martedì 7 gennaio 2025

Prima vera esperienza a bordo di ALIBI attraversando Francia, Spagna e Marocco fra gennaio e marzo 2024

29.II.2024

Incredibile, non riesco a capacitarmi come questo file che avevo aggiornato con miei scritti sino a pochi giorni prima della partenza (21.I.2024) sia sparito dalla sezione documenti: questa è la copia recuperata su Time Machine in data 08.XII.2023, il che vuol dire che ho perso considerazioni espresse durante circa due mesi di tempo, e me ne ricordo alcune molto interessanti! Peccato, ma di fronte a casi come questo, simile a quello del furto del p.c. alla fine del viaggio nella penisola scandinava, non resta che accettare la situazione, anzi, mi fa capire che scrivo per un piacere personale del tutto effimero: come tale tutto scomparire da un momento all'altro.

Mi ero accorto di questa vicenda mentre ero in Spagna quando, volendo aggiornare il “diario”, non sono riuscito a rintracciarlo. Quindi, anche perché i ritmi del viaggio non me lo consentivano, ho deciso di lasciar perdere, per quanto con una punta di amarezza. Oggi è il giorno in cui, dopo essermi imbarcato sulla nave Excellent di GNV diretto a Genova, ho per la prima volta il tempo e la voglia di indagare sull'accaduto. Le mie competenze in materia non aiutano e così mi sto accontentando di operare su una copia conservata formattata.


22.I.2024 Sono pronto a partire abbastanza presto senza aver visto Ugo al quale ho predisposto il servizio dispenser per il cibo; giornata resa complicata sul far del mezzogiorno quando sono in area Imperia: il display sul cruscotto segnala insistentemente problema al motore. Interpellato Alberto - meccanico di fiducia -, accetto il suo consiglio di effettuare uno stop in casa Fiat finalizzato ad effettuare una diagnosi. Quindi esco dall'autostrada e mi dirigo presso uno degli indirizzi trovati sul web dove apprendo che lì non è possibile procedere e vengo indirizzato ad un altro operatore che però aprirà dopo le ore 14. Alla fine la diagnosi viene realizzata ed evidenzia un problema del sistema catalitico; sia il meccanico locale che Alberto mi dicono che posso continuare. Guido a lungo per raggiungere Port de la Tour Fondue, imbarco per Les Porquerolles, mia prima meta da visitare in questo viaggio. Mi sistemo in qualche modo per l'escursione del giorno successivo in un parcheggio lato strada; c'è un buio che più buio non si può, ma sulla strada non c'è stato alcun movimento durante tutta la notte.

23.I.2024 Alle nove del mattino sono a bordo di un ferry in una giornata tersa e ventosa. Esploro l'isola percorrendo 12,6 km. che sono soddisfazione pura per l'ambiente nel quale mi sono trovato a muovermi senza alcun umano a distanza percepibile dagli occhi. Al rientro sulla terraferma mi sento con le energie per proseguire e guido sino ad Arles dove, a causa di lavori in corso e traffico, manco per due volte il punto individuato per la sosta notturna, ma alla fine lo colgo nell'area adiacente ad un museo affacciato sul fiume il quale, nel proseguire verso il mare, crea l'area magica denominata “Camargue”. Si tratta di un parcheggio auto e sono l'unico camper in sosta notturna.

24.I.2024 Partenza su stradine di campagna gradevoli con pit stop ad Aigues-Mortes, poi a Port-Vendres, quindi a Banylus-sur-Mer, Cerbère e Llançà, il che vuol dire che sono in Spagna: sono da poco passate le 17, il cielo è limpido, si vede già la luna e sono in grado di effettuare una esplorazione del luogo avendo parcheggiato in un ambito protetto dove ci sono altri due simili.

25.I.2024 La strada è tortuosissima, ma anche bellissima: stop brevi e ripetuti per panorami unici come El Port de la Selva, quindi Cadaqués e Port Lligat che vuol dire casa del grande artista contemporaneo di Picasso, Salvador Dalì. Anche se il parcheggio sarebbe stato invitante per fermarsi più tempo, nel pomeriggio io allungo a Port de Roses, gradevole centro con difficoltà per la sosta, dove apprendo con piacere di quanto il gasolio sia più conveniente che in Francia/ Italia (1,45€/lt). Ma non mi fermo e proseguo sino a Besalù, località dell'interno che mi consente di apprezzare strada, panorami ed il piccolo borgo stesso dove sosto per la notte trovando un posto defilato con tanti fratelli.

26.I.2024 Oggi è il giorno del mio anniversario e desidero festeggiare iniziando con la visita di Pals, altro borgo piacevolissimo, quindi Palafrugell che è un'altra cosa rispetto a Pals, ed infine Tossa de Mar dove, appena trovato un posto con tanti compagni, parto in esplorazione della cittadina quando sono già passate le 17. Sono giusto in tempo per arrampicarmi verso il faro e godere di un bel tramonto; molti turisti transoceanici in giro, ma come cala il buio nel centro storico non ci rimane nessuno: tutto chiuso! Con difficoltà, su segnalazione di una tabaccaia gentile, rintraccio un ristorante e mi sistemo per la cena: in un luogo così tanto turistico, come altri visitati precedentemente, ho notato che i locali non parlano l'inglese! Comunque ci capiamo e vado di pesce, anche esagerando un pò!

27.I.2024 La meta odierna è Tarragona: una volta raggiunta la località mi sistemo non lontano da un centro commerciale e da lì parto a piedi per la mia esplorazione che, in otto km., mi consente di apprezzare il centro storico Patrimonio UNESCO. Rientrando metto il naso per qualche acquisto nel centro commerciale prima di ritirarmi per la notte: sto ultimando il cibo pre cotto che mi ero portato al seguito e sono contento che a bordo stia funzionando tutto a dovere. Il display è la mia croce: ora segnala problemi alle candelette e continua ad emettere fastidiosi segnali sonori in dipendenza della chiusura delle porte.

28.I.2024 Lasciando Tarragona è d'obbligo lo stop all'imponente acquedotto Romano, quindi Reus, luogo che diede i natali ad Antoni Gaudi: altro centro che mi conquista. Trovo un posticino alla stazione ferroviaria e poi via a piedi per visitare Il Centro Gaudi che risulta di mio gradimento. Apprendo anche che Salvador Dalì fu suo conterraneo. Poi procedo per la foce dell'Ebro pensando di trovare similitudini con il delta del Po o della Camargue, ma non è così, piacevole ma non dello stesso livello. Allora, su segnalazione di Park4Night raggiungo in maniera fortunosa per una stradina che è già tanto chiamarla così, La Basilica de Santa Maria del Lledò. Questa si è rivelata essere una buona scelta: da solo, ma con acqua a disposizione, trascorro una notte tranquilla.

29.I.2024 Meta odierna Valencia. Arrivo e mi trovo attorniato dal traffico di una grande città, le indicazioni per parcheggiare dell'applicazione risultano tutte inutili; ad un certo punto adocchio da lontano un furgone parcheggiato, lo raggiungo e mi sistemo al suo fianco tirando un sospiro di sollievo. Nel dirigermi verso il centro della città prendo prima nota del posto: memorizzo il nome Gomez-Ferrer. Raggiunto l'Ufficio del Turismo ottengo una mappa e trovo conferma che proprio qui non ne vogliono sapere di parlare altre lingue al di fuori delle loro, in questo caso il Valenciano e lo Spagnolo. Comunque ci si capisce. Inizio la visita dal Mercato in modo da sistemare anche lo stomaco con una paella e poi, prima di puntare i vari monumenti, mi costruisco un programma in modo da raggiungere Gomez-Ferrer in prosecuzione dall'ultima meta. Detto fatto: questo è il giorno in cui cammino per 15 km. con sorpresa finale che mi lascia nel panico. Vedo tutto ciò che posso vedere, fatti salvi certi musei chiusi, e, come da programma, dopo Torres de Serranos, vado verso quel Gomez-Ferrer che il gps mi segnala. Arrivato non mi ci ritrovo così comincio ad andare avanti e indietro sino a che, non trovando nessuno in grado di aiutarmi, mi decido a chiamare un certo numero telefonico a disposizione dei visitatori: da qui iniziano i rimpalli con la polizia locale, che pure chiamo, senza trovare risposta al mio quesito circa l'aver parcheggiato in una piazza Gomez-Ferrer mentre ora mi trovo in una strada per cui vorrei sapere se esiste una piazza intitolata allo stesso nome. Mentre sto dialogando con difficoltà mi si avvicina una signora che ha sentito il mio grido di dolore e mi vuol aiutare. Infatti sul suo cellulare trova l'esistenza di una piazza con quel nome, ma nelle mie mappe non è rintracciabile! Mi accompagna ad un posto di polizia non lontano che poi è la Guardia Civil dove lei è sicura che non mi lasceranno per strada. In effetti una Guardia in particolare si prende cura di me, coinvolge telefonicamente la polizia locale la quale continua ad affermare che non esiste una piazza con quel nome in tutta Valencia. Alla fine, essendosi fatto tardi, decido di trascorrere una notte in albergo per riprendere la ricerca con il chiaro mentre tutti mi dicono che sarà come cercare un ago nel pagliaio. Io non perdo la calma, ma sono provato: raggiungo l'albergo più vicino, prendo una camera e pongo lo stesso quesito alla reception chiedendo una mappa più dettagliata onde trovare la piazza che la generosa signora aveva identificato, ma niente da fare; allora mi infilo in doccia, non ho fame e quindi mi metto a letto dove però trascorro una notte agitata.

30.I.2024

Verso le sei mi alzo e mi dedico all'indagine tendente al recupero di ALIBI; provo varie ipotesi, ma alla fine quella che si è rivelata vincente è maturata nel modo seguente: aprendo al massimo le mappe sulla base dei tentativi di parcheggio Park4Night andati a vuoto e sulla base dei ricordi mi sono concentrato su un luogo che prevedeva 35' per arrivare all'ente del turismo, esattamente il tempo che ricordavo mi era stato indicato da google maps al momento del parcheggio. A quel punto ho trovato un riscontro con ciò che mi aveva indicato la signora che mi aveva accudito ieri sera: una piazza con il nome che ricordavo. Utilizzando una linea metropolitana ho avvicinato il luogo verso il quale ho proseguito a piedi. Purtroppo lungo la strada non trovavo riscontri visivi, ma poi, arrivandoci da una direzione diversa, ho visto in lontananza le immagini dei fari che ALIBI porta sulle portiere posteriori: sono stato assalito da un sentimento di estrema incontenibile felicità! Lui era li pronto ad accogliermi, ma soprattutto io ero riuscito nell'impresa da solo seppur con quella preziosa indicazione della signora di ieri sera. Ho voluto fotografare il nome della piazza a futura memoria dell'accaduto: Plaça de Rafael Gòmez-Ferrer Sapina (Notar). Il posto sbagliato invece era solo Gòmez-Ferrer (medico). Quando ho raccontato l'accaduto a Giorgio egli mi ha insegnato come fare a fissare sulla mappa il punto del parcheggio proprio per non dover incorrere in situazioni simili in futuro. Complessivamente è stata una esperienza del tutto inattesa e difficile da affrontare, alla quale ero totalmente e forse ingenuamente impreparato.

Ricomposto l'equipaggio ALIBI, in una giornata tendenzialmente grigia, si è diretto verso la zona delle moderne realizzazioni architettoniche trovandole fantastiche, poi il porto e quindi Alfafar, la zona umida che comprende El Saler. Lì ho incontrato una comunità di Flamingos: entusiasmante.

Proseguendo abbiamo raggiunto Cartagena dove la sosta è avvenuta sul grande piazzale di un centro commerciale dotato di Carrefour. Mi ci sono subito fiondato per acquisti, decidendo successivamente di trascorrervi la notte.

31.I.2024

Spostandomi con Alibi verso il porto trovo un parcheggio dal quale, a piedi, raggiungo il centro storico dove mi dedico alla visita del Teatro Romano. Dopo essere tornato al centro commerciale punto Decathlon dove mi decido per l'acquisto di una scarpa più leggera rispetto alla Clark in dotazione per questo viaggio: tutta un'altra cosa poter camminare più leggeri ora che dovrei muovermi sempre di più in ambienti asciutti.

Dopo effettuo una puntata a San Javier – La Manga del Mar Menor che in passato doveva essere un luogo molto affascinante, ma non ora che si presenta completamente occupato dal cemento! Inversione di marcia e via per Murcia dove punto direttamente al parcheggio Ikea che so essere ospitale per chi viaggia a bordo di camper. Infatti vi trovo una camperopoli dove mi sistemo dignitosamente per trascorrere la notte. All'arrivo svolgo le solite procedure, ma questa volta Webasto Dual Top, dopo essere regolarmente partito, si spegne e non ne vuole più sapere di ripartire: il led emette un segnale verde lampeggiante che il libretto di istruzioni non mi lascia comprendere di che si tratta. Allora chiamo Mario e chiedo le coordinate del riparatore Webasto di Rho che mi aveva molto ben impressionato a suo tempo tanto da segnalarlo anche a lui in modo da poterlo contattare domattina.

01.II.2024

Nottata in sofferenza per come mi ero abituato: niente aria calda, niente acqua calda! Prima di contattare Pasquale di Webasto Rho chiedo a Mario di anticipare la mia chiamata con una spiegazione introduttiva. Mario poi mi riferisce che sarò chiamato da loro; in effetti dopo un po' ricevo la chiamata durante la quale ho molto apprezzato il mio interlocutore il quale mi ha chiesto di mettermi in videochiamata, prendendomi tutto il tempo necessario, per poter effettuare un intervento comandato a distanza. Si è trattato di staccare i cavi di connessione dalla batteria per poi riconnetterli: dovrebbe servire come reset, ma non ottengo nessun risultato. Pasquale non mi abbandona e mi fornisce successivamente un indirizzo di un riparatore Webasto al quale rivolgermi. Strano, in centro a Murcia, comunque ci vado, ma sul posto non trovo riscontro. Indagando sul WEB identifico il nome del riparatore che risulta in una località a circa 20 km di distanza; dopo varie conversazioni con Mario (Tiziana sul web aveva notato lo stesso indirizzo) ed aver riparlato con Pasquale, mi dirigo a Las Torres dove il tecnico dovrebbe essere disponibile dopo le 14.30. In realtà quando metto il naso dentro al negozio trovo due donne al lavoro, delle quali una è la moglie. Costei mi vorrebbe dare un appuntamento fra qualche giorno, ma io replico che sono in transito e che a qualsiasi ora sarei felice di avere la visita del marito il quale, come avevo immaginato, esegue assistenza mobile in giro per campeggi e/o camperopoli autoformatesi in quest'area. Dopo avermi informato che in fuori orario ci sarà un sovrapprezzo, formalizziamo per l'intervento in serata; vengo indirizzato in un'area camper sul territorio e da quel momento mi metto in attesa, ma non resto fermo. Contatto Claudio Allvin al quale chiedo la posizione dei fusibili Webasto che non sono riuscito a trovare; egli, schemi e foto alla mano, mi indirizza dietro ai cassetti, ma mi spiega che il problema non riguarda l'impianto elettrico e quindi non può aiutarmi oltre. Allora preparo il terreno per l'intervento smontando la zona letto e togliendo i cassetti. Verso le 18 il tecnico si fa vivo: spiego ciò che ho già fatto sotto la guida del suo italico collega e poi lui comincia proprio dai fusibili. Ne trova uno bruciato e lo cambia, mi accenna che probabilmente il problema potrebbe essere generato dalla ventola, il fusibile salta ancora un paio di volte sin tanto che Webasto sembra in condizione di lavorare. Purtroppo dopo circa 30' dal suo intervento ed i 40 € pagati l'apparecchiatura va in blocco nuovamente. Posso continuare il viaggio anche con questa avaria, a patto di trovare luoghi per la notte che non subiscono un elevato delta termico rispetto al giorno. Il problema si sente non tanto durante la notte – basta coprirsi di più – ma quando mi alzo dal letto al mattino. Sopperisco preparando l'acqua calda per il tè e contemporaneamente scaldando dell'altra acqua per lavarmi come fanno gli uccellini!

02.II.2024

Lascio questa località non senza aver raggiunto un meccanico Fiat per la sostituzione della lampada anabagliante lato passeggero che avevo trovato già alcuni giorni fa fuori uso. Anche qui ci capiamo, anzi parliamo anche un po' con tanti sorrisi e battute, dei 15 € richiesti alla fine ne vanno bene solo 10 per mancanza di cambio per il resto.

Parto volendo percorrere un itinerario su strade secondarie montagnose che, seppur impegnativo, si rivela particolarmente interessante: Alguazas, Mula, Lorca, Veléz-Rubio e soprattutto Vélez-Blanco, sino a raggiungere in serata Cuevas del Almanzora dove colgo un tramonto da fotografare in un ambiente naturale ampio sul mare con tanti fratelli già sistemati, molti dei quali con auto o moto al seguito.

