mercoledì 27 gennaio 2021

Giornata dedicata alla memoria, ma non solo della Shoah: per tutti i genocidi, le pulizie etniche, i massacri dei quali Homo Sapiens è stato protagonista.

Gennaio, poi Febbraio....casualmente questo è il periodo dedicato sia al più noto Giorno della Memoria = Shoah che alla meno nota ricorrenza del Genocidio dei Nativi Americani coincidente con la strage effettuata su donne, bambini e vecchi inermi della tribù dei Sioux a Wounded Knee.






Cosa c'è in comune in queste “umane” vicende? Ad ogni lettore spetta se manifestare o meno la propria volontà per approfondire.














I Nativi Americani hanno subito per cinque secoli l'ingiustizia che ha portato all'eliminazione di oltre 100 milione di persone.


Nel Nord America le soppressioni sono risultate numericamente minori perché l'area presentava una minore densità di insediamenti.


Per i Semiti è iniziata molto prima, ma ha avuto una spinta notevole da quando i Re Cattolici di Spagna, oltre ad innescare l'etnocidio nell'America del Sud, dopo aver espulso i Musulmani da Granada, indussero gli Ebrei a disperdersi ovunque nel mondo.


I Re Cattolici agirono fuori dalla Spagna principalmente attraverso guerre di conquista e conversione alla loro religione.



 
I migranti/colonizzatori europei che arrivarono nel Nord America partirono inizialmente dal Regno Unito d'Inghilterra e dalla Germania e professavano varie fedi religiose quali l'anglicanesimo ed il protestantesimo.



I migranti europei ed i loro discendenti agirono contro i Nativi principalmente attraverso la stipula di trattati mai rispettati, l'inganno, la loro denigrazione, l'occultamento delle azioni di sterminio, l'umiliazione, il contagio da malattie.



I paesi che principalmente ebbero vantaggio da ciò che avveniva oltre l'oceano atlantico furono il Regno Unito d'Inghilterra, la Spagna, il Portogallo, la Francia, i Paesi Bassi; le casse di questi stati si riempirono arricchendo i regnanti e qualche fascia delle loro genti, tanto per cominciare a creare e/o consolidare una forbice fra il popolo e le èlites al comando.

Si dice che è doveroso conoscere la storia affinché non debbano ripetersi avvenimenti come questi; ma c'è anche chi la storia la studia proprio per innovare situazioni del passato.

Solo per evidenziare casi di grande rilevanza, un elenco approssimativo non può evitare di vedere citati i Windsor, attraverso vari Primi Ministri succedutisi nel tempo – per ultimo Churchill – per quanto accaduto in Irlanda, in India e nel Sud Est Asia, Ataturk in Armenia, Hitler in Europa, i Savoia, attraverso vari Presidenti del Consiglio – per ultimo Mussolini - in Africa e con le leggi razziali, Stalin in Russia, MaoTse Tung in Cina, Shōwa Hiroito in Asia, de Klerk in South Africa, Pol Pot in Cambodia, Karadžić in Serbia....anche oggi, in qualche parte nel mondo, come nel Tigrè in Etiopia, è in atto qualcosa di simile, spesso con la connivenza di Nazioni che sul proprio territorio operano “democraticamente”: Informarsi per Conoscere i fatti, poi Decidere come orientarsi, “ciascuno a suo modo” (ho citato appositamente una commedia di Luigi Pirandello).















Non è una questione fra Buonismo e Negazionismo: la crudeltà dell'Homo Sapiens è documentata da scienziati come antropologi, archeologi e storici.



















Chi non avesse ancora letto Armi,acciaio e malattie di Diamond Jared o Sapiens. Da animali a Dei: storia dell'umanità di Yuval Noah Harari potrebbe farlo ora.



venerdì 15 gennaio 2021


I bisogni di ABASMEI = Soeur Rosalie non si sono arrestati a causa coronavirus; il fatto che non sia stato ancora possibile spedire l'ambulanza ha altresì impedito di consegnare a Soeur Rosalie quella parte di denaro raccolto e rimanente come saldo attivo al netto della copertura dei costi complessivi della spedizione del veicolo, s.e.&o..

Ecco perché, dopo aver appreso del continuo peggioramento circa l'approvvigionamento idrico fornito dal "forage" esistente, Bambini nel Deserto ha deciso di rompere gli indugi per cercare di porre rimedio alla carenza di acqua presso Centre ABASMEI.

