mercoledì 23 gennaio 2019

Ultimi posti per tagliare il traguardo tutti insieme



Ciao amico in FaceBook e anche non,
la raccolta fondi nella quale mi sono impegnato qui in Burkina Faso a favore di gente ultima fra gli ultimi sta volgendo al termine.

Mancano pochi giorni alla sua conclusione prevista per fine mese; per questo motivo vinco il mio pudore e rompo gli indugi per metterti al corrente che a breve compirò ancora per una volta gli anni.
Se fossi a casa riceverei qualche telefonata, forse qualche presente, oppure organizzerei qualcosa per festeggiare o sarei invitato da qualcuno per brindare, ma trovandomi lontano ancora per un po' ho pensato di farti partecipare ad un gioco.
Tu mi inviti ad un brindisi virtuale che io accetterò altrettanto virtualmente, ma ancora prima di ordinare io invece ti chiedo di destinare quell'importo anziché ad una bevuta alla raccolta fondi finalizzata ad un'azione umanitaria in Burkina Faso della quale ho già detto in un precedente post del 09.01.19.

Scusa se sono stato un po' sfacciato nell'esporti il contenuto della presente, ma la causa lo giustifica.





Un caro saluto e a presto!  

P.S.:
Alcune persone mi hanno contattato per effettuare una donazione evitando FaceBook; ecco di seguito come fare:
entrare nel sito di Bambini nel Deserto www.bambinineldeserto.org cliccare Sostieni e da li procedere attraverso l'utilizzo dell'IBAN oppure tramite PayPal.

Importante: inserire la causale ABASMEI Burkina Faso

Chi volesse invece operare dalla propria banca può bonificare Bambini nel Deserto ONG & ONLUS via Casoli 45 41123 Modena al seguente IBAN: IT 24 G 01030 1290000000 1500048

Quando mi sono soffermato sul nome dell'associazione che mi sono ripromesso di aiutare mi sono reso conto di cosa volesse dire fornire assistenza ai malati mentali “erranti”= abbandonati a se stessi, ed “isolati”= tenuti segregati e incatenati.
Infatti ABASMEI significa Associazione Burkinabé per l'Assistenza e per seguire la Salute dei Malati Mentali Erranti e Isolati: opera dalla fine del 2011 con poche persone e quasi zero mezzi propri.



lunedì 21 gennaio 2019

Quinta settimana in Burkina Faso



Lunedì 07.I.19
Giornata convulsa: Bruna se ne è andata a Nagreongo con Frontera ed io ho continuato a girare come una trottola con Megane Scenic per accompagnare Fulvio alla cava di Pissy, poi Roland con il carico di P.C. al Cyber, dopo la ripresa di Fulvio a Pissy e quindi ancora Cyber per foto ufficiali. Fra un passaggio e l'altro ho incrociato la visita di un motard con un amico interessato ad Africa Twin: sarebbe un miracolo se ne sortisse qualcosa di concreto, ma dubito.



Martedì 08.I.19
Abass, l'artista, mi ha voluto sorprendere: si è presentato con un nuovo lavoro in sostituzione di quello non andato a buon fine.
Questo ragazzo ha una sua dignità e modi garbati che mi toccano il cuore, così come la malattia della quale soffre, ma ha anche difficoltà a capire le cose che gli vengono comunicate.
Per me la cosa era chiusa la volta scorsa, però lui voleva che io rimanessi contento del suo lavoro e si è applicato per la terza volta; purtroppo al controllo delle misure una delle tre è risultata abbondante.
Non ha fatto una piega: ha portato con se il manufatto per le opportune rettifiche da far effettuare a carico di chi lo aveva assemblato.
Quando è tornato mi ha chiesto il saldo pattuito: io credevo di averglielo già dato e quindi sono rimasto inizialmente sorpreso, ma poi mi sono reso conto che la ragione era dalla sua ed ho provveduto.
Avendo visto in giro tutti gli scatoloni che avevo tolto dal magazzino per esaminarne i contenuti egli pensava che fossi sul piede di partenza; quando l'ho rassicurato mi ha fatto capire che prima della mia partenza vorrebbe farmi un cadeau!
Cosa vuoi dirgli a uno così? Vorrei solo che la salute potesse stabilizzarsi e che la sua mente potesse snebbiarsi.
Nel pomeriggio  incontro con Marcel, Presidente ADJUS.
A questo punto credo di aver capito: Marcel, che è uno che le cose le intuisce, per evitare le mie forti perplessità già manifestate ha sdoppiato i contenuti creando un progetto al di la da venire incentrato sulla migrazione e, a latere, un corso di formazione per incentivare all'imprenditoria chi non dispone di capitali. 
Ora le cose sono più chiare!
Ha insistito per la mia partecipazione come formatore: a me va bene dargli una mano, so quanto sia importante la presenza di un bianco in queste occasioni e ora che l'indirizzo è meglio definito penso che qualcosa per lui farò.




Mercoledì 09.I.19
Inaspettatamente ho ricevuto una visita di cortesia dal falegname con il quale avevo fatto dei lavori tre anni fa e che non avevo mai visto ogni volta che sono passato davanti al suo atelier.
Mi ha detto che è stato due mesi per lavoro a Banfora, ma la moglie lo aveva informato della mia presenza: lui è la persona che prima di lasciare mi aveva donato una maglietta del partito che aveva vinto le elezioni politiche e che io gli avevo chiesto.
Quel partito sembrava dovesse essere in grado di risollevare le condizioni del paese, invece le cose sono andate peggiorando: qualcuno sussurra che il terrorismo sia pilotato dai francesi che né vogliono perdere la presa sul paese né vogliono che esso lasci il Franco cfa.
So che il Presidente B.F. si è rivolto ai russi per avere supporto in termini di formazione militare: questa mi sembra una nuova tendenza!
In serata sul tardi Inoussa si presenta con fare angelico: ma io l'avevo atteso tutto il giorno per accelerare i lavori del MAU e quindi l'ho liquidato redarguendolo.
Con le persone con le quali sono in contatto questo comportamento è quasi una costante: ciò dipende da una miriadi di motivi.
Quando fai presente la mancanza alla parola data le giustificazioni si sprecano in un “parceque”, “parceque”, “parceque” che a me risulta insopportabile dopo un po' di volte che sento il ritornello.
Io qui posso fare qualcosa, ma non posso fare tutto: la vita appartiene a loro e se non capiscono che potrebbe valere la pena apprendere qualcosa dal vieux, pazienza!
Personalmente la mia l'ho vissuta e la sto vivendo diversamente, soprattutto perché mi è capitato di nascere altrove.
A questo proposito sono curioso di conoscere le persone che parteciperanno al corso di formazione per giovani imprenditori organizzato da Marcel Presidente ADJUS: dovrebbe trattarsi di materia prima impastata con una farina più raffinata.



Giovedì 10.I.19
Oggi gli allievi sono tutti presenti ed anche arrivati tutti in orario!
Con l'attività di Souder plastique si pone il problema di far indossare ai ragazzi guanti e mascherine.
Ma qui nessuno sa dirmi dove andare a comprare guanti e mascherine!
Nel frattempo vengo a scoprire che dei 12 allievi presenti questa mattina ce ne sono solo 10 in attività; risposta di Moustapha da me interpellato: due sono usciti senza autorizzazione.
Appena tornano subito da me, please.
Tempo di buttare giù qualcosa preparato in precedenza ed ecco arrivare verso le 14 i due: si tratta dei più grandi, due tipi che avevo già individuato come “abulici”.
Alla mia richiesta di spiegazione non hanno saputo aprire bocca; hanno solo assentito quando ho espresso loro il mio punto di vista sull'accaduto e ho enfatizzato sulla responsabilità che qui tutti gli adulti si prendono nei loro confronti.
Quindi ho esaminato dei guanti da lavoro fatti arrivare dal formatore: sono di un'unica misura adatta a me, ma non ai piccoletti.
Per ultimo: altra bufala da parte di Inoussa relativamente al MAU.
Ora basta: non mi interesserò più della faccenda con tanta dedizione.



Venerdì, 11.I.19
Attività di routine fino a metà mattinata quando intercetto il Souder plastique e vengo a sapere che i guanti ancora sul tavolo costano Fcfa 7.500 al paio: fossero almeno della misura giusta!
Stavo per uscire per un itinerario di acquisti, ma cambio subito il programma.
LO Psicologo si offre di accompagnarmi ed io accetto; vagamente pensavo che in downtown potesse esserci uno "store" tutto dedicato all'anti-infortunistica/indumenti da lavoro, ma era solo una mia fantasia.
Lungo la strada iniziamo a fermarci in varie “quincallierie” dove comincio a capire che la taglia disponibile è unica e grande, ma insisto sino al quarto stop per farmi un'idea.
Alla fine acquisto quattro paia taglia unica/grande a Fcfa 1.000 l'una, per metà in pelle e per metà in tessuto: almeno sono economici.
Al rientro lascio lo Psicologo per fare almeno una parte del mio tour: durante il percorso effettuato assieme abbiamo parlato di vari argomenti a partire dal suo interesse per l'acquisto della vettura, dei problemi del paese, di Blaise e T.Sankhara, delle visite mediche alle quali abbiamo deciso di sottoporre gli allievi etc. etc..
Pensavo di non trovarlo al mio rientro per acquisti ed invece è ancora lì.
Nel frattempo Bea si era dedicata al lavaggio dei miei indumenti ed alla pulizia della casa; oramai era l'ora del pranzo e l'ho invitata ad acquistare qualcosa per entrambi da consumare insieme, senza pensare che lo Psicologo sarebbe rimasto ad attendere l'arrivo di Bruna: in questo caso avrei invitato anche lui, invece alla fine gli ho passato solo due carote, come da sua richiesta.
In realtà Bruna ha tardato un po' rispetto al solito sicché lo Psicologo se ne è andato pochi minuti prima che lei arrivasse, seguita in coda da Sama che l'aveva intercettata, ma lei non se ne era accorta.
Dato che per lei oramai si tratta degli ultimi giorni è particolarmente sovraccarica di cose da fare e la stanchezza accumulata dopo tanti mesi qui comincia ad avere il sopravvento sulle sue energie.
Avevo già preparato una macedonia di frutta ed ho anche cucinato così lei ha continuato sul suo p.c. sino a che non ci siamo messi a tavola.
Si è parlato della mie email: lei capisce il mio stato d'animo, ci è passata mille volte.
Mi racconta che è stato l'incontro con la donna motociclista di qualche mese fa a rincuorarla e a darle forza per continuare a testa bassa in un momento particolarmente difficile.
Io non sono ricorrente in questo paese come lo è lei, quindi non sono comparabili le nostre due posizioni.
Ora capisco anche meglio perché vorrebbe che mi candidassi per un posto nel direttivo alle prossime elezioni + che entrassi a far parte del gruppo della comunicazione, ma io ho altre prospettive per me.
Forse questa potrebbe essere l'ultima missione che compio: forse è proprio il livello dei miei interlocutori che accentua la mia “sofferenza” nel constatare che il mio tempo è usato male da loro e pertanto mi fa sentire inutile, così come vedere che BnD è scarsa/inesistente sul piano organizzativo.
Se non fosse stato per l'incontro con Rosalie per la quale mi sono dato da fare positivamente, cosa ci sarei venuto a fare qui visto che i progetti che avrei dovuto seguire si sono rivelati non ancora del tutto attuabili?
Ho altre cose nella vita che vorrei fare prima di non esserne più capace: la statistica mi dice che non ho tempo da gettare alle ortiche.
Dopo cena abbiamo ancora chiacchierato sino a che non è venuto il momento di ritirarci: lei ha preferito stare con la finestra aperta, ma l'ambiente è stato caldo per tutta la notte.


