martedì 26 novembre 2019

Terzo Aggiornamento

Un dono diverso a una donna speciale: Soeur Rosalie dans la brousse.
Ieri sera presso Fondazione Yoga  a Sestri Levante, davanti ad un pubblico sensibile ed interessato all'argomento, ho avuto l'opportunità di far conoscere questa donna straordinaria.



Nel ringraziare le animatrici di Fondazione Yoga per l'ospitalità accordata alla iniziativa di Bambini nel Deserto O.N.G. & O.N.L.U.S. a favore del Burkina Faso con destinazione Soeur Rosalie, il mio personale ringraziamento va anche per il catering offerto ai partecipanti.



L'aggiornamento settimanale relativa alla raccolta fondi dice che quota 1.000 è stata superata: ora la quota è diventata di tipo "prealpino" sui 1.350.
Inizia adesso la parte più impegnativa rappresentata alla scalata alla vetta: uniamoci alla cordata ognuno con la propria forza.


Informazione circa l'ambulanza: è in fase conclusiva la donazione da parte di una Croce Bianca del Nord Italia.
Bambini nel Deserto sta verificando mio tramite come effettuare il trasferimento del veicolo in Burkina Faso in modo da poterla mettere a disposizione di Soeur Rosalie e di A.B.A.S.M.E.I. al più presto.
Sull'argomento Soeur Rosalie si è espressa con gratitudine nel modo seguente:
" Nous ne pouvons pas vous demander l'impossible, mais sachez qu'une ambulance nous serait très utile, car le besoin est crucial, nous sommes assez loin de l'hopital et autour de nous dans le villages environnantes, il n'y a pas d'ambulance.
Si vraiment vous pouvez nous en procurer, n'hésitez pas." 


L'ambulanza si renderà a maggior ragione utile con l'ultimazione dei lavori relativi alla costruzione di un ambulatorio già in fase avanzata di realizzazione.

lunedì 18 novembre 2019

Aggiornamento Bis



Un dono diverso a una donna speciale: Soeur Rosalie dans la brousse – facciamo la conoscenza con questa donna straordinaria lunedì 25 novembre alle ore 20.30 presso Fondazione Yoga a Sestri Levante – ci sarà ad attenderti un tè ed un piccolo rinfresco dopo una presentazione con proiezione di immagini.


Intanto è con piacere che posso fornire i dati complessivi della raccolta fondi destinati a Soeur Rosalie, fondi utili ad alleviare le sofferenze causate dalla situazione in cui è precipitato il Burkina Faso negli ultimi anni sotto l'incessante martellamento di gruppi terroristici:

SUPERATA QUOTA 1000!


Informazione circa l'ambulanza: potrebbe maturare presto la possibilità di ottenerne una e pertanto mi sto preparando per un eventuale viaggio su strada (8.000 km. dall'Italia attraversando Francia, Spagna, Marocco, Mauritania, Senegal, Mali per raggiungere Ouagadougou Burkina Faso) in modo da poterla mettere a disposizione di Soeur Rosalie e di A.B.A.S.M.E.I. entro fine anno.

Tengo le dita incrociate!



martedì 5 novembre 2019

Soeur Rosalie dans la brousse = Associazione Burkinabè per l'Assistenza Sanitaria ai Malati Erranti ed Isolati = A.B.A.S.M.E.I.

Aggiornamento 

Circa la raccolta tramite FaceBook i dati sono visibili, invece sulla raccolta tramite IBAN non è così.


Al momento la somma dei due canali evidenzia un importo superiore a € 800,00: il traguardo a quota € 5.000,00 è ancora lontano.

Con Impegno e Costanza tutti insieme possiamo raggiungerlo per dare una mano a Soeur Rosalie dans la brousse = A.B.A.S.M.E.I. (associazione burkinabé nata nel 2011 per assistere malati abbandonati a se stessi).



Durante un recente incontro avvenuto in ambito Bambini nel Deserto si è palesato l'interesse del settore medico verso questa iniziativa: chissà che non si possa organizzare una missione congiunta dopo aver concluso la raccolta fondi ed aver concordato con Soeur Rosalie il da farsi.



Forza & Coraggio guardando sempre avanti, nello spirito di Soeur Rosalie: diamoci una mossa, grazie!

mercoledì 30 ottobre 2019

Soeur Rosalie dans la “brousse” = A.B.A.S.M.E.I.


PETIZIONE

A tutti coloro che hanno già partecipato, a tutti coloro che in precedenza non hanno potuto partecipare e a tutti coloro che possono essere interessati ad unirsi alla raccolta fondi per Soeur Rosalie = A.B.A.S.M.E.I., raccolta divenuta necessaria e urgente a causa della situazione in cui sta precipitando il Burkina Faso.

Sintetica ricapitolazione:
Soeur Rosalie è una persona di oltre cinquanta anni di età che ha mantenuto il voto pur essendosi allontanata dalla congregazione alla quale apparteneva per dedicarsi ai malati abbandonati.
Così nel 2011 è nata A.B.A.S.M.E.I. = associazione Burkinabé a sostegno dei malati erranti e abbandonati della quale Soeur Rosalie è l'animatrice .

Dopo l'incontro di conoscenza avvenuto casualmente nel dicembre 2018, constatate le condizioni nelle quali Soeur Rosalie stava operando quotidianamente nella “brousse”= savana desertica a Nord Est della capitale, avevo deciso di aiutarla.

Molti di voi, da me informati, hanno dato una mano a seconda delle proprie disponibilità: è così che mi è stato possibile mettere nelle mani di Soeur Rosalie un tesoretto che è stato completamente utilizzato secondo una scala di priorità che ha trovato puntuale riscontro nella documentazione contabile successivamente fornita alla ONG & ONLUS Bambini nel Deserto per la quale opero come volontario, unitamente ad un servizio fotografico incentrato sulle realizzazioni completate.
Al momento:
Nei giorni scorsi ho ricevuto una richiesta urgente di aiuto da parte di Soeur Rosalie in quanto l'incremento delle azioni terroristiche sul territorio del Burkina Faso ha già creato una grande massa di sfollati dalle zone maggiormente a rischio, massa di persone che si è attestata sul territorio senza nulla al seguito e bisognosa di tutto.
Le scarse risorse a disposizione degli organi competenti in materia in Burkina Faso sono così state indirizzate tutte verso le popolazioni sfollate, distogliendo ogni aiuto ad altri, come Soeur Rosalie & A.B.A.S.M.E.I..

Attualmente sul campo è operativa una collega che frequenta il Burkina Faso da ben oltre un decennio; è a lei che ho chiesto di effettuare una visita per comprendere come stesse evolvendo la situazione nella “brousse”, dove è collocata la realtà di Soeur Rosalie & A.B.A.S.M.E.I..


Ne è emerso che, dopo il decesso di un malato avvenuto per l'impossibilità di essere accompagnato all'ospedale a causa di un'avaria che da tempo affligge la vecchia Opel Corsa in dotazione, la mobilità è divenuta un argomento prioritario.
Servirebbe un motore nuovo e una sistemazione alle sospensioni per un importo stimato di circa € 800,00; il tipo di auto però non è adatto a percorrere piste desertiche e quindi mi sto attivando per rintracciare una ambulanza dismessa da portare in loco.
Si tratta di un'operazione complessa e costosa tale per cui, se dovesse rivelarsi troppo complicata, resterebbe valida l'opzione economicamente meno impegnativa.

Inoltre il forage = acqua prelevata in profondità, non eroga più causa esaurimento della falda in relazione al fatto che i cambiamenti climatici hanno ridotto la stagione delle piogge; ora sarebbe necessario realizzarne un altro cercando di intercettare la falda ad una profondità maggiore.
Servirebbe un intervento stimato in almeno € 8.000,00 (preventivo dettagliato già a mie mani).

I pochi pannelli solari installati anni addietro per aiutare l'estrazione dell'acqua dal “forage” esistente non forniscono più l'energia elettrica necessaria a coprire le esigenze minime sul campo.
Circa questo capitolo mi sono attivato per far effettuare un sopralluogo ad un tecnico e il responso è stato il seguente: per un impianto di almeno 6 pannelli più due batterie di adeguata capacità, il tutto supportato da un Inverter, sono necessari almeno € 1.300,00.
Altro impianto fotovoltaico è richiesto da Soeur Rosalie in previsione dell'apertura di una struttura per l'assistenza sanitaria attualmente in fase di ultimazione: servirebbero almeno e 3.500,00.

Ci sarebbero da tenere in considerazione anche altre richieste, come l'approvvigionamento di medicinali stimato in € 150,00/mese, una dotazione di utensili per cucinare stimati in € 300,00, piatti e stoviglie stimate in € 150,00, un frigorifero (possibile solo se si riuscirà a realizzare un impianto fotovoltaico) stimato in € 300,00, 24 letti con relativi materassi stimati in € 3.655,00, attrezzi per la coltivazione dell'orto stimati in € 600,00,..... ma mi fermo qui perché, come avrete capito, c'è bisogno di tutto per chi non ha nulla.

Questo il quadro che ho cercato di rendere manifesto a tutti voi e che mi spinge a chiedevi una mano per cercare di rendere possibile la continuazione dell'opera di Soeur Rosalie=A.B.A.S.M.E.I. laggiù nella “brousse”.
Il Natale si sta avvicinando con tutto ciò che comporta da questa parte del mondo: che ne dite di tener presente Soeur Rosalie nell'elenco delle persone alle quali far arrivare una vostra donazione?
Magari anche da chi non è abituato a coprire di regali i propri familiari e gli amici per questa ricorrenza.
Sulla base di quanto la vostra generosità metterà a disposizione si potrà decidere quali interventi realizzare: prometto di mantenervi informati!

Ringraziando tutti i pazienti lettori della presente, concludo indicando la modalità per chi desidera ed è in grado di fare concretamente qualche cosa.
Si può effettuare una donazione a Bambini nel Deserto O.N.L.U.S. & O.N.G , organizzazione umanitaria alla quale dedico parte del mio tempo come volontario e nella quale, in qualità di associato, sono in carica nel Consiglio Direttivo - utilizzando le seguenti coordinate bancarie in modo da beneficiare delle agevolazioni fiscali previste:

IBAN IT 24G 01030 1290000000 1500048 [BIC: PASCITMMMDN] oppure anche con PayPal Causale: Soeur Rosalie=A.B.A.S.M.E.I. iniziativa curata da Gaetano Zambon.