E' stato effettuato un trasferimento urgente dei fondi necessari alla realizzazione di un nuovo "forage" direttamente sul conto corrente che ABASMEI intrattiene presso Bank of Africa nella capitale Ouagadougou - Burkina Faso. 
L'importo concesso è stato quello indicato da Soeur Rosalie, importo scritto sui preventivi da lei acquisiti dopo aver interpellato ditte specializzate nel settore.
Trovare l'acqua è diventato sempre più complicato e costoso in quanto i cambiamenti climatici, oltre a far avanzare la desertificazione, hanno prosciugato le falde per cui ora bisogna trivellare molto più in profondità per ottenere un risultato apprezzabile.
In questo caso solo al terzo tentativo è stato possibile raggiungere una falda decente trovata oltre i 90 m. di profondità.


Bambini nel Deserto in questo momento sta soffrendo come tutte le popolazioni sconvolte dalla pandemia, ma contemporaneamente ha sempre cercato di continuare ad occuparsi delle sofferenze esistenti nei paesi africani in cui opera, vincendo quel senso di impotenza che l'isolamento tende ad acuire.

Quindi un nuovo "forage" si è aggiunto ai tanti finanziati nel tempo per le genti dei villaggi sperduti nella "brousse", esattamente come sperduto nella "brousse" è ABASMEI = Soeur Rosalie, sperduti ma non soli!

Bambini nel Deserto c'è e continuerà per quanto è possibile, ma anche qualcosa di più del possibile, a restare al fianco degli ultimi contando sull'appoggio di tutti coloro che credono nel rispetto fra umani e nelle buone azioni.


lunedì 20 aprile 2020

Aria fresca da altopiano

04.VIII.2020

Rientrato: è stato bello ed è durato il giusto. Un mix di pit stop tecnici concordati e aria rigenerante dell'altopiano di Folgaria-Lavarone.

La prima sera a Modena-sede BnD: ho sofferto le temperature da clima afoso rimpiangendo l'aria condizionata che Il Nomade non ha sin dalla sua nascita.

Per questo motivo il mattino successivo mi sono mosso all'alba in modo da raggiungere Paderno Franciacorta entro le 9.30.

Quando Michele ha ultimato la sigillatura dell'oblò dal quale era entrata acqua durante l'inverno erano già le 11/11.30. Appena ho ripreso la strada pensavo ancora di dirigermi su Arco, ma il gran caldo e i colpi di sonno mi hanno indotto ad altre decisioni: andare diretto a Folgaria!

Ho avvisato Ezio il quale mi ha confermato che giù nella “busa” mancava l'aria: mi raggiungerà sull'altipiano nei prossimi giorni.

Via Affi e costeggiando prima l'Adige da una parte e poi dall'altra ho corso senza sosta sino a raggiungere Costa, frazione più elevata rispetto a Folgaria, dove ho parcheggiato senza problemi ed ho cominciato a rigenerarmi.

A pomeriggio inoltrato acquisto formaggi in zona e poi breve tour in downtown dove ho trovato poca gente per la maggior parte anziana.

Il giorno 30 mi sono diretto a Passo Coe dove ho trascorso l'intera giornata esplorando un pò qui e un pò la, incontrando il primo cippo a memoria dei caduti della grande guerra: garrivano al vento le bandiere di Canada, Italia e Germania.

In serata ho riguadagnato il parcheggio a Costa, ma l'indomani ho puntato a Millegrobbe, località della quale conservavo camperisticamente un ottimo ricordo e dove Ezio mi avrebbe raggiunto.

Poco dopo il passo Vezzena, nella discesa al millegrobbe, intercetto un cimitero di guerra a testimonianza di come i giovani di quella generazione e di qualsiasi nazionalità abbiano lasciato la vita giovanissimi in questo territorio.

Delusione: ora esiste un grande parcheggio con sbarra e a pagamento: € 20,50 al giorno! Non ci siamo proprio, e poi tutto il complesso è diventato snob con attività di wellness etc. etc. Per giunta era prevista una manifestazione canina per cui i veicoli ricreazionali con cani da esibire hanno continuato ad arrivare sino alla mezzanotte.

Quando è giunto Ezio ci siamo diretti a Luserna dove non è stato facile trovare un parcheggio per l'auto; dopo aver pranzato in un ristorante suggerito dalla pro-loco nel pomeriggio abbiamo fatto un itinerario, il più facile fra quelli indicati, raggiungendo un punto panoramico.

Quando Ezio mi ha lasciato dopo aver acquistato un buon Vezzena stagionato poco lontano dal passo, io mi sono fatto lasciare lungo la strada in modo da camminare e smaltire la polenta gustata prima con formaggio fritto.