Sabato, 12.I.19
Ieri avevo pensato di togliermi da qui e recarmi al parco urbano chiamato Bangr-Weoogo sia per camminare, attività della quale mi sono privato per salvaguardare la mia salute, che per respirare all'ombra degli alberi.
Del Parco conoscevo l'esistenza, ma non ci ero mai stato; in compenso avevo letto che enti piemontesi hanno a lungo collaborato per fornire know how.
La mattinata si è messa in un modo tale per cui ho deciso solo nel pomeriggio di muovermi.
Non ho sbagliato nulla, ciononostante ci è voluta oltre un'ora per arrivare a metterci piede. Nello stesso momento il mio strumento di rilevazione indicava oltre 37°!
Staccato il ticket Fcfa 200 mi sono avviato; più mi inoltravo e più coglievo la mancanza di manutenzione, ciononostante è stato piacevole zigzagare all'ombra. Prima di uscire mi sono indirizzato verso la zona dove sono presenti degli animali, ma sono stato bloccato da un richiamo. Infatti questo percorso costa Fcfa 300 inclusa guida e solo dopo aver ottemperato al pagamento ho avuto accesso. Uno dei primi animali incontrati è un bel ippopotamo e mi è venuto spontaneo estrarre la camera per una foto, ma la guida mi ha allora edotto che se avessi voluto fotografare avrei potuto farlo, ma all'uscita avrei dovuto sganciare Fcfa 1.000, importo che non ho ritenuto di regalare per riprendere poveri animali costretti in spazi recintati.
In particolare mi ha impressionato la piccola yena che continuava a muoversi sullo stretto di un percorso sempre uguale: roba da dar fuori di testa!
Alle 18, orario di chiusura, ho lasciato convinto di tornare a casa velocemente. Invece il buio ha giocato contro di me e quindi non ho seguito esattamente la strada dell'andata, ma prima di accorgermene avevo percorso qualche km.
Mi è stato utile google maps: mi ha segnalato che dovevo effettuare un'inversione di marcia sino al punto di svolta, poi mi sono ritrovato. Con il buio il traffico era aumentato e perciò la guida è divenuta più stressante del normale tanto che quando sono arrivato Bruna era sul punto di iniziare a preoccuparsi.
Ha pensato lei a cucinare i miei acquisti di ieri: ne è venuta fuori una cena gustosa arricchita da bruschette ricoperte con un battuto di avocado, pomodoro e aglio&olio.
Altra notte condivisa, ma questa volta con A/C: tutta un'altra cosa, anche se poco dopo le 2 l'ho spenta.



Domenica, 13.I.19
Giornata trascorsa con tempi africani sino a che Bruna è tornata a Nagreongo per l'ultima settimana di questo periodo.
A quel punto mi sono messo in camera con A/C a 27°: mentre mi stendevo per leggere ecco manifestarsi un attacco di vertigine parossistica che mi stava ronzando attorno da alcuni giorni.
A memoria l'ultima volta che ne avevo subito uno che mi aveva costretto a restare fermo è stato giusto un paio d'anni fa nel sud del Senegal.
Per quanto io sappia come gestirlo capirò il suo livello di intensità nelle prossime ore.
Intanto proseguo nella lettura Lost for words inviatomi in formato digitale da Elisabetta e contemporaneamente anche di Il grande marinaio lasciato nelle mie mani da Fulvio.



giovedì 10 gennaio 2019

Inizio 2019 bruciante

Venerdì  04.I.2019 (le  foto si trovano su FaceBook del giorno cinque)

Compleanno di mia figlia, quella vera: Marta! Che la vita ti sia leggera, DNA del mio DNA.

Giornata nella brousse: accompagnati da Achille il trivellatore che su mia richiesta aveva preparato il terreno, ho voluto che visitassimo Soeur Rosalie al Centre A.B.A.S.M.E.I. (Association Burkinabé pour l'Assistance, le Suivi e la Santé des Malades Mentaux Errants et Isolés), associazione della quale è fondatrice e anche l'attuale Presidente.
Qui avevo già parlato dell'altro incontro avvenuto del tutto casualmente per assecondare Achille, chiamato da Rosalie per cercare di risolvere il malfunzionamento del “forage”.
Questa volta per lei avevo preparato un sacco con felpe e t-shirt.
L'accoglienza è stata calorosa ed è avvenuta nel posto dedicato agli incontri, sotto il tetto di paglia che protegge dal sole e fa godere della ventilazione.
Essendo l'ora canonica era stato preparato del cibo, assolutamente in abbondanza, ma non è stato questo a prenderci quanto Rosalie che ha conquistato il cuore di chi fra noi ancora non la conosceva.
Dopo il pranzo, in un clima disteso ho ascoltato una sua intervista rilasciata ad una radio locale e quindi siamo passati a un'intervista filmata da Fulvio per evidenziare l'attività di questa donnina che, per certi versi, mi ricorda la Teresa di Calcutta.
A seguire ho visitato le realizzazioni in corso d'opera con il finanziamento di una organizzazione francese e di una famiglia Burkinabè, entrambi sensibili all'assistenza a questa tipologia di malati, altrimenti ignorati, dimenticati, maltrattati, tenuti in catene o lasciati errare per le strade.
La parte più divertente è stata quando Rosalie mi ha chiesto da quale parte d'Italia io provenissi: quando ho citato la città di Padova, quella di S.Antonio, si è illuminata.
Lei spesso prega questo Santo, ne fa la novena, mi ha chiesto di inviarle un'immagine da mettere nella cappella e, perché no, intitolare a S.Antoine de Padue una futura costruzione della quale l'organizzazione ha bisogno e per la quale i fondi in corso di raccolta potrebbero essere un buon inizio.
Attualmente l'Associazione dispone di 5 Ha di terreno, dei quali solo uno è cintato grazie all'intervento di una organizzazione italiana.
La parcella di terreno recintata è stata resa gentile attraverso la piantumazione di fiori, assolutamente assenti nella brousse: questa parcella è la stessa dove vengono effettuate le coltivazioni orticole e l'allevamento di qualche animale da cortile, oltre a contenere una piccola costruzione e due tende per ospitare le persone.
Sono però in fase di realizzazione 12 camere per le donne da parte di un'organizzazione francese e un centro medico da parte di persone Burkinabé, mentre manca del tutto sia un posto per gli uomini che un locale dove svolgere attività di vario tipo.
Attualmente il centro utilizza le suddette due tende per il riposo notturno delle persone, tende della protezione civile italiana ricevute in dono dall'associazione dei giovani missionari sardi che, per quanto non a vista, sono + o – confinanti.
Al momento del commiato abbiamo ricevuto in dono una grande quantità di zucchine e melanzane colte al volo, oltre ad arachidi e una bella papaia; noi avevamo concordato di lasciare qualche Fcfa e così abbiamo fatto.
Rosalie non si aspettava questa mossa ed è rimasta piacevolmente sorpresa: come avesse ricevuto qualcosa venuto dal cielo per volontà divina!

Più tardi abbiamo proseguito per raggiungere il luogo dove da qualche ora era in corso la trivellazione per realizzare un “forage” a vantaggio di una scuola di un villaggio posto nella stessa area geografica nella quale si trova Rosalie: dopo il goudron ci siamo fatti venire a prendere da una guida a metà percorso della pista.
Giunti in loco la trivella era già arrivata a -35 m. e dall'esame del materiale trivellato i segnali sembravano incoraggianti.
Tutto il villaggio era presente, chi in piedi, chi seduto a terra: trapelava la trepidante attesa dell'acqua che sarebbe stata preannunciata dalla fine delle polveri disperse nell'aria.
Il sole ormai stava lasciando spazio al buio quando la quota raggiunta è arrivata a -55 m.
A quel punto i tecnici hanno preferito sospendere per non stressare troppo l'attrezzatura che era stata riparata giusto prima di questo intervento.
Qualcuno ha provato delusione, ma il responsabile del lavoro ci ha detto che le aspettative erano ancora tutte buone.
Con l'aiuto di un'altra guida locale ho condotto nel buio più completo sui sentieri dove il ciclomotore = mobilette mi stava portando; ad un certo punto si è fermato dicendomi che non avrei più potuto sbagliare. Infatti non ho sbagliato, ma il fatto è che con il buio si perde in prospettiva e quindi non capisci mai sino all'ultimo se ti stai infilando in una buca oppure no.
Sono rimasto piuttosto soddisfatto di come è andata, ma sul goudron non è che la guida si sia semplificata: ci sono i dissuasori di velocità da anticipare con una bella frenata, i vari veicoli che vanno da quelli senza luci a quelli che ti abbagliano, i carretti, le biciclette, i pedoni, gli animali, tutti, l'uno per l'altro, imprevedibili sia nel modo di muoversi che per le possibili direzioni che hanno intenzione di prendere.
Quando ho lasciato Achille alla sua casa si può dire che oramai ero arrivato.
Inizialmente pensavo di non cenare, ma poi Bruna ha preparato delle bruschette al pomodoro e così mi sono lasciato tirare dentro: gustose.

