lunedì 11 giugno 2012

Zeebrugge-Sestri Levante prima del decollo


Tanto è stata soleggiata e luminosa la giornata precedente quanto è autunnale quella successiva. 
Le operazioni di consegna del Nomade a Zeebrugge si sono svolte in tre momenti ed in tre luoghi diversi: prima tappa lo spedizioniere, seconda tappa gli uffici doganali, terza tappa il terminal della compagnia di navigazione. Ogni tappa è stata rapida e senza intoppi, gli interlocutori hanno avuto tutti un atteggiamento cortese, in particolare al terminal dove ho richiesto un taxi per recarmi alla stazione ferroviaria di Zeebrugge. Al banco della stazione ho avuto la sorpresa di poter usufruire di una tariffa agevolata in funzione della mia età, il tutto su iniziativa dell'impiegato delle ferrovie; ho così pagato un terzo del prezzo pieno per raggiungere Brussels. 

Quello che non sapevo era che il collegamento con l'aeroporto Charleroi avviene dalla stazione Midi e non da Central; poco male, appena uscito ho cercato la navette e quando ho trovato difficile rintracciarla ho chiesto info. Sono allora rientrato in stazione per proseguire verso la fermata giusta. Qui non è stato facile trovare la fermata per carenza di segnaletica, ma alla fine ci sono arrivato. 
Mentre attendevo il pullman è passato un taxista che offriva, a chi ancora sprovvisto di biglietto, il passaggio all'aeroporto allo stesso prezzo del pullman, ma a bordo del suo veicolo 7 posti multiconfort. Sono stato il primo ad accettare, poi via via sono arrivati altri componenti in modo da poter partire subito. 
Altra sorpresa: arrivato all'aeroporto verso le 15 non mi restava che la possibilità di un volo Ryanair schedulato per le 19.30, e questo lo sapevo, ma quello che ignoravo era il costo del biglietto. Rispetto a ciò che avevo visto on line, dove non ho potuto prenotare a causa delle molte variabili che avrebbero potuto condizionarmi, e cioè un costo medio di circa € 50, mi sono sentito chiedere € 360! 
Alternativa unica possibile il volo del mattino successivo alle 6.30, visto on line a € 9.90 ma al banco € 80. Breve riflessione e conseguente pronta decisione per questa soluzione. L'impiegato mi ha allora informato della necessità di eseguire le operazioni di chek-in on line almeno 4 ore prima della partenza in una delle tante postazioni sparpagliate nel salone. No problem, visto che ho deciso di rimanere in aeroporto. 
L'aeroporto è piccolo e piuttosto limitato nelle offerte per il passeggero; appena posso mi accomodo in un sedile scomodissimo quando se ne libera uno, pensando a come è tutto più semplice ed economico quando viaggio come Nomade. 