Sabato primo agosto ho lasciato volentieri il Millegrobbe diretto a passo Sommo; stop dopo Lavarone dove mi sono entusiasmato nel percorrere un itinerario indicato come Il respiro degli alberi, inframezzato da opere d'arte di artisti vari. Quando ho sentito il profumo e poi ho notato i ciclamini, allora i ricordi sono andati lontano, quando da bambino, sullo stesso altipiano, ma dalle parti di Asiago, raccoglievo mazzetti di quei fiori per donarli alla mia mamma.

Fra una cosa e l'altra ho camminato per oltre 13 km.: con la gamba in avaria mi è sembrato un ottimo risultato!

Arrivato al passo non ho avuto difficoltà a parcheggiare, così l'indomani sono partito da lì con l'idea di fare una sgambettata leggera. Giacché durante la notte aveva piovuto e il meteo segnalava temperature decisamente contenute mi ero vestito in maniera adeguata.

Appena partito mi sono trovato nel circuito del Golf dal quale sono stato invitato ad allontanarmi per gara in corso e pericolo di essere colpito da una pallina vagante.

Ok., dove vado? Ho visto una freccia indicante il monte Cornetto e gente che saliva: mi sono accodato.

Il percorso era al coperto del bosco ed io, per evitare i tornanti della stradina, mi sono buttato su una direttissima fra gli alberi pensando di ritrovare la stradina facilmente. Non è stato così: mi sono ritrovato su una supermulattiera indicante la parete del Cornetto dove viene praticata l'ascesa in parete: non era lì che volevo andare, ma soprattutto stavo faticando troppo e non mi sentivo così motivato a proseguire.

Finalmente ho intercettato una freccia per il rifugio Paradiso e mi ci sono indirizzato. La strada, sempre al coperto e senza punti di riferimento non era frequentata da nessuno. Ancora una volta sono stato tentato di lasciare, ma la solita molla che mi spinge da sempre e che mi incita a vedere cosa c'è dietro la prossima curva mi ha alla fine portato in un'ampia radura oltre la quale ho visto il “Paradiso”. Ero talmente sudato che mi sono parzialmente spogliato e dopo un po' ho proseguito cercando di mantenere la quota guadagnata sino al raggiungimento del rifugio.

La prima cosa bella che ho notato è stata una scritta scolpita su legno: le montagne sono le uniche stelle che puoi raggiungere a piedi.

L'ora era tale per cui ho consumato un gulash con polenta più torta di mandorle e carote al caro prezzo di € 32 in ambiente poco rispettoso delle distanze con personale dotato di mascherine per finta.

Quando ho lasciato il luogo sono stato indeciso se ripercorrere la stessa strada; la scelta è andata su una direttissima in cemento costruita per far lavorare le macchine operatrici del legname.

Ho pensato che a un certo punto avrei dovuto svicolare a sinistra per tornare a casa, consapevole che avrei potuto perdere troppa quota rispetto al Sommo.

Infatti mi sono ritrovato nella zona di Folgaria Est dove hanno casa Franca e Gianni: pazienza!

Quando ho raggiunto Costa ero già al limite, ma da li ora dovevo camminare sulla statale per raggiungere casa.

Alla fine sono arrivato, mi sono tolto tutti gli indumenti in quanto le temperature non erano scese così tanto come previsto ed io avevo bisogno di asciugarmi di tutto il sudore versato.

In serata ho completato la camminata recandomi a visitare la graziosa frazione dal nome tipo Propruniano poco lontano dal passo: totale di giornata km. 14.8 – record assoluto di periodo (stante le difficoltà dovute alla pendenza vale di più!).

Il giorno tre la giornata prometteva pioggia, così come era avvenuto durante la notte; mi sono indirizzato per Pergine dove si trova lo specialista dei Westfalia per l'Italia con l'idea di vedere questi mezzi compatti da vicino come possibile alternativa futura.

Il titolare si è dimostrato molto gentile e discorsivo, ma alla fine mi ha suggerito di prendere contatto con Top Group allestitore di Padova per trovare una soluzione alle mie esigenze.

Dopo via Trento ho iniziato la marcia per Maclodio dove l'indomani mattina Giovanni ALLVIN allestimenti si prenderà cura de Il Nomade principalmente per il problema di alimentazione al piano di cottura.

Da Rovereto in avanti ho preso acqua, questa volta soffrendo dell'appannamento del parabrezza, ma fortunatamente i tergi non mi hanno creato problemi.