Per maggiori dettagli sulle attività di Bambini nel Deserto: www.bambinineldeserto.org

P.S.. Chiunque volesse un contatto diretto con me può trovarmi come segue:

quando mi trovo in Italia, telefonicamente componendo il numero telefonico + 39 3914147793 idem per WhatsApp utilizzabile anche quando mi trovo all'estero;

quando mi trovo all'estero componendo il numero telefonico +39 3427854948 (per emergenze);

sempre by email  gaetanozambon@gmail.com in presenza di connessione WiFi;

sempre by messanger  m.me/gaetano.zambon.5 in presenza di connessione WiFi e su Facebook come Gaetano Zambon.


domenica 7 luglio 2019

Mio fratello che guardi il mondo e itinerario settembrino

https://www.youtube.com/watch?v=mNwEEaYeomY&feature=youtu.be&fbclid=IwAR3JpxPJbpX0fLcNoQ6LQsSqnLgfokAVwYnz2d4-bTndbEScOFhrkbKcjcQ


29.IX.19

Quando finalmente è arrivato il mio momento per allontanarmi dall'Eremo insieme a Il Nomade nel mio itinerario la prima tappa è stata a Maclodio – BS – dove è stato sistemato l'Inverter che non funzionava; è risultato che in un precedente intervento qualcuno, ritenendo certi cavi elettrici come obsoleti, li aveva totalmente eliminati!

Con l'occasione è stata rimpiazzata la plafoniera che avevo distrutto e poi mi sono recato a salutare Cesare, anche per consegnargli il dipinto burkinabé con il quale ho voluto ringraziare quanti mi avevano dato una mano per aiutare Soeur Rosalie.

Altra tappa obbligata quella da Beppe: ora ha effettivamente lasciato l'attività nelle mani dei due figli, ma si è presentato per salutarmi e parlare da vecchi amici.

Nel frattempo i “ragazzi” hanno dato una sistemazione alle barre anti intrusione così, ancora con una bella luce, ho puntato su Arco – TN – con l'idea che avrei forse potuto fare una sosta per la notte in qualche posto carino lungo la strada.

In realtà mi sono indirizzato sulla strada del lago di Ledro non ricordando quanto fosse più lunga e senza spazi adatti alla sosta, ma quando me ne sono reso conto ho preferito, oramai con il buio, raggiungere la meta.

Consapevole che dopo alcuni giorni l'ospite puzza, ho proseguito il mio itinerario con stop a Verona dove ho effettuato una interessante visita alla città sulla quale non mi ero più soffermato da troppo tempo.

In serata ho raggiunto Modena dove ho incontrato Gabriella ex Burkina e la sua giovane ospite; avevo in mente di visitare Bologna utilizzando il treno il giorno dopo e Gabriella mi ha suggerito di portarmi la bici al seguito, suggerimento accolto e messo in pratica.

Il centro storico della città mi ha subito riconquistato, in particolare la zona universitaria stracolma di giovani e di locali semi alternativi assai interessanti.

In quei giorni Modena era sede del Festival della Filosofia così ho deciso di trattenermi ancora un po' per dargli un'occhiata, assieme ad Anna, la giovane vice presidente di BnD dagli occhi porcellanati, alla quale desideravo comunicare le mie riflessioni sulla organizzazione dell'associazione avendo intuito che la ragazza avrebbe apprezzato e, forse, sviluppato i temi.

Dopo mi sono indirizzato verso Ferrara – possibile sosta notturna – con meta finale una visita ai defunti della mia famiglia in quel di Donada/Porto Viro.

Una volta arrivato a Ferrara ho cercato il luogo già frequentato per la sosta notturna: tutto cambiato!

L'area dedicata oggi si può utilizzare esclusivamente a pagamento (esoso) dopo una registrazione che, data l'ora, ho effettuato online.

Solo che qualcosa non deve essere andato per il verso giusto perché ala fine la sbarra non si è alzata; rapidamente ho cercato inutilmente una soluzione alternativa in loco per poi proseguire direttamente per Donada.

Sino ad Adria non ho avuto perplessità, ma poi google maps mi ha indicato una strada che si è rivelata stretta e costantemente posta sull'argine.

Il buio era oramai totale e gli incroci con altre auto veramente rischiosi sia a causa della mia mole che della stanchezza sopraggiunta.

Quando mi è stato indicato di abbandonare l'argine svoltando a sinistra ed ho visto la meta, mi è sembrato di cogliere dei cambiamenti; in ogni caso mi sono collocato molto bene, ho cenato e mi sono messo a letto con l'idea che l'indomani avrei effettuato la visita ai miei cari senza dover spostare Il Nomade che sino ad ora si sta comportando egregiamente rinnovando il nostro feeling di sempre.

Quando sono entrato al campo santo non c'era in giro quasi nessuno; mi sono indirizzato spedito per arrivare...dove non c'era ciò che stavo cercando!

E che diamine, sono nel posto giusto? Forse no!

Ho così avvicinato una coppia che si stava dedicando alla sistemazione di una tomba chiedendo: questo è il cimitero di Donada?

Risposta: no, questo è quello di Contarina! Quello di Donada si trova a qualche chilometro da qui.

Anche Mario recentemente, quando si era recato al cimitero, aveva trovato difficoltà a rintracciarlo, ma non sapevo che pure lui si fosse trovato a Contarina!

In pratica le mappe di google non riconoscono il cimitero di Donada.

Allora mi sono mosso a naso ed una volta arrivato a Donada la fortuna ha voluto che mi fermassi per lasciar passare qualcuno su un passaggio pedonale; nel mentre, con la coda dell'occhio ho intuito che avrei dovuto girare a destra....il cimitero giusto era proprio lì, come in passato!

L'ambiente silenzioso e con poche persone presenti già automaticamente induce ad essere concentrati; in più a me prende un filo di nostalgia, di tristezza, il pensiero che anche per me quella stessa meta è sempre più vicina, ma forse non ci sarà nessuno che verrà a salutarmi dove sarò depositato: non si usa più, i giovani non frequentano questi luoghi.

Mi sono allontanato con pensieri e riflessioni vaganti per la testa, ma attento al traffico in una giornata che si stava facendo sempre più calda.

Ora sarebbe iniziato il mio itinerario per Matera via Umbria e poi ad improvvisazione. Mi  piacerebbe successivamente raggiungere la Sila e magari continuare in Sicilia.

A questo proposito cominciavo già a pensare a delle varianti in modo da poter eventualmente lasciare Il Nomade in Calabria o in Sicilia, in luogo custodito, per tornare in primavera a riprenderlo e proseguire l'itinerario con calma dopo aver visitato Enotria nelle parti che ignoro.

Intanto, raggiunta la zona di Rimini, mi sono indirizzato verso Città di Castello su una strada che mi ha fatto salire, scendere, e poi ancora salire per l'Appennino prima Romagnolo, poi Toscano ed infine Umbro.

In vista della valle del Tevere, mentre mi stavo prendendo un attimo di pausa, sono stato avvicinato da un tipo barbuto non giovane con spiccato accento campano in assetto da globetrotter: un pesante e grande zaino più uno zainetto la sua dotazione.

Si stava muovendo su percorsi Francescani e non stava trovando il sentiero da prendere per la sua sosta notturna; dopo aver chiesto la mia direzione di marcia mi ha chiesto un passaggio per qualche chilometro dove riteneva di poter intercettare un sentiero alternativo, ma visto che la strada scendeva lui avrebbe dovuto camminare più a lungo in salita!

Così ho appreso che c'è gente che si mette in marcia per Santiago di Compostela o segue la via Francigena per Roma, ma anche altra che si muove nei luoghi dei Santi!

Una volta lasciato l'ospite la strada è diventata facile: superato Sansepolcro eccomi a Città di Castello dove non ho avuto difficoltà a sistemarmi molto bene dopo aver usufruito di una ricerca internet in tal senso indirizzata.

Lunedì 16, di prima mattina, quando la città si stava risvegliando ho raggiunto il centro storico: se vagamente pensavo di essere già stato qui nel lontano 1989, ebbene, il ricordo è ZERO!

Quindi si è trattato di una esplorazione che mi ha fatto camminare per una decina di chilometri, con grande soddisfazione.

Nel pomeriggio, in costanza di bel tempo, Il Nomade ha raggiunto Gubbio trovando un'ospitalità a pagamento non lontano dal centro storico.

Dopo essermi riposato ed aver effettuato alcuni acquisti per la sopravvivenza quotidiana, inforcata la bici mi sono spostato dalle parti della chiesa di S.Francesco dove avrei comunque parcheggiato per poi procedere a piedi per raggiungere il centro storico, ma arrivato lì i miei occhi sono stati catturati da un piccolo veicolo con livrea da deserto a targa tedesca; si trattava di una Toyota - credo modello Hilux – preparata con tetto modificato a mansarda e con le pedane appese lateralmente, utili a districarsi nelle situazioni più difficili.

Mentre prendevo delle foto è arrivato il proprietario accompagnato da un cane di piccola taglia che ha sistemato a bordo prima di dirigersi in centro, però dopo esserci scambiati saluti ed informazioni.

Mentre salivo verso la piazza più importante ammirando tutto ciò che osservavo mi rendevo conto di quanta poca gente ci fosse in giro.

Dopo aver ripreso varie foto nella zona dell'hotel Ducale, luogo usato dalla troupe di Don Matteo per le riprese degli episodi di tutte la serie, ho notato un gruppo prevalentemente di giovani ammassati sulla scala del Palazzo apparentemente in attesa di qualche cosa.

Ad un certo punto ho visto che si stavano preparando per una sfilata medioevale personaggi all'uopo abbigliati; le persone ammassate sulla gradinata, al segnale di qualcuno, si sono ordinatamente spostate verso la balaustra mentre io sono rimasto al centro della pavimentazione in mattoni della piazza per riprendere più da vicino la banda composta da trombe e tamburi e gli sbandieratori al seguito.