03.II.2024

Primo stop a Mojàcar, insediamento che trovo affascinante arroccato su un cucuzzolo con vista sul mare; qui scopro anche il simbolo di quest'area che non esito a fotografare. Poi via per Carboneras, strada impegnativa che offre meravigliosi panorami, sino a raggiungere Parco Natural Cabo de Gata-Nijar in località Las Negras dove mi lascio prendere dalla bellezza della Natura in concorso di assenza di presenza umana. E' qui che ho prima un incontro affettuoso con un gatto e dopo un'altro, molto più affettuoso, con un Border Collie incrociato alla fine di una escursione sul promontorio non facile da percorrere a causa della consistenza del terreno assai sdrucciolevole.

Riprendo poi la strada, sempre impegnativa e piena di scorci affascinanti, sino a raggiungere Almeria, dove mi infilo al Porto e mi sistemo dignitosamente per la notte.

04.II.2024

Per la prima volta decido di muovermi usando la bici pieghevole, della quale ho esperienza pari a zero, e si vede subito nel momento in cui inizio a prepararla sino a metterla in ordine di marcia. Quindi raggiungo il Centro Històrico dove visito la Alcazaba a costo zero.

Nel pomeriggio via per Granada, scelta questa che mi ha impedito di incontrare Pam che si trova sulla costa del Sol, solo che lei mi ha informato tardivamente ed io oramai ero già qui. Arrivando in una grande città inizialmente, come già accaduto in situazioni simili, non trovo conferme nelle soluzioni proposte dall'applicazione per il parcheggio. A volte è veramente scoraggiante, ma anche in questo caso, viaggiando lentamente e con gli occhi tesi, giunto sulla Carretera de la Sierra colgo uno spazio possibile sulla destra e parcheggio, tanto per scendere a terra e guardarmi attorno dopo aver zigzagato senza possibilità alcuna di sosta. E' così che dietro l'angolo vedo una soluzione favorevole: rapido ragionamento prima di passare all'azione che è consistita nell'effettuare un percorso a U che mi ha portato su una parallela interna del tutto residenziale molto tranquilla con possibilità di market, lavanderia automatica e fermata autobus per il centro. Preso dall'entusiasmo scelgo di effettuare una prova con il bus, prova che poi mi ha fatto affinare la scelta sulla linea da prendere più vantaggiosamente l'indomani. Infatti la prima scelta è stata quella di scendere in zona Alcazar, però a monte del manufatto, che solo per scendere in centro città senza vedere nulla perché oramai era già buio ci ho impegnato almeno 30'. Una volta arrivato a San Pedro ho ritrovato la vita e, poco lontano, anche un autobus per il rientro a casa.

05.II.2024

Giornata entusiasmante durante la quale ho percorso 10 km. partendo dal centro storico e poi concentrandomi nel quartiere che parte da San Pedro e prosegue nel Rìo Darro che prende il nome dell'Albaicìn salendo sino alla Plaza Mirador de San Nicolàs da dove si possono ammirare sia la Sierra Nevada che l'Alcazar. Dopo essermi concesso una pausa pranzo all'aperto di un ristorante, completato l'itinerario sono tornato a casa giusto in tempo per poter utilizzare la lavanderia automatica dove, con 10 €, mi sono lavato ed asciugato tutto ciò che avevo accumulato; poi qualche acquisto al market fronte casa: mi sono proprio trovato bene qui.

06.II.2024

A fronte di una giornata entusiasmante come quella di ieri, oggi ne è arrivata una un po' tribolata sin dal mattino quando, in uscita da Granada, ho schivato a pelo un blocco di trattori che si stava organizzando. Mi sono infilato in autostrada contando di avere vita facile, ma dopo un po' la Guardia Civil stava fermando tutti sempre causa trattori. Mi son sentito fortunato perché dove iniziava la coda vi era un'uscita nella quale mi sono fiondato con l'idea di muovermi su strade secondarie, peraltro bellissime. Credevo di averla scampata transitando da Illora, ma giunto nei pressi di Alcalà la Real, centro che deve essere di una certa importanza, il blocco dei trattori sistemati strategicamente attorno ad un rondò ha tenuto in scacco il traffico sino alle 17.30. Pur circolando la Guardia Civil non è successo nulla sin tanto che, appunto alle 17.30, come se ci fosse un accordo sotterraneo, sono arrivate molte auto della Guardia Civil e a quel punto, in poco tempo, il blocco si è dissolto. Il che mi ha consentito di raggiungere Cordova piuttosto tardi, ma, senza fare lo schizzinoso, ho deciso di sistemarmi nel grande parcheggio del campo sportivo, come unica e sola presenza, anche se sotto i fari della potente illuminazione della zona attorno allo stadio.

07.II.2024

La giornata inizialmente è stata dedicata a cercare di capire meglio certe da me ritenute possibili anomalie meccaniche. Ancora un interpello ad Alberto il quale non è stato in condizione, ascoltando il rumore del motore al telefono, di esprimersi se non per invitarmi ad avvicinare un meccanico Fiat. Detto fatto: sul posto sono stati rapidi a darmi udienza senza confermare le mie ipotesi e invece intervenendo sulla portiera scorrevole che secondo loro è stata la colpevole dei continui segnali sonori di anomalia. Devo dire che avevano ragione loro: nel giro di un'oretta, dopo aver anche effettuato una prova su strada, ho potuto lasciare il luogo senza avere più quel fastidio sonoro che era diventato ormai una costante: ora è un'altro vivere, inoltre, anche se non diventata perfetta, la scorrevole risponde assai meglio ai comandi di apertura e chiusura centralizzata e non. Ci siamo lasciati con tanti sorrisi dopo aver lasciato 50 € ed aver riempito tutti i bidoni di acqua della quale cominciavo ad aver bisogno. Ritornando verso il centro, in prossimità del ponte Romano, girando a dx su strada residenziale ho trovato un prezioso parcheggio che mi ha consentito di raggiungere in poco tempo Campo de la Verdad-Miraflores e, superato il Rio Guadalquivir, la Catedral dalla quale ho iniziato l'esplorazione della città. Il complesso della cattedrale sorge sul precedente corpo di fabbrica arabo del quale è stato utilizzato l'impianto completo, ben visibile nel riciclaggio del Minareto in Torre campanaria. Ciudad Patrimonio de la Humanidad, mi ha convinto per i suoi contenuti. Dopo una pausa pranzo al ristorante mi sono spinto ad ampio raggio volendo intercettare le statue dedicate sia ad Averroes (Avicenna) che a Seneca, entrambi eccelsi nativi del posto. Quindi il quartiere Judios che è sempre interessante e dove vi è una targa marmorea inneggiante all'immortale genio del giudaismo! Poi Palacio de Viana dove ho scoperto gli agrumi coltivati a spalliera e per ultimo, dopo aver sfiorato il tempio romano di Cordova, il Museo Julio Romero de Torres, dedicato all'omonimo pittore in quella che fu la sua residenza.

Credendo di fare una cosa furba mi sono spostato prima in un piazzale di un centro commerciale sperando di poter risolvere presso Media World un problema insorto alla protezione dello schermo di Iphone (non è stato possibile perché non si tratta della protezione bensì dello schermo stesso) e quindi sino alla Medina Azahara per visita il mattino dopo, ma non ho trovato le condizioni adatte e quindi sono tornato indietro sino a che mi sono sistemato sul piazzale di una stazione di servizio dove mi ero fermato in precedenza per effettuare rifornimento. Comunque notte senza alcun problema.

08.II.2024

Giornata umida e nebbiosa, ma ciò non impedisce ad ALIBI di raggiungere per la seconda volta il sito Medina Azahara, ex città di rappresentanza del Sultano che, pur avendola dotata di realizzazioni splendide, non ebbe vita lunga per vicissitudini dovute alla prematura fine della possibilità di difendere e mantenere il possesso dell'area. Il contesto è fantastico, purtroppo ciò che rimane visitabile non è tanto, ma lascia comunque intuire gli splendori del passato. Transitando per Almodòvar del Rio Alibi ha raggiunto Carmona dove, non senza difficoltà, si è sistemato su terra in pendenza color senape dove vi erano altri fratelli, nella speranza che non venisse a piovere.

09.II.2024

Invece la pioggia accompagnata da vento è arrivata durante la notte ed è andata avanti sino alle 15: il terreno era diventato un torrente, ma verso mezzogiorno, in un momento apparentemente favorevole, bardato di tutto punto mi sono spinto in esplorazione. Dopo il pranzo, quando ALIBI si è mosso, all'improvviso è arrivato il sole a ridare i colori alla natura circostante, splendida ma resa precedentemente invisibile dalla nebbia. Con il sole decido per una sosta più centrale avendo visto un posto utile: così completo l'esplorazione sentendomi di riportare ciò che ho letto scritto su un muro bianco vicino al Palazzo di Giustizia: ILA JUSTICIA ESTA' CIEGA PERO EL PUEBLO SI' VE!

Arrivo a Siviglia dove ALIBI, visti i risultati di tre tentativi Park4Night andati a vuoto, trova una sistemazione in zona El Tradon – El carmen in area residenziale tranquilla servita da Bus e Metro.

10.II.2024

Ieri sera ho trafficato per prenotare alcune visite, tipo: la Gironda, l'Alcazar. Quindi stamani, by bus, approdo per le 9 al centro storico, controllo gli orari delle visite programmate trovando una novità: per Cattedrale e Gironda l'orario della visita è stato annullato! Mi viene proposto un altro orario che però non è compatibile con la visita rimasta possibile. Mi convinco che era destino che non dovessi entrare in chiesa così comincio, dopo aver ottenuto una mappa all'ufficio del turismo, un itinerario ragionato che mi porta all'Archivio delle Indie, davanti al Real Alcàzar, attorno alla cattedrale e alla Gironda - per la quale è immediato colpo di fulmine -, Università, Plaza de Espana – altro colpo di fulmine – Palazzo di San Telmo, la Torre dell'Oro, pausa pranzo con tacos, Plaza Nueva, quindi il Real Alcàzar; a seguire cammino ancora sino ad intercettare il bus per il rientro (complessivamente oltre 17 km.!). Soddisfatto.

11.II.2024

Il tempo è cambiato, ma non la meta odierna rappresentata dalla visita a Itàlica in località Santiponce. Del Teatro Romano poco da dire perché chiuso per lavori di manutenzione, ma per il resto, anche se sotto pioggia sottile, ho trovato l'area molto interessante e mi sono continuato a chiedere a quale nazionalità saranno appartenuti gli artigiani che hanno lasciato stupendi mosaici anche qui. Forse truppe della zona di Aquileia? Adriano e Traiano, entrambi imperatori romani di un certo calibro, erano nativi di questi luoghi. Successivamente mi sono diretto a Niebla: ancora non so se proseguirò sino a raggiungere l'Algarve o se è arrivato il momento di dirigermi verso Tarifa/Marocco. L'umidità di oggi e quella prevista per i prossimi giorni consiglierebbero l'Africa. Per le 17.30 mi sono parcheggiato in zona tranquilla sotto le mura in compagnia di un motorhome, giusto in tempo per effettuare una esplorazione al centro storico prima di notte.

12.II.2024

Il tempo è in via di peggioramento e pertanto rinuncio a spingermi sino in Algarve: è arrivato il momento del Marocco. Per arrivare a Tarifa ALIBI deve tornare a Siviglia: sull'autostrada i trattori creano uno stop che si risolve velocemente. Transitando da Siviglia, oltre a vedere zone in uscita verso Jerez che ignoravo (sono passato sul lungo fiume che avevo già frequentato), pit stop Carrefour con il sole e poi decisamente via per La Cartuja. Ancora problemi di trattori, ma niente di grave. Alle 17 arrivo alla meta per trovarla chiusa! Quindi si prosegue per Cadiz con pioggia, lì ALIBI arriva per le 18. Sul posto, a causa delle caratteristiche topografiche dei luoghi, è stato impossibile fermarsi, ma ho avuto una sensazione abbastanza gradevole. Per Tarifa strada sempre interessante – mi ricorda l'Irlanda –, e arrivo con pioggia intermittente. Indispensabile prenotare il ferry da Tanger a Genova prima di toccare il territorio africano, onde non rimanere imbottigliati per il rientro. Lavorando online sino a tardi fisso la data del 29. Poi mi spingo sino al porto sotto una pioggerella sottile, ma trovo tutto chiuso: ciononostante mi trattengo sino a dopo le 22 osservando possibilità di avvicinamento al centro storico per la notte: alla fine decido che è meglio stare dove mi trovo, per quanto su terreno fangoso causa pioggia, ma insieme a molti altri.

13.II.2024

Bello risvegliarsi con il sole! Per le 10 ALIBI cerca di avvicinarsi al porto trovando un parcheggio favorevole. Ciò mi consente di provvedere subito a prenotare la tratta Tarifa – Tanger per le ore 13 così ho il tempo per continuare l'esplorazione della città iniziata ieri sera. Quindi ALIBI si avvia all'imbarco. Traversata rapida e con mare calmo; poi le procedure di entrata in Marocco si rivelano più impegnative di come mi aspettassi, ma non avendo a bordo nulla di contrastante con le leggi marocchine, alla fine mi sono trovato sul territorio pronto a provvedere per la copertura assicurativa e la scheda telefonica. Ero un po' frastornato così ho accettato di cambiare denaro presso un venditore di articoli per turisti, ma non è stato un errore, semmai lo è stato, una volta entrato nella stazione marittima dove c'è lo sportello assicurativo, accettare di essere circuito da una “guida” che si è offerta di provvedere alla scheda telefonica per 10 € mentre ero in attesa di sistemare la pratica assicurativa. Pensavo che si sarebbe mosso in zona, invece è andato in centro da un suo conoscente; il tipo era un po' invadente e ha cominciato a smanettare sul mio cellulare, ma senza ottenere i risultati sperati. Allora mi ha invitato ad andare insieme dal suo conoscente utilizzando ALIBI; nella piazza dove ho sostato per le sistemazioni telefoniche non era possibile fermarsi. Ho vissuto come un incubo quel momento, con i vigili che continuavano a fischiare per farmi andare via. Sistemata la cosa ci siamo lasciati dopo avergli conferito altri 10 €, e vabbè; a quel punto non avevo voglia di visitare la medina di Tanger e mi sono diretto a Cap Spartel con qualche difficoltà per trovare la direzione, segno che non ero ancora in stato di grazia/sintonia con usi&costumi del continente africano. La scelta è stata giusta innanzitutto per riequilibrarmi: alle 17.20 ho parcheggiato ed iniziato l'esplorazione attorniato da una natura splendida: divisione fra Oceano Atlantico e Mare Mediterraneo, faro edificato dai francesi simile a quelli della Bretagna. Poi via per Assilah attraverso un territorio molto vario e bello andando diretto ad un campeggio dove trovo sistemazione su terreno fangoso.

14.II.2024

Mattinata di sistemazioni: doccia, lavatrice, stampa biglietto GNV con aiuto del titolare del campeggio, itinerario a piedi alla medina sia al mattino che al pomeriggio. Il posto mi piace! Fronte porto noto la presenza di un numero considerevole di case rodanti per la maggior parte di nazionalità francese.

15.II.2024

Durante la serata di ieri ho pianificato una visita a Tanger utilizzando il treno; pertanto ALIBI si è spostato nel parcheggio della Stazione Ferroviaria con l'intenzione di raggiungere al rientro altri fratelli visti ieri in zona porto, parcheggiati su asfalto con guardiania notturna. Tutto è filato liscio: ottimo il treno, poi con bus e a piedi ho raggiunto la piazza dove all'arrivo ero già stato per la scheda telefonica, quindi, mentre stavo cercando di raggiungere la Kasbah, in maniera molto furba sono stato agganciato da un tipo che inizialmente si è limitato a darmi un'informazione e poi, procedendo qualche passo avanti a me di fatto mi ha guidato sino alla Kasbah chiedendomi, dopo la visita, di visitare il negozio di famiglia. Così è stato e non ho potuto fare a meno di effettuare un acquisto per Amèlie Rose ed i suoi genitori, ritenendo così di aver soddisfatto anche la “guida”. Ma mi sbagliavo. Costui mi ha poi accompagnato alla Legazione Americana e successivamente mi ha messo su un taxi per la stazione ferroviaria dopo avermi chiesto 30 € per la sua prestazione: non avevo voglia di discutere, anche perché avrei dovuto pattuire prima, e quindi ho pagato e sono salito sul treno contento dell'escursione. Poi ho avuto ancora il tempo, una volta sistemato ALIBI al porto per la notte, per effettuare alcuni acquisti addentrandomi sulle vie commerciali vicino al mercato. In serata arrivano foto di mia nipote: che gioia vederla!