Sabato  05.I.19 

Motards Burkinabé a G.I.: preparativi, arrivo, set fotografico organizzato da Fulvio, rinfresco di ringraziamento.
Sono intervenuti 9 motards, ognuno dei quali proprietario di più moto, oltre ad altri cinque o sei che non si sono trattenuti per essere ripresi: e che moto cavalcavano!
Per la maggior parte BMW 1200 o 1300 di cilindrata, nelle varie versioni.
Sono arrivati anche due italiani più Roland il meccanico conosciuto tre anni addietro: la nostra Honda Africa Twin faceva bella mostra di se, lavata e stirata, con un cartello da me predisposto recante la scritta “Vendre, an 1989, km. 84.000, mecanique parfait, prix a debattre”.
Ci sono stati alcuni interessamenti, altri hanno preso foto per cercare possibili acquirenti: resta il fatto che ho già comunicato a Luca: se le moto valgono l'equivalente di 1.000/1.500€ forse sono vendibili qui, ma se valgono 3.500/4.500€ il discorso si complica.
I motards che ho conosciuto sono ricchi e acquistano moto nuove o molto recenti, inoltre i modelli di moto che arrivano qui e ci vengono donate sono quelli giusti per un occidentale che vuol viaggiare in Africa, ma non per un africano.
Ho consigliato di trovare un volontario amante dell'avventura che possa riportarla in patria (dove sembra assicurata la possibilità di vendita a € 3.500/4.000)!
Oltre a tutto il traffico delle grosse moto c'è stato anche movimento di clienti sino quasi alle quattro del pomeriggio, più la presenza di Martin.
Al momento del rinfresco è stato divertente osservare il comportamento degli allievi: ho chiesto a Moustapha di liberarne cinque o sei per averli vicino ai motards.
Questi non li hanno degnati di uno sguardo e i piccoli si sono sentiti a disagio tanto che ho dovuto insistere per far loro assaggiare qualcosa.
Quando i motards se ne sono andati e sono arrivati altri allievi a dare il cambio ai primi, allora si che è stato divertente: si sono seduti attorno al tavolo, si sono serviti di tutto quanto era ancora disponibile spazzolandolo sino a che non c'è rimasto nulla!
Verso sera è arrivata una chiamata da parte di Roberto per trascorrere la serata assieme a lui e alla coppia già conosciuta, persone che sarebbero rientrate a casa l'indomani: affare fatto per vederci al ristorante posto all'interno del villaggio degli artisti.
Ottima cena, bell'ambiente, casualmente incontrato Achille in compagnia di tre persone di Shalom.
Poi saluti affettuosi, scambi di contatti e promesse di rivederci una volta a casa.

Domenica 06.I.19

Pilimpiku: il barrage
Partenza da Garage Italia alle 8 per essere allo changeur alle 8.30 dove abbiamo appuntamento con Sama: oggi poco traffico e tutti puntuali.
Ci si imbarca sulla Toyota di Sama perché consuma meno: ci sono da fare fra andata e ritorno oltre 100 km. di goudron e circa altrettanti di pista.
Temperatura buona con Harmattan all'opera, quindi cielo lattiginoso e tanta polvere ovunque.
Verso le 11.30 siamo stati costretti ad attraversare le miniere d'oro a cielo aperto che, a causa della mancanza di un piano regolatore, si espandono ovunque, anche sulla pista.
A pensarci bene, rispetto alla miniera di granito in località Pissy, quasi in centro a Ouagadougou, dove le condizioni di lavoro sono pesanti, ma non coinvolgono i bambini, qui la maggioranza dei lavoratori sono bambini, gli unici in grado di introdursi nei fori circolari praticati nel terreno.
Subito dopo un passaggio difficile per i residui degli scavi lasciati sulla pista eccoci arrivati al barrage: si nota subito che il livello dell'acqua è modesto.
Ciò dipende dal fatto che il fondo è ancora molto poroso e l'acqua si disperde, ma la gente del villaggio sostiene che se si spianasse una collinetta l'invaso sarebbe più ampio e quindi potrebbe contenere più acqua: non fa una grinza, ma nel progetto questo discorso c'era o non c'era?
Sono presenti tutti i capi possibili sia al sopralluogo che successivamente all'incontro sotto il Grande Baobab; oltre ai capi, anche la maggior parte degli abitanti, esclusi quelli al lavoro nella miniera.
In situazioni come questa il cerimoniale viene sempre rispettato: nell'attesa che iniziassero i discorsi una giovane madre che reggeva in braccio una bambina piangente ha offerto il seno alla piccola che evidente aveva fame.
Lo ha estratto con una certa difficoltà da quella pettorina aderente e la piccola si è subito quietata. Poco dopo la bimba ha ripreso a lamentarsi perché il seno materno era rientrato automaticamente al suo posto.
Allora la madre ha ripetuto l'operazione nel momento in cui i nostri sguardi si sono incrociati : entrambi ci siamo trovati a ridere per ciò che era accaduto.
Alla fine Bruna ha replicato ai grandi capi e poi è stata chiamata a dire la sua una donna. 
Si è presentata un'anziana: il suo discorso richiama la storia del pozzo realizzato da BnD molti anni fa, ma lo fa con tale forza, con fine arguzia e grande capacità di stare al centro dell'attenzione da sembrare un'attrice navigata.
Inoltre, a differenza da quasi tutte, indossa una leggera camicia bianca trasparente che lascia intravvedere un seno che ha dato tanto e sulle gambe un semplice "paine": non è per niente in tiro, ma forse è solo molto povera.
Se c'è una cosa che non mi piace è l'uso del reggiseno formato rigido super bra che alle donne dona una forma poco naturale: la vecchia invece è naturale in ogni sua manifestazione. 
Ho molto apprezzato il suo intervento, così come il canto di altre donne eseguito in onore di BnD e della sua rappresentante: Bruna, la quale continua a ricevere talmente tanti auguri di lunga vita e l'invocazione di benedizioni divine da poter stare tranquilla ancora per molto tempo!
A seguire, e del tutto inaspettatamente, ci siamo visti accompagnare nei locali della scuola dove ci è stato offerto un pollo in umido assai duro ma intingolato a dovere, anche un po' affumicato per il tipo di cottura adottata.
Il servizio non prevedeva il caffé cosi, a mani unte, ci siamo accomiatati da Pilimpiku, ma prima - come da tradizione - ci sono stati donati un mezzo allevamento di polli che sono entrati direttamente nel bagagliaio della Toyota.
Siamo partiti per dirigerci non troppo lontano a rendere visita di cortesia ad un supercapo regionale che è pure imparentato con Sama.
Tanti convenevoli proprio nel momento del “kilo”; infine ci ha raggiunti un santone che ha continuato a recitare una serie di litanie attive fra lui e varie persone presenti all'incontro.
Bisogna dire che sotto alle strutture dove avvengono gli incontri si sta sempre bene sia per l'ombra che per la ventilazione.
Anche qui è stato infilato nel baule dell'auto un altro elemento: un gallo bianco che mancava alla collezione.
Finalmente la pista in direzione contraria sino al goudron, poi il traffico sempre più sostenuto sino al rondò dove siamo scesi dal Toyota per rientrare a bordo del Frontera chiamato Folgore da chi recentemente lo ha condotto sino a noi in Burkina Faso in dono.


mercoledì 9 gennaio 2019

ABASMEI - Burkina Faso

Dettagli circa l'iniziativa raccolta fondi in corso a favore di: ABASMEI – Burkina Faso
(Assistence Medicale et Sociale des Malades Mentaux Errant et Isolé).

Dell'Africa si parla per i problemi legati alla fame, alla povertà, alle scarse condizioni igieniche e alla malattia, ma mai di quelli legati alla salute mentale.
La malattia psichica in questo contesto significa emarginazione, maltrattamenti, rifiuto e catene.
Addirittura catene!
I malati spesso sono legati, chiusi in stanze buie o lasciati per strada ad errare, abbandonati.

Erich Fromm nel 1955 affermava: La salute mentale non può essere definita in termini di “adattamento” dell'individuo alla sua società, ma, al contrario, deve essere definita in termini di adattamento della società ai bisogni dell'uomo.

Quando mi sono soffermato sul nome dell'associazione che mi sono ripromesso di aiutare mi sono reso conto di cosa volesse dire fornire assistenza ai malati mentali “erranti”= abbandonati a se stessi, ed “isolati”= tenuti segregati e incatenati.
Infatti ABASMEI significa Associazione Burkinabé per l'Assistenza e per seguire la Salute dei Malati Mentali Erranti e Isolati: opera dalla fine del 2011.
Il Centro che ho intercettato casualmente è ubicato in piena “brousse” fra la N3 e la N4 fuori Ouagadougou, dove si è installato da qualche tempo su un terreno nudo di circa 5 ha, dei quali solo una parte è recintata.
L'Associazione è nata per iniziativa di una persona con studi in sociologia dotata di grande sensibilità e compassione verso chi soffre: Rosalie Kanzyomo, persona che tanto mi ha ricordato Teresa di Calcutta.
Dalla lettura dello Statuto ho avuto conferma che si tratta di una Associazione laica anche se il fondatore e attuale Presidente è persona appartenente ad una congregazione religiosa.

Attualmente esistono una piccola casetta e due tende ex protezione civile italiana chissà come arrivate lì a sostituire i precedenti ripari in plastica.
Rosalie è dotata di competenze specifiche nel settore e grande forza d'animo supportata dalla fede: così come è capitato a me, altri prima di me sono venuti a conoscenza di questa iniziativa ed hanno già provveduto a fornire aiuti destinati alla realizzazione di un “forage”dal quale viene attinta l'acqua sia per le persone che per la coltivazione di ortaggi.
I bisogni ai quali porre rimedio sono tanti, quindi tanto vale iniziare da qualcosa di concreto come, ad esempio, potrebbero essere: importo per fornitura di letti, importo per fornitura di indumenti e di coperte per la stagione che risulta fredda al loro termostato, importo per fornitura di medicinali, importo per fornitura di cibo e altro ancora.

