano protetti da una parete di vetro dotata di porte apribili in corrispondenza di quelle del treno stesso, il quale è condotto con particolare perizia e si ferma giusto in corrispondenza di esse.
Quindi si aprono le porte del treno e con un ritardo infinitesimale quelle della barricata; I segnali a terra non lasciano dubbi: ci sono quelli che devono rispettare i passeggeri in attesa di salire, operazione che può avvenire solo dopo aver lasciato lo spazio libero per quelli che devono scendere.
Ho pensto a Milano Expo 2015, ma non mi sembra che nulla del genere sia nemmeno stato preso in considerazione, mentre qui, in questo mondo tanto lontano, è una realtà consolidata.




Prima mi ero recato presso l'Ufficio del Turismo Bkk dove ero riuscito ad avere una mappa della città ad integrazione di quella dello Skytrain e Metro; potendo ora consultare una mappa mi è sembrato subito tutta un'altra cosa.





Ho così raggiunto Wat Arun, imponente tempio che sta dall'altra parte del river rispetto alla fermata dei ferries, e non sapevo proprio  come avrei dovuto fare: semplice, ho scoperto che a pochi passi dalla fermata vi è un barcone che effettua il passaggio!





In una pagoda dove mi sono trattenuto ho visto seduto su un apposito spazio dedicato in esclusiva un monaco; mi sono avvicinato ed ho lasciato una piccola offerta che mi ha fatto ottenere immediatamente una benedizione con acqua santa e l'applicazione di uno stringhino bianco sul polso destro.
Non me l'aspettavo ed ho accettato di buon grado, fra i sorrisi dei fedeli impegnati lì in altro modo rispetto a me.








Da oggi, ogni volta che all'interno dei siti sacri incontrerò le campane di preghiera o il tamburo, ho deciso che non mancherò di far loro emettere quei suoni fantastici e ricchi di significato: ho cominciato da qui.





La caratteristica di questo complesso affacciato sul fiume è data dalla possibilità di salire gli alti gradini della grande stele preziosamente lavorata ed arrivare in quota: l'esperienza è stata bella non tanto per la salita in se quanto per aver potuto avvicinare in maniera diversa parte di quelle meravigliose lavorazioni artistiche che qui si trovano sparpagliate in ogni centro di culto, e ce ne sono veramente tanti.








Senza dimenticare che mi sono mosso esclusivamente all'interno della città vecchia, che poi è un'isola.





Successivamente, ancora utilizzando il canale e poi un tratto a piedi costeggiando una China Town stranamente chiusa per riposo settimanale, sono approdato a Wat Traimit, tempio del quale mi sono limitato a visitare l'ultimo piano, quello ove è esposto la statua di un altro splendido Buddha.






All'uscita, anche se privo di stimoli della fame (voglio ben dire, dopo quella colazione!) ho voluto approfittare della frutta preparata da un venditore di strada: un sacchetto con mezzo ananas ed uno con papaia, frutta squisita. 
Da lì con metro e skytrain ho voluto arrivare dove mi avevano indirizzato quelli dell'Ufficio Turisstico di BKK, presso Tourism Authority of Thailand, TAT: peccato che fosse chiuso.


Lungo la strada avevo notato due particolarità: una bella struttura Mormone (ma questi sono veramente ovunque!)



ed una scuola di Salesiani di Don Bosco, per intenderci Operazione Mato Grosso e tante altre realtà viste in America.
Non ho saputo trattenermi ed ho messo il naso da Don Bosco cercando a caso se ci fosse qualche prete italico. 
Con difficoltà ho trovato qualcuno a cui presentare la mia richiesta; mi sono sentito rispondere in un Thai-inglese che Father Frank ci sarebbe stato l'indomani.
Ok., tanto domani di qui ci dovrò passare ancora per consultare TAT.   
Ho dovuto sostare brevemente in un 7-eleven per reidratarmi con una bibita fresca al sapore di caffè macchaito erogata da una macchina: ne avevo proprio bisogno.
Quindi rientro piuttosto stanco con i soliti mezzi e canale, con la variante serale  dell'uscita impostami per cena presso uno “street restaurant”, il più vicino e che mi desse fiducia, quindi molto vicino.