16.II.2024

Lasciando Assilah ALIBI ha effettuato il primo pit stop a Lixus, alle porte di Larache, trovando un clima inizialmente nebbioso. Nella zona archeologica non c'era ancora nessuno. Prima di entrare nella zona dell'accoglienza una cagnetta in allattamento che non aveva ben accettato il mio transito, mi ha pure morso il polpaccio: si vede che ha sentito minacciata la tana dei suoi piccoli! Sito molto interessante e ricco di storia: qui pare siano stati i Fenici ad installarsi attorno al X secolo a.c.. Dopo ottima sosta pranzo a Larache: Calamaro gigante alla piastra preceduto da timballo di riso e gamberi, più piattino con gamberi trattati in altro modo, zuppetta di pesce, olive, il tutto per 100D, circa 10 €. Poi per stradine ho raggiunto Moulay Bousselham dove ho apprezzato lagune sinuose e terreni fertili coltivati sia in serra che all'aperto scoprendo che qui si coltiva l'Avocado alla grande. A fine giornata si arriva a Kenitra dove, dopo aver fallito due Park4Night in quanto inadeguati, mi becco una multa per inserimento su strada precluso dalla segnaletica a terra, nel traffico poi tocco con il retrovisore dx un altro veicolo mettendo in avaria la lampadina in esso contenuta, ma finalmente raggiungo l'area comunale dove trovo ospitalità su prato e molti altri fratelli, ma un pò provato dalla guida al buio con traffico.

17.II.2024

Prima di lasciare Kenitra ho cercato di sistemare l'avaria al ripetitore di segnalazione senza successo. Quindi Salé dove ALIBI arriva circondato dal traffico con poche speranze di trovare parcheggio; sembrava impossibile trovare un buco, invece l'omino del parcheggio sotto le mura mi fa cenno di mettere ALIBI in un angolino: detto fatto e si parte per una galoppata alla ricerca di ricordi da confermare. In realtà mi ricordavo poco e nulla, ma è stata gradevole l'escursione senza mai essere tampinato da nessuno.

La giornata si conclude a El Jadida dove si arriva prima delle 18.30: vento, mare, attività varie di gente sulla spiaggia, stimolo ad andare subito in esplorazione. I Portoghesi anche qui si erano ben organizzati: oggi è patrimonio UNESCO la cittadella. Sorpresa: apprendo che le cisterne di acqua dolce non sono visitabili. Il sito è chiuso dal 2019 e le indicazioni che trovo nel palazzo che le conserva sono contrastanti con la realtà e non aggiornate, tanto da indurmi a pensare che avrei potuto effettuare la visita il giorno dopo. Per le ore 20 sono a casa (fronte oceano), questa sera con ruote su asfalto in compagnia di vari fratelli e servizio di guardiania notturna.

18.II.2024

Lasciata El Jadida non posso fare a meno di effettuare vari pit stop lungo la strada che esercita una grande presa su di me: giornata tersa, oceano rombante, prima scogli e poi dune sino ad arrivare a Oualidia, posto magico per sosta stanziale di tanti camper. Dopo la pausa pranzo proseguo per Safi ammirando costantemente i panorami; arrivato a destinazione attorno alle 17 trovo facilmente posto vicino alla Medina tramite Park4Night: anche qui ruote su asfalto e guardiano notturno. Questo è un luogo dove si produce ceramica e se ne vede esposta ovunque. E' anche un luogo segnato dalle attività dei portoghesi; per le 20 sono di rientro a casa soddisfatto.

19.II.2024

Uscendo da Safi diretto a Essaouira sono incappato in una grandiosa zona industriale con tutte le attività ben recintate nel pieno delle loro funzioni altamente inquinanti: è con amarezza, avendo girato un po' per il mondo, che mi sento di dire come la civiltà attualmente presente in questo pianeta debba scomparire, e lo farà per le autonome ed egoistiche scelte economiche che non hanno mai tenuto conto dell'ambiente e di chi verrà dopo di noi. Superato il polo industriale i territori incontrati sono sempre stati di mio gradimento; e poi ecco materializzarsi la meta del mio itinerario in Africa. L'approccio non è stato dei più felici in quanto ho notato indicazioni stradali che inibiscono l'accesso dei camper al centro; forse avrei dovuto ignorarli visto che ALIBI è un furgone, invece io mi ci sono attenuto sino a fare una sosta per riorganizzare le idee in quanto il luogo mi è sembrato non voler avere a che fare con la tipologia di viaggiatori alla quale appartengo. Zero campeggi, zero parcheggi con custode: comincio con il raggiungere un Carrefour sia per acquisti che per valutare la possibilità di sostare nel piazzale. Non va bene. Rileggo Park4Night e apprendo di qualcuno che ha lasciato il veicolo sul piazzale di una stazione di servizio pagando un fee per la notte e così decido di verificare. La S/S è vicina, la raggiungo, parlo con un responsabile ed ottengo il consenso: mi sento rinascere. Quindi mi sistemo e con un taxi condiviso veramente economico raggiungo la Medina: ora comincia la vera conoscenza del luogo, per me mitico per tutto quanto ne avevo appreso nel tempo. Per 12 anni ho coltivato il sogno di poter essere dove finalmente sono! Certo, capisco subito che il luogo è molto cambiato e che ora privilegia un turismo meno naif rispetto ad un tempo, ma il fascino è rimasto lo stesso: esploro sapendo che mi sarei perso, ma contando sul fatto che uscendo dalle mura mi sarei orientato. Infatti, quando mi sembra di avere difficoltà ad uscire dal labirinto dei vicoli spesso a fondo cieco, guadagno l'extra muros dirigendomi al porto, forse il più importante per la pesca della sardina, dove dal banco di acquisto il pesce, se si vuole, può essere cucinato al momento e consumato sul posto. Peccato non sia l'ora giusta per me! Dopo aver esplorato tutto ciò che mi è stato possibile, con un taxi raggiungo casa soddisfatto recando con me un cartoccio di pesce fritto che consumerò per cena.

20.II.2024

Dopo l'esplorazione di ieri, oggi cercherò di completare le mie conoscenze con il quartiere giudaico; in ogni caso inizio dal porto che esercita su di me una grande attrazione. Quindi decido di dedicarmi ai murales ed ai portoncini delle case, oltre alla sinagoga. Pausa pranzo al Restaurant Baghdad, fuori dai flussi, e successivamente sosta riposante disteso sulla spiaggia. Il vento però mi sta riempendo di sabbia e quindi desisto. Continuo a girare sino a che sento affiorare la stanchezza; altro taxi e rientro a casa. Da ieri mi ha cercato il Presidente BnD per una necessità ad Asni, zona dell'Atlante posta a 70 km. da Marrakech, area particolarmente colpita dal potente terremoto del settembre dello scorso anno. C'è bisogno di acquisire info sulla situazione per organizzare delle spedizioni di aiuti alle popolazioni. Una veloce puntata a Marrakech l'avevo prevista e a questo punto, avendo dato la mia disponibilità a BnD, diventa necessaria.

21.II.2024

Mentre mi sto preparando alla partenza arriva anche la richiesta di olio di Argan; senza tornare in centro acquisto quanto necessario presso Carrefour dove avevo già notato il prodotto precedentemente. Poi via per strada normale con temperature che arrivano sino ai 29 gradi e panorami sempre più desertici: zero ombra per pit stop pranzo, fin tanto che vedo uno spazio possibile e leggermente ombroso, l'unico, e mi fermo. Poco dopo un poliziotto motociclista si avvicina per accertarsi che non fossi in panne: non immaginavo un servizio così accurato! Per la sosta a Marrakech Danilo (conosciuto durante il viaggio del 2011/2012 Marocco-Mauritania-Mali-Senegal-Mauritania-Marocco in panne poco dopo il confine e rientro con assistenza stradale su camion da Dakhla) mi aveva fornito un paio di indirizzi di campeggi ed io raggiungo il primo che incontro: mi sembra un posto lussuoso con tanto di piscina. Dopo essermi docciato vado per il centro trovando un taxi collettivo giunto al campeggio per altre persone: il mio obbiettivo è quello di rivedere la Koutoubia e la piazza Jemaa el-Fnaa nel pieno dell'attività serale/notturna. Con il taxi appuntamento per essere prelevato alle ore 23 davanti al ristorante Portofino per il rientro. Avendo voluto essere pagato subito mi ha colto l'idea che non si facesse vivo, invece le cose sono andate per il meglio. La visita è stata di soddisfazione, ma ho notato dei cambiamenti che hanno reso la piazza meno interessante ai miei occhi: sono sparite tutte le attività ruspanti, come quelle degli acrobati e dei circensi, e tutto è indirizzato prevalentemente al cibo, oltre ai venditori di qualsiasi cosa ed i gruppi musicali. Dopo aver selezionato con cura il posto con terrazza dove consumare la cena sulla base del menu esposto, sbagliandomi clamorosamente mi sono trovato seduto in uno vicino dove non era disponibile il menu che avevo scelto! 

All'ora prevista sono stato recuperato e poi ci siamo fermati a prelevare altre due persone di nazionalità magiara. Una di queste parlava l'italiano e così ho appreso che il tipo è l'organizzatore dei rally Budapest-Bamako e che viaggia a bordo di una Trabant, il veicolo DDR con carrozzeria in amianto diventato un'icona dopo la caduta del muro di Berlino.

22.II.2024

Prima di lasciare Marrakech visito il magiaro il quale mi fornisce altre info su di lui e poi parto diretto ad Asni. Non mi accorgo quasi di salire in quota sino a oltre 1.200 mslm forse perché già Marrakech si trova sui 500 mslm. Bei panorami, strada in ordine, il posto non mi sembra in cattive condizioni, ci sono tende organizzate dalla Protezione Civile del Marocco nella zona delle quali cerco di entrare essendo però fermato dalla gendarmeria. Mi inoltro su una strada che sale oltre, ma i lavori in corso, la ristrettezza del nastro d'asfalto con scarpate laterali assai pendenti mi convincono a rinunciare e a tornare indietro. Già avevo avuto modo di parlare con due persone circa la situazione attuale, ma mentre avvicino un ristorante sono agganciato da un tipo che poi si siede al mio tavolo e cominciamo a parlare. Vorrebbe vendermi qualcosa, ma io spiego il motivo della mia presenza per dissuaderlo, anche se poi decido di acquistare un po' di merce per ripagarlo delle info e della visita alla tendopoli resa possibile perché accompagnato da lui proprio nella sua tenda; nel frattempo si era agganciato anche un altro ed io, prima di andarmene, registro i loro nomi e numeri telefonici che poi girerò a Luca con le mie impressioni. Nei prossimi giorni anche un motociclista di area BnD in rientro da Senegal potrebbe effettuare un secondo sopralluogo. Rispetto a ciò che vidi ad Amatrice e zone contigue qui non sono rimasto particolarmente impressionato, anche se ho saputo che le situazioni peggiori sono più in quota e per me irraggiungibili. Non volendo sostare ancora a Marrakech mi dirigo per El Jadida con qualche sosta come quella nella zona di Sidi Bennour/Ouhat Sidi Brahim in pieno paesaggio desertico. Dopo una epica cavalcata arrivo al porto sicuro verso le 19.30 e mi fermo al solito posto.

23.II.2024

In mattinata mi rendo conto che forse ho mangiato qualcosa di avariato ed il mio sistema gastrointestinale me lo sta dimostrando. Comunque sono in grado di tornare ad effettuare un bel giro in centro, questa volta utilizzando la bici. Avevo in mente di concedermi dei ristoranti da qui al rientro a casa, ma meglio evitare.

24.II.2024

Nulla è cambiato circa l'intestino, in più sono afflitto da dolori vaganti fra le spalle e la nuca che si fanno maggiormente sentire durante la fase notturna. Mi indirizzo prima a Azemmour e poi Mohammedia utilizzando strada normale. Il primo stop è avvenuto con il sole e l'ho trovato interessante, ma poi si è messo a piovere e la strada, fra traffico e fondo stradale, ha cominciato ad annoiarmi. Ad un certo punto, dopo la pausa pranzo con agrumi, onde evitare Casablanca, mi sono infilato in autostrada sino a destinazione dove mi dirigo inizialmente alla stazione dei pullman trovando un parcheggio. A piedi raggiungo la Medina senza riscontrare alcun interesse. Quindi punto già con il buio ad un campeggio. Una volta raggiunto lo trovo chiuso. Mentre sto cercando l'indirizzo di un altro la porta si apre ed io vengo accolto. Non ho apprezzato troppo il posto, ma oramai non avrei voluto mettermi a cercare ulteriormente con il fastidio dei dolori che mi hanno costretto subito a stendermi sul letto. Solo alle 23 mi risveglio per mangiare qualcosa prima di affrontare una notte di dolori che non ho potuto contrastare.

25.II.2024

Oggi via per Kenitra su autostrada,  Lungo il percorso incontro una miriade di vecchie R4 impegnate in un rally chiamato 4L Trophy. Sono svogliato e mi sto nutrendo con fette biscottate e banane. Giunto al campeggio comunale già frequentato all'andata ho ancora il tempo per un giro in centro che trovo di scarso interesse.

26.II.2024

Prima di mettermi su strada dopo una notte di pioggia che ancora persiste al momento della partenza, raggiungo una farmacia dove acquisto del paracetamolo in funzione antidolorifica, quindi Marjane dove acquisto del petto di pollo da inserire nella mia dieta. Dopo aver viaggiato su strada normale decido di passare all'autostrada sino a Larache dove nel ritrovo il sole ed un forte vento. Interessante visita alla località, purtroppo dovendo rinunciare ad una sosta che sognavo al ristorante del calamaro alla piastra. Ad Assilah sosta al porto. Devo decidere come avvicinare il porto d'imbarco per il rientro, intanto starò qui che si sta bene.

27.II.2024

Al mattino me la prendo comoda così vedo arrivare un veicolo particolare con l'adesivo del rally Budapest-Bamako: allora è tutto vero ciò che mi ha raccontato il magiaro! Durante il pomeriggio vado ad aggirarmi per il porto e prima di rientrare a casa torno dove ero già stato ad acquistare olive di vari gusti. Peccato non poter godere di una cena di pesce nemmeno qui. I dolori ora sono sotto controllo, lo stomaco sta migliorando ma ancora non ci siamo. Nel frattempo decido che domani visiterò le grotte d'Ercole e poi raggiungerò Med Port nell'attesa di espletare le pratiche di registrazione in primissima mattinata del giorno dopo.

28.II.2024

Le grotte si trovano in area Cap Spartel, area che avevo già apprezzato in precedenza. Dopo la visita la strada porta a Tanger, così vedo zone che non conoscevo e dove decido di fermarmi in un Marjane con l'idea di spendere Dirham per non dovermeli portare a casa. Visito anche Decathlon trovandolo caro e con merce che mi è sembrata meno valida rispetto a quella venduta in Europa. Finalmente mi inserisco sulla statale per Med con salite, curve e discese notevoli e panorami gradevoli. Poco prima del porto rifornisco Gasolio e poi vi accedo trovando subito la sistemazione adatta sia per la notte che per le pratiche di imbarco.

29.II.2024

Alle 7.30 sono già allo sportello GNV dove espleto la pratica volutamente senza esibire il biglietto stampato, limitandomi a far vedere le conferme elettroniche sul telefono: nessun problema. Dopo inizia l'iter dei vari controlli, anche ripetuti, sino a che mi fermo sulla corsia di imbarco prima delle dieci. A questo punto svolgo tutte le operazioni mattutine e quindi mi metto in attesa. Verso mezzogiorno vedo un bar che prepara dei piatti/panini vari così decido di dar fondo agli spiccioli con un panino al pollo ottenuto con uno sconticino visto che oramai ero rimasto con pochi Dirham. Una volta arrivato il segnale di via libera salgo a bordo, parcheggio, e con il bagaglio predisposto salgo al settimo piano dove mi viene assegnato il posto letto. Sono il primo ad accedere alla cabina; poi arrivano gli altri tre, tutti trasportatori marocchini, chi vive in Sicilia, chi a Cesena e chi a Verona. Inizialmente dormo un po', poi raggiungo le zone delle caffetterie con il pc con l'intento di iniziare questo lavoro. Decido di acquistare un coupon da usare per i pasti al self service a cominciare dalla sera. Infine rientro in cabina dove tutti gli altri sono più o meno dormienti.

01.II.2024

Altra giornata con il pc, un po' noiosa e con mare che si sente. Viene annunciato il mancato scalo a Barcellona con arrivo a Genova per domattina alle 9.30. Si viene invitati a lasciare le cabine entro le 7.45. Devo dire che i prezzi a bordo sono ragionevoli, il personale in gran parte è filippino, peccato che il salone dove sto abbia una TV che continua a riproporre eventi calcistici e nulla più. Al rientro in cabina parlo un po' con i compagni e apprendo che dovrei essere parcheggiato nel Garage C in modo da seguire domani la fila giusta.

