venerdì 25 gennaio 2019

Burkina Faso: sesta settimana



Lunedì, 14.I.19
Già ieri sera al momento del coricamento ho percepito il manifestarsi di un attacco di Vertigine Parossistica che stavo covando da giorni: roba da sudori freddi e senso di nausea mentre tutto girava all'impazzata attorno a me.
Poi la situazione si è stabilizzata, ma stamane ho tardato la posizione verticale sino a che ho potuto pensando che mi sarei trovato in panne come due anni fa in Senegal: allora fui costretto a restare orizzontale per 24 ore per recuperare mentre mi trovavo nella brousse di Sossop.
Quando mi sono concentrato l'operazione lì per lì mi è sembrata facile, ma dopo ho cominciato ad ondeggiare mentre, entrando in bagno, mi sorreggevo al lavabo.
Inoltre, anche se gestendo in un certo modo i movimenti della testa e il punto dove fissare lo sguardo riesco a cavarmela, in ogni caso permane un senso di malessere diffuso.
Forza e coraggio: oggi devo incontrare diverse persone con le quali dialogare e non è il caso di presentarsi sofferenti.
Gli allievi tutti presenti ed arrivati in orario: bene.
Con Regma ho giusto presentato i miei orientamenti per farlo riflettere in previsione di un imminente incontro con tutti i formatori ed educatori.
Poi Regma è stato affiancato da Amadou e si sono messi a parlare in Moorè; io ho pensato che potesse essere per l'elevage del quale il guardiano parla da tempo.
Quindi ho pregato il formatore della carrozzeria di far lavorare i ragazzi obbligatoriamente con guanti e mascherine: il messaggio sembra essere stato recepito.
A seguire è arrivata Bea: ho chiesto perché fosse qui e ha iniziato parlandomi della sua determinazione ad iniziare il lavoro al MAU anche così com'è. Bene!
Quindi ha bisogno di soldi per affrontare gli acquisti, mi ha detto; le ho spiegato che ne sono rimasti pochi dove attingere e pertanto, come per ogni scelta da effettuare, avrebbe dovuto identificare le priorità.
Con una certa difficoltà e sotto la mia supervisione alla fine l'ho vista scrivere, ma non conosceva i prezzi di certi articoli.
Credo abbia telefonato a qualcuno per questo e poi abbiamo fatto l'addizione: bibite e cibo per Fcfa 23.000 e sedie per Fcfa 48.000,
A questo punto ha introdotto un nuovo argomento - in quanto educatrice per l'alfabetizzazione degli allievi - sostenendo che con questi ragazzi non sono sufficienti le ore che fa, il che lascia capire che bisognerebbe farne di più modificando in tal senso anche il suo compenso.
Le ho allora chiesto come mai non avesse sollevato questo argomento nei mesi precedenti o anche solo durante lo scorso fine settimana quando Bruna, responsabile della didattica, era qui presente.
Forse era imbarazzata dalla mia domanda, ma pragmaticamente io sono sostenitore che non bisogna tenersi dentro dei pensieri problematici che non aiutano proprio: affrontare le cose al momento giusto, meglio prevenendo, quando possibile.
Quindi se ne parlerà sul fotofinish della sua partenza con Bruna.
A seguire mi sono intrattenuto con Roland: è lui la persona che, in assenza di bianchi a Garage Italia, coordina il gruppo di educatori/formatori.
Proprio dopo aver concordato di vederci tutti giovedì pomeriggio per cercare soluzioni a problematiche da me recentemente rilevate circa le loro presenze durante gli orari di lavoro giornalieri e circa il regolamento interno, ecco arrivare la telefonata di Nicola – Amici per l'Africa – con il quale abbiamo concordato in precedenza di accogliere fra i nostri allievi un giovane da lui caldeggiato: Nicola accompagnava una decina di visitatori della sua organizzazione che avevano espresso il desiderio di conoscere meglio Bambini nel Deserto e Garage Italia.