giovedì 7 novembre 2013

I giorni del volo & i primi passi a Bkk

A Milano lunedì si sono svolti gli ultimi preparativi, incluso quello relativo all'albergo che finalmente ho prenotato, proprio sul filo di lana a causa di vari contrattempi avvenuti quando tutto sembrava già sistemato.
Mio fratello mi ha accompagnato martedì allo Shuttle: il nostro è stato un addio con poche parole da parte mia, quasi a giustificare le mie emozioni relative al distacco, che ultimamente, esclusivamente per mie elaborazioni mentali, si sono rivelate più forti di quanto mi aspettassi.
Quindi l'arrivo a Malpensa, la solita attesa e le solite procedure, imbarco e via per il Cairo, unico scalo previsto.
Lì i controlli sono stati approssimativi; dopo parecchie ore di attesa finalmente è avvenuto il decollo sul far della mezzanotte L.T..
Molti dei passeggeri imbarcati con me a Malpensa al Cairo si sono sparpagliati nei voli per Dubai, Saana, Dar as Salam, Nayrobi, però alcuni sono finiti anche sul mio volo.
Avendo prenotato per tempo pasti vegetariani a bordo mi sono sentito soddisfatto della scelta. In questo volo il personale è misto fra egiziani e thailandesi/malesi, visto che è schedulato Kuala Lampur/Bangkok.
L'arrivo a Bkk è avvenuto mercoledì in orario; sin da Malpensa e per tutto il tempo mi ha fatto compagnia la lettura di “Giorni in Birmania” di George Oewell.
Nessun problema con l'Immigration, quando mi sono svincolato il bagaglio stava già girando sul nastro, quindi avvio ad una ATM per avere del cash in valuta locale, il bath, e poi allo sky train. Arrivato al capolinea di Phaya Thai il trasferimento in albergo è proseguito in taxi in mezzo al traffico spesso fermo per le barriere imposte dalla polizia, per questo motivo odiata dal driver. 
Finalmente in albergo, il Penpark Place: stanza twin, dignitosa, area Khao San Road, ghetto dei “backpaker”.
Dopo doccia e lavaggi primo giro esplorativo a piedi nei dintorni, muovendomi abbastanza a naso in quanto la mappa che ho recuperato è quella BTS Sky Train, quindi poco utile per questi movimenti.


Casualmente ho trovato Phra Arthit, complesso misto di pagoda ed un Forte circondato da possenti mura anticamente a protezione della città, entrambi affacciati sul Chao Phraya River, luogo che mi sarà utile ricordare il giorno dopo quando utilizzerò vantaggiosamente un boat per tornare a casa.


Il clima umido afoso, il traffico congestionato, lo street food in questa zona al 50% preparato da mussulmani, le donne sedute su sgabelli posti davanti alle varie attività che vengono svolte su strada (se passi loro davanti un paio di volte ti guardano indagando - qualcuna anche rivolgendoti la parola), tutto questo non mi ha certo messo in difficoltà, ma ero troppo stanco per interagire in maniera positiva con l'ambiente e quindi ho continuato a camminare sino a quando, prima di ritirarmi, ho avvicinato uno degli innumerevoli 7-eleven, catena di micro market utile per comprare l'essenziale a prezzi contenuti, onde dotarmi di H2O da usare sia per bere che per il lavaggio dei denti.


Al rientro mi sono fatto dare la password per la connessione che ho avuto facilmente.
Ho già notato che in questo quartiere l'inglese non è sulla bocca di tutti; in particolare è bene avere trascritto in lingua locale qualsiasi indirizzo da raggiungere nel caso si dovesse chiedere info per strada o farsi accompagnare da un mezzo di trasporto; inoltre alcuni lo parlano con la cadenza Thai, che a me sembra tanto China, il che lo rende meno comprensibile alle mie orecchie, ma in ogni caso la gentilezza delle persone supplisce a queste piccole difficoltà e ci si intende.