02.III.2024

Alle 6.30 siamo tutti già in movimento. Dopo i saluti ai compagni consumo una colazione che porta ad estinzione il mio Coupon e poi mi aggiro un pò qua ed un pò là, anche all'esterno: la costa è a vista, il cielo è grigio e finalmente, dopo l'attracco, c'è il via libera a raggiungere i veicoli. Per le 11, terminati i controlli (la ragazza al posto di polizia mi ha chiesto info sul mio viaggio dimostrano il suo interesse al Marocco che non ha ancora visitato), procedo per l'autostrada dove non trovo traffico. Alle 12 ALIBI si ferma davanti al box ed io salgo con l'indispensabile e poca voglia di essere rientrato. Per il cibo me la cavo con ciò che trovo in frigo e poi mi riposo. Ugo non si è visto, il suo dispenser è vuoto, un gatto che ho visto spesso aggirarsi da queste parti di colore bianco e nero sembra farsela da padrone. Nel pomeriggio salgo in cima alla collina in un momento in cui c'è il sole: il gatto bianco e nero spaparanzato sull'adirondack come mi vede prende la fuga. Capisco che durante tutto il periodo della mia assenza deve aver creato dei problemi a Ugo appropriandosi del suo territorio. 


martedì 24 gennaio 2023

Inizio del 2023: Soeur Rosalie & ABASMEI, attualmente denominato Centro della Madonna della Compassione

03.01.2023

E così sono in procinto di imbarcarmi su un volo per Ouagadougou: impensabile sino a qualche mese fa! Sono consapevole dei rischi che mi accollo e sono preparato a difendermi: parto con tutto il necessario al seguito, spero che possa bastare!

06.01.2023

L'arrivo in un luogo nel cuore della notte non è mai il massimo, anche se ad attendermi ho trovato Bruna. Il viaggio complessivamente è andato bene: in partenza, su richiesta dell'addetta al banco, ho dovuto aprire una valigia per asportare il pc che lascerò in Africa perché le normative di sicurezza non ammettono batterie di vecchio modello in stiva. Nella tratta sino a Casablanca i bianchi erano dominanti diversamente dalla tratta successiva dove ci si poteva contare sulle punte delle dita. Al momento opportuno è stata servita la cena che ho preferito a base di pollo. Una volta sbarcato mi sono trovato ad essere controllato nuovamente sino a che non ho raggiunto l'area dell'imbarco. Una volta a bordo ho inizialmente sbagliato il sedile assegnato e quando mi sono messo su quello giusto ho avuto al mio fianco una giovane burkinabé dalla pelle piuttosto chiara (frutto dell'applicazione di creme visto che abita in Italia da parecchio tempo?), loquace e gentile: me ne ha dato ampia testimonianza una volta sbarcati quando due italici si sono rivolti a lei per essere aiutati e lei si è dedicata a loro completamente. A bordo a un certo punto è stata servita una cena, per me la seconda, questa volta a base di pesce. Questa tratta è stata per me un po' faticosa: non avevo più voglia di leggere, a bordo era stata attivata la funzione notte: tutto buio salvo lo schermo che evidenziava il tragitto del volo con i vari dati tecnici. Prima di uscire dall'aeroporto Reine mi ha chiesto il contatto telefonico dopo che avevamo appurato in volo di avere una conoscenza in comune.

Le procedure burocratiche per entrare ufficialmente in Burkina Faso sono lunghe e quindi bisogna fare affidamento sulla residua pazienza: compilazione di un form, coda per accedere al box ove viene controllato il passaporto e contestualmente vengono rilevate le impronte digitali di tutte le dita oltre che venir presa una foto mentre vengono poste alcune domande. Dopo oltre un'ora dall'atterraggio ho faticato un po' a trovare le mie valige che erano state tolte dal nastro e lasciate in giro: la valigia grigia l'ho trovata subito, mentre la verde l'avevo data per dispersa. Invece ad una successiva ispezione l'ho rintracciata in piedi dietro un pilastro; solo allora mi sono diretto all'uscita dopo aver fatto passare allo scanner sia le valige che il bagaglio a mano: ad attendere gli ultimi passeggeri ormai era rimasta poca gente, ma Bruna era lì.

Bruna ha guidato la sua piccola Yaris 3p verso Garage Italia percorrendo una strada che sino all'ultima volta era in terra rossa ed ora è diventata una strada scorrevole goudronata. Inevitabilmente abbiamo continuato a parlare per un po' prima di prendere sonno in un ambiente a circa 30°: mi ero dimenticato di come questo fabbricato riesca ad incamerare calore per tutto il giorno senza mai essere in grado di cederlo! Al risveglio le cose si sono messe in moto lentamente: il tempo è stato dedicato a mettermi in grado di comunicare in quanto a G.I. non c'è più la connessione (scelta obbligata per carenza fondi) e pertanto sono stato accompagnato presso un Orange per fare la pratica ed ottenere in cambio una SIM caricata per 250 FCFA ad uso telefono e per 9750 ad uso GIGA, il massimo che si poteva fare e il tutto con scadenza 02.02.23. 

Mentre il fornello stava lavorando anche per grigliare il pane, dopo un paio di sussulti si è spento: Bruna mi aveva avvisato che la bombola non sarebbe durata ancora tanto; infatti così è stato! A causa della carenza di prodotti petroliferi su tutto il territorio nazionale non è stato facile procurarsi un ricambio.Ho poi avuto modo di dialogare sia con Jean Raymond che con Regma circa le visite da programmare presso gli ex allievi che si sono messi in proprio. 

Stamane mi sono svegliato con orecchio sinistro secernente liquido ed il destro con capacità uditiva ridotta: non è un buon segnale. Ho così consumato un pasto senza usare il fuoco per mancanza di volontà di farlo, ricordando che la prima volta che sono arrivato qui avevo avuto problemi di ambientamento per diversi giorni e certi segnali sembrerebbero indicarmi che anche questa volta ci vorrà attenzione e pazienza.  Mentre sto scrivendo mi ha avvicinato ancora Amadou: è inquieto già da tempo, me lo aveva preannunciato Bruna, ma ancora non ho capito bene cosa possa volere da me.

09.01.2023

Visita a tre ex allievi: Thomas, Filbert, Abdulai. Il primo sembra confermare tutte le doti messe in mostra durante il corso, il secondo lavora alle dipendenze e sembra essere diventato meno loquace, il terzo, per quanto sembra essersi reso più responsabile, resta un rebus per me. Ho usato ripetutamente il verbo sembra perché in un incontro così breve è possibile far passare per buono ciò che buono non è. In ogni caso siamo tutti rimasti soddisfatti nell'esserci re-incontrati. A seguire pomeriggio infra muros con uscite in area hangar esclusivamente per fare ordine sia in maniera diretta che indiretta: i ragazzi che hanno da poco iniziato il corso li ho trovati molto disponibili. Qualche passetto avanti, ma siamo molto lontani dai livelli che ricordavo per come avevo lasciato sia nel 2016 che nel 2019.

16.01.23

In questi giorni, salvo il fine settimana, sono rimasto preso da varie cose tanto da non essere nemmeno più andato al mercato. Finalmente l'aria condizionata, dopo un rabbocco di 2 kg. di gas su 3 che ne contiene il circuito ed una pulizia accurata dei filtri, tutte operazioni che non erano mai state effettuate dopo la messa in opera della macchina nel 2018, ha ripreso ad andare bene e me la sono goduta anche in qualche pausa del pomeriggio. Con l'occasione ho chiesto se il tecnico A/C fosse anche idraulico in modo da sistemare il flessibile del lavabo che perde: no, lui no, ma un suo amico si. L'amico doveva essere dietro l'angolo perché si è materializzato subito; quindi in breve tempo ho sistemato entrambe le cose. Più tardi ho avuto a che fare con il falegname e successivamente ho chiesto ad Alfred, il docente di arte, di avere dei preventivi divisi in tante sezioni nell'ipotesi in cui la messa in scena del film “Garage Italia: una realtà impeccabile in Burkina Faso a vantaggio dei burkinabè” si riesca a produrre. Infine il sarto è andato e venuto un paio di volte, anche per rilevare le misure di Moustapha e Amadou che verranno vestiti con indumenti di colore azzurro brillante così come scelto da Moustapha. 

Il giorno successivo è andato via via a costituirsi in maniera autonoma: prima ho dialogato con Jean Raymond e Regma, poi avrei voluto effettuare delle prove con i ragazzi sui gruppi motore, invece ne ho fatti lavorare a turno dei gruppi fuori ed altri dentro, improvvisando una lezione incentrata su numeri e termini francesi riportati in italiano. Chi ha disegnato utilizzando la propria fantasia ha dimostrato carattere, chi in aula si è impegnato nella dizione dei termini in italiano così come via via li ho proposti non solo sono stati bravi e interessati, ma devo dire che ci siamo divertiti. Sin dal mattino avevo notato un ragazzino che nei giorni scorsi non c'era e del quale non avevo trovato traccia fra i documenti: si chiama Omar e, dopo aver presenziato all'inizio del corso, si era allontanato per determinate cerimonie al villaggio. Dunque dovrò far eseguire un altro pantalone e dovrò comprare un'altra T-shirt? Chiarirò la cosa con l'Assistente sociale al più presto. In serata è arrivata una Bruna affaticata e afflitta da uno di quei potenti mal di testa per i quali segue una cura, cura che lei non aiuta, a mio parere, con il suo stile di vita.

Sabato mattina, sempre con Regma e Jean Raymond, altro giro per interviste di ex allievi. All'ultimo momento ho dovuto inforcare l'auto di Bruna e guidare a destra e sinistra in una giornata calda e piena di rallentamenti del traffico e code. Inizialmente mi sono imposto uno stop a Patte d'oie alla Societé Generale de Burkina Faso dove, pur vedendo solo indicazioni per visa, la mia carta del circuito mastercard è andata alla grande. Il tour è andato bene con l'aiuto dei due ospiti a bordo i quali spesso hanno dovuto chiamare al telefono gli ex allievi per essere indirizzati nel modo giusto. Ho così rivisto quattro allievi, fra i quali Issaka e Olivier, in particola quest'ultimo sono stato felice di salutare visto che Issaka si era già fatto vedere a G.I. e quindi lo avevo già visto. 

18.01.23

Prove mattina e pomeriggio sul motore; nel pomeriggio Moustapha è rimasto assente per parecchio tempo. Ho eseguito filmati e ripreso immagini per ogni allievo.

Alle 19 è arrivata Fati che, come l'altra volta, si è trattenuta sino alle 22.30: abbiamo parlato parecchio, anche di fatti personali, ed io ho cercato di capire quanto più mi fosse possibile sia per le mie carenze nella conoscenza della lingua, sia perché Fati parla velocemente, sia perché il timbro della sua voce è gentile mentre i miei canali auricolari non sono in buone condizioni: a dx probabilmente una ciste ostruisce parzialmente il canale e a sx continua ad esserci l'infezione anche dopo tanti giorni di Augmentin. Almeno l'occhio sx è andato a posto dopo aver utilizzato il collirio da sabato pomeriggio.

20.01.23

Nel pomeriggio ha avuto inizio il lavoro preparatorio per la pitturazione del cancello nel momento in cui ho visto i ragazzi privi di attività alle quali dedicarsi. Inoltre è arrivato il momento di dare una registrata alle biciclette dei ragazzi, una più scassata dell'altra.

Verso sera è avvenuto un incontro estemporaneo con Desirée e Leokady; dopo i soliti convenevoli Desirèe è uscito per parlare con Amadou. Solo allora lei, con quella sua vocina dal tono basso tanto compita, ha risposto inizialmente a delle mie domande sulle materie di studio, poi le ho chiesto se praticasse qualche sport e lei mi ha detto che il medico della scuola glielo ha impedito per una disfunzione cardiaca della quale pare sia affetta sin dalla nascita! Inoltre mi ha raccontato delle sue difficoltà: si alza alle cinque del mattino per essere accompagnata ad una scuola di suore lontana oltre 30 km. da casa sua. Per problemi economici non può permettersi il cibo, quando il padre va a riprenderla nel momento dell'arrivo a casa ha tempo solo per fare toilette e studiare, spesso con poco cibo per mancanza di denaro in famiglia. Mentre parlava velocemente sentivo che era incalzata dallo sconforto sino a che è scoppiata a piangere. L'ho abbracciata cercando di consolarla, poi, dopo averle fornito una confezione di fazzolettini, le ho chiesto se volesse un biscotto ricevendo il suo assenso. Allora ci siamo spostati in cucina: dopo i biscotti le ho chiesto se volesse delle banane, degli aranci, delle madelaine, ricevendo sempre assensi. Mentre lei si sfamava e parlava è ricomparso il padre per sollecitarla ad andare a casa; allora lei ha cambiato registro, le ho messo in un sacchetto tutto ciò che le avevo preparato sul tavolo e che lei non aveva ancora messo in bocca. Mi è venuto in mente subito che sarebbe da portare in Italia visto che qui il problema cardiaco non sarebbe risolvibile, che meriterebbe una vita meno sacrificata, ma anche che io non sono in grado di risolvere tutti i problemi del mondo. Dopo la sua uscita di scena ho considerato quanta differenza c'è fra i messaggi che mi aveva mandato nel tempo e la ragazzina costretta a tenersi tutto dentro come spesso fanno le donne africane; ancora dopo, ricordando le varie fregature subite dai burkinabè, mi son chiesto se potesse essere una recita quella alla quale avevo assistito. Sono un po' confuso e non voglio credere ad una messa in scena. 

Venerdì continuazione del lavoro inerente al cancello con i ragazzi più grandi, anche se i piccoletti avrebbero voluto partecipare, ma io, per problemi di sicurezza, ho preferito lasciarli fuori da questa iniziativa. 

23.01.23

Ieri Moustapha, tramite JR, mi ha comunicato la sua assenza per i prossimi giorni: deve partecipare ad una cerimonia che si tiene al suo villaggio di origine, al confine con il Mali, area controllata dai terroristi, in occasione della ricorrenza della morte del padre. A sentire JR è d'obbligo partecipare, anche se Bruna inizialmente non era di questa idea. L'assenza del capo meccanico mi ha messo in movimento per pianificare con Alfred il lavoro inerente alle pitturazioni dei muri con il coinvolgimento attivo dei ragazzi: dopo l'interpello, Alfred ha risposto positivamente. 

Domani si va a trovare Soeur Rosalie e farà parte della partita anche Lei e Karim Kaka che avrò così il piacere di rivedere: la prima volta che ho incontrato Rosalie nel dicembre 2018 lui era assieme a me e ad Achille con il quale eravamo andati in un villaggio lontano per verificare la possibilità di realizzare un forage. 

Bruna negli ultimi giorni è stata attaccata dalla cefalea per cui è ricorsa a tutti i farmaci a sua disposizione e non ha una bella cera: per lei si avvicina la data del rientro ed è veramente molto stanca. Per cena ci siamo concessi un budino da lei realizzato con il cacao acquistato da Chef Andrè, uno specialista che ha la sua pasticceria non lontana da Ouaga 2000 e che Bruna mi ha tanto decantato: domani ci faremo un passaggio. Dopo vari tentativi per parlarci a voce e messaggi vocali, mi ha chiamato Achille che era già mezzogiorno e mezzo; quando  è arrivato con un ritardo quasi accettabile qui in Africa era già tutto pronto. Durante il pranzo abbiamo parlato di vari argomenti, ma in particolare del mio problema alle orecchie. Abbandonata l'idea del Saint Camille egli ha organizzato la mia visita specialistica coinvolgendo prima la moglie di JR e poi direttamente JR. Mi ha lasciato verso le 14.30 dopo essersi pappato due panini con il crudo che gli sto custodendo nella piccola cella del frigo Garage Italia. Verso le tre è arrivato JR pronto ad accompagnarmi alla visita in quell'ospedale dove avevo portato parecchi allievi quattro anni fa, lo stesso luogo dove lavora sua moglie. La dottoressa mi ha ricevuto subito dopo aver svolto i passaggi burocratici d'obbligo; per come era addobbata, pur assomigliando ad una persona addetta alle pulizie, mi ha esaminato professionalmente in modo accurato spiegandomi che il pus che fuori esce da giorni dal canale auricolare, all'interno aveva perforato il timpano. L'antibiotico assunto non ha dato risultati e pertanto mi ha assegnato una cura con un altro tipo di antibiotico + gocce che ho acquistato immediatamente. Dopo ho chiesto a JR di essere accompagnato ad un bancomat e lui è arrivato in un posto pieno di banche, ma solo alla seconda presa in esame ho ottenuto il risultato atteso. Rientrato alla base poco dopo le 17 ho trovato i ragazzi già presi dal football. 