Mi metto a leggere il libro che ho portato con me ed ogni tanto provo ad effettuare il chek-in, ma la postazione sostiene che è ancora troppo presto e la mia prenotazione non risulta ancora memorizzata. Mi trovo a ripetere il rito diverse volte ricevendone sempre la stessa informazione; il tempo c'è, quindi proverò più tardi. Le ore passano, si fa buio, le persone attorno a me si rarefanno, vado alla ricerca di una soluzione più comoda per la notte, ma non ce n'è, se non quella adottata da alcuni ragazzi consistente nello stendersi a terra. Quando mi assopisco non sono ancora riuscito ad effettuare il chek-in. Non è dormire quello che sto facendo, però gli occhi restano chiusi per lunghi intervalli di tempo; ad un certo punto mi prende un morso allo stomaco e decido di assumere della marmellata direttamente dal barattolo che ho in valigia (ho dovuto toglierlo dalla cambusa del Nomade per non incorrere nel sequestro a NY), poi inizio a muovermi e già stanno arrivando i passeggeri per i vari voli del mattino. Torno alla postazione ed ora ho il consenso, ma devo sganciare altri € 60! a mio parere questa è stata una vera e propria trappola; appena riapre il banco vado a protestare. La tizia è graziosa ed in tiro già alle 3.30 del mattino, ma è anche inflessibile. 
Sono tutte esperienze nuove per me: e pensare che mio figlio l'anno scorso ha utilizzato questo stesso vettore per raggiungere il Marocco ben due volte, la prima a € 15 A/R e la seconda ad € 25 A/R! Quando gli racconto l'episodio mi suggerisce, per casi futuri, di prenotare per tempo on line e, nel dubbio, di acquistare due biglietti per due voli diversi in orari differenti. 
Infatti è vero, se avessi acquistato due biglietti al prezzo medio di € 30 cad. avrei potuto volare al costo di € 60 contro i 360 richiesti al banco! 
Ma tutto questo ormai fa parte del passato. Appena rientrato trovo il suggerimento dello spedizioniere di NY il quale mi informa che l'arrivo della nave è previsto per giovedì 14; quello potrebbe essere il giorno buono per sbrigare le pratiche doganali in modo da avere fra le mani il Nomade venerdì 15 in quanto gli uffici non lavorano durante il fine settimana, né io ho voglia di starmene inutilmente in un alberghetto della zona. 
Così prenoto un volo Air Lingus con scalo a Dublino, un albergo in area Newark - dove ci sono sia gli uffici doganali che il Discharge Location Foreign Auto Processing Station (FAPS)- per due notti, compilo e spedisco forms per queste operazioni, sollecito la consegna della polizza assicurativa da parte della compagnia statunitense a mezzo del broker di Amburgo, rimetto il carnet de passage en douane all'ente emittente, sblocco i quattrini tenuti a garanzia di questo per tutta la durata dell'operazione, sbrigo altre faccende sino a tenermi lo spazio residuo per effettuare un po' di rilassante giardinaggio che mi consente di portare con me solo ricordi del mio eremo, lasciando nient'altro che tracce del mio lavoro. 
Per precisione di informazione, la frase originale, attribuita a Chief Seattle, Capo Squamish 1786-1866, testualmente dice: “Portar via solo ricordi. Lasciare nient'altro che orme”. 
E' una frase che mi è piaciuta sin dal primo momento in cui l'ho conosciuta circa 15 anni or sono, e cerco di ricordarla sempre, anche se con alterni risultati nel tempo.

giovedì 7 giugno 2012

Arrivo a Zeebrugge



Sono le 19.30 di mercoledì giorno 30 quando approccio l'area degli spedizionieri a Zeebrugge;  l'ufficio apre domattina alle 9 ed io  sarò puntuale.
Qualche dettaglio circa il trasferimento: è andato bene, salvo qualche coda di troppo per lavori nell'area di Koblenz (ma quanti grandi lavori stanno affrontando questi tedeschi!) e quella più snervante trovata nel Ring di Brussels, intasato di traffico che presumo in buona parte pendolare, dove ho rischiato di fermarmi a causa della mancanza di stazioni di servizio dove poter rifornire.
La stella della Texaco mi è comparsa davanti agli occhi proprio quando mi stavo decidendo ad uscire dal Ring, poco dopo aver imboccato la direzione della destinazione finale.
Considerazioni sul costo del carburante: persino sulle autostrade tedesche è meno caro rispetto a quello venduto da noi sulla viabilità ordinaria! Per non dire dell'Austria dove, al Brenner pass, un posto non certo semplice da servire da parte delle compagnie petrolifere, l'ho pagato € 1, 45/lt. (l'ho poi visto in giro sino ad un minimo di 1, 40).

Imprevisti: la sorpresa ad inizio viaggio mi è stata riservata dalla massiccia presenza di formiche a bordo; in venti anni non avevo mai vissuto questa esperienza!
Una volta raggiunta l'officina a Paderno Franciacorta, dopo una breve indagine, ho notato che quelle indefesse lavoratrici viaggiavano all'interno calandosi dall'alto.
Sono allora passato ad esaminare il tetto scoprendo un grande movimento nell'intercapedine del doppio tetto: ciò ha immediatamente dato inizio ad un'azione di repressione utilizzando specifiche schiume e polveri, continuando poi ogni giorno a bonificare e ribonificare ogni parte del veicolo. 