Poi mi sono reso conto che mi trovavo nel posto dove il corteo piegava due volte a 90° prima di sistemarsi sul fondo opposto della piazza; allora mi sono smarcato ed ho raggiunto gli altri, godendo inaspettatamente di uno spettacolo programmato, ma per me del tutto regalato.

Bello! Compreso il momento in cui gli sbandieratori, uno per volta hanno effettuano una prestazione individuale sbandierando i vessilli recanti scritte nell'antica lingua degli Umbri per poi mettersi in posizione orizzontale a terra in modo che ogni sbandieratore successivo saltasse di corsa quelli già a terra unendosi a loro e così prolungando la fila; verso la fine uno sbandieratore non è riuscito a mettere a terra il piede di appoggio nel modo giusto ed è caduto riprendendosi velocemente onde non interrompere la sequenza per chi è venuto dopo.

Alla fine altra sfilata del gruppo per ritirarsi fra gli applausi scroscianti del modesto pubblico.

Dopo questo assaggio della città sono tornato a casa contento, pronto a ripetere l'esperienza il giorno dopo.

Quindi martedì 17 ho eseguito lo stesso itinerario in bici, solo che nella zona di San Francesco era stato allestito il mercato settimanale: ciò donava a quell'area colori e suoni differenti rispetto a ieri.

Per strade secondarie e con l'aiuto di locali gentilissimi e disponibili a rispondere alle mie richieste, ho potuto godermi altre angolazioni del luogo, arrivando sino alla Cattedrale.

Sceso nella meravigliosa piazza ho voluto concedermi un caffè al Ducale prima di visitare la sede museale che conserva le tavole scritte nell'antica lingua Umbra rimaste indecifrate per molto tempo.

Soddisfatto e privo di ricordi circa precedenti visite, ho accumulato immagini che mi accompagneranno per un pò.

Lo spostamento successivo è stato utile per raggiungere Perugia, non tanto lontana. Questa volta l'indagine sulla ricerca di un valido posto sosta mi ha prima portato in un luogo fuori mano all'interno di un centro commerciale, soluzione non a me gradita, e quindi poi ho tentato varie soluzioni alternative tutte interdette ai camper, sino ad arrivare in un parcheggio a pagamento in posizione accettabile.

Dopo aver riorganizzato le idee mi sono mosso a piedi per capire dove trovare un mezzo per raggiungere il centro ed acquistare il relativo biglietto.

Mercoledì 18 mi sono messo in pista per un autobus in transito a 10' dal parcheggio alle ore 8 e 20 circa. Quando ho visto arrivare l'autobus in perfetto orario mi sono fiondato a bordo, ma dopo un paio di fermate sono stato superato da un altro autobus recante il numero che avrei dovuto prendere sin dall'origine e quindi ho chiesto di farmi scendere in modo da poter effettuare il trasbordo: operazione riuscita e finalmente, al capolinea, mi sono trovato in centro con le vie della movida ancora deserte.

Si è trattato di una gradevole esplorazione coronata dalla visita alla Galleria Nazionale che conserva arte Umbra di un'epoca che va dal 1.200 al 1.700: fantastica!

Già durante questo viaggio avevo deciso di immortalare i volti degli affreschi, spesso riferiti ad arte sacra, delle donne, il che vuol dire delle Madonne, e qui ho potuto sbizzarrirmi cogliendo l'evoluzione del volto femminile nel tempo.

Quando ho ritenuto di aver visto abbastanza, mi sono spostato praticamente a piedi sino ad una chiesa lontana – dove ha sede la facoltà di Agraria - che credevo potesse essere sull'itinerario di qualche autobus utile per il rientro.

Doppia sorpresa: la chiesa è consacrata, ma privata, e per visitarla è d'obbligo un biglietto abbastanza costoso perché, come mi ha spiegato l'addetto, si dovrebbe visitare dedicandole il tempo adeguato alle meraviglie ivi contenute.

Stavo per mollare quando il tipo mi ha proposto di entrare per un giro veloce a costo zero: proposta alla quale era impossibile per me dire di no.

Dopo ho cercato di capire dove dirigermi per un autobus chiedendo info alle mappe di google: ho camminato a lungo e alla fine ho intercettato il mezzo giusto per tornare a casa.

Quale sorpresa quando ho trovato a bordo una giovane donna che avevo assai apprezzato in precedenza nella zona centrale: ci siamo guardati riconoscendoci, ma senza dirci nulla! E che avrei mai potuto dire ad una forse nemmeno trentenne in queste circostanze?

Rientrato al parcheggio in tempo utile per rispettare la tariffa delle 24 ore, ho acceso il motore per dirigermi ad Assisi.

Avevo indagato in precedenza ed identificato un parcheggio camper a pagamento e quindi mi sono diretto sicuro alla meta, ma quando l'ho raggiunta, oltre ad essere abbastanza lontana dal contesto storico, quasi non l'ho notata per quanto risultava scomodo accederci.

Altra ricerca e questa volta ho trovato il posto giusto in un parcheggio misto dotato di scale mobili per arrivare molto vicino a Santa Chiara.

Sul far della sera ho preso contatto con il luogo circoscrivendo il percorso effettuato alla zona mediana: fantastico osservare il cambiamento di luce e poi veder intervenire quella artificiale sapientemente orientata sui palazzi e sui monumenti.

Sulla strada avevo notato alcune vetrine ben presentate e piene di dolci prelibatezze locali; le avevo fotografate, ma poi mi sono detto che l'indomani avrei assaggiato qualcosa.

Il giorno 19 sono partito diretto a San Francesco che ho raggiunto percorrendo ruelle dotate di tanti richiami storici, come una fontana recante la scritta di come fosse proibito lavare i panni pena una multa salata.

Il complesso Francescano, oggi come oggi, è anche un'azienda che fa utili. Vietato fotografare, vietato parlare (sono d'accordo) con tanto di vigilantes sempre in movimento e la voce di un Frate pronta ad intervenire all'altoparlante per riprendere chi non sta alle regole.

E poi gli oggetti di impostazione “sacra” in vendita: per tutto quanto sopra espresso ho preferito la visita a Santa Chiara o a altre chiese sparse.

Verso le 11 mi sono deciso ad entrare in un negozio per gustare uno di quei fantastici dolci: ho così appreso che, sebbene vengano presentati come tranche di strudel, si debbono pagare a peso al prezzo di € 39 al kg.; pur non essendo grandi le tranches, risultano molto pesanti (e quindi costose)!

Indeciso se scalare la collina per raggiungere la Rocca, per il solito mio vizio “andiamo a vedere più in là cosa c'è dietro l'angolo”, ho ceduto a me stesso e mi sono impegnato nell'impresa sotto un sole cocente.

Spettacolari i panorami e piacevole la leggera brezza che mi ha portato ristoro.

Scendendo mi sono reso conto che avevo praticamente esplorato tutto il possibile, ma fra girare a sinistra ed imboccare la strada di casa e girare a destra per un'ultima chiesetta, cosa ho scelto?

La chiesetta, ovviamente!

Quando sono entrato mi è sembrata sconsacrata in quanto il piccolo spazio era totalmente occupato da una esposizione, almeno, così mi era sembrato.

Mentre rimanevo affascinato da un oggetto deposto in vari esemplari al centro dell'esposizione sono stato raggiunto da una signora addetta all'accoglienza; mi ha spiegato che l'oggetto è stato realizzato da un artista italiano ora residente a Barcellona e, a seconda della prospettiva nella quale viene osservato, rappresenta la Madonna in varie pose o la colomba della pace.

Geniale!

L'esposizione poi, disposta a forma di Omega, consiste in tanti di quegli oggetti, ognuno realizzato in una differente essenza lignea o pietra e inserito in un grosso tubo di cristallo ben illuminato.

Sono uscito con il cuore allegro e, a questo punto, deciso ad arrivare a casa.

Dopo aver completato le operazioni di pagamento, mentre stavo per dirigermi verso Il Nomade, sono stato avvicinato da due turiste giapponesi in difficoltà: probabilmente si erano attardate quel tanto che il loro gruppo aveva già lasciato il luogo a bordo del loro Pullman.

Erano trafelate e mi hanno chiesto come fare per raggiungere Rimini, sicuramente lo stop successivo previsto dal loro giro.

La tecnologia mi è venuta in aiuto ed ho così potuto indirizzarle alla stazione dei treni dove avrebbero trovato un utile collegamento per raggiungere la meta dei colleghi di avventura.

Chissà intanto come si saranno sentite sulle spine: a buon rendere, japan's women!

Nell'itinerario verso la prossima meta, Bevagna, ho trovato modo di fermarmi per una fugace visita alla Porziuncola: oltre al divieto di riprese fotografiche stava iniziando la messa, il che vuol dire stop alle visite.

Dopo un percorso facile e abbastanza breve sono approdato in un ottimo parcheggio per camper completamente gratuito, ombroso ma non su asfalto, dotato anche di distributore di acqua depurata a € 0,05 ogni 1,5 lt.!

Venerdì 20 ho avuto un risveglio lento e mi sono ritrovato con poca voglia di attivarmi, per quanto poi abbia svolto alcune operazioni a bordo.

Solo verso le 11 mi sono deciso a raggiungere “downtown” in bici; appena arrivato in una via di qualche interesse sono sceso dalla bici per guardarmi attorno ed ho notato una signora che veniva in senso inverso al mio con il telefonino in mano. Ho capito subito che era dipendente di google maps, ma arrivata vicino a me, pensando fossi del posto, mi ha posto un quesito circa l'indirizzo di un medico presso il quale si stava recando.

In pratica la voce di google le comunicava di essere arrivata, ma lei non trovava la targa del medico.

Le ho chiesto se conoscesse il numero civico ricevendo risposta negativa. A quel punto le ho consigliato di immettere il nome del medico per cercare con google, cosa semplice alla quale non aveva pensato. Fatto questo tutto si è risolto al meglio per lei, ma io mi sono chiesto: questa è una persona molto più giovane di me; possibile che si stesse perdendo in un bicchiere d'acqua? Risposta: si, è possibile. Infatti molti tengono il telefonino costantemente fra le mani, ma pochi sanno utilizzare al meglio la tecnologia in loro possesso.