Domenica mattina ho preso accordi con Rosalie per essere intercettati in zona Université T.Sankara per le 12.15, dopo che l'intera ABASMEI avrà assistito alla messa domenicale. Oramai il tempo dell'Harmattan sta scadendo, quindi nei prossimi giorni avrò da confrontarmi con i primi 38° della stagione che diventeranno 39° proprio nel giorno in cui cucinerò per la cena organizzata senza dire a nessuno del mio compleanno. A bordo della Yaris inizialmente eravamo in tre, Bruna, Marie ed io, ma lungo la strada abbiamo recuperato Karim che ci attendeva in una stazione di servizio e da li abbiamo raggiunto l'Universitè T. Sankara dove avevo concordato l'appuntamento. Nell'attesa dell'ora fissata abbiamo sostato all'ombra di un albero e devo dire che si stava bene, il cielo si vedeva di un azzurro deciso e la brousse era cosparsa ancora del verde generato durante la stagione delle piogge. Quando sono state le 12.25 ho pensato di andare a controllare davanti alle costruzioni dell'Universitè casomai non ci fossimo capiti, ma non vedendo nessuno ho proposto di continuare da soli. In quel momento un ragazzino in bici è passato da li e Karim lo ha pregato di portarci sulla retta via per ABASMEI. In poco tempo, dopo aver incrociato il cartello che conoscevo ma che ora recita: ABASMEI Centre Notre Dame De La Compassion, siamo arrivati al varco di accesso raggiungendo la costruzione polivalente utilizzata sia per le cerimonie che altro. I miei occhi si sono subito rallegrati nel notare le tante novità sia in termini di edifici realizzati che di verde ottenuto in pochi anni: Manghi, Papaie, Banane, fagiolini, pomodori, patate, melanzane e le immancabili cipolle. Un addetto ci ha fatto segno sul dove lasciare l'auto ed io mi sono diretto subito verso la sala dove avevo intravisto Soeur Rosalie. Mi ha abbracciato forte come un vecchio amico, i suoi occhi erano raggianti. Lei aveva capito che saremmo arrivati alle 14, quindi forse è rimasta un po' spiazzata, ma con la sua calma ha subito messo le cose a posto. Ha fatto accedere alla sala un bel numero di persone, in parte dotate di maglietta ABASMEI, e dopo averle sistemate come lei voleva si è posta al mio fianco e ha detto alcune parole commoventi circa ciò che nel tempo è stato realizzato insieme. Poi mi ha invitato a mettermi al centro di un cerchio, ma io non avevo ancora capito cosa sarebbe accaduto da li a poco. Dopo il classico un due tre è partita una canzone accompagnata da musica mentre tutti si tenevano per mano alzandole a seconda del ritmo: era un ringraziamento a papà Gaetano mentre il cerchio si stringeva attorno a me e lei mi prendeva le mani alzandole ed abbassandole a ritmo con un finale in crescendo. Allora in molti hanno cercato di stringere le mie mani con le loro. Avevo chiesto a Bruna di effettuare foto e riprese per me; mentre era all'opera ho visto la sua commozione montare sino alle lacrime, ed anch'io sono stato sul punto di comportarmi come lei. Immediatamente un pensiero ha preso forma nella mia mente: come è possibile abbandonare persone come questa al proprio destino senza aver cercato in tutti i modi di fare qualcosa di utile sino all'ultimo respiro? Nei mesi scorsi, quando ancora non immaginavo di poter tornare qui, avevo pensato di portare a chiusura questo rapporto, ma è bastata l'atmosfera che si respira in questo centro a farmi ricredere e a voler fare tutto il possibile per rimettere letteralmente in pista l'ambulanza in panne da mesi a causa di problemi alle sospensioni e al cambio. Prima di venire qui avevo preannunciato la mia visita anche alla Croce Bianca di Magenta che ci aveva donato la loro 026 da poco dismessa affinché potesse continuare il proprio servizio in Africa. Avevo promesso documentazione fotografica, invece ho dovuto chiedere un aiuto per cercare di dare una soluzione ai problemi riscontrati. La Presidente mi ha subito chiesto di far loro sapere esattamente le necessità per potersi dare da fare con il meccanico che in passato aveva curato la vettura onde reperire ciò che serve e farcelo avere. Ho gradito la disponibilità e mi atterrò ad un programma stabilito con Rosalie per visitare l'ambulanza da tempo ammalata in varie parti della sua meccanica. Intanto, dopo l'accoglienza, lei e qualche aiutante hanno cominciato a mettere sul tavolo il “poco” che avevo chiesto di cucinare: un vassoio immenso di frites, assai gradite a tutti ma che io non posso mangiare, un vassoio con quarti di pollo cucinati alla brace, una salsa gustosa e speziata da affiancare a qualsiasi cibo, delle pizzette africane ricche di farcitura a base di ragu di carne, un vassoio enorme di papaia. Prima di iniziare a consumare il pasto mi ha chiesto di benedire l'evento ed io, con tutti noi che ci tenevamo per mano, ho spiegato che non mi sentivo all'altezza di tale privilegio lasciando quindi la parola a Rosalie che ha detto le cose in un modo adatto e conciso. Spesso Rosalie mi ha chiesto conferma circa il fatto che io potessi mangiare le sue portate offrendosi di preparare in alternativa per me della pasta o altro, in alternativa alla papaia portandomi un vassoio di arance preparate a spicchi con delle mele che invece ho trascurato sempre per motivi di dieta. Poi le bevande ed infine il caffe. Terminato il pranzo la nostra attenzione ora doveva essere tutta per Rosalie/ABASMEI, onde apprendere lo stato delle cose e le loro necessità. Da qui è emerso che le persone seguite ed ospitate al centro sono 82, oltre ai bambini al seguito delle madri, che l'emergenza forage di qualche mese fa è stata in parte superata, ma permane il problema ambulanza. Rosalie ha chiamato il meccanico con il quale ho conversato, purtroppo la mia scarsa conoscenza di termini tecnici in francese non mi ha fatto fare troppi progressi. Ho capito che il problema principale riguarda la boite de vitesse per mancanza di ricambi, mentre per le sospensioni anteriori pare che l'inghippo sia rappresentato dal costo elevato degli ammortizzatori. E pensare che io dovrei ancora conservare materiale relativo a Il Nomade da prima che rinforzassi le molle e cambiassi gli ammortizzatori; non è però detto che i miei pezzi andrebbero bene. Il meccanico, su mia precisa domanda, visto che qui Fiat Ducato non se ne vedono circolare, tanto meno del 2003, anno di nascita della 026, mi ha messo al corrente che durante la prossima settimana un suo conoscente li avrebbe cercati in Ghana: di solito i porti sono i posti in cui è più facile trovare qualsiasi cosa, ma io resto scettico. Se veramente dovessi trovare il pieno appoggio di CBM allora poi si porrà il problema del trasporto: un posticino su un container che dovesse partire a febbraio vorrebbe dire avere qui la merce dopo almeno 60gg., a meno che non ci sia budget abbastanza ricco per poter sopportare i costi di una spedizione tipo DHL: si vedrà.

A seguire Rosalie mi ha condotto a visitare, passo dopo passo, tutto ciò che è stato realizzato o è in corso di realizzazione: io e BnD abbiamo fatto quel che si è potuto, ma è poca cosa rispetto a ciò che sta facendo da tempo una coppia francese attraverso la loro “Association Sainte Veronique” France con sede a Nantes. Da come ricordavo, nel 2019 era appena stata terminata una costruzione per ospitare le donne ed era in fase avanzata la costruzione di una infermeria, ma ora vi è un'altro edificio in costruzione, sempre destinato alle donne, mentre quello per l'infermeria attualmente ospita gli uomini e la farmacia. Ci sono due serie di latrine, ognuna da 4 postazioni, due forage con chateau, una “grotta” inneggiante alla madonna della compassione, la sala polivalente, un piccolo edificio per cucinare e contenere scorte alimentari, un piccolo allevamento di polli, uno di conigli ed uno di maiali, nonché una vasta area coltivata dove c'è di tutto: il verde è molto ben tenuto ed è frammisto a fiori, un vero piacere per gli occhi di chi osserva, specialmente per chi ricorda come si presentava il terreno in precedenza. Tutto sembra in ordine, tutti danno il loro contributo, i bambini più piccoli donano gioia con i loro schiamazzi, quelli più grandi li ho visti sorridenti impegnati a lavare dei panni. Data l'ora in cui mi è stato possibile effettuare la visita e data l'alta temperatura, sia uomini che donne erano sdraiati a terra per la siesta: l'avrei fatta volentieri anch'io! Karim è sempre stato vicino a me continuando a manifestare apprezzamenti per il lavoro di questa Rosalie che ho avuto il privilegio di conoscere vedendola sin da subito come una Teresa di Calcutta ed ora, nell'angolo della sala polivalente che diventa chiesa all'occorrenza, ho notato varie immagini della madonna e anche una di Teresa.

Ho consegnato a Rosalie alcuni doni portati dall'Italia come un ferro da stiro a vapore ed un portatile Samsung dotato di batteria nuova, oltre al tessuto ricevuto in dono da Beatrice e che difficilmente avrei usato per me: così sarà qualche donna di qui a beneficiarne.

Prima di lasciare Rosalie ha messo nelle mani di Karim il quaderno dove i visitatori scrivono le loro considerazioni e dove anch'io avevo scritto le mie nel 2018. Karim ha scritto parole nobili: C'est toujours avec beaucoup d'émotions que je visite ce centre. Quand je pense que chaque jour beaucoup de personnes prennent grand plaisir à faire du mal et que toi , Soeur Rosalie, tu consacres chaque instant de ta VIE à soutenir des personnes que tout le monde fuit, je n'ai de mots pour toi que: courage, force et que Dieu continue de bènir. Felicitations à tous ceux qui accompagnent l'initiative.

Abbiamo sottoscritto tutti le sue parole senza aggiungere altro, che altro da aggiungere non c'era. Quindi è iniziato il viaggio di rientro durante il quale Yaris ha emesso subito rumori sinistri: probabilmente il tubo di scarico, già saldato più volte negli ultimi tempi, con le sollecitazioni delle piste deve aver ceduto. Per le mie orecchie erano come i rumori uditi in tante occasioni in passato, ad esempio come quando Il Nomade arrivò a Dahkla esausto dopo l'attraversamento del confine Mauro con un ospite Sahrawi a bordo che mi costò vari stop per controlli da parte della Gendarmeria tanto da rendermi difficile il proseguimento sino a destinazione. In questo caso invece abbiamo raggiunto casa senza troppi problemi continuando a parlare fra di noi sia di Rosalie che di ABASMEI, dei progressi ammirati durante la visita, di come mi/ci sarà possibile continuare a fornire un sostegno per aiutare in qualche modo la realizzazione dell'opera di questa Santa donna.

24.01.23

Martedì la giornata parte con qualche inciampo: è presente Abbas! Ieri era venuto recitando la parte del malato. Dopo avergli somministrato una pillola è rimasto dormiente sul tavolo del salone; poi ha chiesto di parlare con sua madre con il mio telefono ed infine, verso le 11, sostenendo di sentirsi meglio, mi ha chiesto di potersene andare all'ospedale. JR stamane ha parlato con la madre ed è emerso che ieri ha mentito: non stava male, si è comportato come un'attore di teatro ed io ci sono caduto. Oggi è ancora senza divisa e quindi l'ho redarguito, dopodiché l'ho invitato a smontare e poi montare il motore riscontrando vari errori. Ho così fatto proseguire questa attività sotto la guida dello stagista Salomon per completare il quadro iniziato il 17 u.s..

Io farò qui tutto ciò che potrò fare, ma effettivamente forse aveva ragione il mio medico di base che non era d'accordo su questa missione che mi sta procurando problemini di salute che io tendo a non considerare abbastanza, ma qui siamo in Africa e devo prestare maggiore attenzione alla mia salute. Hanno ragione tutti coloro che mi invitano ad aver cura di me!

Nel primo pomeriggio mi sono accorto della sparizione del telefono HiPhone: ho cercato ovunque! Perso o rubato sono le due ipotesi. Nel frattempo anche il p.c. mi sta rendendo la vita difficile a causa della sempre più frequente avaria al monitor.

Durante il pomeriggio, dopo aver guardato ancora ovunque, ho fatto delle supposizioni dopo che Giorgio mi ha insegnato come fare a localizzare il telefono: esso si trova in Rue Boassa area Pissy. Inizialmente ho pensato che potesse essere stato portato li da un dipendente della pasticceria visitata domenica, ma poi ho realizzato che era da ieri alle 11 in quel posto, e proprio ieri l'allievo Abbass aveva fatto la sceneggiata del malato che voleva andare all'ospedale di Pissy, area dove abita la madre e la nonna non troppo lontano. Oggi mi era sembrato molto sussiegoso dopo che stamane lo avevo smascherato. Ha tardato a lasciare all'atelier così io ho fatto in tempo a chiedere dove abita esattamente la madre e poi la nonna: questa sta dove? A Boassa! Non sapendo come comportarmi senza una prova certa, ho chiamato JR il quale, come ho spiegato le cose, aveva già capito tutto. Alle 18.45 ci siamo mossi da qui per tentare il recupero utilizzando l'auto di Bruna rientrata velocemente dall'intervento meccanico forse risolutivo delle problematiche recentemente presentate. JR ha chiamato sia il padre che la madre di Abbas la quale ci ha raggiunto in un luogo per me lontanissimo per poi tornare indietro per farci strada verso la casa della nonna. Arrivati lì abbiamo appreso che il soggetto era fuggito con tutte le sue cose, ammettendo così la sua colpevolezza. Allora la madre con un altro ragazzo è andata a cercarlo. Dopo un po' Abbass è ricomparso, JR intanto aveva parlato anche con il padre che di mestiere fa il guardiano, quindi una persona per bene che gode della fiducia del suo datore di lavoro: chissà se il figlio ora sedicenne ha avuto traumi infantili che lo hanno portato su una strada diversa. A questo punto Abbass è stato sigillato sul sedile posteriore della Yaris, quindi è emerso con grande difficoltà che lui aveva dato l'oggetto ad un altro affinché lo vendesse. Allora siamo andati a cercare costui il quale lo aveva già collocato per 20.000 FCFA; allora la ricerca è continuata verso l'acquirente il quale non era in casa. Dopo una lunga attesa frammentata da aggiornamenti (io e Abbas siamo sempre rimasti in auto, lui prigioniero nel sedile posteriore), sembrava che il tipo sarebbe arrivato con l'oggetto entro 30'. Le cose non sono andate così e pertanto, con la guida di una persona che si è resa disponibile a farci strada con la propria auto, siamo arrivati in un luogo convenuto mentre in me crescevano i sospetti di un'imboscata. Si sono susseguite tutta una serie di telefonate: prima si sta arrivando, poi no perché ha paura della Gendarmeria, poi forse fra poco, insomma uno stress unico mentre io pensavo all'orario dell'antibiotico oramai sforato di brutto e al fastidio che stavo sentendo alla gola.

Dopo ulteriori agitazioni fra i componenti del gruppo che stavano a terra, JR mi ha passato l'oggetto che davo per disperso. Ho subito notato che era stato lavorato da qualche esperto e che la SIM non c'era più. Allora tutti si sono rivolti ad Abbass per sapere dove l'avesse gettata senza avere una risposta concreta. Erano passate le 23 quando abbiamo ripreso la marcia scaricando gli ospiti vicini a casa loro mentre noi, oramai scarsi di carburante, siamo arrivati a G.I. Ho pregato JR di parlare con Regma e di lasciare a casa l'individuo sino a che loro due e Bruna non prenderanno una decisione sulla base del Regolamento che esiste da sempre. Io la mia decisione l'ho già presa: con ritrovamento o meno della SIM costui non credo che verrà mai più di sua iniziativa a G.I., ma io non lo voglio fra i piedi per tutto il periodo che sarò qui. Non so se Bruna condividerà, ma per me va espulso con ignominia: mi ha fatto capire che non è solo un ladruncolo, bensì un malandrino che fa parte di un sistema, i suoi occhi mi ricordano quelli di Jacob, ma soprattutto sono stufo di venire qui nel paese degli uomini integri e incontrare solo quelli che integri non sono! Questa sera mi sento svuotato di energia, veramente provato: da una giornata luminosa come quella di domenica trascorsa con Rosalie (Veramente persona Integra) sono precipitato in un pantano dove non si parla apertamente di crimine, ma esso esiste e consente una vita agiata a chi nella piramide ha consolidato un livello. Non mi piace per niente, ma è così in tutto il mondo per non parlare di casa nostra dove Messina Denaro ora è in vario modo sulla bocca di tutti.

27.01.23

Non sono in forma; ai ragazzi seguiti dallo stagista Salomon faccio ripetere smontaggio e montaggio del blocco motore in sequenza ravvicinata. Devo tornare ad utilizzare le norme Covid quanto più presto possibile. Nel pomeriggio Regma ha tenuto un discorso ai ragazzi in moore e poi l'ho ragguagliato sulla vicenda Abbass. 

Finalmente Orange vicino al mercato è aperto così la ragazza musulmana, impietosita dal bianco imbranato, svolge tutta la pratica di ricarica utilizzando il mio portatile in modo da agevolarmi parecchio. 