Oggi ne ho viste girare solo due all'interno, pertanto ho deciso di scaricare a volontà sia polvere che schiuma poco prima di lasciare il veicolo al Terminal WWL, in modo da creare un ambiente ostile non solo alle formiche, ma anche a quei potenziali visitatori che durante la traversata trovano sempre modo di farsi vivi.
In realtà ne ho colte poi parecchie in giro sul muso del veicolo, impegnate a lavorarsi le carcasse degli insetti entrati in rotta di collisione con  Il Nomade; che non si pensi che ho avuto due pesi e due misure, state certi che ho trattato anche queste come quelle, senza alcuna differenza.


Ora sono quasi le 21 e brilla ancora alto un bel sole caldo: dopo un giro di orientamento che mi ha portato sino al mare, la scelta per la sosta cade in uno spazio limitrofo alla stazione di servizio Total posta all'interno della “transportzone”, poco lontano dal luogo dell'appuntamento di domani.
E' giunto il momento per darmi da fare sia per la cena che per predisporre ogni cosa in funzione della consegna del veicolo.


mercoledì 6 giugno 2012

Il Nomade muove verso l'imbarco a Zeebrugge


E' già il pomeriggio inoltrato di domenica 27 maggio: sono circa le 18 ed ho appena terminato il lungo, faticoso e complesso lavoro tendente a mettere Il Nomade in condizione di muovere per quella parte di mondo normalmente identificato come America.
Sì, è arrivato il momento di questa partenza contrassegnata da segnali di profonda ambivalenza, sia generati al mio interno che provenienti dall'esterno.
Perché è vero che il progetto del grande viaggio è stato cullato amorevolmente da anni, tanto da considerarlo l'evento significativo di quella parte di vita che ancora mi verrà concessa, ma è altrettanto vero che prima di iniziarlo ho fortemente voluto andare in Africa Nord Occidentale.
I tre mesi impegnati lì, vissuti come per un appuntamento stabilito dal destino già negli anni settanta per una manifestazione di fantasie ancora giovanili, si sono impadroniti di una parte di me tenuta più o meno latente; questa ne ha approfittato per svilupparsi rapidamente, espandendosi sia nel cuore che nella mente dell'anziano prototipo umano frutto di darwiniana evoluzione costantemente perseguita.


Ecco allora concretizzarsi quella che si potrebbe chiamare l'apertura di una finestra su uno scenario inatteso, l'opportunità di dare un senso più nobile alla propria aspettativa di vita residua, la possibilità di rimanere vivacemente attivo sviluppando un progetto nel quale impegnare le proprie inesplorate capacità, la propria volontà, la propria conquistata essenzialità al servizio di chi, pur disponendo di altrettanta capacità, volontà ed essenzialità, si è trovato suo malgrado a vivere in luoghi attualmente dotati di minori risorse da offrire all'individuo per la propria sopravvivenza: il riferimento è a quelle genti che vivono nella “brousse”, il deserto del Sahel, sparpagliate in territori distribuiti in varie nazioni dell'Africa Nord Occidentale, accomunate da una cultura piuttosto incontaminata incentrata in un sistema di vivere la vita attimo per attimo, nella speranza quotidiana di poter disporre di quanto basta per sopravvivere, spinte a guadagnarsi un altro giorno per guardare l'altro negli occhi capendone l'anima.
Rientrato alla mia base ai primi di marzo, sono stato preso da dubbi circa il mio viaggio attorno al mondo: da una parte ho percepito l'attrazione che continua a ingenerare in me ciò che ho trovato in quella parte di Africa, dall'altro parte ho incontrato una serie di difficoltà quasi quotidiane per riuscire a portare Il Nomade oltre Atlantico, tanto che sino a pochi giorni fa, in carenza di una soluzione ad uno dei tanti problemi, sono stato sul punto di gettare la spugna e modificare l'itinerario.