Il primo impegno da assolvere giovedì è rappresentato da Myanmar Embassy per l'ottenimento del Visa. Sono stato consigliato di muovermi per tempo e così ho dovuto mettere la sveglia alle 6.30, anche perché avevo capito che avrei dovuto liberare la stanza per occuparne una singola.
Nel traffico ho cercato un taxi per un po' senza risultato tanto che stavo per prendere un “tuc tuc” il quale è un mezzo di trasporto stravagante che trovo meno interessante del taxi, visto che il prezzo è lo stesso ma si respira inquinamento allo stato concentrato, mentre il taxi ti fa sentire più riparato e al fresco; se non fosse stato che la trattativa si è rivelata senza sbocco ci sarei comunque salito, ma proprio allora un taxi si è fermato proponendomi lo stesso prezzo e così ho optato per questo.
Arrivato a destinazione prima delle 9, orario di apertura al pubblico, mi sono messo in coda e, come al solito, osservavo gli altri per capirne la provenienza. Un'altra persona, arrivata poco dopo e più brava di me in questo, mi ha identificato. Quando vi è stato l'accesso al salone io sono rimasto rispettosamente in coda contrariamente a molti altri che si sono mossi a loro unico vantaggio. Questo mio comportamento è stato molto apprezzato da quella persona che, al momento giusto, mi ha avvicinato per aiutarmi quantunque avessi già compilato il documento: si tratta di Massimo, proveniente dalla zona di Como, un quarantottenne con moglie inglese attualmente in India per dei corsi di perfezionamento (essendo insegnate di Yoga), così lui ne approfitta per giare in bici da un paese all'altro. Negli anni scorsi ha già pedalato in Vietnam, Laos, Cambogia, ma quest'anno lo farà da qui a Yangon. Nato in Nigeria quando il padre era la operativo come dipendente ENI, tipo risoluto che non si ferma davanti a nessuna difficoltà, quando allo sportello gli è stato detto che non avrebbe potuto entrare in Myanmar a bordo di una bici non regolarmente immatricolata e targata in quel paese, ha replicato affermando un falso, e cioè che amici suoi l'avevano già fatto. Ciò ha indotto l'operatore a consultarsi con altri e poi ad affermare che forse sì, si poteva fare: domani Massimo inizierà a pedalare verso Nord, risoluto a giocarsela poi con la polizia di frontiera del Myanmar.
Non è da escludersi che ci si possa riprendere lungo la strada, visto che ci siamo subito intesi; lui mi ha invitato a raggiungerlo a Goa dove trascorrerà con la moglie, come fa da parecchi anni, parte dell'inverno affittando una casa a prezzi modici.
Abbiamo trascorso insieme tutto il tempo sino alle 16.30, quando, dopo il ritiro del suo Visa, ci siamo accomiatati: lui ha proseguito per il suo albergo in zona aeroporto ed io mi sono imbarcato per risalire il Chao Phraya River nella convinzione di riuscire a rientrare in albergo senza troppe difficoltà.


Oggi, passeggiando fra la gente, ho incrociato persone di tutti i tipi, ma non ho ripreso nessuna immagine, fedele alla mia idea di riservatezza che pone un limite all'intrusione nella vita di altri, gente che anche qui sembra essere figlia di un Dio minore.


La ricognizione di ieri sera si è rivelata utile in quanto lo sbarco è avvenuto proprio dove avevo terminato la mia passeggiata il giorno prima. Anche oggi sosta finale al 7-eleven prima di rientrare a casa: questa sera, allo stesso prezzo di ieri, mi attende un king bed che manterrò sino a lunedì.