Per carità, io sono certamente uno di quelli, ma non demordo tanto facilmente.

Dopo aver iniziato la visita vera e propria dalla piazza centrale dove si concentra il 70% di quanto la località custodisce, quando si sono fatte le 13.30 ho cominciato a pensare al cibo guardandomi attorno.

Poi ho realizzato che con la bici avrei raggiunto casa in un attimo e così sono andato a sfamarmi a bordo facendo seguire al cibo anche un riposino.

Poi ho continuato l'esplorazione utilizzando la bici per un bel percorso sotto le mura, mura ricche di folte piante di cappero.

Sabato 21 ho lasciato il comodo parcheggio con destinazione Foligno dove sapevo di poter contare su un altro parcheggio libero.

Avevo già preparato tutta la biancheria da lavare e avevo registrato l'indirizzo di una lavanderia automatica apparentemente sulla direzione utile a raggiungere il centro. Quindi ho inforcato la bici portandomi appresso la sacca e dopo una decina di minuti sono arrivato davanti alla lavanderia: chiusa per ristrutturazione!

Ho allora utilizzato il secondo indirizzo che è risultato assai ben collocato in quanto praticamente in centro; dal momento in cui ho infilato la biancheria nella macchina ho avuto a disposizione 40' per iniziare la visita. Trascorso il tempo ero già arrivato nella piazza centrale e perciò sono tornato alla lavanderia per eseguire l'operazione di asciugatura: questa volta ho avuto circa 30' a disposizione, quanto è bastato per tornare nella piazza centrale e continuare la visita del Duomo: lì ho trovato un cartello informativo che spiegava il perché della chiusura: per colpa del terremoto del 2016!

Proprio mentre mi aggiravo attorno al Duomo ho assistito ad una scenetta in cui una bimba con aquilone in mano lo agitava senza lanciarlo; la madre stava intanto parlando con u'altra persona quando ha ripreso un pò duramente la piccola a causa forse di un contatto dell'aquilone con dei passanti.

Io stavo riprendendo immagini ed avevo forzosamente ascoltato, ma non mi immaginavo che, una volta giratomi, avrei visto la piccola seduta sul gradino di un negozio con una faccetta triste e sconsolata.

Le ho domandato se fosse triste e lei mi ha risposto in maniera affermativa. Perché sei triste? Perché la mamma mi ha sgridato...allora io l'ho incoraggiata a non essere triste per quel richiamo e ho colto l'occasione per suggerirle di usare l'aquilone in un prato ampio dove non ci fosse nessuno attorno, come facevo fare ai miei bambini alla sua età. Nel spiegare tutto questo ho anche mimato la scena del lancio dell'aquilone facendo una piroetta su me stesso in modo da divertire la piccola, la quale seguiva con attenzione le mie parole ritrovando serenità in se stessa.

A quel punto anche la mamma si è dedicata a lei ed io, salutando, sono uscito di scena riscontrando quanto fosse sensibile la piccina, ma al tempo stesso pronta a dire di se parlando con uno sconosciuto.

Ho forzato un pò in modo da completare il mio giro prima di riprendere la biancheria e tornare a bordo.

Nel pomeriggio ho voluto visitare anche Spello dove il parcheggio per i camper si trova un po fuori mano, ma con la bici tutto è più facilmente raggiungibile.

Ho lasciato le due ruote all'inizio di una delle strade che salgono sino alla chiesa dei Cappuccini che si trova in posizione dominante e mi sono goduto il mio itinerario.

Questa è una città fiorita, come le “ville fleurie” in Bretagna dove ogni anno veniva conferito un riconoscimento con l'aggiudicazione di una targa recante da uno a quattro fiori alle più belle.

Qui invece mi sembra di aver capito che sono le singole case ad essere premiate; in ogni caso una gran bella realtà.

Dopo Spello ho voluto effettuare un passaggio a Montefalco, ma come immaginavo non ho trovato da fermarmi e quindi ho saltato gli affreschi di Giotto indirizzandomi per campagne alla Decathlon di Foligno prima di andare a cercare lo stop notturno a Spoleto.

Perché Decathlon? Perché il prestigioso piano di cottura a gasolio Webasto ogni tanto fa le bizze. Nei giorni scorsi è andato in emergenza rilasciando uno sgradevole odore e fumo nell'abitacolo ed io, che dall'anno scorso mi sono dotato di un fornello camping gaz, avevo bisogno di rinnovare la bomboletta.

Può anche darsi che l'avaria sia in dipendenza della qualità del gasolio che capita di rifornire, certo è che con questo oggetto non ho mai avuto un buon feeling.

Poi c'è da dire che dopo anni bisognerebbe far fare una revisione ad ogni attrezzatura, ma quando mi ero informato avevo sentito che il costo era notevole e sino ad ora non ne ho fatto nulla avendo annualmente altri problemi da affrontare inerenti a Il Nomade.

Con pioggia e con il buio ho raggiunto l'area parcheggio camper : per domani è prevista una visita bagnata, così come è stata bagnata la nottata.

Sabato 22 sono partito in bici dotato di mantella e giacca a vento deciso ad effettuare la visita con qualsiasi condizione climatica, come fu quando arrivai ad Helsinky nel 2011.

In questi giorni ho avuto diversi contatti con la scrittrice autrice del romanzo storico “Maddalena profuga per sempre”, che con quel per sempre ricorda Il Nomade, per quanto egli ora sia più incline alla formula “fino a quando”.

Stante il fatto che dopo Spoleto, volendo evitare strade e luoghi già battuti l'anno scorso non avrei avuto tante possibilità se non quella di arrivare al mare in territorio marchigiano, ho accettato di buon grado la possibilità di un rendez vous a San Benedetto del Tronto per cui, dopo l'escursione, mi sarei infilato per strade che un po' temevo per i racconti ascoltati fra il 1968 e 69 dagli autisti che si recavano da quelle parti durante il periodo invernale per effettuare consegne di prodotti petroliferi, spesso in condizioni al limite del possibile.

Andando per ordine, l'itinerario è stato caratterizzato da un garbato scambio verbale con una giovane signora con cane quando, dopo aver appreso che l'Anfiteatro non era visibile, mi stavo incamminando in salita senza essere sicuro sulla strada.

Così, quando ho incrociato per la seconda volta la tipa, ho chiesto conferma circa la mia direzione di marcia: la direzione era quella giusta, ma, avendomi squadrato, mi sono sentito dire che, se avessi voluto, poco lontano da lì avrei potuto utilizzare scale mobili ed ascensore per salire alla Rocca.

Ho colto al volo il suggerimento e ciò mi ha consentito di entrare in contatto con la storia e le persone che sono passate al Festival dei due mondi in quanto, lungo questo percorso, sono esposte gigantografie e didascalie a partire dal 1956: che emozione vedere figure, oggi in buona parte scomparse, che da giovani e agli inizi di carriera passarono di qui lasciandovi un segno, e non solo circoscritto a questo luogo.

Quando sono arrivato alla Rocca, opera di tale Egidio Albornoz, il Sébastien Le Prestre de Vauban ingaggiato dallo stato pontificio per realizzare fortezze utilizzando il genio militare del quale era dotato, ho potuto ammirare il panorama dall'alto. Dopo, mentre riprendeva a piovere, lungo la discesa mi sono soffermato ad ammirare tutto quanto mi è stato possibile; nel proseguire purtroppo ho preso una direzione che mi ha allontanato dal luogo dove avevo lasciato la bici, il che mi ha fatto arrivare alle due ruote già ben bagnato; allora ho indossato la mantella ed in pochi minuti sono rientrato a casa.

Ho detto prima che temevo di dovermi muovere su strade difficili con pioggia battente, ma in realtà da quei racconti degli autisti sono passati cinquant'anni e, pur toccando Norcia, mi sono trovato su una buona viabilità fino a quando, causa una deviazione, sono stato indotto a rispettare la velocità limitata ai 30 km. sino a raggiungere la Salaria, essa stessa con tante limitazioni.

In ogni caso sono arrivato a SBTr abbastanza in fretta: qui però avrei dovuto cercare alla ventura un punto sosta in quanto l'unico segnalato aveva referenze pessime.

Ho trovato uno spazio idoneo nella zona degli impianti sportivi, praticamente alle porte di Porto d'Ascoli, e lì sono stato raggiunto dalla Psicoterapeuta & Scrittrice.

Con la sua auto, ma guidata da me, ella ha voluto farmi vedere qualcosa del posto che, manco a dirlo, è stato per me quasi del tutto irriconoscibile dopo tanto tempo. Ho così appreso che una parte del lungomare è stata progettata e realizzata da un Architetto Iraniano allora residente nelle Marche, ma il maltempo non invitava certo ad esplorazioni dettagliate.

Quando però stavo costeggiando il parcheggio in zona Porto ho notato di striscio due camper ben sistemati; ho voluto andare a verificare e così ho deciso che, in assenza di divieti manifesti, dopo la cena mi sarei spostato lì: vista faro, davanti a barche fuori acqua, pochi metri dal mare e non lontano da downtown!

Lunedì 23 in mattinata ho effettuato un giretto a piedi sulle tracce della Pensione Vittoria, il luogo dove ebbi la mia dimora dal gennaio 1968 e sino a giugno/luglio 1969 quando fui trasferito a Napoli.

Niente di niente, nessuna traccia, nemmeno della pensione “concorrente” dove un collega di Roma alloggiava e avrebbe voluto portarmi: finì invece per essere lui a trasferirsi dove stavo io ed un gruppetto di altri giovanotti con il quale fu facile affiatarsi.

Ricordi, episodi, volti, nomi, tutto andato: non ho voluto rintracciare nessuno, tanto c'era già la scrittrice che mi aveva recuperato da circa un paio d'anni, anche se questa era la prima volta che avremmo avuto più tempo a disposizione.

Il programma prevedeva nel primo pomeriggio una visita ad Offida, ridente città nota per il merletto eseguito con il tombolo, ma non solo per quello, località nell'ambito della quale Maddalena e la sua famiglia fu profuga dal Nord Est.

Io sono tuttora convinto di non averla mai visitata, per quanto mio fratello mi abbia fornito indizi che direbbero un'altra cosa.