Poi ho riflettuto ancora ed ho pensato che eventualmente avrei potuto semplicemente utilizzare una nave successiva per l'imbarco nell'attesa della maturazione della soluzione.
Mercoledì scorso, dopo che tutte le ricerche di aiuto da me indirizzate ovunque si erano rivelate vane, ho avuto un primo segnale di disponibilità dal New Jersey che ho coltivato immediatamente, sino poi a raggiungere l'obiettivo: a quel punto anche l'ultimo cerchio si è chiuso ed ho così potuto decidere di mollare quella catena che mi ha tenuto all'ormeggio.
Ora mi sono convinto che è meglio non avere programmi definiti, in modo da poter scegliere con maggiore selettività il da farsi in ogni momento, senza dare una costanza di continuità alla mia permanenza in un continente piuttosto che saltare in un altro, continuando intanto a portare avanti il lavoro impostato con Bambini nel Deserto, ma mantenendo la giusta distanza, quella che ti consente di dare il meglio conservando un'ottica realistica, senza subire le pressioni emotive: capisco che queste sono solo parole ragionate, il resto si vedrà!

Anche in occasione di questa partenza, a testimonianza del fatto che il nome che si è data la ONG non comporta esclusivamente interventi di soccorso in Africa, trasporterò del materiale sanitario destinato ad un piccolo ospedale organizzato in Nicaragua da due medici volontari italiani poco tempo fa: mi auguro soltanto di poter ricambiare la fiducia rappresentata tangibilmente dal materiale affidatomi riuscendo a portare a buon fine la missione entro termini di tempo ragionevoli.
Dovrò compiere un lungo itinerario per raggiungere Zeebrugge, il porto di Brugge (patrimonio UNESCO) che si trova nel Belgio.
Da lì Il Nomade partirà alla volta del porto di New York - che poi è Newark in NJ.
Una volta espletate le pratiche di spedizione e assolte le formalità doganali esso sarà affidato alla compagnia Wallenius Wilhelmsen Logistic che provvederà ad imbarcarlo sulla propria nave Turandot che effettua servizio ro.ro (roll in roll out), in partenza il giorno 3 giugno, previsto arrivo a NY il 13/14 giugno.
Quindi il primo pit stop avverrà presso la sede di Bambini nel Deserto a Modena.
Seguirà un altro pit stop a Paderno Franciacorta per piccoli interventi da effettuare in officina e rimasti sempre in sospeso.
L'itinerario ottimale consigliato da google per arrivare alla meta prevede l'attraversamento della Svizzera con proseguimento in Francia, per poi raggiungere la meta: la mia scelta sarà un'altra.
Quindi via per il Nord attraversando l'Austria, entrando in Germania da Reutte e risalendola sino ad Aachen, girando a sinistra in direzione Eindhoven, entrando poi in Belgio per arrivare a destinazione dopo almeno 1.750 km. al costo del solo gasolio, in quanto è ormai per me consolidata da tempo la scelta di evitare il salasso dei pedaggi.
In realtà penso che mi consentirò la Vignette per l'Austria (minimo 10 gg. per € 8, escluso il tratto Brenner-Innsbruk che eviterò con cura in quanto escluso dalla Vignette), mentre in Germania ed in Belgio è risaputo che non esistono.
Il tutto dovrà avvenire entro mercoledì, in modo da sbrigare ogni pratica giovedì in mattinata e, se non ci saranno intoppi, poter correre all'aeroporto Charleroi per essere accettato sul volo Raynair della sera in partenza per Orio al Serio.
Ciò che avverrà dopo sarà la prenotazione del volo che mi ricongiungerà con il Nomade, la prenotazione di un albergo funzionale a ciò che dovrò affrontare laggiù, e poi ...on the road, nel vero senso della parola.