Se la raccolta fondi raggiungerà l'obiettivo ed io sarò ancora sul campo potrò concordare con Rosalie le priorità alle quali dare risposte immediate.
Se la raccolta fondi dovesse andare oltre alle aspettative allora si potrà ragionare sulla realizzazione di un progetto più ambizioso come la fornitura di servizi igienici o di una struttura dove stare.

Alcune persone mi hanno contattato per effettuare una donazione evitando FaceBook: ecco di seguito come fare:
entrare nel sito di Bambini nel Deserto www.bambinineldeserto.org cliccare Sostieni e da li procedere attraverso l'utilizzo dell'IBAN oppure tramite PayPal.
Importante: inserire la causale ABASMEI Burkina Faso
Chi volesse operare dalla propria banca può bonificare Bambini nel Deserto ONG & ONLUS via Casoli 45 41123 Modena al seguente IBAN: IT 24 G 01030 1290000000 1500048


Grazie a tutti coloro che vorranno fare qualcosa, anche solo diffondendo questo post.

lunedì 31 dicembre 2018

Burkina Faso: altra quotidianità



Lunedì 24.XII.18

Oggi nessuna attività didattica.
Guardiano in libera uscita.
Bruna impegnata in commissioni personali è uscita prima delle 8 del mattino.
Ad un certo momento ho sentito qualcuno al cancello che avrebbe voluto entrare; ho interrotto contro voglia la mia attività in corso perché qui è un continuo e quando ho aperto lo spioncino al di là ho visto Inoussa: mi sono chiesto cosa volesse così ben abbigliato.
Stava cercando Bruna per parlarle; non ho indagato oltre e l'ho fatto accomodare spiegando che io ero impegnato e che non sapevo a che ora lei sarebbe rientrata.
Il tempo passava e lui se ne stava seduto tranquillo; verso mezzogiorno è arrivata anche Bea per farmi vedere che aveva risolto il contenzioso con la società dell'acqua potabile: è stato allora che l'ho informata che nel pomeriggio sarebbe stata intenzione mia e di Bruna di affrontare l'argomento chiosco/maquis per cercare di pianificare un miglior futuro all'iniziativa.
Essendo lei priva di carica telefonica le ho allungato il mio telefono per mettersi d'accordo con maman Bruna, ma visto che maman sembrava essere sulla via del ritorno sia Inoussa che Bea hanno pensato di attendere.
Al momento giusto si è scoperto che Inoussa aveva un discorso personale da esporre e pertanto Bruna non ha perso tempo a spiegare che qui trattiamo esclusivamente argomenti che riguardano BnD ed i progetti, non le situazioni personali.
Durante il pomeriggio l'incontro con i due è ripreso, ma si è interrotto all'arrivo di un motociclista di Carpi: egli era informato di Garage Italia e voleva salutarci, ma essendo in carenza di moka caffe italico da qualche tempo qui ha potuto sorbirne un po': bello vedere due moto italiche con targhe diverse momentaneamente sotto lo stesso tetto africano!
Questo è un motociclista solitario che ha avuto la buona sorte di poter dismettere le attività professionali presto e di scegliere di condurre una vita diversa: quella che lo conduce a vivere in sintonia con la sua moto sulle varie strade del mondo.
In serata ristorante cafe ONU dalle parti dell'aeroporto (non serve la birra e questo è un fatto negativo più per Bruna che per Fulvio); al rientro compensazione con cantucci + poponette* + sesame* e birra fra le mura domestiche (*ndr.: dolcetti locali).


Martedì 25.XII.18

La giornata è iniziata con una buona azione: Martin da qualche tempo non dispone di un telefono e aveva chiesto l'aiuto di Bruna per averne uno.
Io avevo portato qui il mio LG smartphone ormai in disuso proprio per lasciarlo a qualcuno: automatica è stata la scelta di donarlo allo sfortunato ex allievo.
Quindi prima di metterci in route per la casa di Sama dove eravamo stati invitati per il pranzo abbiamo effettuato una sosta a casa di Martin dove al momento del nostro arrivo si è schierata una buona parte della famiglia, escluso le vieux che non c'era.
Bruna aveva provveduto all'acquisto di una sim card ed io ho spiegato a Martin le funzioni essenziali dell'apparecchio; dopo le strette di mano incrociate con tutti Martin ci ha ringraziati nel suo stile acquisito con la malattia.
Quindi abbiamo proseguito verso la Maison des Artisan per Bruna alla ricerca di regalini per gente di una famiglia africana che sta in Italia in situazione di disagio, mentre Fulvio e me si stavano osservavando le offerte dei pochi artigiani presenti: abbiamo visto delle cose interessanti, magari ci farò un giro con calma prima di lasciare.
Con una certa difficoltà abbiamo poi raggiunto la casa di Sama. Eravamo in perfetto orario se nonché arrivati a Notre Dame de Yagma, una enorme chiesa circondata da un ampio terreno in quell'orario assolato e non frequentato (piena brousse) Bruna ha cercato di oltrepassare un cancello oltre il quale, con poca strada ancora, saremmo arrivati.
Il cancello era invece chiuso con un robusto lucchetto e in giro non c'era nessuno che avrebbe potuto aiutarci; quindi siamo tornati indietro sino al goudron principale e da li avremmo dovuto intercettare una strada rouge indicata da Sama.
Individuato il cartellone di riferimento ci siamo immessi su una rouge particolarmente dissestata sulla quale Bruna ha dovuto procedere molto lentamente per ridurre al minimo i fastidi alla sua schiena. Nel frattempo Sama ci era venuto incontro senza individuarci e quindi andando oltre; solo dopo plurime telefonate ci ha raggiunto per guidarci alla meta.
Lì abbiamo trovato un bel banchetto preparato in famiglia: in queste occasioni viene cucinato in abbondanza perché qualsiasi vicino arrivi può godere del cibo.
Noi abbiamo consumato il pranzo seduti sui divani: verdure cotte e crude, riso, capra arrosto, pollo arrosto, fagiolini in umido, patate fritte, cous cous e altro non ricordo.
Noi avevamo portato delle bibite e dei dolcetti.
Verso la fine si è presentata una signora appartenente alla locale associazione di donne che io ho subito riconosciuto salutandola con i quattro baci passando da una guancia all'altra: mi ero rivolto a lei in francese e solo dopo ho saputo che non lo parla, ma sicuramente qualcuno le avrà tradotto ciò che le stavo dicendo avendola riconosciuta.
In serata pensavamo di effettuare una cena pseudonatalizia a G.I., ma nessuno aveva voglia di mangiare ancora.
Così ho preparato una macedonia con la frutta a disposizione: banane, papaia, grande mandarino.
Achille è passato al momento giusto per condividere con noi la macedonia + il panettone Melegatti portato da Fulvio + uno spumante lasciato qui da qualcuno nel tempo che non lo ha certo migliorato.
Verso la fine ho sottoposto ad Achille una serie di domande che avevo in mente nell'attesa di trovare un interlocutore adatto, ricevendo le risposte elaborate sulla base del suo punto di vista.
Dopo il commiato non ci è rimasto che allettarci con la finestra aperta.



Mercoledì 26.XII.18

Bruna ha ritentato in primissima mattinata la buona sorte cercando di ottenere il risultato che l'altra volta non era riuscita a raggiungere, mentre io mi sono dedicato ad operazioni varie qui con gli allievi.
Poi si sono succeduti prima Roland l'informatico e poi il saldatore della plastica per il lavoro inerente alla carrozzeria; quest'ultimo è arrivato accompagnato da Moustapha ed io inizialmente non avevo proprio capito chi fosse. 
Solo dopo mi sono reso conto che era venuto a ritirare i soldi per effettuare gli acquisti del materiale inerente alla nuova offerta formativa.
Arrivato l'orario di chiusura delle attività si è trattato di pensare alla cena, quella che non si era consumata la sera prima.
Mentre io mi sono dedicato alla cottura della carne utilizzando gli utensili a disposizione della casa (scarsi), Bruna si è messa a preparare dei crostini a base di Avocado, aglio e pomodoro. Quando la carne di capra a la planche è stata ritenuta cotta Bruna ha preparato anche delle patate di accompagnamento, mentre Fulvio era impegnato a selezionare i migliori scatti fra le migliaia di foto scattate ultimamente.
Al momento giusto ci siamo messi attorno ad un tavolo del salone accompagnando il cibo con un Brunello di Montalcino di ottima qualità, fresco di lascito da parte dei Senesi incrociati al momento del mio arrivo.
Dopo cena ci siamo concessi un film islandese appartenente alla collezione di Fulvio, persona che ama particolarmente l'Islanda: ho trovato interessante ed essenziale sia la trama che la recitazione.