Per allora, pronto da ritirare domani il mio Visa, eseguita qualche ulteriore escursione in questa città che non mi sta appassionando (oggi ho trascorso del tempo in un centro commerciale consigliato come da vedere anche dalla Lonely Planet, MBK: in particolare ho acquistato una Sim Card per cui in Thailandia sono raggiungibile +66 0865549847 – forse lo 0 non va inserito, ma per ora mi è bastato), sarò pronto a muovermi decidendo in questi giorni la direzione.


mercoledì 30 ottobre 2013

Aung San Suu Kyi in Italia

                           http://www.biography.com/people/aung-san-suu-kyi-9192617

Alle persone più informate e più attente non sarà sfuggito come in questi giorni gli organi di informazione abbiano dedicato spazi informativi alla visita che sta conducendo in Europa "The Lady", Aung San Suu Kyi.
Le elezioni del 2015 in Myanmar segneranno un passo avanti verso un possibile cambiamento in direzione della democrazia, ma con le modifiche introdotte in tutta fretta nella costituzione di quel paese dal regime dei generali, anche nel caso di vittoria delle forze democratiche guidate da "The Lady",  il potere resterà saldo nelle loro mani.
Aung San Suu Kyi è venuta in Europa per verificare la possibilità di ottenere un significativo sostegno da parte degli Europei, e nel contempo è venuta a ritirare attestati, cittadinanze onorarie e lauree honoris causa assegnate alla Signora in tempi in cui non poteva lasciare il suo paese, pena l'impossibilità a rientrare.

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2013/10/16/news/laurea_ad_honorem_ad_aung_san_suu_kyi_sar_in_citt_il_30_ottobre-68733694/?ref=HREC1-24

Aung San Suu Kyi ha dovuto effettuare molte scelte nella propria vita, in particolare a partire dal 1988; fra queste primeggia quella che il suo forte senso di appartenenza al proprio paese ed il suo alto livello di responsabilità nei confronti del suo popolo l'ha portata a non abbandonare le genti del Myanmar nelle mani della dittatura militare, quindi a restare pur essendo consapevole di ciò a cui sarebbe andata incontro: la privazione della propria libertà.  
Il premio Nobel per la pace sta effettuando nel nostro Paese tappe a Roma, dove la sua visita ha preso inizio, Torino e Parma.

A Bologna la cerimonia all'Alma Mater inaugurerà l'anno accademico della sua Università che, unitamente a quella di Padova, risulta essere fra le più antiche in Europa.