L'imprevisto è sempre dietro l'angolo: in serata ho voluto misurare la febbre ed ho riscontrato l'inizio di un'alterazione. Una volta a letto mi sono addormentato velocemente, ma alle 2 ero sveglio causa dolori dappertutto, incluso alla testa. Ho cercato di far passare il tempo affidandomi alla meditazione, poi ho ripreso a dormire. Ho misurato nuovamente la febbre ed ora era arrivata a 38°. Mi sono alzato con difficoltà per ingurgitare una pillola di Medron, il medicinale che all'epoca delle chemio mi aveva portato laddove arrivava Castaneda fumandosi i funghi, contando in una qualche azione terapeutica benefica. Effettivamente l'azione c'è stata perché ho dormito praticamente tutta la giornata in quanto i dolori erano rientrati, ma non la temperatura che, all'arrivo di Bruna, era a 38,5 gradi. La giornata è stata costellata da una miriade di suoni di notifica in virtù del fatto che oggi è l'anniversario del mio compleanno n. 77, passato in maniera tale da essere sicuramente ricordato. Avevo organizzato una cena che ho provveduto ad annullare sin dal mattino. Poi Bruna mi ha fatto assumere una Tachipirina 1000 prelevata dalla sua farmacia e così anche la temperatura ha cominciato la discesa. In serata mi ha cucinato uno pseudo purée che ho divorato insieme agli straccetti di pollo, ma non avendo autonomia me ne sono tornato presto a letto. In camera sto tenendo una temperatura oscillante fra i 26° ed i 28°, e devo dire che sotto l'effetto della febbre ho anche dovuto coprirmi con il lenzuolo.

Oggi sveglia alle 6.15 per raggiungere l'ospedale sia per effettuare il controllo dell'orecchio che per affrontare l'argomento test malarico. Dalle 7.30, pur avendo ottenuto un buon numero, il 14, sono stato ricevuto verso le 11: l'operatore era una dottoressa diversa da quelle che mi aveva già visto. In ogni caso, per quanto riguarda l'orecchio si tratta di proseguire la cura sino al decimo giorno dall'inizio, circa il fastidio alle alte vie respiratorie mi ha prescritto un antistaminico ed un espettorante, controllo fra sette giorni (che incubo!), nel frattempo avevo visto che per effettuare il test in ospedale avrei dovuto entrare in un altro girone di attesa e di code così ho optato per un laboratorio privato sito nei pressi. Il risultato ci sarà nel pomeriggio. Stamane ero sfebbrato, ma ronzare nel caldo mi ha fatto perdere velocemente la mia ancora scarsa tonicità, e quindi, dopo un bancomat, Bruna mi ha riaccompagnato a casa. L'episodio febbrile che ho vissuto qualcuno lo addebita al tipo di clima, altri al forte stress degli scorsi giorni che normalmente comporta l'abbassamento del sistema immunitario, io penso che non avrei dovuto dismettere la mascherina; non è importante rintracciare la causa, l'importante è ritrovare le energie. Qui in Africa è tutto più complicato e per una volta mi sento di dire che Ivo aveva ragione nel sconsigliarmi la partenza: una cosa sono gli oncologi ed i loro parametri, un'altra cosa è il mio stato generale che, a detta sua, presenta troppe patologie. In ogni caso in Africa conviene venire solo se si è al top delle proprie possibilità: io ho cominciato con l'otite appena messo piede in BF, essa pare aver portato al perforamento del timpano, mentre dall'altra parte, con un tempismo perfetto, probabilmente si è formata per l'ennesima volta una cisti che occupa tutto lo spazio del canale auricolare rendendo il mio udito molto modesto. In più mettiamoci questi fastidi addizionali e le crescenti temperature che fortunatamente si sono temporaneamente stoppate sui 36° complice una ripresa di Harmattan: ora sono preso da indecisioni sul da farsi. Una gran parte del lavoro affidatomi è già stato svolto; sto attendendo la fine della messa a nuovo dei colori dei muri esterni e quelli prospicienti l'atelier per completare l'opera con le interviste agli allievi. Sarò poi capace di tentare un distacco anticipato dal B.F. cambiando la data del mio rientro? Non prima però di aver dato una mano a Rosalie per la messa su pista dell'ambulanza. Bruna ha cucinato anche oggi e sarà la stessa cosa per questa sera perché la mia scarsa autonomia mi porta quanto meno alla ricerca del fresco in camera da letto. Mi sono sdraiato senza dormire mentre la temperatura ora si aggira sui 37.5°; conto di migliorare per lunedì mattina quando ci sarebbe un programma da realizzare con Rosalie, ma penso che chiederò di modificare qualcosa per renderlo meno faticoso.

30.01.23

Sabato è stata un'altra giornata dalla febbre altalenante, ma mai troppo elevata: ho lasciato che facesse il suo mestiere, quello di uccidere batteri e virus, ma dopo il pranzo comunitario nel pomeriggio mi sono ritirato privo di energia. Per fortuna che c'è Bruna perché se fossi da solo mi troverei veramente in difficoltà serie. In mattinata si era materializzata Leocady proprio mentre mi stavo apprestando a predisporre la mia colazione mentre Bruna era già al lavoro in una scuola parecchio lontana da qui. Ho trascorso del tempo con la giovane allieva ad insegnarle cose semplici della lingua italiana che lei vorrebbe imparare. Ad un certo punto ho dovuta lasciarla per tornare a letto, ma intanto lei ha continuato a scrivere nel suo quaderno frasi da tradurre dal francese all'italiano. Quando Bruna è rientrata, con l'andamento della temperatura così altalenante ho accettato per domani di essere condotto presso una clinica privata – Source de vie – non lontana dall'ospedale di Pissin per ulteriore consultazione e test. 

Ci siamo mossi da qui per SdeV anche troppo presto perché sul posto il personale non era ancora sul pezzo. Il medico che mi ha visto mi ha prescritto vari esami ai quali mi sono sottoposto poco dopo: l'esito è atteso per le 12.  Al momento opportuno siamo tornati alla clinica ed abbiamo anche atteso un po' perché il test della denghe non era ancora pronto. In conclusione, negativo denghe e malaria, sotto i limiti piastrine e globuli bianchi. Il medico, dopo che ho spiegato la faccenda dell'otite, ha ipotizzato che da li un virus sia stato facilitato ad entrare nel mio sistema per fare danno. Ha consigliato di tenere la terapia in corso e poi, nel caso dovesse perdurare la febbre, mi ha lasciato una prescrizione per altro farmaco. Ha anche detto che si dovrebbe fare una coltura per identificare il tipo di virus in modo da contrastarlo con il farmaco più adatto, ma per ora siamo rientrati parlando apertamente della possibilità di modificare la data del mio rientro in modo da volare sino a Casablanca insieme a Bruna il giorno 10. Ho subito inviato email all'agenzia di viaggio per verificare la possibilità di tale cambiamento. Bruna ha preparato un primo ricco e qualche bruschetta: come sempre cose semplici e gustose. Ho chiesto ad Achille una mano per effettuare nei prossimi giorni l'indagine presso il meccanico ove giace l'ambulanza, con o senza Rosalie.

03.02.23

Alle 5.40 mi sono alzato per essere accompagnato da Bruna al controllo presso ospedale di Pissy. Siamo stati fortunati perché la dottoressa si è messa al lavoro prima del previsto in modo tale che ho avuto la consultazione in tempo utile per consentire a Bruna di proseguire verso l'impegno con Medicus Mundi. Dato lo sporco nel canale auricolare mi è stato prescritto di acquistare quanto necessario per provvedere domattina ad un lavaggio che possa poi consentire l'ispezione, ma possibilità di ripresa dell'udito non ce ne sono molte. Tornato a casa ho verificato la pressione arteriosa, 130/90, e poi ho comunicato con Ivo. Non ci sarebbe da allarmarsi e lui concorda per un altro esame del sangue domani per capire come sono i globuli bianchi e le piastrine. La situazione non mi sembra di emergenza e pertanto penso che me ne starò qui sino alla fine, consapevole che se dovessi avere mai l'opportunità di tornare qui dovrò restringere il periodo da metà novembre a metà gennaio e non oltre: anche Bruna lamenta tanti problemini dovuti al clima ed è decisa a ridurre le sue future permanenze qui perché l'età che avanza non aiuta.

Mi sento poco tonico: stare in camera da letto a 27/28° il più possibile è l'aiuto che mi do.

L'azione più importante della settimana è stata andare a vedere l'ambulanza quando ho creduto di poterlo fare, anche se nello stesso giorno ho dovuto prendere atto della pressione arteriosa zoppicante. Il viaggio con Achille è stato piuttosto “elaborato” per via che abbiamo portato la madre ad una certa destinazione facendo un po' di deviazioni. Alla fine ho trovato la ex 026 della Croce Bianca di Magenta presso un meccanico diverso da quello con il quale avevo parlato il giorno 22, ma soprattutto già in ordine di marcia! Quindi senza problemi da risolvere alla scatola del cambio, ma con gli ammortizzatori da cambiare. Oramai avevo allertato la Croce Bianca Magenta ed ora sono in grado di riferire. Al rientro non avevo voglia di cucinare e così mi sono masticato due panini fatti con una baguette croccante appena sfornata nella quale ho infilato sardine Belle France. In serata ho visto Desirée il quale mi ha fatto vedere il risultato di un esame al quale è stata sottoposta Leocadiy che porta un buon risultato. Lunedì ne farà un'altro sotto sforzo, ma se non farà degli esami del sangue non si saprà mai come è messa. Intanto si è presentata con un taglio nel piede che le ho ripulito e impacchettato per evitare contaminazioni.  Il fatto di essere qui a fare poco e niente non aiuta il mio morale; chissà se si riuscirà a fare una diretta con Telepace come suggerito da Maurizio nei giorni scorsi?

Il fatto che stia scrivendo è una meraviglia che mi sta capitando dopo giorni e giorni di completa avaria del p.c. manifestatasi fin dal suo avvio.

04.02.23

Ieri mattina con un blitz quasi notturno Bruna ed io abbiamo conquistato il n° 2 per la visita all'ospedale di Pissy: ciò ha consentito di essere liberi presto tanto che Bruna ha potuto raggiungere agevolmente il luogo preposto alla riunione con Medicus Mundi. La dottoressa si è limitata a dire che senza un lavaggio dell'orecchio non sarebbe stata in grado di dire granché, ma vista l'ora abbiamo insistito per fissare il lavaggio per il giorno dopo in quanto è necessario presentarsi con quanto prescritto per effettuare l'esame e stamane la farmacia era ancora chiusa. Dopo alcuni acquisti sono arrivato a casa provato, ciononostante verso le 12.30 ho intrattenuto i ragazzi in aula di fronte alla mappa del mondo. E' stato un bel momento che ha avuto fine quando si è trattato di organizzare il pranzo con Bea cucinato dall'instancabile Bruna; oramai è agli sgoccioli in tutti i sensi e per lei è tempo di organizzare il bagaglio.

Stamane mi sono alzato meno velocemente pur sapendo che a Pissy nulla è scontato, però la fortuna è stata dalla nostra parte e quando siamo arrivati sul posto non c'era nessuno in attesa; appena ho visto transitare un medico - forse proveniente dalla notte - ho chiesto info e costui mi ha risposto che avrei dovuto pazientare. Poco dopo mi ha preso in carico esaminando pagina dopo pagina il mio carnet sanitario, quindi mi ha fatto la visita e poi mi ha fatto passare in una sala a fianco dove si è messo a scaldare dell'acqua con i guanti di caucciù ancora infilati. Dal lavaggio è emerso che il timpano avrebbe una lesione meno drammatica del previsto: nel caso di perforazione il liquido iniettato nell'orecchio sarebbe passato in gola. Mi ha prescritto delle pastiglie, si è preoccupato che continuassi con le gocce sino ad esaurimento, e del tutto fuori programma mi ha ripulito anche l'orecchio destro completamente ostruito dalla cisti. Fuori da li ci siamo spostati alla clinica SdV dove, attendendo il giusto, sono stato ascoltato dal medico della volta scorsa il quale mi ha rilevato la pressione trovandola accettabile. Ha prescritto esame del sangue per comparare i dati attuali con quelli di una settimana fa. Nel laboratorio, effettuato un prelievo estremamente dolce, ci è stato detto di attendere e nel giro di pochi minuti avevo in mano la busta con il risultato. Ho subito controllato vedendo che i due valori incriminati sono entrambi saliti, uno sino al limite basso del range e l'altro non ancora nel range, ma tutto in netto miglioramento. Per la spossatezza mi ha prescritto un ricostituente. Alle dieci eravamo già passati in farmacia pronti per qualche acquisto prima del pranzo elaborato da Bruna presente Bea. Ad un certo punto si è materializzata Dalia con due cuginetti che sono rimasti ai margini. Osservando meglio la ragazza ho visto che ha una bella altezza e due gambe lunghe e dritte un po' tornite, gambe difficili da vedere in Africa. Dopo, anche se non appartiene al mio stile farlo senza aver prima collaborato, mi sono ritirato al fresco stendendomi sul letto e dormendo a tratti. Per la cronaca, anche se in Italia ci sono del tutto inattesi 21°, qui perfettamente attesi ce ne sono 38°! Verso sera ho acceso il p.c. riuscendo a lavorarci;  questa sera Bruna ha una cena di saluto ed io sono ben contento di potermene stare ritirato, anche se prima è passata in visita una certa Margherita e poi anche Jules, con i quali ho dovuto fare un po' di conversazione. Interessante il punto di vista espresso dalla ragazza circa il fatto che a Ouaga ci sono ormai 4ml di abitanti e manca il cibo in quanto tutti i terreni fertili abbandonati dai deplacé per il terrorismo non sono coltivati e quindi il cibo è destinato a scarseggiare con possibilità che si inneschi una guerra civile mentre quasi tutti i cooperatori internazionali già da quest'anno non sono presenti nel paese per i noti motivi inerenti alla sicurezza.

Che poi tanto ritirato non è stato in quanto, privo della chiave adatta, avevo dovuto mettere lo scrocco al cancello sapendo che così Amadou avrebbe incontrato delle difficoltà al suo rientro. Per questo motivo verso le dieci sono andato a controllare: infatti Amadou era in piedi tremante fuori dal cancello ed ho avuto difficoltà a tirarlo dentro. Dato che sarebbe dovuto essere in servizio molto prima, non l'ho redarguito ma sono rientrato in casa subito dopo. Poi ho sentito bussare ed ho trovato il cancello aperto, Amadou seduto a terra con due ciotole di cibo donate da una signora presente insieme a due ragazzotti i quali mi hanno informato della caduta a terra per vertigini di Amadou. Se parliamo di Sicurezza, meglio lasciar perdere. Uno dei ragazzotti mi ha chiesto denaro per andare a comprare qualche medicinale che desse energia al nostro uomo. Ho sentito che non aveva febbre, che non aveva mangiato tutto il giorno e che aveva vissuto una giornata avventurosa sulle strade assolate e riscaldate a 38°. Allora ho provveduto a preparare una pozione utilizzando il liquido rosso donato da Jean Paul durante la visita mattutina alla sua Ferme spiegandogli la provenienza che per lui gode di grande credibilità.

Mentre ero immerso in questa operazione è rientrata Yaris; quindi Amadou si è spostato ed io con l'aiuto di un ragazzotto ho provveduto con difficoltà ad aprire il carraio. Poi Bruna mi ha spiegato che il nostro uomo era diretto oltre Saponé - accompagnato dalla moglie del fratello – per raggiungere una guaritrice suggerita dalla cognata. Lungo il percorso la mobilette della parente si è rotta e lui non ha rinunciato alla meta dovendo farsi tutto il percorso in bici. Non è però stato visto dalla tipa e, ad un'ora imprecisata, si è rimesso in marcia arrivando al cancello che ha trovato chiuso trovandosi in una situazione di grande debolezza. In ogni caso il "remontante" che gli ho somministrato sembra aver dato un buon risultato, anche se io sono perplesso nella sua assunzione. Intanto, causa dissenteria oramai conclamata maturata dopo la cena di sabato, ho preferito evitare di alimentarmi questa sera avendo assunto quel riso con un pezzo di pesce che ho dovuto mangiare nella Ferme di Jean Paul per non svenire, rimandando al domani qualsiasi iniziativa. Bruna ha voluto informarmi che sarebbe rientrata al volo da Nagreogo in caso di necessità, ma l'andamento di questa forma gastro intestinale è diverso da quello a me noto e pertanto mi sembra di poter gestire la cosa senza problemi. 

09.02.23

Lunedì riposo, martedì idem, mercoledì mi sento più vitale e scendo in campo per tutta la mattinata, giovedì idem con prove di intervista per tutti.

Ieri sono tornato sul campo: la "remontada" è riuscita! In serata Jules per saluto a Bruna rientrata da Nagreongo e questa sera entro le 11 sarà in aeroporto: per lei missione compiuta, con tanta fatica, presente sempre e ovunque, incapace di starsene ferma per più di pochi secondi, attiva e interessata a tante cose mi ha assistito in maniera efficace nel momento del bisogno. 