Giovedì 27.XII.18

Prima operazione della giornata: accompagnamento di Fulvio sullo stradone per Koubri alla ricerca di un BusBrousse per tale destinazione.
Obiettivo: riprendere immagini fotografiche delle ultime prove prima dell'inaugurazione de Il Festival de La Lune du Sahel organizzato da Watinoma,
Al rientro mi sono fermato all'incrocio dove si affacciano sia Le bon samaritaine che Le trois amis, i due supermercati gestiti da libanesi dove preferisco servirmi. Davanti a le trois amis ogni giorno apre il proprio tendone un gruppo di venditrici di frutta e verdura di buona qualità: questo è il motivo per il quale quest'anno non ho ancora messo piede al mercato rionale poco distante dal luogo dove vivo.
Prima di rientrare ho allungato sulla strada rossa del Golden Beach Hotel dove è appena iniziato il ricollocamento del Maquis Africa Unie (MAU), il posto di lavoro di Bea rimasta sola con Inoussa dopo l'avvio un paio d'anni fa avvenuto con un certo numero di donne.
Prima le difficoltà nell'armonizzare il ruolo di ciascuna di loro nell'impresa, poi lo sfratto da parte dei proprietari dei terreni sui quali avevano scelto di posizionarlo, di fatto questo progetto si è trovato perseguitato dalla sfortuna.
Questa sarà l'ultima volta in cui si aiuteranno i due superstiti; per questo si è preteso che venisse seguita la corretta procedura per occupare un suolo pubblico (sic! Esiste anche in Burkina Faso), procedura del tutto sconosciuta alla coppia di imprenditori.
Eseguite le pratiche burocratiche, depositati gli allegati con relativi bolli, la visita di un responsabile della Mairie dovrebbe chiudere il cerchio con la misurazione del terreno occupato che genererà la tassa relativa da conferire non so con quale periodicità.
Ciononostante Inoussa, fiducioso nell'esito positivo della pratica, ha iniziato dei lavori per i quali BnD gli ha sganciato dei soldi ed io ho deciso che effettuerò qualche visita a sorpresa nel corso dei lavori.
Superato l'Hotel ho cominciato ad esaminare ogni cosa presente ai bordi della strada cercando di evitare lo slittamento nei canions: del MAU nessuna traccia!
Quando stavo perdendo coraggio in quanto mi ero spinto piuttosto lontano dall'Hotel di riferimento e mi trovavo ad approcciare un vasto terreno apparentemente utilizzato come deposito di immondizie mi sono visto affiancare da una mobilette dalla quale qualcuno stava dicendo: mon papa.
Ebbene, era Inoussa seguito da un mototriciclo recante materiale: dopo pochi metri infatti era visibile il Kiosko.
Mi sono fermato quanto bastava ad infondere nuove energie nella realizzazione dei lavori e poi sono arrivato a GI in tempo per affidare Renault Megane Scenic alle cure di Omar, il meccanico "vero" con il quale ero in contatto già tre anni fa attraverso Eugenio: l'accordo è di procedere passo dopo passo per cercare di risolvere i problemi evidenziati dal malfunzionamento del motore senza dover spendere importi insostenibili per una vettura destinata alla vendita a breve.
Nel frattempo è arrivato Nicola, il compagno di Enrica, persona che era stata qui come volontaria qualche mese fa: si è subito interessato sullo stato di salute di Martin.
Prima di arrivare si era dato da fare con il Meyer a Firenze per cercare di uscire dal buio circa la malattia del ragazzo: è venuto portatore di una cura a base di cortisone che dovrebbe dare buoni risultati.
Pertanto sono stati esaminati tutti i papiri indicanti le cure assegnate dai vari medici in BF. Così facendo è stata identificata la presenza del cortisone: quindi i punti di vista concordano.
Fra una cosa ed un'altra avevo chiesto a Moustapha di effettuare delle verifiche con il rilevamento dei tempi relativi allo smontaggio e al montaggio motore da parte dei ragazzi: lui aveva detto che lo avrebbe fatto nell'anno entrante, ma io avevo insistito affinché si facessero prima della fine di quest'anno.
Al mio rientro ho constatato che le operazioni erano in corso e che c'erano già dei tempi di tutto rispetto.
Sono andato a recuperare nel blog i risultati conseguiti il 31.12.2015 dagli allievi di allora per metterli a confronto: alcuni ragazzi del corso attuale, ragazzini rispetto a quelli di allora, hanno fatto meglio!
Oggi è prevista la visita di Roberto (Legamondo) + Lucia + Renato (docenti universitari in quel di Pisa e viaggiatori solidali), persone venute dall'Italia incuriosite dai progetti BnD presenti sul territorio. 
A causa del ritardo sull'arrivo della loro vettura sono poi arrivati qui alle 11.30 circa, giusto in tempo per conoscerci, rispondere alle prime domande, mettere giù un programma di massima e quindi pranzare tutti assieme con il cibo fornito dalla signora che apre il suo ristorante di strada proprio di fronte a noi ogni giorno verso le 12.30, lo stesso che fornisce i pasti ai ragazzi.
Nel pomeriggio prima ci ha lasciati Nicola e poi noi abbiamo fatto la spola fra il Cyber in fase sempre più avanzata di allestimento, il Restaurant Africa Unie (RAU) ed il Maquis Africa Unie (MAU) suscitando interesse ed ammirazione nel gruppetto.
Domani giornata più impegnativa.


Venerdì 28.XII.18

La visita alla miniera di Pissy è stata pianificata con Jean Raymond, lo psicologo che presta servizio anche per noi, nonché animatore di una Associazione che opera a favore dei bambini dei minatori della miniera a cielo aperto che, in centro di Ouagadougou, produce ghiaia partendo da lastre di granito estratte a suon di martellate dal terreno.
Altri hanno scritto meglio di me su questo argomento e pertanto sarò essenziale, ma rimando chi interessato a saperne di più al seguente link: 

https://left.it/2017/12/26/dentro-la-cava-di-pissy-miniera-del-diavolo/

Attualmente ci lavorano circa 5.000 persone, ognuna con il proprio ruolo.
All'uomo sono riservate la maggior parte delle mansioni: dallo scavo all'estrazione con l'ausilio del caldo generato da copertoni dati alle fiamme a livello – 50 metri, quindi inquinamento provocato in vari modi a livelli logaritmici. Sminuzzamento delle pietre per ottenere ghiaione, ghiaia, sabbione (lavoro in parte condiviso dalle donne a livello Zero).
In esclusiva riservato alle donne la salita dal fondo con i pesi portati sulla testa, spesso con marmocchio sulla schiena.
Di bambini se ne vedono ovunque, specialmente in questi giorni in cui le scuole sono chiuse.
Pur essendo accompagnati dallo psicologo e da almeno altri tre appartenenti all'associazione, eravamo comunque gli unici bianchi in un ambiente degradato dove si svolge un lavoro durissimo: io mi sono sentito presto a disagio, oltre che di impedimento alle donne in risalita su un sentiero ripido e sdrucciolevole da loro percorso ENNE volte al giorno con le ciabatte ai piedi: in questo ambito sicurezza zero!
Ad un certo punto della discesa Bruna ha lasciato, poi è stata la mia volta di abbandonare, seguito da Roberto e poco dopo dai due dotati di cannoni fotografici scesi ulteriormente: a parte la tossicità dell'ambiente, io ho anche somatizzato la situazione da zombi alla ricerca di un girone dantesco accusando un malessere generalizzato.
A quel punto, tutti in superficie, ci siamo recati a visitare il complesso delle scuole realizzate con l'aiuto in particolare di italiani; molto ha fatto la ONLUS creata da Fabrizio Meoni quando era ancora in vita. Dopo la sua morte, avvenuta durante la Paris-Dakar del 2005 in Mauritania, la ONLUS ha continuato la realizzazione delle iniziative impostate da quella persona che è stato un grande uomo ancora prima di essere stato il grande campione che è stato Fabrizio nel settore motociclistico.
Oggi si potrebbe dire che è stato un Campione di Umanità senza darlo a vedere.

Provato dalla visita mi sono staccato dal gruppo italico per rientrare a GI dove stavano continuando le verifiche smontaggio/montaggio cronometrate: una volta concluse e messi i risultati su un foglio Excel ho avuto un incontro con Moustapha e Bea in qualità di “interprete”.
Una buona parte dei ragazzi ha appreso bene, ma una minoranza, quasi esclusivamente rappresentata dai più grandi, è sicuramente in ritardo: perché?
Perchè i piccoli sono più attenti mentre gli altri non stanno concentrati, come dire che sono un po dei fannulloni.
Ho girato il foglio Excel sia allo psicologo che all'educatore: ne parleremo presto.
Intanto l'educatore ingaggiato per il lavoro di carrozzeria ha portato tutto il materiale idoneo a cominciare l'attività a partire da domattina.
In serata ci siamo ritrovati con i nostri visitatori al ristorante Le Jardin Africa Unie o dell'Unité Africaine dove ho ritrovato Gerard, l'ex allievo cresciuto in tutti i sensi ed oggi diventato un bel ragazzone.
La cena è stata soddisfacente e, nel lasciarci per l'appuntamento di domani, ho invitato Gerard a GI per domenica: sono curioso di apprendere nei dettagli come sbarca il lunario.

Sabato 29.XII.18

Oggi ci spetta una giornata impegnativa fatta di un itinerario nella brousse con il gruppo italico: primo stop a Nagreongo per visita alla scuoletta di Bruna + camminata sino alla pozza dei “caimani”/coccodrilli poco lontana da lì – secondo stop a Koulbila dove fu relizzato nel 2004/6 un college e recentemente una foret: ci è stata presentata la richiesta di ulteriori aule per implementare la possibilità di accesso agli studi a fasce di età oggi non previste – terzo stop a Ziniaré, località che diede i natali a Blaise Compaoré - l'ex capitano dell'esercito di religione cattolica che, dopo aver eliminato Thomas Sankara, ha tenuto in mano il paese per quasi trent'anni - dove ci siamo fermati prima in un ristorante ***Michelin per poi cercare una Suora appartenente all'Immacolata Concezione destinataria della consegna di medicinali ad indirizzo oftalmico da parte di Renato e Lucia – quarto stop a Zitenga per un incontro formale con il Capo Villaggio prima di raggiungere la boulangerie dove Bruna ed il sottoscritto siamo entrambi stati accolti come maman e papa al suo interno dove però l'aria era irrespirabile a causa dell'elevata temperatura (tre anni fa avevo cercato di dar seguito ad una richiesta per il reperimento di una impastatrice senza riuscire nell'intento; ora la richiesta è stata ripresentata sperando di riuscire a dare una risposta concreta questa volta) – quinto stop a Laogo/Yanga Village Opera realizzato su progettazione de l'architecte Kéré - http://www.kere-architecture.com/ Burkinabé - stabilitosi in area tedesca dove ha saputo reperire i fondi per realizzare un grande progetto anche dal punto di vista estetico, assai particolare per questi luoghi, consistente nella realizzazione di varie aule scolastiche per i vari livelli di apprendimento dotate di un interessante sistema di copertura tendente ad abbattere le temperature all'interno, nonché di un bell'ospedale ben inserito nella natura.
Si era ventilata l'idea di cenare tutti assieme, ma mentre ci avvicinavamo al luogo dove avevamo lasciato Folgore per un lavaggio a fondo mentre si stava scorazzando per la brousse sull'auto di Sama, ho ritenuto di non essere in grado di sopportare una uscita serale: quindi abbiamo lasciato decadere la cosa con l'intento di metterla in atto a seguire.
La scelta è stata la migliore possibile perché il tempo di rientro si è allungato a causa del traffico esagerato (sabato sera), traffico che con il calar del sole evidenzia vieppiù l'inquinamento entro il quale mi sto muovendo da tre settimane: l'idea di doccia e poi ancora in pista oramai non piaceva più neanche a Bruna e così, con calma, dopo le dovute abluzioni in presenza di acqua corrente (miracolo miracolo), io ho preparato una macedonia gigante e Bruna una frittata con le cipolline e le erbette connesse.
Molto meglio che far cena in un ristorante su strada con tutti gli annessi: noi qui invece accompagnati dalla musica di Debussy per tutto il tempo.