martedì 29 ottobre 2013

Countdown

La sensazione che mi pervade da qualche giorno è quella di essere in ritardo nei preparativi inerenti alla partenza.
Così come il ritorno a casa comporta l'iniziale rifiuto a riprendersi carico delle varie situazioni lasciate, il momento della ripartenza sente il peso di tutto ciò che non si è riusciti a portare a compimento, che quindi resta in sospeso: è questo che spinge ostinatamente in direzione contraria e può farti sentire in affanno.
Credo a ragione!
Sì, perché non ho potuto trascurare oltre il Nomade e quindi ho cercato notizie la dove si trova: sulla carta ho avuto riscontri positivi, ma oramai sono stato troppo segnato dalle vicissitudini per crederci fino in fondo e quindi ho deciso di effettuare un blitz in officina.
Ciò mi ha inevitabilmente portato via del tempo.
Sembra che l'ultimo inconveniente sia dipeso dall'assestamento delle nuove molle super rigide montate sugli ammortizzatori anteriori; ciò avrebbe provocato la scampanatura della ruota con relativo logoramento degli organi di trasmissione.
Inoltre è stata rilevata un'avaria anche alla scatola guida della trasmissione; ora dovrebbe essere tutto in ordine, ma visto che il veicolo resterà fermo ancora qualche mese ho avuto la disponibilità da parte del tecnico degli assetti a testarlo ancora su strada per tutti i chilometri che gli sarà possibile percorrere; un collaudo che sarebbe toccato a me, ma per come si sono messe le cose preferisco che venga effettuato da chi ci ha lavorato.
Sono rimasto spesso in casa sia per espletare tutto il lavoro necessario che nell'attesa dell'arrivo di materiale Lonely Planet ordinato in Inghilterra; la spedizione è avvenuta a mezzo Royal Mail, ma quando i giorni di attesa hanno superato una certa soglia senza che il postino suonasse alla mia porta, ho iniziato a tempestare il mittente per avere notizie.
Purtroppo le spedizioni Lonely Planet sono rimaste arretrate rispetto allo standard di tante altre organizzazioni che mettono a disposizione la loro tracciabilità, e così, dopo aver interpellato anche il postino di zona con esito negativo, ho capito che non avrei potuto fare affidamento sull'unica guida che ritenevo particolarmente utile ai miei bisogni, Southeast Asia on a shoestring (big trips on small budget): anche la prestigiosa Royal mail non è forse più quella di una volta, a meno che non si sia creato qualche disguido dopo lo sbarco del pacco su nostro territorio, chi mai lo saprà!
Nel frattempo ho condotto varie indagini sostitutive sul web, ma oltre a impegnare molto tempo in questa attività, non ho certo ottenuto lo stesso risultato.
Ho trovato interessante l'esperienza descritta su alcuni blogs da parte di viaggiatori indipendenti, in particolare “Verso l'India” http://ruggerodaros.blogspot.it/ e su quello di una giovane sicula http://www.viaggiare-low-cost.it/category/sud-est-asiatico/ .
Mentre il tempo passava ho cominciato ad avere dei positivi riscontri circa l'iniziativa “Destinazione Myanmar”, per cui so che è stato ripreso il mio testo e pubblicato su vari portali, fra i quali quello dei quaderni di viaggio www.markos.it/quaderni/ , che già mi aveva pubblicizzato all'epoca del Western Africa.
Il countdown intanto mi teneva costantemente presente alle mie responsabilità; ciononostante avevo la sensazione di lasciar trascorrere il tempo in maniera non proficua.
Sono poi maturati i momenti della preparazione al distacco e dei saluti: nel mio ambiente Yoga ho avuto un saluto particolare, accompagnato dal regalo di un libro del quale conoscevo l'esistenza ma che non avevo ancora mai letto, se non qualche passaggio riportato altrove: autore George Orwell, titolo “Giorni in Birmania”, un capolavoro che metterò nello zaino cercando di non sforare il peso che mi sono prefissato.
Devo confessare che, sebbene sia grande il desiderio di andare e di non tornare alle italiche miserie quotidiane, percepisco in me tutto il peso di un viaggio da costruire in modo diverso, con i suoi pro ed i suoi contro tutti da scoprire.
Qualcuno probabilmente ricorderà una canzone ormai lontana nel tempo, allora cantata con successo da una giovane donna ancora acerba: mi sembra che il titolo fosse “Non ho l'età”.