La strada per arrivarci è stata scelta fra le tante per essere la meno problematica per un veicolo come Il Nomade; inoltre è da poco che sento un rumore che non mi piace proveniente da sotto i piedi: supporto del motore o che cosa? Dovrò accertarlo prima di proseguire verso Matera.

Durante la visita è arrivata l'acqua (era prevista), il che ha un po' limitato l'itinerario che, dopo una lunga esplorazione al cimitero, in pratica è veramente iniziato dalla Chiesa di Santa Maria della Rocca, spesso citata nel romanzo della scrittrice, trecentesco gioiellino architettonico in parte inibito alle visite causa terremoto degli anni scorsi.

Offida è stata una gradevole scoperta per me, condotto per le strade da una guida tanto eccezionale; con il buio siamo scesi sulla costa cercando un luogo per cenare, visto che il pasto del mezzogiorno era stato ignorato.

Il posto sul lungomare prescelto dalla guida era deserto, ma non a lei ignoto. In realtà non è stata una grande esperienza culinaria, certamente avevo maggiormente apprezzato il posto alla buona della sera precedente.

Dopo tanto parlare ho accompagnato a casa la guida e riconquistato il parcheggio sul retro porto.

Martedì 24 ho preso il toro per le corna e, dopo che i primi due tentativi erano andati buchi, mi sono indirizzato presso una officina meccanica a Porto d'Ascoli, deciso a far effettuare tutti i controlli necessari prima di riprendere il viaggio.

Ho trovato un ambiente dotato di buca e pertanto è stato agevole affrontare la situazione; io avevo parlato telefonicamente con il meccanico di Casarza al quale avevo spiegato le mie impressioni e lui mi aveva tranquillizzato dicendomi di indagare sul supporto motore.

Il fatto è che dopo attento esame il meccanico non aveva notato nessuna anomalia; allora si è effettuato un test drive durante il quale è stato subito percepito il rumore da me segnalato. Tornati in officina egli è sceso nella buca e dopo aver armeggiato un po' mi ha invitato a farmi un altro giretto, ma il risultato non era cambiato e quindi altra discesa nella buca, questa volta per indagare sui braccetti delle sospensioni.

Quando sembrava che quello lato guida dovesse essere sostituito, mi è stata segnalata una crepa sulla scatola guida dello sterzo! A questo punto la faccenda si fa seria; altra conversazione con Casarza in quanto il meccanico locale mi aveva appena spiegato che ci sarebbe stato bisogno di un carrozziere per effettuare delle saldature. Casarza mi ha chiesto di far recapitare delle foto e subito dopo mi ha detto che sarebbe stato preferibile rientrare a velocità moderata per provvedere alla riparazione. Ho quindi lasciato perdere la segnalazione di Mario circa la possibilità di utilizzare un carrozziere del circuito assicurativo privilegiando l'utilizzo del meccanico che aveva appena lavorato sul cambio e in precedenza aveva rifatto il motore, l'unica parte meccanica che non mi ha mai dato problemi e che per me è un piacere sentire al lavoro.

Rapidamente ho quindi preso la mia decisione: partenza l'indomani per raggiungere casa, magari con una sosta lungo la strada.

Matera dovrà attendere ancora, così come la Sila e la Sicilia.

Lasciato cadere il suggerimento di raggiungere la città di Fermo, il pomeriggio è trascorso in compagnia della guida in un bar sul lungo mare sino a che, in serata, l'ho riaccompagnata a casa ed io ho cenato a bordo.

Questo viaggio è finito dove era iniziata la mia prima seria esperienza lavorativa, dove avevo conosciuto la guida di questi giorni mezzo secolo addietro: che dire? C'est la vie!

Martedì 24 alle ore 6 ho iniziato a muovermi per strada normale con l'idea di entrare in autostrada più avanti; a quell'ora traffico zero e ancora buio. Temevo gli attraversamenti delle città, ma salvo Pesaro, tutto è filato bene sino a che, alle ore 10, ho fatto sosta a Rimini nell'area di un centro commerciale denominato Le Befane!

Da lì ho ripreso alle 11.30 tirando sino quasi alle 15 quando mi sono trovato a Modena percorrendo una strada che mi ha fatto evitare l'incubo dell'attraversamento di Bologna.

Dopo la sosta pranzo ho ripreso passate le ore 16 deciso a evitare il colle Cento croci, pertanto mi sono infilato in autostrada a Fornovo e ne sono uscito a Sestri, dove ho raggiunto casa poco prima delle ore 20: una bella galoppata di quasi 600 km. andata a buon fine.

Ora Il Nomade andrà in letargo mentre io mi trovo a valutare altre possibilità, ma alla fine, come sempre, mi trovo a decidere di restare fedele al vecchio compagno.


domenica 24 febbraio 2019

Mentre in downtown si apre il festival del cinema africano qui il sipario si chiude



Lunedì, 18.II.19
Nella prima mattinata ho ricevuto una visita a sorpresa da parte del saldatore: mi ha professato la sua volontà a continuare il corso di formazione, ma io non mi sento sicuro e lo voglio attendere al varco domani quando il suo tempo avrà inizio.
Dopo una settimana di assenza, mi è stato detto per malattia, è arrivato anche l'educatore: con lui ho intrattenuto un lungo discorso incentrato su tre questioni: le testimonianze degli allievi che avevo registrato, Martin ed il mio tentativo di trovare una soluzione al suo caso, nonché il caso Thomas-Mohamadi che oramai è aperto da troppo tempo.
In tutto questo movimento ad un certo punto si è materializzata Dalia, la figlia di Bea: la sua scuola non è lontana da G.I. e quindi, nel caso di assenza di un professore, viene a ripararsi nel porto aperto e sicuro di Garage Italia!
L'ho subito messa sotto parlandole dei fari: storia, localizzazioni, funzionalità, sviluppo sino ai nostri giorni.
Mi è sembrata attenta e interessata: ho notato che tutti i giovani ai quali mi sono rivolto, indipendentemente dal livello di istruzione acquisito, di fronte a racconti diversi dai soliti e relativi ad un mondo a loro sconosciuto manifestano la loro attrazione lanciando l'”erudito” verso uno stato di “nirvana”.
Dopo la permanenza in brousse di ieri ho voluto ringraziare Achille; lo avevo un po' dileggiato quando mi aveva detto come avrei dovuto riprendere il filmato con Rosalie, ma in effetti aveva ragione ed ho voluto comunicarglielo.
Con il calore di questi giorni la cucina rischia di diventare un incubo, ma essendo necessario, anche controvoglia ho dovuto darmi da fare: anche questa volta ho cucinato tantissimo, cercando di tenere una dieta variata e di non consumare mai lo stesso cibo a mezzogiorno e alla sera, salvo casi eccezionali.
Ci sono riuscito, ma per ottenere questo risultato ho dovuto dedicare tanto tempo alla preparazione del piatto servito in tavola.
Non so se sono io che sto sbarellando o se è Bruna che manifesta le sue frustrazioni da lontananza dal “suo paese” attraverso scambi a raffica una volta con email, una successiva con Wapp e poi con messanger senza rispondere mai ai punti sottoposti.
Mi sembra una situazione pirandelliana, per ora ancora sopportabile.
Bene invece mi ha fatto sentire la voce di Rosalie che ha voluto chiamarmi per ringraziarmi benedicendomi all'infinito.
Allora io, più tardi, ho chiamato il motard Hamidou con il quale si era instaurato un certo feeling, concordando un rendez-vous verso sera per raccontargli di Rosalie alla quale già avevo dedicato il post sul blog pubblicato in mattinata.
Prima dell'arrivo del motard è arrivata la telefonata del neurochirugo che aveva visitato Thomas indicando per domani la data del ritiro di quanto a lui lasciato e per avere le prescrizioni degli esami richiesti.
Bea, la fedele femmina tradizionale burkinabé desiderosa di assistermi in tutti i modi, se ne occuperà domani.
Quando il motard mi ha raggiunto ho voluto spiegare nei dettagli il perché della chiamata; al momento della nostra conoscenza avevo appreso come spesso l'associazione dei motard si recasse per villaggi a distribuire beni di prima necessità: perché non indurli a fare qualcosa anche per Rosalie ?
Mentre gli facevo vedere le foto del luogo dove ha sede il centro ABASMEI mi ha chiesto di girargliele tutte e, mentre gli preparavo un caffé, l'ho sentito chiamare il presidente della loro associazione per informarlo della cosa: anche da questo canale potrebbe maturare qualcosa. Perciò ho voluto leggere la lista dei bisogni primari avuto da Rosalie spiegando che molti di questi potrebbero essere soddisfatti da altri burkinabé senza doverli far viaggiare da Europa a qui.
Abbastanza soddisfatto dell'incontro, per cena ho preparato una frittata gigante con le verdure che mi aveva donato Rosalie e qualche altro residuo da frigo, il tutto nobilitato dal formaggio grana portato dai Burkina Kamba: risultato interessante.
Prima di chiudere la giornata ho voluto stringere i denti e verificare tutti i conti e i relativi saldi cash: sembrano tornare, quindi me ne son potuto andare a letto rasserenato.