Domenica 30.XII.18

Visita Wilfred quasi inattesa (gli ho regalato una T-shirt con bandiera USA), poi Inoussa e quindi Gerard.
Ho così appreso che lavora presso un patron meccanico dalle parti di Ouaga 2000 ogni giorno domenica esclusa dal mattino prestosino alle 15: da questo mese poi presta servizio per il ristorante dove ci siamo incontrati già per due volte.
Dalla prima attività dovrebbe portare a casa circa Fcfa 12.000 (se va bene) e dalla seconda 30.000: fin dal nostro primo incontro avevo pensato che avrebbe potuto guadagnare di più dall'attività serale, ed ora ne ho avuto la conferma. 
Egli non è dotato di telefono cellulare e così gli ho detto che lo avvicinerò al ristorante per avere l'indirizzo del suo patron dove mi piacerebbe rivederlo all'opera.
Gli ho regalato una camicia Timberland.
Verso sera siamo andati presso Watinoma a Koubri per la serata di chiusura del Festival de la lune du Sahel: abbiamo ritrovato Fulvio sotto attacco da polveri sottili del deserto, quindi costipato non poco e febbricitante, ma con il suo solito atteggiamento tendente a minimizzare.
Ciononostante ad una certa ora si è ritirato perché non era in grado di resistere oltre.
Qui, escluso il palcoscenico, tutto il resto era al buio così come amano le popolazioni di questa parte del mondo: tanta gente della brousse inclusi artisti/musicisti ed artigiani vari con le solite mercanzie in esposizione (belli gli strumenti musicali), banchetti di cibo esclusivamente locale come è giusto che sia, qualche bianco/italico giunto qui perché a conoscenza dell'iniziativa.
Complessivamente ambiente moderatamente effervescente, ma non ho sentito esibirsi nel canto nessuna voce tipicamente africana, di quelle che ti mettono addosso un fremito e ti lasciano qualcosa dentro.




martedì 25 dicembre 2018

Burkina Faso: quotidianità alternativa



Proprio restando qui, durante il pomeriggio di mercoledì ho sollecitato Moustapha a mettere in moto Africa Twin, così come deve ricordarsi di fare almeno una volta a settimana.
Dopo avergli consegnato le chiavi lui ha tolto i lucchetti; con Valeria sorretta dal cavalletto laterale egli ha iniziato a premere il pulsante della messa in moto senza ottenere il risultato desiderato.
Quando ho cominciato a dirgli che forse bisognava inserire l'aria il motore è partito emettendo un rumore rassicurante, quello giusto, quello che un motore emana solo se è in piena salute.
A quel punto ho chiesto di posizionare Valeria sul cavalletto centrale; successivamente ho cominciato ad accelerare apprezzando la sua pronta risposta.
Ma mentre manovravo ho percepito che il motore stava perdendo la sua allegria ed in un battibaleno si è spento.
Ogni tentativo di riavvio è risultato nullo; ho notato sia che il pulsante non dava nessun impulso al motore di avviamento sia che il quadro delle spie ora ne presentava solo due accese ed entrambe di colore rosso.
Ho immaginato si fosse inserita erroneamente una levetta di esclusione della corrente, ma non ho visto nulla.
Moustapha, che aveva ricevuto direttamente da Antonio tutte le istruzioni, stava entrando in una crisi di panico mentre io pensavo: bello ricevere in dono una moto arrivata direttamente dall'Italia via strada dopo aver percorso oltre 7.000 km. senza aver mai accusato un problema per poi trovarsela qui bloccata senza sapere cosa fare.
Moustapha è un maliano che parla il francese più che altro per la sua forza di volontà e va già bene che parla il Moore; asserisce e sorride spesso quando gli parli, ma nell'85% dei casi non capisce.
Essendomi reso conto che anche con Antonio probabilmente la comunicazione fra di loro è avvenuta secondo queste regole, contando di trovare connesso l'amico Senese, ho cominciato ad informarlo su quanto stava accadendo.
Immediatamente sono arrivati via etere tutta una serie di consigli sul da farsi, compreso quello inerente alle centraline poste sotto la sella: una per cilindro.
Li per li mi è sembrata una pista da esplorare e pertanto ho chiesto che venisse smontata la sella: operazione semplice e veloce, ma ho subito intuito che il problema nasceva altrove.
Altri scambi via messanger si sono susseguiti: in uno di questi venivo informato che la pedivella del cambio spesso non rilevava la posizione neutra e pertanto, in mancanza del corretto consenso, specie se la moto si trova sul cavalletto centrale, si interrompe il passaggio dell'elettricità.
Con tutti i ragazzi posizionati attorno a Moustapha, a me e a Valeria, ho chiesto di toglierla da quella posizione per rimetterla sul laterale; contestualmente ho sfiorato con le dita la pedivella e, come per magia, tutte le spie hanno ripreso i loro colori, inclusa quella recante il segnale verde attestante il fatto che il motore è in posizione neutra.
A quel punto ho sfiorato anche il pulsante dell'avviamento e subito il motore è tornato a ruggire: chissà che interpretazione avranno dato i giovani allievi al risultato ottenuto dall'anziano bianco che si ritrovano fra i loro piedi oramai già da due settimane!
In tutto questo andare avanti e indietro fra l'interno e l'estero alla ricerca della centralina che Antonio ha lasciato come ricambio in dotazione, Moustapha mi ha fatto vedere dove aveva collocato il tutto donato dal team di “progettofolle03”: un sacco di roba, ma non organizzata e priva di inventario.
Ho passato un sacco di tempo ad esaminare ogni cosa, ma della centralina che avrei dovuto trovare in una scatola nera contraddistinta dal marchio Adige nessuna traccia.
Esattamente come ai tempi della Toyota 4Runner: accidenti!
Constatare che il lavoro educativo di allora è andato disperso tanto in fretta è scoraggiante, ciononostante alla fine ho stilato un duplice elenco, uno per contenitore, e poi ho fatto riporre il tutto a magazzino proponendomi di riprendere la questione alla prossima occasione settimanale, sperando che nel frattempo la mercanzia accumulata in attesa dell'avvio del Cyber possa trovare la sua giusta collocazione onde poter agire con maggiore facilità nello spazio attualmente reso angusto da quella presenza.
Da che sono qui la mia RAM ha iniziato a recuperare dati che avevo volutamente resi dormienti: si tratta di esperienze passate, di considerazioni elaborate, di motivazioni di decisioni prese, tutta roba che se avessi recuperato prima non so se mi sarei tuffato ancora da queste parti.
La vita è difficile comunque, sia che tu sia attivo o passivo, sia che tu indirizzi in buona fede i tuoi sforzi da una parte come dalla parte opposta, e forse tutto questo vale ovunque, non solo in Africa.




Nella giornata di venerdì si sono succeduti tanti incontri che hanno generato tante parole: sui fatti si vedrà.
Con Jean Raymonde lo psigologo ho parlato di certe dinamiche riscontrate fra gli allievi, dell'incompletezza dei dati recepiti e della necessità di addivenire presto a chiudere il cerchio sulle visite mediche individuali; con Basil ho cercato di capire a cosa si riferissero le continue sue scritture sul p.c.: spesso l'ho trovato seduto all'esterno con il portatile sulle ginocchia e le dita sui tasti.
Ora so che, seguendo uno schema in dotazione all'Action Sociale, redige dei verbali, spesso con delle parti ricorrenti che sono come un copia e incolla, immagino assai utili alla Direzione, anche se sono convinto che più burocrazia c'è in un paese meno sono considerati i contenuti delle relazioni quotidiane.
Con Roland ancora tutto fermo circa lo spostamento del materiale Cyber: là manca il guardiano ed egli non vuol rischiare un furto facilitato da ciò!
Nel primo pomeriggio è rientrata Folgore recando con se anche quattro ospiti imprevisti oltre a Bruna e Fulvio: era giusto il momento in cui i ragazzi stavano avendo la lezione di informatica e pertanto nel salone si è creata una certa confusione con tutte quelle presenze umane e i bagagli a terra.
Fra i ragazzi ne ho visti un paio andare spediti, qualcun altro più “riflessivo” ed uno fermo all'età della pietra: ci sta! Si tratta di un ragazzino molto giovane e ne posso immaginare il background. In ogni caso anche quelli più bravi non avevano controllato ciò che avevano scritto e quindi ho voluto segnalare loro qualche particolare da migliorare.
Nel frattempo è arrivato Abass l'artista, del tutto inatteso: aveva con se i filtri Megane Scenic che Davide si era scordato di portarmi e il lavoro per me completato.
Prima di esaminarlo gli ho chiesto se sarebbe in grado di dare ai ragazzi anche un minimo di formazione nel disegno tecnico e lui si è detto disponibile. Bruna mi ha pregato però di non distogliere i ragazzi dal lavoro che Abass sta già facendo con i ragazzi e pertanto gli proporrà un'ora aggiuntiva alla settimana della quale mi farò carico personalmente del risvolto economico.
Ritiratici in cucina egli ha tolto da un sacchetto di plastica i lavori eseguiti dopo essere stati concordati, spiegati, rispiegati e ancora spiegati con preghiera di chiamarmi per qualsiasi dubbio.
Risultato: un disastro! Tale da pensare seriamente di essere al cospetto di un incapace. Queste persone hanno l'abilità di guardarti dritto negli occhi mantenendo un atteggiamento di grande rispetto nell'interlocutore il quale è spesso indotto a dare la propria fiducia sotto la spinta di un sentimento di simpatia e solidarietà.
Quindi mi addosso la maggior parte della responsabilità su quanto accaduto, ciononostante non sono venuto qui per sprecare denaro affidando ripetutamente lavori a chi non è competente in materia: la lezione credo di averla capita.
Ho dato credito a quanto mi veniva raccontato da Abass esclusivamente perché ero partito dall'Italia con l'idea di trovare una soluzione africana alla sistemazione della camera matrimoniale mansardata nella nuova edizione e il fatto che l'artista avesse bisogno di lavorare mi ha dato la spinta a conferire l'incarico senza aver visto nessun Batik da lui realizzato: infatti a casa sua mi aveva fatto vedere le opere cervellotiche da lui ideate, opere che qui pare stiano incontrando il successo e che a me non avevano comunicato grandi impressioni.
Quindi la regola è: far fare a qualcuno quello che sa fare e che è possibile prima verificare; non farsi prendere dal “buonismo” a meno che non si percepiscano nell'individuo capacità inespresse sino a quel momento, tali da offrire una chance.
Purtroppo l'uomo non sa leggere e forse nemmeno scrivere, ha difficoltà a riconoscere i numeri, avendolo lasciato libero di esprimersi mi aveva già dato segno dei suoi limiti artistici, ciononostante ho voluto continuare a pretendere che fosse in grado di riparare agli errori commessi.
Invece a quelli se ne sono aggiunti altri; a questo punto la sua espressione contrita mi fa meno effetto dopo che gli ho già messo in mano 115.000 Fcfa nell'attesa di veder completata in qualche modo la sua opera.
L'avevo già pensato e ne ho avuto la conferma: se ti capita di imbatterti in qualcosa che ti interessa, che ti piace, che è già pronto lì, allora e solo allora, dopo un'ulteriore riflessione, non ti resta che trattare ed eventualmente acquistare.
A meno che non si tratti di un artista con comprovate capacità; nel mio caso ho invece pagato al prezzo di un artista di comprovate capacità un apprendista alla caccia di una manciata di Fcfa per sopravvivere.
Quando per scusarsi ha fatto cenno alle sue difficoltà non mi è rimasto da fare altro che rispondergli dicendo che la vita presenta difficoltà diverse e di vario genere in capo a ciascuno di noi.
L'ho licenziato facendogli portare vie quanto mi aveva portato con l'idea di chiamarlo nei prossimi giorni pensando di assisterlo nel suo atelier passo dopo passo, ma poi ho maturato l'idea che andrò a trovarlo per recuperare ciò che oramai mi appartiene nello stato di fatto in cui si trova: stop.