Ebbene, a me sembra di non avere più l'età per un viaggio Backpacking, ma per vari motivi è proprio così che viaggerò, non ultimo per potermi muovere agilmente con moto a noleggio dove sarà possibile.
Avevo scelto una combinazione di volo che non mi tenesse in ballo troppo tempo con lunghi scali, in modo da poter arrivare a Bangkok certamente un po rintronato, ma ancora in un orario diurno utile a cercarmi un albergo fra quelli preselezionati (If You're returning to “civilisation” and need traveller amenities, then the backpacker ghetto of Th Khao San and surrounding Banglamphu, National Library area, is chep and convenient).
Qualche giorno fa mi è stato comunicato un cambiamento di programma dovuto alla cancellazione del volo Egyptair sul quale ero prenotato per la sera di martedì prossimo da Milano per Bangkok con scalo a Il Cairo; mi è stato proposto un volo precedente con conseguente sosta più lunga Al Cairo, esattamente ciò che avrei voluto evitare.
L'orario di arrivo a BKK sulla carta resta quello iniziale, ore 13.30 L.T.: d'altronde per € 600 A/R non si può pretendere più di tanto, anche perché avevo visto tempi anche più lunghi utilizzando compagnie forse più qualificate (o forse no: il prezzo è diventato una variabile indipendente sui voli low cost).
Con oggi, concluse le vaccinazioni indispensabili per i luoghi che saranno i miei nei prossimi mesi,
dopo aver discusso con il medico ed aver deciso di evitare la terapia antimalarica, è iniziata l'ultima fase, quella che si concluderà sia lasciando il frigorifero vuoto che con il confezionamento del bagaglio: zaino non oltre i 10 kg., zainetto (con tutta la tecnologia che mi porterò al seguito) non oltre i 4 kg..
Ho già acquisito un certo quantitativo di USD in banconote emesse dopo il 2006 che si presentano come nuove di zecca, così come devono essere per essere utilizzabili la dove vado; le carte di credito hanno entrambe vita residua abbondante, il bancomat internazionale è funzionante, la carta prepagata è pronta ad essere rifornita.
Il visto per Myanmar e per Vietnam li otterrò richiedendoli alle rispettive ambasciate presenti a BKK; per Cambodia e Laos li otterrò all'entrata nei rispettivi paesi, purché questa avvenga in determinate località all'uopo autorizzate.
Thailandia è l'unico paese, fra quelli che visiterò, che concede senza tante storie 30 giorni al visitatore; se però durante quel periodo il visitatore esce dal paese, al rientro potrà disporre solo di altri 15 giorni: ecco perché ho deciso di farne la base per i miei spostamenti.
I mezzi di trasporto saranno i bus, compreso sleepingbus, treni, barche, pick-up e moto, aerei quando indispensabili, come è obbligatorio per uno straniero che desidera entrare in Myanmar.
Il Vietnam si estende in lunghezza per 1800 km. e le sue zone climatiche sono assai differenti fra loro, tanto che per una visita accurata servirebbero tre diversi periodi dell'anno: io ho pensato di prendermi un po di caldo al sud per non trovare freddo a nord; quindi probabilmente ci arriverò entro il 5 di marzo.
Subito ho in mente di dedicarmi a Thailandia e Cambodia, quindi penso di rientrare in Thai puntando a nord per poi accedere al Laos o a Myanmar, paesi che mi vedranno fra gennaio e febbraio: ma tutto questo può ancora modificarsi più volte in funzione di tutta una serie di variabili che mi accompagneranno, prima fra queste quella rappresentata dall'andamento dell'iniziativa che sto conducendo con Bambini nel Deserto a favore dei bambini del Myanmar.
Se avrò notizia che staranno continuando ad arrivare donazioni sul conto corrente BnD con causale “Destinazione Myanmar”, la mia propensione sarà per ritardare l'ingresso in quel paese in modo da avere un importo più significativo da consegnare; viceversa, se il flusso delle donazioni dovesse segnare il passo, allora potrei anche entrare prima li rispetto al Laos.
Come per ogni cosa nella vita, meglio muovere cautamente i primi passi e poi stare sempre in campana, pronti ad usare la flessibilità nel prendere qualsiasi decisione in paesi dove la presenza del bamboo insegna questa caratteristica presto anche ai più piccini.