mercoledì 2 maggio 2012

sensazione africana

Oggi ho ricevuto una mail da uno sconosciuto.
Il contenuto mi ha riportato alla realtà dell'Africa, dove tutto ciò che accade ogni giorno nella vita di ognuno sembra avvenire per una casualità percepibile.
Nello specifico si è trattato di una strana coincidenza: una persona che presto sarà a Sestri Levante, volendosi documentare sulla località, ha visitato il sito ufficiale del Comune  http://www.comune.sestri-levante.ge.it/ trovandosi così a leggere quanto compare a fianco del quadratino blu nell'elenco delle informazioni circa le iniziative in corso o già avvenute nel territorio comunale.
Lì si parla dell'incontro avvenuto con Pam ormai due settimane fa, ma la cosa particolare è che lo sconosciuto ha incontrato Pam in passato e prossimamente, così come evolverà la situazione politica in loco, è intenzionato ad andare a trovarla.
Mi ha chiesto di incontrarlo, io ho acconsentito: la gente della "brousse" del Mali, i bambini, me li porto dentro.
Non so quanti siano informati, ma è di questi giorni il comunicato dell'ONU circa la catastrofe senza precedenti che, colpendo il Sahel, sconvolge tutte quelle genti, i bambini in particolare.
Nella grande area territoriale subsahariana identificata con il nome Sahel la siccità, unita ad una delle più pesanti  crisi alimentari degli ultimi anni, ha trasformato la malnutrizione in un disastro umanitario: insieme alle scarse condizioni igieniche e sanitarie il mix creatosi è velocemente divenuto devastante.
La fascia più debole è rappresentata dai bimbi della fascia di età 0-5 anni, quella che sta pagando nel silenzio più assordante il prezzo più elevato.
Troppo pochi sono a conoscenza che nel Sahel è in corso una immane emergenza: aiutatemi a dare l'allarme diffondendo questo mio messaggio e tutti i precedenti da me lanciati sull'argomento.
Solo interventi di prevenzione e cura della malnutrizione, unitamente a misure concrete per l'accesso all'acqua e all'igiene, possono evitare la catastrofe.
Uniamoci per realizzare quanti più pozzi sarà possibile scavare in quei territori, diamo una mano a chi è a terra, non consideriamo i numeri dell'emergenza come statistiche: sono bambine e bambini!
Lavoriamo insieme per raggiungere questo obiettivo minimo; Bambini nel Deserto già ci lavora da tempo e chi ha potuto conoscere Pam ha toccato con mano la sua determinazione nell'operare su quel difficile territorio.
Per effettuare una donazione basta effettuare un bonifico bancario sul conto corrente Monte dei Paschi di Siena dedicato a Bambini nel Deserto: IT 24 G 01030 12900 000001500048 Causale "Erogazione liberale DIEMA-MALI".
Nel frattempo vari esercizi commerciali della zona si sono resi disponibili ad esporre i box-money appositamente predisposti per una raccolta fondi  "al dettaglio"; conto di riuscire a tirare le somme prima della mia prossima partenza contando fiducioso in un successo del quale, se ci sarà, ringrazio sin d'ora tutti.

sabato 14 aprile 2012

aggiornamento 14 aprile 2012 evento "I bambini che vivono nel deserto del Mali"


Grande notizia: dell'evento che oggi pomeriggio si terrà nella sala Oreste Ocule all'interno del Palazzo Comunale di Sestri Levante a favore dei bambini che vivono nel deserto del Mali se ne è occupata anche la stampa.
IL SECOLO XIX del giorno 13 aprile, alla pagina 33 album levante, ha dedicato un interessante articolo che vale la pena conoscere.
Conto su una forte partecipazione all'iniziativa: qui non si tratta di insegnare niente a nessuno, tanto meno alle popolazioni lontane da noi per usi e costumi, bensì si tratta di dare una mano come si fa normalmente quando, per strada, vedi cadere una persona.
Ti viene spontaneo aiutarla anche se non sai nulla di lei!
Nell'occasione saranno esposte alcune opere d'arte realizzate su tela con la tecnica “bogolan”, e ciò al fine sia di farla conoscere che di raccogliere fondi da destinare direttamente alla realizzazione di pozzi per poter disporre di acqua dove non ce n'è.
Sarebbe bello per i bambini del Mali contare su una vasta presenza di pubblico affinché, con l'unione delle singole donazioni, si realizzino il maggior numero di pozzi nel minor tempo possibile.
Per chi non potesse presenziare, di seguito vado ad indicare come poter dare una mano.

Come aiutare?

Ci sono vari modi, fra i quali il più semplice è dato da un contributo economico, in quanto per gli altri bisogna pensare ad un vettore, ai costi, alla possibilità che la spedizione vada dispersa; l'attraversamento delle frontiere in Africa è sempre un'incognita ed il recente colpo di stato in Mali ha reso problematica l'agibilità in quel paese.