Martedì, 19.II.19
L'arrivo di Boundiba, il saldatore metallico, per quanto avvenuto verso le 9, mi ha tranquillizzato sull'argomento che mi sta tormentando in questa fase finale della mia permanenza qui.
Con lui qui all'opera mi son sentito stimolato ad una uscita indirizzata all'acquisto delle scarpe di sicurezza, uscita durante la quale mi sono fatto accompagnare dal capo meccanico.
Una volta giunti al negozio da questi segnalato ho potuto verificare che il tipo di scarpa offerto non corrispondeva alle mie aspettative, ma il solerte commerciante ha chiamato un suo petit frére il quale si è assentato per ritornare proponendomi un altro modello, molto più “calzante” alle esigenze dell'uso.
Ho chiesto se disponeva di tutte le taglie necessarie e, miracolo, è riuscito a mettere insieme velocemente in uno scatolone tutto quanto, meno un paio taglia 35 che ritengo sarà impossibile trovare.
Mentre viaggiavo verso casa ho ricevuto la chiamata di Eugene il quale pensava di portarmi a visitare il l suo villaggio nella brousse, ma l'orario non era certo quello giusto per me e quindi ho rimandato al pomeriggio.
Sul far del mezzogiorno lo psicologo ha convocato nel salone tutti i ragazzi e gli adulti presenti per tornare sulla questione della manomissione del telefono di Thomas dopo il mio sollecito a chiudere il cerchio della faccenda, che di tempo ne era già passato anche troppo.
L'incontro è stato tenuto in lingua francese per riguardo a me, ma io alla fine ho voluto che venissero ripetuti i concetti anche in Moore; personalmente sono intervenuto chiedendo chiarezza a tutti, perché se è vero che il regolamento interno è conosciuto è altrettanto vero che non viene integralmente rispettato; inoltre, se qualcuno non fosse interessato a frequentare, non sarebbe obbligato a restare e potrebbe cedere il posto ad un fratello altrettanto “vulnerable”affrendogli una chance.
Quando quattro anni fa arrivai in Burkina Faso per la prima volta ero rimasto attratto dal fatto che il paese venisse definito “paese degli uomini integri”; poi, si sa, i detti vengono coniati con uno scopo, in questo caso per tenere insieme le varie etnie che ci vivono, e spesso non corrispondono alla verità; io l'avevo vissuta sulla mia pelle un'esperienza con qualcuno che di integro aveva veramente molto poco.
Quindi ai ragazzi ho ricordato che se non cominceranno ad essere integri ora, come sarà possibile un domani per il Burkina Faso chiamarsi ancora paese degli uomini integri?
Nel pomeriggio ho ricevuto una chiamata da Rosalie allo scopo di informarmi di essere stata contattata dal motard burkinabè: è stato rapido Hamadi a muoversi, adesso c'è solo da sperare che possa arrivare anche qualcosa di concreto al seguito.
Quando alla fine delle attività Eugene è passato a prendermi con la sua auto dove funziona tutto, l'aria condizionata benissimo, ero proprio desideroso di allontanarmi da G.I. e da tutte le richieste ricevute sia via email che messanger dai vertici del sistema. Se c'è una cosa che non amo è quando, partendo da una email, si crea uno sviluppo a cascata con la partecipazione di tutti coloro ai quali l'originale era indirizzata, ma soprattutto nel testo che tu hai scritto vengono inserite le considerazioni degli altri; in questo caso o sono io che non vedo la notifica o non trovo gli inserti, fatto sta che si crea una certa confusione.
Dato che ci sono alcuni argomenti divenuti caldi che non mi competerebbero, ma sui quali sono stato chiamato ad agire, ho la sensazione che le mie esternazioni non siano tanto piaciute: in questo momento ho bisogno di ritrovare il fresco e togliermi dalle varie forme di inquinamento patite in tutti i sensi, in pratica ho bisogno di riprendere la giusta distanza (mettendomi in sicurezza).
L'itinerario con Eugene mi ha portato su un goudron in ottime condizioni sino a Gogo (forse si scrive in maniera diversa), dove ci siamo infilati su una strada in terra rossa. Mi aveva avvisato di non volersi spingere troppo avanti per non incappare in qualche parente che ne avrebbe chiamato altri a fare capannello, ma inevitabilmente ha iniziato con incontrare una zia sordo muta che ha voluto salutare e dopo poco sono arrivati altri che, tanto per non sbagliare, sono tutti parenti fra loro.
La zona mi è piaciuta perché è ricca di alberi, in particolare degli stupendi manghier carichi di frutti pendenti ancora piccoli e acerbi, inoltre ho notato alcuni Baobab di ragguardevoli dimensioni.
Energia elettrica zero; qui si vive di agricoltura, quella tradizionale, e ci sono persone che non hanno mai messo piede a Ouaga né che vogliono mettercelo: come li capisco!
Tanto vicini alla capitale e tanto lontani, mondi che condividono il territorio pur gravitando su orbite diverse.
Ritornati sul goudron dopo un po' si è parcheggiata l'auto per entrare nei campi ora secchi e conservanti il residuo più duro della coltivazione precedente:il sorgo.
Eugene ha voluto farmi vedere un terreno di 400mq di sua proprietà totalmente cintato utilizzando un materiale fra i più costosi: sarebbe stato meglio, mi ha confidato, spendere di meno nella cloture per poter acquistare un altro terreno contiguo.
Con il primo buio ed una luna piena stupenda sullo sfondo siamo tornati alla mia base e il discorso è andato alla giornata di domenica e a Soeur Rosalie dans la brousse.
Dopo aver ascoltato il mio racconto ed avergli parlato dei bisogni di Rosalie, subito si è focalizzato sui pannelli solari ed il veicolo del quale Rosalie ha bisogno mettendomi al corrente che prossimamente verrebbe imbarcato la motrice di un camion destinato a qui; sul cassone potrebbe essere caricato un veicolo nove posti e all'interno di esso altra mercanzia.
Inizialmente mi aveva accennato ad un bellissimo furgone dotato di motore diesel con soli 100.000 km a € 1.500,00, ma essendo che su questo territorio rendono meglio i motori a benzina, dopo essere tornato a casa ha svolto qualche indagine venendomi a suggerire una Nissan Serena a benzina con 8 posti; peccato che come mi sono messo a cercarla fosse già sparita, venduta.
Tanto interesse verso Rosalie da parte di chiunque io ne venga in contatto mi induce a pensare che dovrei riuscire a combinare qualcosa di interessante anche in Italia per lei.
Cristian, il nostro ingegnere, mi ha contattato sul tardi: incontro fissato per sabato dopo accordi con Achille che intervisterò domani.



Mercoledì,20.II.19
Avrei voluto avere le ultime giornate con i remi tirati in barca e invece sto arrivando al traguardo quasi in affanno.
Oggi sarà la prova del nove per il fabbro: o arriva e si va avanti o soprassiede ed io il corso lo metto in stand-by.
Con un po' di ritardo l'uomo è poi arrivato ed ha cominciato la sua attività.
Nel frattempo è arrivata Bea la quale ha bisogno di un intervento minimo da parte del fabbro, intervento che forse si farà questa sera: ma che fatica con questo MAU, andrà a finire che lo vedrò finito ma ancora non in attività.
Fra una cosa e l'altra ho interpellato Achille per avere la sua disponibilità all'incontro con il nostro ingegnere durante il pomeriggio di sabato: la disponibilità l'ho avuta e venerdì chiuderò il cerchio con l'ingegnere se rientrerà dalla zona rossa dove è stato chiamato per delle verifiche relative ad un grande intervento da parte di una organizzazione che ha peso.
Quindi mi sono deciso a salutare Giséle, la persona che tanto si è data da fare per il caso che le avevo sottoposto; mi ha ancora offerto la sua disponibilità ed io ho trovato modo di parlarle di Soeur Rosalie destando il suo interesse.
Le ho lasciato il contatto telefonico: le cose avvengono non a caso, in Africa in particolare.
In funzione di una serie di esami ai quali deve essere sottoposto Thomas ho coinvolto lo psicologo Jean Raymond, il quale non ha disdegnato di fronte ad un compenso inatteso: quindi domani alle cinque accompagnerà il ragazzo al San Camillo e poi mi saprà dire.
In realtà gli avevo chiesto di chiamare l'ospedale per avere alcune informazioni, per esempio quelle relative al costo degli esami, ma egli non lo aveva fatto così gli ho affidato Fcfa 50.000 sperando di averne una parte in restituzione.
Avevo chiamato anche Alfredo Lo Cicero per un saluto, ma lui ha voluto fare di più e mi ha proposto un incontro verso sera nella mia sede: un onore inatteso avere qui Save the Children.
Poco dopo le 18 si è presentato a bordo di una moto dall'estetica gradevole che ricorda Ducati, ma in realtà si tratta di una cinese di soli 250 cc.
Abbiamo conversato abbastanza e prima che se ne andasse ho voluto segnalare anche a lui Soeur Rosalie. Ricordavo che mi aveva di alcune signore, incluso la moglie, che sarebbero interessate a darsi da fare nel settore ed io ho proposto la conoscenza di Rosalie che di bisogni da soddisfare ne ha fin che si vuole.
Così si è fatto tardi e mi è rimasto poco tempo dopo cena; inoltre comincio ad accusare sintomi di stanchezza che mi tolgono la voglia di scrivere alla sera.



Giovedi, 21.II.19
Va bene che ero sveglio, ma certo non mi aspettavo una chiamata alle 6.40 da parte di JR lo psicologo che si trovava alla San Camillo già da tempo: serve altro denaro.
Accidenti, ed ora come si fa? Ho chiamato Bea, ma non rispondeva: più tardi ho saputo che si trovava in altro ospedale per un attacco di malaria della madre.
Ho atteso che arrivasse Moustapha per spedirlo come corriere espresso a consegnare altri Fcfa 50.000, sperando di aver capito bene la richiesta.
In mattinata è arrivato il saldatore proprio quando avevo da poco iniziato a parlare con Roland; è stata l'occasione per presentarli visto che nella funzione di coordinatore dovrebbe tenerlo anche un po' d'occhio dopo quanto ho a lui relazionato.
Eugene intanto si sta dando da fare per cercare un veicolo adatto alle esigenze di Soeur Rosalie: l'idea di trovare una Nissan Serena 8 posti con motore a benzina mi è sembrata una buona idea.
Da noi sono rare ma si possono trovare attorno ai 1000/1500 euro; il fatto è che trasporto+dogana+immatricolazione portano il costo di una simile operazione fra i 4500 ed i 5000 euro: non poco!
Bandiba il saldatore ha lavorato con i ragazzi in maniera adeguata: ho visto sulla lavagna esterna i voti conferiti ai singoli allievi.
Alcuni erano talmente bassi per cui ho chiesto spiegazioni. Il voto originale era risultato buono, ma il comportamento tenuto da alcuni allievi lo aveva indotto ad abbassare la valutazione in maniera drastica: meglio un formatore severo che uno laissez faire!
Proprio nel momento in cui Abass l'artista stava iniziando nel primo pomeriggio la sua attività con i ragazzi mi è stata annunciata la visita di Vincent, la persona che Federica ha voluto venisse a conoscere meglio G.I. nella prospettiva di affidargli un eventuale incarico inerente la contabilità, così come dovrà già fare per il progetto Cyber.
E' stato un incontro abbastanza lungo durante il quale ho cercato di spiegargli l'organizzazione di questo giocattolo sperando di sentirgli fare qualche commento; invece la persona ha ascoltato con occhi vispi senza porre quesiti: possibile mai che abbia spiegato così bene da non indurre l'interlocutore a qualche spiegazione?
Poi ho avuto a che fare con Abass al quale ho ricordato come affrontare, a partire dalla prossima settimana, il rapporto con Martin onde dargli un supporto con applicazioni di arte terapia.
Infine Désiré che stava aspettando il momento giusto per acchiapparmi; in realtà non aveva con se la documentazione che l'avevo invitato a rintracciare.
Alla fine mi ha chiesto di preparargli un testo di lettera secondo lo schema già dipanato durante incontri precedenti: domani vedrò di farlo per il bene suo, di BnD e del progetto Garage Italia.
Finalmente ho potuto inforcare Renault Scenic ed uscire per gli ultimi acquisti alimentari di questa permanenza ed anche per recuperare da Fati i vestiti da lavoro che ho trovato già ben confezionati con il nome dell'allievo inserito nella confezione: bel lavoro!
Per le mie cosucce dovrò ripassare domani sul far del mezzogiorno.
Dopo cena mi son tolto di mezzo definitivamente il discorso della contabilità e delle relative pezze giustificative: le ho fotografate e le ho inviate una a una a mezzo Wapp a chi di dovere.
Ora è quasi mezzanotte, ho sentito una zanzara girare per la stanza ed ho già tirato giù la zanzariera: spero di non ritrovarmela nelle orecchie più tardi.