Sono arrivato a destinazione giusto in tempo per vedere la Maserati Levante del mio salvatore lasciare il capannone verso le nove di sera.

Verso le 9.30 del mattino successivo, come concordato, è arrivato Giovanni ed io l'ho seguito per entrare nel capannone: proprio nell'entrare ho dovuto accelerare per superare un dislivello malandato così Il Nomade ha subito manifestato un rumore di ferraglie che sento da alcuni giorni. Al che Giovanni mi ha chiesto se mi fanno ancora girare con questo veicolo....poi ha aggiunto che lui, nella sua qualità di allestitore, gode di una scontistica fortissima sui veicoli professionali Fiat e sarebbe disposto ad agevolarmi per passare su un veicolo nuovo. Grazie, ci penserò, ho risposto: a casa userò il configuratore per capire se la spesa potrebbe essere alla mia portata.

Fra vari tentativi, alla fine Giovanni ha deciso di eliminare certi contatti saldando dei fili e bypassando la centralina: solo allora Webasto ha cominciato a rispondere a dovere.

Nel primo pomeriggio sono tornato a Paderno Franciacorta in quanto avevo notato che anche dall'oblò del bagno era entrata acqua; è stata eseguita un'altra sigillatura, però Michele mi ha suggerito che si potrebbe togliere il doppio tetto per eseguire un lavoro migliore. Se ne riparlerà più avanti. Ora Il Nomade si dirige alla base con sosta a Cremona pre pranzo cinese nell'ambito di una Ipercoop dove ho acquistato qualcosa.

Poi sempre in marcia sino a a casa dove sono arrivato verso le 21; durante tutto il periodo ho continuato a leggere il libro di Yuval Noah Harari che mi sta prendendo molto e dal quale ho preso alcuni passaggi.


Decimo aggiornamento, quarto del 2020


Soeur Rosalie è stata informata della situazione venutasi a creare in Italia a causa della pandemia: la gloriosa Ambulanza chiamata dai militi della Croce Bianca "la 136" dal numero di serie con il quale era identificata al proprio interno, dopo aver servito per 16 anni sul campo ci è stata donata per essere consegnata ad ABASMEI, ma per ora, e non si sa fino a quando,  resta custodita nel garage di Magenta a fianco alle altre ambulanze in servizio attivo.


In Burkina il virus, sebbene in ritardo rispetto all'Europa, si è già presentato da tempo: sarà che i dati statistici comunicati ufficialmente, anche in Occidente e non solo, fanno acqua da tutte le parti, apparentemente lì dove attualmente le temperature viaggiano sull'ordine dei 40° il contagio sembra essere meno devastante, con tutti i se ed i ma del caso!


Purtroppo i bisogni di ABASMEI non si sono arrestati a causa coronavirus; il fatto che non sia stato possibile né spedire l'ambulanza né recarmi sul posto ha altresì impedito di consegnare a Soeur Rosalie quella parte di denaro raccolto e rimanente come saldo attivo al netto della copertura dei costi complessivi della spedizione.


Ecco perché, dopo aver appreso del continuo peggioramento inerente all'approvvigionamento idrico dal "forage" esistente, Bambini nel Deserto ha deciso di rompere gli indugi per cercare di porre rimedio alla carenza di acqua presso Centre ABASMEI.
Come?
Predisponendo un trasferimento urgente dei fondi necessari alla realizzazione di un nuovo "forage" direttamente sul conto corrente che ABASMEI intrattiene presso Bank of Africa nella capitale Ouagadougou - Burkina Faso. 
L'importo concesso è stato quello indicato da Soeur Rosalie, importo scritto sui preventivi da lei acquisiti dopo aver interpellato ditte specializzate nel settore.


Bambini nel Deserto in questo momento sta soffrendo come tutte le popolazioni coinvolte nel contagio da virus, ma contemporaneamente ha sempre cercato di continuare ad occuparsi delle sofferenze esistenti nei paesi africani in cui opera, vincendo quel senso di impotenza che l'isolamento tende ad acuire.


Quindi un nuovo "forage" si aggiungerà presto ai tanti finanziati nel tempo per le genti dei villaggi sperduti nella "brousse", esattamente come sperduto nella "brousse" sono ABASMEI con Soeur Rosalie, sperduti ma non soli!
Bambini nel Deserto c'è e continuerà per quanto è possibile, ma anche qualcosa di più del possibile, a restare al fianco degli ultimi contando sull'appoggio di tutti coloro che credono nel rispetto fra umani e nelle buone azioni.