Oggi giornata piena sul campo; Bruna impegnata sino all'ultimo con Medicus Mundi. Rientrata tardi ha cominciato le multiple operazioni varie consistenti non solo in saluti, ma anche in rendicontazioni e quattrini. Al momento non so quante persone arriveranno per il tour all'aeroporto: prima sono passati Desirèe e Leokady, qui ora c'è Marie, Bea, JR, Achille, Karim, Sama era già passato e non so se ritornerà. Poi è venuto il momento della pesa delle valige: entrambe circa 17 kg., quindi leggere. Il tour comprende anche la cena da consumare nel ristorante recentemente scoperto da Bruna e tanto apprezzato: tutti hanno preso brochette di carne e frites, io brochette di capitaine che ho gradito. Poi via per l'aeroporto ed il saluto finale: nell'abbracciarmi mi ha ricordato che posso invitare Bea a dormire a G.I. in caso di altre problematiche di salute alle quali preferisco non pensare.

12.02.23

Dunque Bruna è rientrata a casa; intanto qui le attività procedono con intensità crescente e la mia presenza sul campo contribuisce ad aumentare l'attenzione e l'interesse degli allievi, in particolare per le attività che mi invento per loro e che vengono svolte in aula, ma non mancano “gli insegnamenti di vita” esternati a fronte di situazioni colte al volo, come quella del bonbon in bocca a Sadouk. Non so se è stato il Remontant prescritto dal medico o la pozione donatami da Jean Paul domenica scorsa, ma certo è che le forze sono tornate, la dissenteria è rientrata (grazie a Paola gastroenterologa ed ai suoi consigli), e persino l'udito dall'occhio maltrattato sta tornando. Forse ho perso peso, ma niente in confronto a Bruna: inoltre io non ho quasi mai saltato un pasto, salvo nei momenti più critici.

Ora l'atelier si presenta in altro modo rispetto al passato dopo il completamento dei lavori di manutenzione.

Ora manca solo la registrazione ufficiale delle interviste: i ragazzi sono pronti! Nei momenti trascorsi insieme hanno cominciato a pormi domande personali dopo che avevano visitato il mio profilo FB.: vorrebbero che non me ne andassi o che tornassi ancora in futuro, ma chi può dirlo?

18.02.23

Ho avuto uno scambio con Maurizio intervistatore teleradiopaceTV Chiavari per fissare una scaletta del possibile collegamento. A tal proposito ho girato parecchio materiale da visionare per essere utilizzato come sottofondo.

In questi giorni ho avuto diversi vocali con Rosalie alla quale ho fatto pervenire la somma per coprire tutti gli interventi meccanici; domenica andrò a trovarla sperando di trovare lì l'ambulanza, in caso contrario sarà solo un saluto di fine missione che mi piacerebbe non dovesse essere l'ultimo. 

21.02.23

Domenica mi sono recato da Rosalie insieme ad Achille al quale ho lasciato la guida di Yaris. Siamo arrivati sul posto poco dopo le 12.30 ed abbiamo trovato Rosalie che aveva già preparato la tavola per il pranzo. Poi siamo andati al parcheggio dell'ambulanza presenti molti membri ABASMEI: ora la macchina può riprendere la sua missione sulle strade rosse. Una volta rientrati nel salone polifunzionale Rosalie ha introdotto un canto di ringraziamento e di saluto per me, quindi la musica ha indotto le persone a balli di maggior movimento.

Lunedì vi è stato un tentativo di collegamento per Missione Mondo andato bene sino ad un certo punto, la connessione non è più stata buona e quindi si è dovuto interrompere per aggiornarci a martedì alle 14 locali.

Martedì, all'ora concordata, è partita l'intervista. Tutto è andato bene sino a che ho avuto messaggi e chiamate in entrata che credo abbiano interrotto la connessione. In ogni caso è stato poi possibile ripristinarla arrivando ad una positiva conclusione: quanto mi ha soddisfatto questa cosa, mi ha reso felice. E mi ha dato la misura del mio compito ormai arrivato al termine in questa terra.

Giovedì mi sono dedicato a confezionare i sacchetti con i doni per ciascun allievo nell'attesa della festa di saluto mentre nel pomeriggio Bea ha preparato il Bissap; successivamente ho voluto esporre ai ragazzi il regolamento interno di Garage Italia con la traduzione simultanea in Moorè da parte di Bea. Per ultimo si è presentato JR il quale, fra l'altro, mi ha chiesto come andrò all'aeroporto e che mancherò molto sia ai ragazzi che a tutti qui a G.I., lui in primis: Sic Sic! A seguire sono rimasto da solo in un ambiente improvvisamente silenzioso per quanto surriscaldato. Il rientro a casa è oramai a vista.

01.03.2023

Mi trovo a Casablanca per uno scalo abbastanza lungo fra un aereo e l'altro. Sono riuscito a connettermi ad una rete WiFi con il portatile, ma non con il p.c. e quindi mi dedico alla scrittura che non ha bisogno di connessione.

Gli ultimi giorni a G.I. sono stati divertenti: dopo la preparazione di quanto necessario, la festa/cerimonia decimo anniversario ha avuto in Roland l'operatore ufficiale della fotografia da me delegata inizialmente a Bea. Il risultato è stato soddisfacente: avevo pregato di effettuare video non troppo lunghi e così ha fatto. Il mio discorso è stato abbastanza breve ed incisivo, poi ho chiamato Sama a dire qualche parola e lui lo ha fatto, anche se ho notato che prende sempre un atteggiamento da predicatore protestante quale lui avrebbe piacere di essere. Poi ho gestito tutta la faccenda con la consegna dei doni e, finalmente per i ragazzi - assai attenti e bravi nell'applaudire sempre al momento giusto – si è passati ai cibi dolci e salati. Io non ho toccato quasi nulla e tutti mi hanno visto partecipare a servire la tavolata e gli adulti: chissà cosa avranno pensato di me. Non è così che l'uomo si comporta da queste parti, ma chissenefrega!  Quando tutto è finito, dopo i saluti e le foto di rito con ogni singolo allievo, mi sono dedicato con Bea a fare ordine e quando pure lei se ne è andata ho visto che Leocady e le sue amichette erano ancora nell'atelier. A questo punto ero stanco e quando le ragazzine sono entrate nel salone io sono andato alla conquista del fresco rigeneratore: oggi la giornata ha toccato i 39°!

Ogni tanto mi sono affacciato nel salone e le tre continuavano a passarsela fra di loro anche utilizzando libri e giochi (pochi) presenti. Insomma, è arrivato il buio e quelle erano ancora lì. Ad un certo punto ho chiesto se Leocady avesse fame e lei mi ha risposto: non ancora. E vabbè, io mi sono tolto la camicia per il caldo anche per dare il segnale che sarebbe stata l'ora di andarsene. E' stato a questo punto che Leocady mi ha chiesto delle salviette per asciugarsi dopo la doccia: allora ho capito! Si stava ripetendo la stessa situazione di quattro anni fa, solo che allora mi ritrovai ad accudire una bambina di 11 anni ed ora avevo sotto lo stesso tetto una giovinetta quindicenne, alta e di belle forme sode. Dopo averle indicato il mio accappatoio e la mia salvietta, entrambi lavati di fresco, quando è tornata a farsi vedere avvolta nel mio accappatoio mi ha chiesto se avrei potuto cucinarle una omelette. Le ho risposto che con quella cucina surriscaldata non avrei acceso il fuoco, ma le ho dato tutte le istruzioni e lei se l'è cavata benissimo. Intanto ho preparato il letto di Bruna, come l'altra volta, fornendole una copertina in quanto lei non è abituata all'aria condizionata.  Lei è abituata ad alzarsi alle cinque del mattino, ma domenica ho visto che ha continuato a dormire tanto che io mi sono alzato verso le sette lasciandola ai suoi sogni. Quando si è presentata in cucina aveva una faccia ancora assonnata: a seguire ci siamo spostati in camera da letto dove io avevo già cominciato a predisporre il confezionamento delle valige.  Dopo aver notato che la sua T-shirt, per quanto carina e molto adatta a lei, aveva un bel buco sulla spalla, consapevole di altri precedenti sue confidenze le ho chiesto se fosse dotata di abbigliamento sufficiente. La sua risposta è stata negativa così sono stato indotto a scegliere fra il mio qualcosa che potesse andarle bene in qualche modo.  Le ho chiesto di provarle e, per quanto abbondanti, lei mi ha comunicato che le avrebbe gradite tutte. E' stato allora che le ho chiesto di prendere qualche foto di là nel salone e così è stato:  ci sono alcune immagini fra quelle riprese in cui, per un mix magico, non sembra per niente la ragazzina che è. Più tardi si è materializzato il padre con l'unico figlio maschio che attualmente deve essere fra i quattro ed i cinque anni. Credevo fosse venuto a prelevare la figlia, ma mi sbagliavo: era venuto a depositare anche il piccoletto adducendo un impegno all'ospedale per cui sarebbe tornato più tardi. A questo punto da ieri sera era presente anche Amadou, rientrato dal villaggio, per cui ho potuto lasciarli nel salone tutti insieme. Intanto è maturato il momento del pranzo; utilizzando gli ultimi residui ho imbastito un sugo con verdure e tonno da abbinare al residuo dell'ultimo riso cucinato nei giorni scorsi. Il piccoletto, che ancora non parla il francese, si è rivelato già soggetto autosufficiente e autonomo anche nel mangiare. Certo che Leocady, ancora così piccola, ha già assorbito il modo di fare degli adulti verso i piccoli, spesso con il dito alzato a evidenziare che la loro parola è sempre un ordine: e pensare che con quella vocina sembra tanto indifesa! (dimenticavo: da queste parti e non solo, spesso alla sua età succede di aver già procreato!) Il pranzo è andato bene e poi lei si è avvicinata al tamburo cominciando a utilizzarlo; inevitabilmente le ho chiesto, dopo la sessione fotografica del mattino, una sessione di musica e danze, anche con la partecipazione di Amadou. E così ho scoperto un'altro mondo: a parte le danze tradizionali, lei, come tutte le fanciullette locate ovunque nel mondo, danza ripetendo le parole de certi cantanti a lei graditi ed effettuando gli stessi movimenti che si vedono nei video di costoro. Ancora una volta è arrivato il buio e lei si è docciata, poi definitivamente è giunto il padre a recuperare i due senza fare nemmeno un cenno di ringraziamento, esattamente come quattro anni prima: ah, questi Mossi nel DNA portano un senso di superiorità innato.

E quindi ieri, ultimissimo giorno: Bea ha voluto trascorrerlo con me. Poi Bea è andata a prelevare Dalia portandola per un saluto durante il quale la ragazza si è dimostrata molto sciolta ed ha voluto scattare selfie con me, ma con l'ausilio di una applicazione che deforma le facce delle persone. Nel pomeriggio è venuta anche Fati insieme a Leila, la piccolina che quattro anni fa avevo innalzato al cielo con le mie braccia, ma che ora non sarei in grado di ripetere quella performance.  Poi è stato il momento dell'uscita dei ragazzi: ultimo video e foto a non finire, quindi il distacco nella speranza di poterci rivedere in futuro. All'ora stabilita si è formato il gruppetto degli accompagnatori: Marie, Bea, Thomas e JR, oltre a Sama . Io avevo già stabilito di andare al ristorante davanti all'aeroporto. Durante la seduta ho notato che Thomas era triste ed ho pensato principalmente alla recente perdita dello zio, ma forse anche la mia partenza ha influito su di lui. JR era tonico, ma praticamente non ha mangiato né bevuto birra, mentre Marie è stata sicuramente, come da sua caratteristica, molto loquace. Bea in sofferenza per il distacco. Già accomodato in attesa del volo ho chiamato Fati per un ultimo saluto: linea disturbata e quindi ci siamo lasciati presto.  

Nel tratto finale del volo Casablanca Milano ho deciso di completare il mio diario della missione. Missione nella quale è entrato di tutto: partita in salita causa malanni di salute e poi recuperata integralmente: sono grato a Bruna per quanto ha fatto per me nel momento del bisogno e sono molto soddisfatto per i risultati realizzati in tutte le direzioni nelle quali mi sono mosso. Ora rientrerò negli schemi dell'eremita. Vedremo cosa riuscirò a fare come papa/papi del Burkina standomene nel Levante Ligure mentre Alibi è sempre in attesa del collaudo.

09.03.23

All'arrivo fratello Mario mi ha accompagnato ad una stazione dei carabinieri in zona Malpensa per denunciare lo smarrimento della SIM. il giorno successivo, in serata cena da Giorgio. Stavo arrivando al citofono quando una ragazzina mi ha preceduto; lei si è poi girata verso di me e mi ha detto: ma sei Gaetano! Lei era Teresa, assai cresciuta da quando l'avevo conosciuta durante una precedente visita a casa di Giorgio: carina, con le espressioni di sua madre sul volto che le ho fatto notare e lei mi ha risposto che anche sua nonna glielo dice in articolare quando non sta bene. Immagino sia per gli occhi che quando Alice non stava bene sembravano prendere una piega diversa. Arrivati al piano, mentre uscivamo dall'ascensore, si è aperta la porta di casa sua e lì è comparsa Alice. Mi sono rivolto a lei con un ciao, ma non mi aspettavo che lei mi raggiungesse e si stringesse a me in un abbraccio che più forte non si può, uno di quegli abbracci in cui i due corpi si fondono uno nell'altro. Dopo un primo breve distacco abbiamo ripetuto l'abbraccio e questa volta le ho dato un bacio sulla guancia sotto gli occhi di Teresa che forse non era in grado di capire tanto trasporto. E' stato breve ma molto intenso, poi lei rientrando in casa mi ha detto che non sono cambiato per niente, salvo la barba che non c'è più: questa è stata una bugia dettata dal sentimento che ho incassato benevolmente. Le due donne hanno quindi chiuso la porta dietro di loro ed io ho suonato il campanello di Giorgio. Come sono entrato ho raccontato quanto accaduto ancora emozionato e felice, e anche Giorgio è rimasto coinvolto emotivamente. Per me è stato del tutto inatteso, anche perché quando le avevo fatto arrivare i comodini di Sestri accompagnati da un mio scritto non avevo avuto alcun cenno di riscontro, ma questi abbracci sono stati per me assai più importanti di qualsiasi altra manifestazione.

Durante la cena, direi alla fine, dopo che avevo continuato a raccontare della mia esperienza, è arrivata un'altra fantastica notizia, per ora da non diffondere: Pamela e Giorgio ci sono riusciti, il cammino è appena iniziato ma c'è attesa per un erede! La notizia mi è stata data in anteprima visto il mio passaggio da Milano e mi ha riempito di gioia. Molte persone a Ouaga mi hanno chiesto dei miei figli: io fornivo informazioni dicendo sempre che preferiscono viaggiare piuttosto che procreare. Ebbene, mi sbagliavo: Pamela e Giorgio hanno incontrato delle difficoltà sul percorso ma era da tempo che avevano in mente questo passaggio, quello da figli a genitori. Allora mi è ritornato in mente un discorso fatto da Pamela mentre se ne stavano andando da Sestri con la macchinetta di lei; c'era in ballo una possibile sostituzione in funzione anche di un futuro allargamento della famiglia. Da allora è passato del tempo senza che io sapessi più nulla, Oggi la grande novità! In passato ho pensato che Pamela fisicamente assomigliasse ad Alice, forse per il fatto dei capelli lisci e lunghi e la statura, ma ora sono portato a pensare che abbia qualche caratteristica che la avvicina alla mamma di Giorgio: riservata, non troppo sorridente...forse è questo che mio figlio andava cercando in una donna? Ed io cosa ho cercato, più o meno consapevolmente, nelle donne che ho incontrato nella mia vita? Dovrei fare un cenno a Fati, alta ma non longilinea, con una bella espressione ma un po' matronale, però sorridente ed espansiva nei miei confronti: per essere una donna quarantenne di religione musulmana mi ha dimostrato la sua intraprendenza e la sua indipendenza pur vivendo nella villa dove vive tutta la sua famiglia e anche qualche altro, come i genitori della piccola Leila, una figlia "adottiva" per lei.

Ma torniamo da Giorgio e Pamela: a breve un controllo dirà come si sta strutturando questo nuovo episodio della vita della coppia e delle trasformazioni a cui andrà incontro 

Conducendo senza fretta la Fiat 16 sono arrivato a casa verso le 18, ma di Ugo inizialmente nessuna traccia. Dopo un po' che trafficavo ho sentito la sua voce e ci siamo incontrati: come spesso fa quando si cerca di accarezzarlo, lui si è sottratto, ma poi ha cominciato a strusciarsi e a seguirmi sino a che l'ho preso in braccio e lui si è lasciato pastrugnare per un pò sino a che ha deciso di scendere, ma con l'intenzione di continuare ad interagire con me. Grande è stata la soddisfazione quando è salito sul letto dove mi ero predisposto a dormire sistemandosi all'altezza della mia coscia, distanza utile per poterlo accarezzare un po allungando la mano.