lunedì 14 ottobre 2013

Pensieri & Azioni in Evoluzione

Dr. Gaetano Zambon Via alla Chiesa di Santo Stefano n° 14
16039 Sestri Levante (Ge)
gaetanozambon@gmail.com


A tutti gli amici e conoscenti
loro sedi





Desidero informarVi che sono reduce da una visita al 4x4FesT, il più grande evento della trazione integrale in Italia concluso ieri a Carrara: lì ho incontrato il Presidente della O.N.G. nonché O.N.L.U.S. Bambini nel Deserto, Luca Iotti.

Bambini nel Deserto mi ha dimostrato tutta la propria sensibilità e generosità nell'offrirmi il proprio supporto di esperienza maturata nel settore per una iniziativa da me formulata: quella destinata alla salute e all'educazione dei bambini di una parte del mondo lontana dagli scenari in cui abitualmente BnD opera.
E così, dopo l'operazione umanitaria condotta insieme nei paesi del Nord Ovest dell'Africa nel 2012, in Nicaragua e quella forzosamente abortita destinata al Kurdistan nel 2013, ora BnD prende l'aereo con me e insieme si va nel Sud Est Asiatico, in Myanmar.






Perché tanto lontano?
Perché quel paese è caduto nelle mai di generali golpisti sin dal lontano 1947: da allora la dittatura si è fatta sempre più opprimente e a patirne gli effetti sono state le pacifiche popolazioni che vivono in quel territorio.
Le prossime elezioni vi si terranno nel 2015: ora il momento è maturo per scendere in campo dando una mano a quelle genti .

Come?
Offrendo aiuto per la salute e l'educazione delle nuove generazioni che, come chiunque lì, possono da sempre contare nell'abnegazione e sulla lungimiranza di Aung San Suu Kyi, “The Lady” (http://www.agiscuola.it/index.phpoption=com_k2&view=item&id=258:the-lady), colei che si è caricata sulle proprie esili spalle l'avvenire dell'intero paese.
Aung San Suu Kyi ha pagato un prezzo enorme per questo, essendo stata privata della propria libertà a più riprese, isolata dalla propria gente, costretta per quasi venti anni agli arresti domiciliari.

Anche in Myanmar per accedere ad una vita dignitosa occorre poter contare sulla spinta dei giovani:
perché non sforzarci, lasciando spazio alla nostra individuale sensibilità, facendo qualcosa per loro?

In che modo?
Effettuando una donazione attraverso Bambini nel Deserto IBAN: IT 24 G 01030 12900 000001500048 Monte Dei Paschi di Siena – Causale: Destinazione Myanmar.

Così operando ogni conferimento potrà essere dedotto in sede di dichiarazione dei propri redditi e personalmente potrò viaggiare più leggero e sicuro: l'importo raccolto mi verrà messo a disposizione nel momento stesso della consegna, direttamente a destinazione.

Un caloroso ringraziamento per l'attenzione che mi vorrete dedicare ed un caro saluto,



Gaetano  

venerdì 11 ottobre 2013

Pensieri & Azioni

Tutto è impermanente attorno a noi (ma anche in noi)