Usciti i ragazzi e gli ospiti, Bruna e Fulvio hanno avuto a disposizione tutto lo spazio per sanare la loro fame di connessione dopo i giorni trascorsi in brousse fino a quando, verso le sei di sera, Roland è tornato in compagnia del candidato alla posizione di formatore nel settore della saldatura. Il giovane in questione è stato alle dipendenze di colui che rappresenta la prima scelta per noi, ma che a causa della sua richiesta economica è stato messo in stand by; pertanto mi attendevo un discorso ragionevole visto che Roland gli aveva già spiegato la situazione.
Invece costui, con l'auricolare del telefono pendente da un orecchio, dopo poche nostre domande e risposte, dopo avergli spiegato che si tratterebbe di un impegno sviluppato su due mattinate ed un pomeriggio per complessive 10 ore settimanali, dopo avergli anticipato che l'impegno del capo meccanico è di 34 ore settimanali, ha emesso una richiesta economica pari a quella della prima scelta che in realtà avrebbe fatto qualche ora in più, ma soprattutto pari a quella corrispondente allo stipendio mensile del capo meccanico quando il rapporto fra le ore dedicate dall'uno e dall'altro risulta pari al 29% per il saldatore!
Inutile è stato spiegargli che il lavoro non verrebbe fatto a vantaggio di noi bianchi bensì di suoi giovani connazionali burkinabé: alla luce di quanto emerso l'incontro si è concluso rapidamente con un nulla di fatto.
Così come per l'Africano è difficile capire che un bianco venga qui ad offrire loro qualcosa in cambio di niente, allo stesso modo la loro mente funziona anche nei confronti di altri africani.
Tutti pronti a dire: che bello quello che state facendo qui per noi, ma quasi nessuno parimenti manifesta disponibilità verso i fratelli.
In serata si è deciso di andare a fare cena a La Giardiniere; per l'occasione sono stato delegato alla guida di Folgore, ma appena salito ho visto che oltre all'avvisatore acustico che aveva smesso di funzionare nell'ultimo tratto di strada percorso da Bruna, ben più grave è risultata l'avaria alle luci.
Quindi cambio di auto forzoso: dentro Folgore e fuori Megane Scenic, auto che non avrei più voluto guidare.
Infatti sin da subito ha dimostrato tutti i suoi limiti, limiti che ho cercato di compensare con la mia condotta di guida.
Bruna ha insistito per farmi fare la strada che lei conosce ed io, sotto la sua responsabilità, ho accettato: in realtà ho preferito così perché dopo tre anni raggiungere con il buio e le strade rosse quel luogo non sarebbe stato facile.
Ma anche con le indicazioni di Bruna non è stato facile; quando il buio è vero buio basta poco a non riconoscere un riferimento e a ritrovarsi nei canions cittadini.
Dopo un po' è stato identificato un riferimento certo e quindi si è raggiunto l'obiettivo.
Ho trovato il locale un po' modificato ed il personale cambiato, ma soprattutto Bruna alla fine ha confessato che non sarebbe più tornata lì perché insoddisfatta del cibo, cosi come in precedenza aveva manifestato insoddisfazione del ristorante tanto caldeggiato per la qualità della pizza non più trovata all'altezza alla seconda prova.
Dal ristorante ho chiamato Omar per informarlo che l'indomani gli avrei fatto visita per risolvere i problemi elettrici prima di partire per Koubri: l'uomo si è palesato ancora una volta sveglio e disponibile.
Al ritorno ho imbroccato subito la “mia” strada ed il rientro è stato così velocizzato.




Sabato 22.XII.18
Con la camerata quasi al completo è stata usata A/C durante la notte, notte contraddistinta dai rumori emessi dai vari componenti: immagino di aver contribuito anch'io, anche se quelli personali sono rumori più difficili da identificare, tant'è che io non li ho sentiti.
Sono poi stato l'ultimo ad alzarmi perché gli altri hanno esagerato anticipando i tempi.
Ciononostante prima di andare ho provveduto a delle sistemazioni esterne in funzione dell'inizio delle nuove offerte formative.
Alle 8.30 ero da Omar; stupidamente non mi ero ricordato che per la parte elettrica si avvale di un altro operatore, un tipo di bassa statura, apparentemente molto giovane che quando è arrivato ci siamo reciprocamente riconosciuti.
In pratica è stato più lungo il tempo trascorso nella sua attesa che quello impegnato per le riparazioni: tutto è andato a buon fine e forse alla fine ci stanno anche i 6.000 Fcfa pagati dopo breve trattativa (2.000 il solo fusibile).
Ho preferito rimarcare che oggi stavo accettando l'importo da pagare, ma che in futuro dovrà riflettere bene perché io per lui non sono un bianco, sono un burkinabé.
Sorrisi e strette di mano e poi via per Koubri in mezzo ad un traffico notevole nella prima parte sino al raccordo autostradale.
La giornata non sembra caldissima ma il vento soffia costante ed io so bene cosa vuol dire se ti trovi nella brousse, esattamente dove eravamo diretti.
Prima di entrare a Koubri Fulvio ha identificato il segnale indicante Watinoma (Benvenuto in lingua locale), una organizzazione che ha sede qui, che fa capo a Flora ((Brianza) e Ado (Mossi) e che si occupa della scolarizzazione di oltre 140 bambini sostenuti dall'Italia.
Inoltre dispone di un locale semicoperto adatto ad incontri e dotato di bar, ristorante e qualche camera; in più di un terreno da 20.000 mq dotato di forage + pompa elettrica supportata da pannelli fotovoltaici dove le mamme dei bambini della scuola coltivano prodotti da vendere sul mercato per aiutare la propria famiglia.
Questa organizzazione nei prossimi giorni sarà protagonista di un festival denominato La lune du Sahel e Fulvio è stato invitato per fotografare il backstage dei bambini impegnati in varie coreografie.
Subito siamo stati condotti nell'ambito della scuola dove erano in corso le prime prove dei bambini guidati da due istruttori dal piglio militare: le eseguono sia al mattino che poi al pomeriggio.
Il pranzo si è consumato tutti assieme a base di pollo (brianzolo: Flora è arrivata questa notte da Villasanta) e ignam, il tutto cotto in umido.
Durante il pranzo ho parlato con Ado e lui, persona assai comunicativa nonché personaggio noto in tutto il Burkina per la pratica di una certa musica popolare, mi ha raccontato dei quindici anni trascorsi in Italia facendo il mediatore culturale ed esibendosi artisticamente in varie località.
Via via che si parlava mi è venuto in mente che mio figlio, al tempo delle scuole elementari, quindi parliamo di 25 anni fa, un giorno tornò a casa da scuola entusiasta per la visita alla sua classe di una persona del Burkina che aveva spiegato molte cose del suo paese, in particolare in campo musicale.
Quando ho posto il quesito specifico è emerso che al 90% potrebbe essersi trattato proprio di lui! Dopo aver chiesto ad Ado se anche nei tempi trascorsi in Italia avesse avuto i capelli tipo Rasta come adesso ed averne avuto conferma, allora ho chiesto a mio figlio se si ricordasse dei capelli di quella persona. No, lui non se lo ricorda questo particolare, ma anche così, con un margine di incertezza, questa è una storia che mi è piaciuta subito.
Successivamente sono stato accompagnato a visitare l'orto dove erano all'opera diverse mamme dei ragazzi; a seguire ho voluto raggiungere il monastero benedettino di Koubri dove tre anni fa avevo conosciuto Soeur Bernadette, un'anziana esperta di radici ed erbe nonché depositaria della scienza sulla spirulina, altro prodotto sviluppato in loco attraverso l'utilizzo di una particolare piscina in quanto la piccola alga vive bene in acqua limida sempre in movimento.
Ne era nato un simpatico rapporto: io la chiamavo Soeur Marketing per la sua spiccata capacità commerciale e lei, sin da subito, era tutta contenta di questo soprannome.
Prima di lasciare il Burkina ero andato a salutarla; le avevo lasciato tutti i miei medicinali ed anche degli attrezzi medici destinati alla maternità da loro gestita.
In quell'occasione mi aveva anticipato una sua puntata in Francia, dalla parte di Parigi, per cure mediche; era una donna già anziana e non messa benissimo, ma con uno spirito travolgente.
Mi aveva raccontato che quando 60 anni prima era arrivata al monastero, in quella zona giravano ancora indisturbati vari tipi di animali: leoni, scimmie e serpenti.
Successivamente ricevetti una sua email quando si trovava in Francia con l'invito ad andarla a trovare; replicai che non mi sarebbe stato possibile in quanto anch'io avevo qualche problema di salute da mettere a posto.
Da allora non avevo più avuto notizie, ma qualcosa dentro di me diceva che non l'avrei ritrovata: ho saputo da Ado che da qualche tempo quella nobile persona che era stata da viva è entrata a far parte del club dei più.
Inevitabile.
Per tutti arriva quel momento; io stesso mi sento appartenere al numero di coloro che si aggirano fra le rampe di lancio in attesa del proprio momento.
Per questo motivo la visita più che al monastero è stata indirizzata allo spaccio per gustare al volo uno yogurt fresco e acquistarne per casa.
Ho voluto anche raggiungere il lago e cercare di identificare la casa realizzata da Eugene sul terreno che allora avevo visto nudo, ma questa operazione non mi è riuscita.
Ho allora accompagnato Fulvio al Watinoma e ho ripreso la strada del rientro prima che calasse il buio.
A casa Bruna non c'era per accompagnamento di Martin così io mi sono fiondato in doccia per prepararmi all'impegno serale consistente in un invito a cena a casa di Achille che proprio in questi giorni ha traslocato.
Sono perciò rimasto sorpreso nell'uscire dal bagno quando ho visto Marcel; praticamente l'ho ignorato e mentre mi stavo vestendo ho sentito arrivare Bruna.
E' stato inevitabile licenziarlo velocemente per mancanza di tempo: alle 19 Achille sarebbe venuto a prenderci e Achille ha già dimostrato di essere persona precisa.
Abbiamo portato del tonno e del caffe, il primo per inserirlo in un sugo che la moglie di Achille non saprebbe fare ed il secondo come omaggio per la serata.
Dopo le presentazioni con i vari membri della famiglia, una moglie Giselle, una figlia quattordicenne Benedetta, una seconda figlia Gloria e il più giovane Angelo Maximo, entrando ho rivisto la casa che era ancora un cantiere pochi giorni fa, ma ora ci sono le pareti dipinte e fa un'altra impressione.
Molte cose erano già state preparate ma c'era ancora da fare così tutte le donne si sono attivate, e pure io per degli aspetti marginali.
Poi mi sono seduto sul divano con Achille e così ho appreso che stavamo attendendo un suo caro amico sin dall'infanzia, oggi impegnato con un importante incarico al Ministero della Sicurezza Nazionale, e relativa famiglia composta da moglie chirurgo e tre figli, due maschi ed una femmina. Fra questi il più giovane, apparentemente due anni, è sempre stato in movimento e tutti siamo stati attenti a che non combinasse danni.
La pasta al sugo di cipolle, pomodoro, olive e tonno ha avuto successo: pare che la famiglia amica avesse già mangiato a casa loro, ma non si è lasciata fuggire la possibilità di ripetere (il peso specifico del gruppo è sicuramente superiore alla media).
A seguire del buon pollo arrosto e varie crudité condite con italico olio d'oliva precedentemente donato da Bruna. Verso la fine è arrivato anche lo psicologo Jean Raymond che non sapevo fosse amico del padrone di casa: ho saputo così che egli è impegnato anche con i figli dei minatori di Pissy, studenti della scuola realizzata forse da Shalom, ONG toscana di qualità piuttosto attiva in B.F..
Verso le undici siamo stati gli ultimi a lasciare: ho salutato con particolare simpatia la tonda Giselle e la grande lavoratrice Benedetta.