Domenica mattina alle 6.30, percependo un mio movimento per andare in bagno, mi ha fatto capire che avrebbe mangiato volentieri. L'ho servito e poi sono tornato ancora un po' a letto. Per tutta la giornata mi è stato vicino, salvo quando, riconquistata la sua poltrona, è rimasto lì anche quando io non c'ero. Nel pomeriggio ho deciso di sdraiarmi sul letto dell'appartamento anche per vedere la sua reazione. Dopo poco ha lasciato la poltrona per mettersi accanto a me! L'incontro presentava delle incognite, ma mi sembra che tutto sia andato per il meglio e Giorgio, curioso di sapere, era contento come me.

13.03.23

Visita da Ivo - questa la ricostruzione da lui ipotizzata degli eventi inerenti alla mia salute: dal volo aereo che mi ha portato a Ouagadougou sarebbe partita l'otite, il cocktail di antibiotici secondo lui avrebbero pasticciato e come risultato (spesso accade specialmente in soggetti con difese immunitarie già compromesse) hanno creato l'ambiente adatto alla candida. Forse anche con la complicità delle alte temperature africane questa poi ha massacrato la pelle inducendo un eczema o qualcosa di simile per il quale mi è stato prescritto un trattamento locale da effettuare due volte al giorno. Circa il polmone affaticato ora ho capito meglio: causa melanoma ero incappato in un trombo embolo polmonare (TEP) che ha lasciato il segno e quindi ora sono vulnerabile anche lì. Per questo ogni volta che rispondo al telefono mio fratello mi fa presente che ho come l'affanno del quale io non mi rendo conto, ma oramai è così: come è difficile prendere consapevolezza di nuovi limiti che prima pensavo di non avere. Addio Fusjiyama, addio Macchu Picchu: non potrò conoscervi mai più! Quota massima consentita in queste condizioni i 2.000 m.. Chissà com'è che quando chiedo agli oncologi loro mi forniscono altre risposte tipo: puoi andare dove vuoi, le difese immunitarie le hai, i disturbi gastrointestinali non sono associabili alla chemioterapia già ultimata da molto tempo etc. etc..; certo è che  pensare di tornare in Africa dopo la recente esperienza diventa difficile.

27.V.2023

Scrivo con il cuore allegro dopo quanto si è concretizzato nell'ultima settimana: esame dermatologico superato discretamente, esame oncologico superato con buoni voti mi ha lanciato verso la nuova prova che si concretizzerà durante il mese di settembre, Sub-Tettoia – che mi fa sognare sogni sempre più arditi - pronta per affrontare la fase 2 dei lavori. Quindi sono contento di questo momento della mia vita; per giunta oggi ho avuto la visita di Decò e Diselino fra le ore 11 e le ore 16 prima che loro raggiungessero Tellaro. E' stata una visita breve, ma è stata un concentrato di benessere celebrata con pranzo a sorpresa presso il vecchio tannino. Poi presentazione ufficiale di Alibi e scalata per raggiungere la cima della collina dove Silvia è rimasta affascinata dal lavoro sin qui realizzato in sub-tettoia.

A questo punto il locale che vedo nelle mie proiezioni sarà come un super camper di 16 mq.  Sul davanti lato scala utilizzerò l'ombreggiante per creare con i tubi Innocenti un gradevole riparo, per non parlare della piana sovrastante dove intendo creare un piccolo spazio piano dove collocare qualche arredo da esterno con vista sul promontorio di Portofino: progetto troppo ambizioso? No, progetto tenuto in pectore per tanti anni e degno di essere completato per raggiunti limiti del tempo assegnatomi. Attualmente la penso così!

31.V.23

Ho avuto un'anticipazione da Giorgio: anche se non ancora conclamato, sembra che la creatura che vedrà la luce durante il mese di ottobre potrebbe essere femmina. La notizia mi ha emozionato, sotto sotto questa era forse la mia preferenza tenuta silente: mi è tornato alla mente un film di oramai molti anni fa (1986) che titolava “speriamo che sia femmina”, diretto da Mario Monicelli e vincitore di vari premi prestigiosi.

10.VI.23

E alla fine ALIBI si è mosso per la prima volta in funzione del suo utilizzo come “casa rodante”: partenza alle ore 6.15 di mercoledì e rientro alle ore 20.00 di giovedì. Con la scusa del collaudo ufficiale ALIBI ha viaggiato sino a Paderno Franciacorta, poi a Rovato, quindi a Maclodio prima di dirigersi al congiungimento programmato attorno alle ore 20.00 con il resto della famiglia in P.le F. Bacone 2 Milano. Lì ho trovato Giorgio sofferente e gonfio per reazione allergica a medicinali, Pamela di nero elegantemente vestita con evidenti segni di gravidanza in corso dopo essersi sottoposta a ecografia mirata, ma soprattutto ho trovato svelato il mistero della creatura sin qui tanto riservata da non aver voluto esibire il proprio genere di appartenenza. Da eco ho visto immagini di una creatura sorridente che fluttua nel liquido amniotico con gioia e disinvoltura: ho saputo ufficialmente che si tratta di una femmina. Ho iniziato la mia vita in un mondo per me orientato al femminile e dopo un lungo percorso la chiuderò ancora orientato in quella direzione: spero di non commettere errori e di poter donare tutto l'amore possibile a questa fanciullina che, seguendo il metodo dei nativi americani per dare il nome ai nuovi arrivati nella tribù (consistente nell' osservazione profonda dell'essere onde identificarne le caratteristiche), per ora io identifico con il nome di Spirito gioioso. Pare che il nome ufficiale sarà scelto dalla madre la quale mi ha messo a conoscenza di una sua lista comprendente anche Penelope, India e Cecilia, gli unici due che ho capito fra tanti a me incomprensibili: niente tradizione biblica o classica! Da parte sua Giorgio ha una lista che mi ha palesato, ma mi è sembrato arrendevole circa il diritto unico di Pamela a decidere, anche se lì ho trovato qualche nome molto interessante per il significato, tipo Malaika = Angeli in arabo, immortalato in un brano musicale in lingua swahili che mi piacque sin dalla prima audizione ascoltata tanti anni fa ed eseguita da Mirriam Makeba.

La serata in famiglia è stata piacevole non solo perché si è parlato della creatura, ma anche perché sono stato messo a conoscenza di un progetto di cambiamento per il futuro circa l'attività lavorativa di Pamela e forse poi anche di Giorgio: è per me incredibile, come all'epoca dei Bitcoin, scoprire lati del tutto ignoti sino al momento prima, tenuti assai riservati per non dire secretati. La cena è stata a base di Sushi take away; devo dire che forse era dall'epoca di Vancouver che non mi capitava di gustare una cena così organizzata.

Ho successivamente indirizzato alcuni messaggi a Giorgio e Pamela per ricordare loro che in questo paese dove si abbreviano e storpiano i nomi stranieri sarebbe opportuno, nell'interesse superiore della creatura, evitare di crearle delle difficoltà: ad esempio il nome Penelope, nome che mi piace, se venisse abbreviato in Pene non sarebbe il massimo!

23.VI.23

Ed è così che sono arrivato a lunedì 19 privo di energie, ma deciso a partire per il Tour n.2 di Alibi, concentrato in 72h per percorrere un itinerario breve incentrato su visite ad amici.

Stop per visita alla fortezza di Sarzanello evitando però Sarzana; dopo avevo nostalgia delle Bocche del Magra è sono andato a collocarmi a Fiumaretta di Ameglia. Dopo la passeggiata che a me tanto piace di è fatta l'ora di cena; la scelta è caduta sull'antica locanda Il Pilota, già collaudata nel 2015. Sono rimasto soddisfatto, ma dovendo ancora decidere dove sostare per la notte mi sono messo in moto optando alla fine per l'area parcheggio sita alle Bocche in modo tale da effettuare sin dal mattino la scalata a Montemarcello. Anche questa visita mi ha molto soddisfatto. Dopo, avendo concordato un appuntamento serale a Tirrenia con Nicola, mi sono indirizzato verso le cave di marmo sulle Apuane a ridosso di Carrara, ma dopo aver eseguito un pit stop per cambusa presso Esselunga proprio a Carrara. L'itinerario delle cave (ce ne sono diverse, ma io ne ho scelte tre) è stato assai interessante. Quindi via per Tirrenia dove ho eseguito il rito dell'aperitivo con l'amico; io mi sarei fermato lì, ma lui ha insistito per gustare un pesce e così siamo stati in un ristorante di stile dove abbiamo gustato dei filetti di un super branzino trattati in un certo modo e poi un dolce che per quantità sarebbe stato già un pasto completo solo lui. Si è parlato di tanti argomenti, più quelli personali che quelli inerenti ai progetti in Africa, e così si e fatta l'ora della sosta notturna che ho consumato in uno spazio tranquillo posto a ridosso, ma non troppo, del Lunapark. Al risveglio mi sono concesso uno stop a Marina di Pisa per ammirare la fine della corsa dell'Arno che, dopo aver sciacquato la bocca a tanti italiani onde migliorare la loro conoscenza e dizione della lingua italiana (come Dante il Sommo affermava), arriva a immettersi nel Tirreno; belli i casali di pesca lungo le sponde. E poi Pisa che non toccavo da una trentina d'anni; trovato il parcheggio adatto ho eseguito una scelta scellerata: indossare le scarpe che già sin dall'origine mi sono risultate un po' corte questa volta senza calze con l'intento di non soffrire. Mai scelta fu più scellerata ! Dopo due ore di cammino ho cominciato ad accusare dolori ai piedi e così ho deciso di vedere cosa stava succedendo: il piede sinistro aveva una bolla in stato di formazione sul tallone, ma quello destro la bolla l'aveva già rotta ed il dolore era consistente. Come fare a terminare la visita e poi a tornare al parcheggio? Peraltro la giornata era anche particolarmente calda ed io in serata avrei incontrato a Lido di Camaiore Roberto e Sabrina, i Giunti Sbiellati! La decisione è stata rapida: ho ripiegato la talloniera delle scarpe e le ho indossate come fossero zoccoli con beneficio immediato. La visita è stata interessante. Dopo aver visitato l'interno della Cattedrale mi sono accinto a ritornare, sempre a piedi, al parcheggio, operazione che è filata via liscia. Una volta salito a bordo e aperte tutte le porte per arieggiare ho deciso di stendermi per un mini relax; per fare questo ho allontanato lo zaino ed il cappello con una mossa brusca così quando mi sono messo a cercare la chiave per avviare il motore non sono stato in grado di trovarla per un bel po': cosa assolutamente ridicola in quel mini spazio! Come ultimo tentativo ho allungato l'occhio oltre alla tenda che separa il letto dalla cabina di guida ed è proprio lì, a terra dietro al sedile, che l'ho rintracciata.

Per arrivare a destinazione ci sono da percorrere stradine strette, alcune con lavori in corso e quindi non percorribili. Pertanto ci ho messo un po' per identificare e raggiungere il civico 160 di via Paduletto; lì ho subito conosciuto la mamma di Roberto e poi ho parlato con il papà - mio coetaneo, il quale per divertimento (così dice, ma suo figlio non è d'accordo) continua a coltivare in serra diverse verdure. All'ora canonica si sono presentate le due Teneré 700 colore scuro opaco, entrambe recanti l'adesivo di Fondazione Fabrizio Meoni Onlus: bellissimo! La serata è andata avanti sino all'una fra ricordi e aneddoti e alla fine, rinunciando al letto messomi a disposizione in casa, ho guadagnato quello di ALIBI. La casa degli amici è circondata da tanto verde, ma è quasi a contatto con la linea ferroviaria sulla quale viaggia di tutto e a qualsiasi ora: ebbene, incredibile, ho dormito sino alle 9 del mattino! Quando mi sono accorto dell'orario, sapendo che gli amici avrebbero lasciato casa attorno alle ore 10 per raggiungere il posto di lavoro, mi sono dato una mossa in modo da poter condividere il momento della colazione all'ombra di una grande magnolia. Prima di lasciarci qualche foto e verdure fresche dall'orto. Quindi i saluti e via tutti verso le proprie destinazioni. Quando ALIBI si è trovato sulle stradine circostanti la casa degli amici si sono presentati gli stessi problemi del giorno prima sino a che sono riuscito a guadagnare l'antica via Sarzanese per dirigermi verso casa. La giornata si è subito manifestata calda così io ho deciso per entrare in autostrada il prima possibile; nel frattempo non mi era sfuggito il fatto che l'indicatore del carburante rimanesse sempre nella stessa posizione e che non comparissero più le informazioni sull'autonomia residua, ma visto che sin dall'indagine condotta da Alberto qualche giorno prima risultavano diversi errori nel comparto elettronico ho pensato che anche questa anomalia potesse far parte del pacchetto. Fatto sta che ho ragionato su quanta strada potevo aver percorso dall'ultimo rifornimento e mi sono convinto che avrei potuto percorrere anche l'ultima tratta senza problemi. Appena entrato in autostrada ho notato la segnalazione di 7 km. di coda prima di La Spezia, coda che è stata percorsa con degli stop e poi a bassa velocità. Superato il punto critico ho ripreso a marciare di lena sino a che, prima di Brugnato, all'improvviso e con una sequenza velocissima tale da non riuscire a leggere le informazioni sul display, prima è comparso il segnale dell'anti aderenza e quindi ho cominciato a percepire un leggero mancamento del motore mentre sul display si stava manifestando una catena di info. Mi sono trovato a dover scegliere: cercare di forzare nel tentativo di mantenere il motore acceso o accostare prima dell'entrata in galleria oramai davanti a me. Fortunatamente ho optato per la seconda soluzione ed ho accostato in una piazzola SOS, la n. 46. Da quel momento il motore non ne ha voluto più sapere di ripartire. Superato l'iniziale momento di incredulità sono passato a varie considerazione sul da farsi. Ho chiamato l'assistenza stradale ed ho atteso il soccorso che è arrivato un bel paio d'ore dopo: erano le 13.55 e il contachilometri segnava 266.016 km. percorsi dal furgone, ma solo circa 3.000 da quando è iniziata la sua trasformazione da Furgone a Camper! Accidenti, mi sono sentito come ai tempi de Il Nomade che tanto mi aveva fatto soffrire in varie circostanze. Comunque il soccorritore mi ha chiesto di provare una messa in moto prima di procedere, così dopo aver messo in folle ho tentato con il risultato di una messa in moto non riuscita. Secondo lui il tutto sarebbe stato riconducibile a mancanza di carburante: allora ho spiegato tutto quanto avevo notato e le mie considerazioni. Lui mi ha spiegato che se così fosse stato confermato, avrei dovuto pagarmi il soccorso in quanto il caso non sarebbe rientrato nella garanzia. Pertanto mi ha suggerito di raggiungere Brugnato per fare rifornimento prima di procedere al trasporto sino all'officina di Casarza Ligure da me allertata. Quindi ha iniziato la manovra di carico: quando ha accostato la pedana alle ruote di ALIBI egli si è mosso in quanto era rimasto in folle. Ho dovuto rincorrerlo e inserire il freno a mano prima di creare altri danni. Così come il soccorritore è sceso dal camion per agganciare il cavo si è ritrovato il mio veicolo arretrato di un bel po': sembrava stizzito per questo, comunque si è riavvicinato, questa volta con me a bordo onde evitare inconvenienti. Dopo le operazioni di carico mi ha invitato a scendere, cosa che ho fatto ma, valutando male la mia distanza da terra nell'ultima fase della discesa sono caduto come una pera matura. Il soccorritore si è rivelato una persona di spirito e si è creato un certo rapporto nel poco tempo della nostra conoscenza (scusi, lei è un professore? No, perché? Per il nome riportato sul camper. E da li tanti giochi di parole su ALIBI. Una volta caricato siamo partiti e dopo pochi km. eccoci a Brugnato. Questa volta lui è salito a bordo di ALIBI ed io ho pagato il rifornimento, quindi ha dato l'impulso per tre volte prima che il motore reagisse: aveva ragione lui, ero rimasto a secco come un idiota, e non è la prima volta che mi capita. A questo punto mi ha scaricato dal cassone, mi ha invitato a passargli 50 € per la sua prestazione, ci siamo salutati cordialmente ricevendo i complimenti per la livrea del veicolo. Ecco, il rientro dopo 72h con avventura è stato servito! Quindi ho avvisato l'officina di  Casarza Ligure per come erano andate le cose e sono arrivato a casa alle 15.00, timoroso che Ugo potesse aver avuto problemi con la programmazione del dispenser da me attuata. Ovviamente la risposta è negativa: Ugo se l'era saputa cavare così come un vero felino sa fare e quale lui è!