Nel tempo intercorso dal rientro in patria ad oggi, dopo il progetto Kurdistan abortito, ho potuto riflettere sugli ultimi avvenimenti di viaggio.
Il giorno dopo il rientro ho raggiunto Rovato – Bs dove ho trovato il Nomade presso l'officina che lo aveva ricevuto come un pacco postale spedito dalla Romania.
La riparazione è stata rapida: è bastato sostituire la parte meccanica logorata.
Però l'inclinazione della ruota sul suo asse sta ad indicare che l'origine del male deve essere ancora identificato; per questo motivo ho immediatamente portato il Nomade presso l'ospedale di Montichiari - Bs, specializzato in assetti di veicoli ben più impegnativi del mio, dove sembrava essere stato guarito solo pochi mesi fa.
Ho percorso quella cinquantina di chilometri mantenendo un atteggiamento molto guardingo, senza mai superare i 60 km/h, con l'orecchio teso a percepire qualsiasi variazione di rumore proveniente dalla trasmissione, dal rotolamento delle ruote sull'asfalto, ed in effetti ho colto qualche indicazione.
All'ospedale era stato preannunciato l'arrivo imminente del Nomade ed il personale lo ha subito accolto con affetto, tanto da dover restare lì più del previsto per rispondere ai quesiti che mi venivano posti circa passate esperienze di viaggio.
Colui il quale aveva già operato, dopo un primo esame, mi ha spiegato che sarebbe stato assente per ferie per due settimane e pertanto lo avrebbe visitato seriamente al suo rientro: non avrei potuto conoscere la situazione prima di fine mese!
E va bene! Senza poter prelevare altro materiale mi sono fatto accompagnare alla stazione ferroviaria per raggiungere casa; durante il viaggio ho cominciato ad esaminare le opzioni possibili per continuare a muovermi per il mondo senza perdere, a causa di una sosta dai tempi indefiniti, quei ritmi già positivamente collaudati.
Ho notato in me una consapevolezza inaspettata se comparata con quelle manifestata antecedentemente a che il Nomade venisse esaminato dai vari sapienti del bresciano: ora sono pronto anche ad un eventuale definitiva dismissione del veicolo nel caso venissero riscontrati altri cedimenti strutturali.
Mi sono sentito come chi ha fatto di tutto ed anche di più, dopo essersi esposto ad utilizzare ardite soluzioni a costi aggiuntivi non indifferenti, pur di salvare quella parte palpitante di anima in sofferenza; ma viene sempre il momento di fare i conti con la realtà, specialmente per chi non ama l'inganno, per chi vuole stare ai riscontri obiettivi sapendo che bisogna accettarli solo perché è così e basta!
Impegnarmi nella realizzazione di un sosia sostituto? No, non me la sento: i motivi sono tanti, non ultimo quello sentimentale.
Cambiare tipo di veicolo passando ad una camionetta 4x4 così come suggerito da qualcuno conosciuto durante il viaggio in Africa? Forse, ma non nell'immediato.
Nell'attesa di capire se il Nomade avrà ancora da vivere, di apprendere come potrà essere l'eventuale sua vita residua, è giunto il momento di mettersi in discussione utilizzando una diversa tipologia di viaggio, in parte simile a quella praticata fra gli anni settanta ed ottanta, agli albori dei miei movimenti in territori altri e sconosciuti.
Con questo spirito ho trascorso alcuni giorni sino ad arrivare ad elaborare un pensiero, quello che poi è diventato il pensiero: in questo momento chi e quale parte del mondo mi attira maggiormente?
Il mio sentimento ha trovato subito la riposta nel binomio rappresentato da Aung San Suu Kyi (http://www.biography.com/people/aung-san-suu-kyi-9192617) ed il territorio in cui vive, da me visitato nel 1986 quando ancora si chiamava Birmania, prima dei tragici fatti che hanno poi portato al conferimento del premio Nobel per la pace a colei che è diventata la guida spirituale del suo popolo, popolo tuttora soggiogato ed isolato dal reso del mondo dalla casta dei generali, detentori di un potere esercitato in maniera “assoluta”.
Prima di essere costretti a rimettere in libertà la Lady, dopo averla costretta ad oltre un decennio di prigionia, onde cercare di contenere il suo contatto con la gente, i generali si sono fatti aiutare dalla Cina per la costruzione di una nuova città, capitale amministrativa, distante alcune ore da Rangoon, nel frattempo rinominata Yangon.
Quindi ho dedicato il mio tempo ad organizzare non solo un viaggio nel sud est asiatico, ma a cercare di incontrare “Lei”.
Esiste una Associazione chiamata Amicizia Italia Birmania attraverso la quale ho saputo degli ultimi incontri avvenuti tra una rappresentativa italica condotta da un senatore, Albertina Soliani, e la Lady: sono così stato edotto sulle difficoltà nel poterla avvicinare.
Quando San Suu Kyi riuscì ad avere la disponibilità dell'importo del prestigioso premio conferitole, lo mise nelle mani delle organizzazioni da Lei stessa create per supportare la salute e l'istruzione dell'infanzia del suo paese. Ho così deciso di portare a queste organizzazioni un mio personale contributo, caratterizzando il viaggio con questo scopo principale.
A chi volesse unirsi a me nell'iniziativa partecipando con una donazione di qualsiasi importo può farlo da subito.
Il volo che mi porterà a Bangkok, base prescelta per coordinare tutti i miei movimenti (la Thailandia consente l'ingresso senza particolari formalità a differenza di Myanmar, Cambodia, Laos e Vietnam) decollerà da Milano Malpensa nel pomeriggio inoltrato del giorno 5 novembre.
Pertanto sino alla fine di ottobre conto di essere in loco e chi vorrà effettuare una donazione lo potrà fare direttamente contattandomi; chi invece deciderà dopo tale data potrà scrivermi una mail per avere le istruzioni sul come fare.

Grazie a tutti per l'attenzione che vorrete dedicare alla Lady, Aung San Suu Kyi!