In questo momento è urgente aiutare la sopravvivenza dei bambini del Mali: cominciamo mettendo a loro disposizione l'acqua attraverso la realizzazione di pozzi e fornendo cibo.
I quattrini raccolti a loro favore, come di consueto, verranno documentati nel loro utilizzo, utilizzo che avverrà in loco dove ogni cosa ha costi inferiori a quelli europei.

Ecco le coordinate bancarie di Bambini nel Deserto: IT 24 G 01030 12900 000001500048 Monte Dei Paschi di Siena Causale “Erogazione liberale DIEMA-MALI”.
Si può anche donare il 5x1000 in sede di dichiarazione fiscale annuale con una firma ed apponendo il Codice Fiscale di Bambini nel Deserto nell'apposito spazio: 94094820365

L'evento è stato reso possibile anche per la particolare attenzione e sensibilità con la quale viene seguito quanto sta accadendo in Mali sia dal Sindaco che dalla Giunta di Sestri Levante, ai quali va il mio più sentito ringraziamento.


lunedì 9 aprile 2012

09.04.2012



www.markos.it
 è un sito dove si possono trovare le esperienze di persone che hanno viaggiato nelle varie parti del mondo.
E' stata una sorpresa venire a sapere che il responsabile dell'iniziativa stava seguendo il mio viaggio sul blog   www.nomadesempre.blogspot.com
Ma ancora più grande è stata la sorpresa che ho  avuto leggendo quanto segue:

----Messaggio originale----
Da: marco@markos.it
Data: 09/04/2012 14.11
A: <gaetanozambon@libero.it>
Ogg: Quaderni di viaggio

Ciao Gaetano,
il tuo testo sulla tua esperienza in Mali e sull’associazione Bambini nel deserto e’ in linea. ho inserito nel racconto quattro immagini prese dal tuo blog.

Il racconto e’ raggiungibile dalle pagine principali di Quaderni di viaggio o, direttamente, all’indirizzo www.markos.it/quaderni/bambinineldeserto.htm

Spero anche in questo modo di riuscire a contribuire a diffondere e ad aiutare la tua iniziativa e l’opera della Onlus a cui fai riferimento.

Un caro saluto, a presto
Marco
E' stata proprio una sorpresa da uovo di Pasqua! tanto più gradita quanto inattesa. Prima della partenza per le Americhe troverò il tempo per un aggiornamento; intanto vado a realizzare l'iniziativa per i bimbi del Mali, che mi sembra ben più importante

domenica 8 aprile 2012

07.04.2012 Sestri Levante

Questa è l'occasione per un saluto ed un augurio per la Pasqua imminente, ma è anche l'occasione per informarti su fatti attuali poco seguiti nel nostro paese.

Pam , la persona che vive a Diema dedicandosi ai bambini che vivono nella "brousse" nel Mali, è arrivata in Italia; ha già un tour organizzato in varie località dove si recherà per raccogliere fondi.
La sua venuta a Sestri è prevista nei prossimi giorni; per ora ipotizzo un incontro per sabato 14 in luogo da definire, ma sarò più preciso appena potrò.

Intanto le notizie che filtrano dal Mali sono sempre peggiori e confermano le idee che mi sono fatto visitando quei luoghi: dopo il colpo di stato sono insorte le popolazioni Tuareg del Nord, a loro si sono unite altre entità di varia matrice il cui obiettivo è quello di imporre la legge islamica.
Oggi il paese è isolato ed inagibile, con una situazione esplosiva anche per la presenza degli ex miliziani di Gheddafi, tuttora armati e disposti a tutto.
Dopo la lettura di quanto segue ti prego di volerlo far girare a quante più persone potrai: lo scopo è quello di contruibuire con quanto per ognuno sarà possibile al finanziamento di un progetto che possa dare ai bimbi più igiene=più salute=più nutrimento.
L'unione fa la forza, e in Mali si riesce a realizzare un pozzo per estrarre l'acqua con circa € 2.000: i bimbi del Mali possono contare sul tuo aiuto?
A presto e ancora auguri,
Gaetano