Venerdì, 22.II.19
Forse sarà l'ultima volta che cucino approfittando delle temperature mattutine in una giornata da 36° massima con 21° minima.
Quindi via con zucchine e melanzane da predisporre sulla padella in funzione della griglia che non c'è.
Nel mentre hanno avuto inizio le chiamate per vari argomenti; intanto Bea ha già cominciato a lavorare per me per l'ultimo bucato e pulizia della casa.
Dentro questo fermento sono poi cominciate le consegne: prima il coordinatore Roland, poi Bea sino a che sul far del mezzogiorno è arrivato Jean Raymond, lo psicologo, per accompagnarmi nella sua dimora non lontana da qui, dove ho trovato una meravigliosa accoglienza da parte della moglie, dottoressa all'oftalmico, la quale interpreta il ruolo della donna istruita ma al tempo stesso tradizionale sia nell'abbigliamento che nei comportamenti.
Ha cucinato diverse portate che ho molto gradito, ma non le ha consumate con noi pur essendo questa una famiglia cattolica che non dovrebbe avere dei tabu in tal senso.
Anche in questa casa non esiste il tavolo sul quale consumare i pasti; si sta seduti sul divano con i piatti appoggiati su un tavolino,
Il pranzo era composto in maniera articolata e varia: verdure miste crude da condire con una salsa maison, patate fritte, cuscus di verdure, pollo fra l'arrosto e l'umido accompagnato da un ottimo sugo di verdure, papaia e tangelo, il tutto accompagnato da un vino rosso proveniente dalla Mancha con gradazione alcolica 13,5° , vino che io ho assaggiato esclusivamente per cortesia.
Il giovane figlio di nome Egidio di cinque anni ha mangiato seduto a terra mentre la televisione continuava a trasmettere programmi adatti alla sua età, invece la sorellina di 13 mesi di nome Deogratias è stata quasi sempre incollata alla madre dalla quale ha avuto con grande frequenza latte sia da un biberon che dalla riserva naturale ben dotata.
I bambini, molto diversi fra di loro, sono due bei bimbi; mentre la piccola ha dimostrato sin da subito una certa paura per la mia presenza, Egidio non ha avuto nessun problema.
Verso la fine ha chiesto al padre di prendere qualche immagine fotografica con me presente da inviare ai suoi amici; la piccola invece l'ho lasciata cuocere nel suo brodo sino a che, di fronte ad un pallone che aveva piacere ad avere fra le mani, ho cominciato a rilanciarglielo avvicinandomi sempre di più.
Allora ha cominciato ad interagire con me mentre continuavo la manovra avvolgente nei suoi confronti sotto gli occhi divertiti dei genitori; alla fine l'ho anche presa in braccio, ma per depositarla presto nel grembo materno dove ha ritrovato il suo habitat naturale.
Quando ho lasciato la famiglia burkinabé, assieme ai saluti ho ricevuto anche un dono da me totalmente inatteso: qui è così!
Dopo aver completato il passaggio contabile di Thomas a Bea mi sono reso conto che la connessione internet non andava. Ho controllato tutto il controllabile, ma niente da fare. Meglio allora spegnere tutto, modem incluso, e uscire per gli acquisti in funzione della cerimonia di saluto organizzata per domani nonché per ritirare le cosette che avevo commissionato a Fati.
Quando ben sono entrato nel suo atelier l'ho trovata con una faccia affaticata, forse il residuo dell'attacco di paludismo che l'aveva portata all'ospedale qualche giorno fa, ma sempre sorridente e carina nel suo modo di porsi.
Il lavoro era stato completato, ma ancora prima di chiederle il dovuto per la sua opera mi ha messo fra le mani una camicia ed una borsa per la spesa, entrambe di sua produzione: entrambe sono un suo dono a le vieux blanc italienne (nasara).
Mi sono sentito toccato ed anche impreparato ad un simile gesto da parte sua nei miei confronti.
Quando poi ho osato chiederle il prezzo della sua prestazione non ha voluto assolutamente nulla: son quelle cose che quando capitano ad uno come me che tiene sempre conto del lavoro degli altri, lasciano sbasiti.
Questa è l'Africa che amo, fatta di sentimenti e di riconoscenza per l'altro: avevo conosciuto Fati quattro anni fa e solo per il fatto che sono tornato nel suo atelier esclusivamente per il piacere di salutarla ha mosso dei sentimenti di amicizia sopiti nel tempo.
Dico a me stesso che probabilmente non tornerò più in Burkina, ma poi ci sono le persone, e le persone è bello poterle ritrovare.
Poco dopo il mio rientro mi sono piazzato in camera per godere di A/C e di la ho sentito qualche rumore al quale non ho fatto caso, ma dopo un po' ho sentito qualcuno alla porta: era Leokady! Che sorpresa: la petite sembrava imbarazzata come prima del famoso fine settimana durante il quale l'avevo accudita.
Le ho chiesto se volesse disegnare alla lavagna e alla sua risposta affermativa l'ho messa in condizione di farlo mentre io rientravo nel mio studio.
Poco dopo però è arrivato papà a prenderla e quindi ho ritenuto di doverla informare che non l'avrei più vista per un po'; nel momento del saluto mi ha porto la mano.
E' stato allora che le ho detto: se questa è la forma di saluto che si usa in Africa ora ti insegno quella italica. L'ho invitata a stringere la mia mano con più forza, come piace a me, e poi l'ho baciata sulle guance sotto lo sguardo divertito del genitore.
Alla fila delle persone che ricorderò si è aggiunta quest'anno Rosalie, per esempio, ma anche Leokadi e le sorelle, e Dalia, Fati, Achille: io so che penserò a queste persone quando, dopo aver giganteggiato qui, sarò rientrato nella mia modesta dimensione italica.


Visto che stamane avevo cucinato e che a mezzogiorno avevo pranzato fuori e che forse anche domani sera potrebbe accadere la stessa cosa, ma forse anche perché lo volevo, ho invitato Bea a tornare per condividere la cena con me.
Così è stato: su un soffritto cipolla e aglio ho posato della polpa di pomodoro fresco dopo averlo sbollentato e, al momento giusto, ho aggiunto un battuto di zucchine e melanzane ricavato dal lavoro della mattinata. Le farfalle si sono poi aggiunte alla composizione rifinita con una bella spruzzata di grana: un piatto nobile in Burkina Faso!
A seguire mango in coppa: una cena equilibrata in carboidrati, verdure e frutta!
Ad un certo punto è sbucato Amadou ed allora è venuto il momento per dirgli in maniera elegante come in un modo dove tutto cambia lui invece continua a rappresentare qualcosa di immutabile. Inoltre, a fronte della sua fantasia di sposare una donna per farsi cucinare, ho chiesto quale donna accetterebbe di venire a vivere nella maisonette che occupa da quando l'ho conosciuto.
Scherzando l'ho anche invitato a scrivere su un foglio di carta da una parte i costi di una simile operazione, tipo gli abili, il parrucchiere etc., e dall'altra i benefici, tipo il cucinare: ma ti sembra che la cosa stia in piedi? Riflettici bene Amadou, ma soprattutto, voglia mai il destino portarmi ancora qui, non farti trovare più qui con la mansione di pseudo guardiano notturno=uomo dormiente mentre dovrebbe vegliare.
Tutto è stato gestito in maniera scherzosa e divertente, ma il messaggio è stato forte: quattro anni fa ti avevo dato delle possibilità di apprendimento e ti avevo stimolato ad uscire dalla apatia cronica cercando un vero lavoro, ma quando ti ho ritrovato qui ho capito che avevi dimenticato ogni insegnamento.
Ora che ti vedo uscire ogni mattina fra le 8 e le 8.30 per tornare alle 16.30/17 verrebbe da pensare che vai a lavorare da qualche parte, invece tu vai errando con la tua bici non si sa dove, a dormire sotto un albero? Guarda che se tutto ciò che guadagni in un mese è rappresentato dall'importo che conosco mai potrai pensare di avere una donna al tuo fianco, anzi no, così è detta all'europea, mi correggo: al tuo comando!
Verso le 23 Bea ha chiesto la route e così il gruppetto improvvisato si è sciolto, ma prima di lasciare Bea mi ha donato due tagli di stoffa qui chiamati PAGNE, belli nelle fantasie e nei colori africani: molto graditi.
Nella sua situazione economica non avrebbe dovuto: ma qui è così, inoltre per lei io rappresento la figura del padre che ha perso all'età di cinque anni e del quale deve aver fato un mito!
Già dopo che Fatì mi aveva offerto i suoi doni io avevo detto a Bea come fossero assolutamente inattesi, ma lei mi aveva risposto che io sono una persona speciale per come mi comporto con tutti e quindi è normale che succedano cose di questo genere; ho pensato ad un nuovo San Gaetano, questa volta de Padoue, o forse ad un inviato di San Antoine de Padoue....
La mia missione qui sta virando verso la conclusione, ma è già da un po che serpeggia in me un dubbio: sarà stata quella di fare ordine a Garage Italia per conto di BnD o quella di incontrare e dare un po' di sollievo a qualche persona per conto del caso che tutto indirizza?
Ai posteri l'ardua risposta.