E' stata una buona presentazione nella quale ho coinvolto anche Roland in quanto, alla mia partenza, dovrà anche gestire eventuali visite di persone BnD o simpatizzanti che passeranno da qui.
Il gruppo è rimasto entusiasta e quando stavano per lasciare è arrivata la comunicazione di Bruna che mi avvisava circa uno scoppio da poco avvenuto proprio nella zona dove gli amici hanno la loro residenza temporanea: decodificando significa starsene buoni in un posto sicuro.
Ho subito indagato su Faso.net: mancano conferme, ma non sembra proprio un atto terroristico.
Quindi saluti e auguri di buon rientro a loro che domani sera si imbarcheranno sul volo che li riporterà a casa.
Fin dal primo mattino ho dialogato via messanger con Eugene al quale ho chiesto lumi sul da farsi per vendere Renault Megane Scenic che è immatricolata temporaneamente qui: mi ha spiegato di quanto sia faticoso e costoso vendere un diesel che è stato esposto alla polvere per tanto tempo qui tanto da suggerire di tenerla o quasi regalarla.
Vedremo il da farsi dopo aver espresso queste perplessità sia a Luca che a Bruna.
La mattinata è stata intensa, ma oramai è andata; tempo di pensare al pranzo e poi ritirarmi al fresco in camera ed ecco arrivare Désiré, il proprietario dell'immobile che giusto sabato aveva manifestato il suo fastidio per non essere stato interpellato circa le nuove attività che già si praticano o che abbiamo intenzione di praticare a breve, anche per il fatto che bisogna presentare una richiesta per aumento dell'amperaggio alla società fornitrice dell'energia elettrica che solo lui può firmare.
Con me parla serenamente, come tre anni fa, anzi, sembra preferire me come interlocutore e pertanto mi parla di un suo vecchio progetto perché vorrebbe che io lo esaminassi (Bruna mi ha confidato che non sa leggere).
Poi ho ripreso il discorso della modifica alla struttura esterna e lui mi ha invitato ad andare subito dal fabbro che avrei potuto coinvolgere nel nostro progetto formativo.
Sul posto c'era solo il fratello, ma il titolare ha promesso telefonicamente che sarebbe passato da me alle 19,30: è già un successo!
Da li al MAU il passo è breve, ma non ho notato nessun cambiamento: tutto chiuso.
Inoltre Désiré ha trovato da ridire sulla lisciata in cemento effettuata da Inoussa: credo abbia perfettamente ragione.
Prima di lasciarci mi ha informato di non essere riuscito ancora a prendere contatto con Sama che dovrebbe avere il contratto di locazione; ho provato anch'io immediatamente a cercarlo senza riuscirci, ma riproponendomi di farlo ancora più tardi.
Ci siamo lasciati e finalmente sono andato a fare la spesa.
Al ritorno l'ambiente era silenzioso ed ho cominciato a sistemare gli acquisti: mi son deciso anche per la carne per via del fatto che Bruna mi ha messo in guardia a causa della mancanza di proteine nella mia dieta: premesso che anche nel levante ligure non pratico tanto la carne, qui ho acquistato del filetto di maiale a Fcfa 3.500/kg. = € 5,50 che mi sembra un prezzo simile ai nostri per questo tipo di alimento, o forse mi sbaglio?
Questa sera mi preparerò una abbondante insalata mista dopo averla lavata anche con l'amuchina in accompagnamento al filetto fatto in padella.
Precedentemente però, puntuale come nessun burkinabè avevo mai visto prima, dal guardiano mi è stato preannunciato l'arrivo del fabbro.
Gli espongo due richieste: la prima per una sua eventuale collaborazione come formatore e la seconda per la modifica che tanto mi sta a cuore consistente nella soppressione di un montante di sostegno della struttura esterna che è proprio in mezzo ai piedi.