Domenica 23.XII.18
Mattinata sotto l'influsso dell'Harmattan, il vento polveroso che mi toglie la voglia di uscire: per ben due anni, una volta qui ed una volta in Senegal, in questo stesso periodo dell'anno ne ho sofferto le malevole conseguenze.
Quando Marcel ha fatto capolino senza essersi preannunciato, come è consuetudine da queste parti, sia io che Bruna eravamo impegnati sui nostri rispettivi p.c.; Bruna però ha interrotto la sua attività per prestare ascolto al Presidente AJUDS chiedendomi se anch'io potessi unirmi a loro.
Premesso che nei giorni scorsi, dopo aver ricevuto via email un Projet de Formation et de Sensibilisation sur l'immigration, me lo ero letto sino in fondo sviluppando delle mie considerazioni in merito, considerazioni che sostanzialmente sono poi le seguenti:
  1. non voglio farmi prendere nella rete fatta di parole con la quale è stato scritto questo progetto, forte della esperienza maturata a fronte del progetto informatico dalla stessa organizzazione presentato tre anni fa;
  2. Anche allora come adesso sembrava che fossero già stati coinvolti enti statali e sponsor di nome, ma ciò era solo scritto nel preambolo. Si è trattato di intenzioni rimaste sulla carta;
  3. Inoltre la finalità del progetto informatico erano chiare e in parte raggiungibili anche da una piccola organizzazione volenterosa come AJUDS, mentre quelle del progetto attuale mi sembrano confuse e non alla portata di chi le propone.
Senza dilungarmi oltre penso che non parteciperò il giorno 11 e 12 gennaio in qualità di “formatore”come vorrebbe AJUDS, al massimo potrei fare un intervento mirato.
A differenza di Bruna io ravvedo solo la velleità di questo progetto che prevede da parte dei partecipanti un'iscrizione a pagamento ( Fcfa 25.000: una cosa da ricchi) a copertura dei costi per le pause caffe/dejuné e per i formatori = Marcel Presidente ADJUS, in pratica l'unico ad avere convenienza a che l'evento sia il più partecipato possibile, anche se si ipotizzano massimo 20 presenze.

I temi da trattare sarebbero: Technique specifique de mobilisation des finances pour la creation de la nouvelle entreprise; Investissement rentable et sur; L'éducation financière; La motivation pour faire face aux défis du moment; Les risques de la migration clandestine; Les conditions de vie des migrants en Europe.
Praticamente quasi un master!



Beatrice è da ieri che mi sta cercando sia con passaggi a G.I. che con telefonate: Bruna dice che è molto affezionata a me, ma io ho qualche riserva in merito alla luce del comportamento da lei tenuto nel triennio di mia assenza.
Quando si è fatta viva dopo la cerimonia religiosa domenicale - in quanto appartenente ad una chiesa protestante denominata “biblica”è molto impegnata nei momenti topici, indossava un abito adeguato all'evento al quale aveva partecipato.
Mentre Bruna era in attesa di essere prelevata da Sama si è preparato il caffe e la visita sembrava essere effettivamente solo di cortesia; successivamente la donna ha esordito che avrebbe voluto parlare con Bruna, ma essendo Bruna partita dopo un po' si è decisa a parlare con me.
Quando meno te lo aspetti ti trovi comunque e sempre coinvolto in una storia africana, piena di risvolti e di misteri che te la fanno apparire di difficile comprensione.
In questo caso c'è un pregresso che io avevo smesso di voler accertare, ma che qui riaffiora mischiato con l'operazione di micro credito della quale Bea fu beneficiaria per realizzare il Maquis.
Nei tre anni passati mi ha inviato tanti bei saluti e auguri di eccellenti giornate, ma mai un resoconto, anche approssimativo, sull'attività per la quale era stata aiutata.
Da quando sono arrivato gravita più spesso su Garage Italia e pertanto, fra mezza parola oggi ed un'altra mezza alla volta successiva, mi sono reso conto della situazione fallimentare in cui si trova: a titolo esemplificativo riporto il passaggio successivo.
Avevo prestato dei soldi per l'acquisto di una vacca ad una parente al villaggio, ma poi la vacca è stata rubata e quel bel pacchetto di Fcfa se ne è andato in fumo senza poter più nulla recriminare o pretendere”.
Qui è così; a volte ti vengono fornite notizie parziali solo per non darti preoccupazioni aggiuntive. Questo non è dire menzogne, anche se gli assomiglia molto, è solo segno di grande rispetto per chi ha fatto qualcosa per te e tu non sei stato in grado di corrispondere adeguatamente.
E' emerso che si trova senza acqua dove abita, una piccola corte condivisa con altre tre persone. Nei giorni scorsi le avevo consigliato di verificare il pagamento delle fatture ed ora vengo a sapere che sin dal mese di giugno queste non sono state pagate. Mi ha chiesto di anticipare Fcfa 10.000, ma io non ho voluto darglieli perché non sono riuscito a capire il motivo per cui non si agitano anche gli altri della stessa corte (pare che uno abbia i figli malati, un altro sia senza lavoro etc etc: capisco, sono le solite storie di miseria in cui la sopravvivenza giornaliera è l'obiettivo minimo da raggiungere quotidianamente).
Mi è venuto da pensare che così come molti Burkinabé stanno rientrando dall'Europa, allo stesso modo altri dovrebbero dismettere la città e tornarsene nei villaggi siti nella brousse da dove provengono.
Le ho parlato un po' da padre e un po' da anziano saggio, ma sempre al senso di responsabilità individuale portavano i vari discorsi.
Se non riesci a vivere ai costi di qui prima o poi bisogna sapersi inventare qualcosa di diverso dalla compassione delle persone bianche, per quanto chiamate maman e papa.
Le ho detto che l'indomani avrei voluto parlarle insieme a Bruna in relazione alla imminente riapertura del chiosco/maquis, tanto per capire meglio il livello di affidabilità e quindi se vale la pena per BnD regalare un ulteriore importo destinato alla ripartenza (oramai la terza in ordine di tempo).
Sono giorni questi in cui G.I. rimane chiuso, ma quante piccole rogne ci sono sempre da ascoltare e da dirimere: sembra la vignetta dei Peanuts di Lucy van Pelt “Psychiatric help 5 cent – the doctor is in”.