Sabato, 23.II.19
Stamani mi sono alzato alle sei non per ansia da fine lavori; è il mio organismo che in questo habitat si è tarato in questo modo.
In ogni caso la buona gestione di ogni particolare mi sta portando all'esaurimento scorte alimentari nei giusti termini; circa le attività, oramai quel che è stato è stato!
Mi ero riproposto di adempiere ad alcuni impegni affinché chi verrà dopo di me possa trovare ogni cosa al meglio possibile: pertanto ho elaborato elenchi di vario genere che ho distribuito via email a chi ho ritenuto giusto dovesse disporne.
Adesso sono le 11 del mattino quando mi sembra di aver veramente sistemato ogni particolare, incluso una infornata di ragazzi nel salone quando li avevo visti inattivi di fuori: oggi è toccato ai dodici mesi dell'anno in italiano!


Confermato il rendez-vous con l'ingegnere alle ore 17.30 chez Paradisio; Achille oggi è impegnato lontano da qui e pertanto ci incontreremo direttamente sul posto.
Prima di iniziare la cerimonia i ragazzi si sono messi a guardare un film sul p.c. di Bea così il tempo passava nell'attesa di Sama e qualche altro adulto che aveva dato la sua adesione, fra i quali Kaka.



Poco prima delle 14.30 è arrivato Sama e subito gli ho chiesto dei documenti da portare in Italia; li aveva lasciati in macchina, ma alla fine me li ha consegnati ed io ho subito informato Antonio a Siena.
Dopo averlo edotto su alcune cose riguardanti G.I. egli mi ha lasciato per precedermi in un rendez-vous con l'ingegnere incentrato sul barrage di Pilimpiku.



A quel punto ho dato inizio alla cerimonia anche se Moustapha si è dovuto assentare per un decesso intervenuto nel suo ambito: mi ha assicurato che verrà domani.
Avevo da poco iniziato a parlare quando è entrato Kaka, venuto appositamente per salutarmi.
Il discorso non l'ho voluto portare per le lunghe; in precedenza avevo preparato per ogni nominativo il vestito da lavoro, le scarpe da lavoro, le calze per indossare le scarpe e pertanto, seguendo l'elenco predisposto per la firma di ognuno, è stato facile procedere.




I ragazzi mi sono sembrati molto contenti nel ricevere!
Ho pensato che forse un paio di scarpe non l'avevano mai avuto prima.
Dopo Bea ha portato le cibarie, anch'esse preparate prima, e le bibite: sembrava tanta roba ma è andata via alla velocità del suono!





Mentre i ragazzi stavano mangiando io mi sono intrattenuto con Kaka al quale ho raccontato la giornata di domenica scorsa insieme a Soeur Rosalie perché l'avevamo conosciuta mentre eravamo insieme e mi è dispiaciuto di non averlo invitato domenica scora; poi ho voluto prendere qualche foto personalmente muovendomi qua e là.








Intanto i ragazzi avevano indossato calze e scarpe come se dovessero tornare a casa con le calzature addosso.
Non a caso avevo spiegato che si tratta di una scarpa di sicurezza da indossare durante la formazione Souder Metallique, quindi da lasciare nel magazzino esterno sotto chiave.
Dopo aver voluto una foto assieme ad ogni allievo ed aver distribuito delle T-shirt, ho anche consegnato qualche stupidaggine che non avrei mai voluto riportarmi a casa, dando così senso alla valutazione che avevo ricevuto da parte del Souder plastique relativamente al lavoro dei ragazzi.








Fra una cosa e l'altra oggi non ho toccato vero cibo; in compenso ho terminato delle carote che avevo preparato per altra destinazione: ci voleva un “pasto” leggero dopo l'esagerazione di ieri sera!
Quindi si sono fatte le 16.30 e mi sono dato una mossa per raggiungere il luogo deputato all'incontro; quando sono arrivato era ancora in corso il dibattito su Pilimpiku al quale sono stato invitato ad unirmi.
Per giunta ero anche fornito delle foto scattate in quella occasione e tutti hanno voluto vederle.
Via quelli di Pilimpiku è arrivato Achille con un bel preventivo di un lavoro destinato a sopperire alle due trivellazioni andate male: l'ingegnere lo ha trovato ottimo nei costi esposti tale per cui non avrà problemi ad approvarlo salvo accertare prima la presenza di fondi adeguati..
Una piccola soddisfazione per me: si sta parlando della realizzazione di un'opera come avevo suggerito subito dopo aver saputo dell'esito negativo della seconda trivellazione.









Stava scendendo il buio quando ci siamo lasciati, ma prima ho scambiato qualche parola con Achille in merito alle indicazioni ricevute da Soeur Rosalie stamane: nel corso della telefonata mi aveva anche detto che sarebbe entrata volentieri nella mia valigia per venire in Italia.
Al che avevo replicato che lei era già entrata nel mio cuore, ma essendo di piccola taglia avrei potuto anche farla entrare nella valigia!
Ho trovato furba la sua indicazione relativa ad un veicolo utile a rimpiazzare la sua Opel Corsa molto affaticata: invece che essere indirizzata verso un furgoncino è orientata verso una moto taxi, ossia un triciclo, dal costo molto contenuto e reperibile sul posto.
Ho subito pensato che facendo realizzare una centinatura sulla quale stendere un telone e dotandolo di panche sul cassone potrebbe diventare una soluzione economica per l'utilizzo richiesto.
In serata, durante una conversazione telefonica, l'ho accennata ad Eugenio che l'ha trovata molto intelligente.


Durante il percorso di rientro ho sentito che dalle bocchette del cruscotto usciva aria calda; gli strumenti di bordo sono praticamente oscurati e quindi con la luce del portatile ho controllato la temperatura dell'acqua del radiatore: molto elevata!
Vuoi vedere che non funziona più la ventola? O semplicemente bisogna rabboccare il livello dell'acqua. Guidando con attenzione allo strumento sono rientrato a casa e subito mi sono informato sulla presenza di acqua o meno: questa volta c'é ed è quello che mi ci vuole per prendere una doccia dopo una giornata complessivamente tirata.
Pensando di poter essere fuori a cena non mi ero preoccupato di dovermela cucinare; fermo il principio di evitare lo stesso cibo per due volte di seguito, continuando nell'esaurimento scorte ho preparato un soffritto aglio e cipolla sul quale, al momento opportuno, ho aggiunto due patate tagliate sottili; dopo un po' ho aggiunto acqua q.b. e quindi il riso rimasto, il tutto a fuoco dolce e con padella coperta. Quando la cottura è stata quasi pronta ho aggiunto due uova mescolando il tutto; prima di servire ho spolverato del formaggio grana che ha contribuito a conferire il giusto sapore (grazie Burkina Kamba!).
Amadou era venuto a tampinarmi come sta facendo quasi tutte le sere: hai già mangiato? si.
Vuoi condividere la mia preparazione? Si!
Quindi lui ha mangiato per la seconda volta nella serata aiutandomi a non lasciare nemmeno un chicco di riso residuo nella padella.
Mentre mi apprestavo a lavare i piatti ho ricevuto messaggi vocali da mio figlio: lo stop-over a Tunisi dovrebbe essere tutto sistemato fin dal mio arrivo quando dovrei trovare una persona ad attendermi in aeroporto.
Contrariamente alle informazioni prese online il Bardo sembrerebbe aperto anche di lunedì: bene, era proprio ciò che avrei voluto visitare, ma se poi non dovesse essere possibile c'è sempre Cartagine lì a due passi pronta a lasciarmi vedere i residui della storia e della cultura Punica.
Ma se Annibale, invece che lasciarsi infinocchiare dal Temporeggiatore dotato di acume levantino, l'avesse vinto così come avrebbe potuto se l'altro non avesse continuato a rifiutare l'ingaggio in battaglia?
Oggi saremmo tutti più africani di quanto già non lo siano specialmente le genti del sud della penisola.
Al proposito mi è stato segnalato un lavoro canoro: Almamegretta – Figli di Annibale (youtube.com) veramente interessante!.
Buona notte per l'ultima volta Ouagadougou! Non mi mancherai, ma fra la gente che ho frequentato sicuramente so che qualcuno mi mancherà!


Domenica, 24.II.19
Ho anticipato la posizione eretta prevedendo che dopo le 6.30 non avrei trovato acqua al rubinetto: previsione centrata!
Mentre mi appresto alle ultime scritture prima di dismettere Asus che è mia intenzione lasciare qui mi è stata annunciata da Amadou la visita di Josuè.
Assieme a Thomas ha manifestato sia il desiderio di rimanere in contatto con me che la voglia di apprendere l'italiano: cercherò di fargli arrivare dei libri da scuola elementare e l'ho invitato a coltivare questo desiderio insieme a Bea, nonché ad approfittare della venuta qui di qualsiasi italiano per farsi aiutare nell'intento.
Quando mi ha lasciato l'ho abbracciato: chissà cosa sarà di lui che a 18 anni ha già perso la vista dall'occhio destro.
Mi è salita dal profondo una punta di commozione: oramai sono troppo vecchio e troppo esposto in simili circostanze.
Per fortuna che la lacrimetta si è trattenuta!
Bisogna chiudere in qualche modo. questa mi sembra, per ora, una buona uscita di scena.
Si chiuda il sipario!



Nel rientrare a casa ho programmato una stop a Tunisi per poter visitare fra un aereo e l'altro il sito di Cartagine: scelta azzeccata che mi ha molto soddisfatto!

Per la fine di aprile conto di effettuare un viaggio indirizzato alla conoscenza di una delle più antiche e più grandi civiltà esistite: Persia (piccolo gruppo con Avventure nel Mondo).