Il fabbro ha esaminato e poi ha voluto disegnare lo schema del da farsi con tanto di quotazione del materiale occorrente: farò avere tutto a Cristian, l'ingegnere BnD che l'aveva progettata e che mi ha recentemente fornito un indirizzo sul come fare.
Per quanto riguarda la collaborazione ha espresso parere favorevole, ma ne riparleremo meglio domattina alle 7.30 quando ripasserà.
Ora ho completato la mia cena e conto di ritirarmi presto mentre in sottofondo ascolto Gaber: io non sono italiano.


Martedì 15.I.19
Questa mattina il fabbro è in ritardo sull'orario fissato: dopo averlo chiamato dopo un po è arrivato.
Ha riflettuto durante la notte ed ora mi parla di Fcfa 100.000 che prontamente diminuisce a Fcfa 75.000, entrambi importi al di sopra delle possibilità di BnD per 10h/settimana.
Capisco perché non era arrivato all'appuntamento fissato per le 7.30: tutti i discorsi della sera precedente non sono serviti a nulla! Sono un bianco e devo pagare: non fa una grinza.
A 100.000 Fcfa sarebbe come dire 2.200 Fcfa/ora e a 75.000 1.666, mentre a 50.000 1.111, che sono tutti importi di un certo rilievo; ribaltati sul mese vorrebbero dire virtualmente 450.000=circa € 680, 337.500=più di € 500 e 225.000=circa € 340: chi li guadagna da queste parti questi soldi?
Sembrava fatta ieri sera, ma qualcosa mi aveva indotto alla verifica, ed ecco il risultato.
Più tardi ho chiamato il proprietario dell'immobile per informarlo di quanto avevo fatto ieri per lui; fortunatamente nel frattempo era stato chiamato da Sama.
Parlando del fabbro gli ho spiegato la situazione venutasi a creare e si è subito trovato in accordo con la mia linea tanto da dirmi che sarebbe andato lui a parlargli personalmente.
Verso le 11.30 è arrivato Thomas accompagnato da Nicola e Giorgio, giusto in tempo per scaricare la valigia ed apprestarsi al primo pasto a Garage Italia.
Sono giorni che sto cercando il dossier contenente tutti i dati degli allievi; non trovandolo avevo pensato che potesse averlo ritirato Jean Raymond per il discorso delle visite mediche.
Al telefono mi dice che lui non ce l'ha: ma dove diavolo potrà essere finito?
Continuo a guardare ovunque sino a che mi viene da spostare del materiale della formazione in arte appoggiato fra i P.C.: sedimentato ad un certo livello di profondità ho rintraccio presto e contestualmente ho lanciato qualche anatema al guardiano il quale, quando fa le pulizie, sposta tutto senza rimettere nulla al suo posto e qualche giorno fa è toccato al dossier da me lasciato sul tavolo a subire questa sorte.
All'arrivo di Jean Raymond si parla di vari argomenti, compreso quello relativo alla vendita di auto e moto. Mi faccio indicare dei siti gratuiti dove eventualmente inserire un annuncio e mi faccio altresì spiegare come regolamentare la vendita se dovesse avvenire attraverso una segnalazione da parte di qualcuno:la regola è che si riconosce un valore pari al 10% del valore.
Esamino documenti riguardanti visite mediche di Josè e Thomas, ragazzi che presentano malesseri di vario genere.
Dai referti apprendo che è tutto a posto, però il primo continua ad accusare vari sintomi!
Quando è l'ora accompagno Thomas a casa: non sbaglio niente ma non trovo la stradina laterale per cui arrivo fino in fondo allo stradone rosso e poi torno indietro mentre chiamo Bea. Quando arrivo al goudron capisco che devo tornare da dove sono arrivato e mentre manovro qualcuno mi saluta: è il fabbro che casualmente si trova li con la sua mobilette.
Eseguita la manovra sullo stretto mi rimetto a cercare con il contatto telefonico di Bea quando vengo affiancato dal fabbro il quale mi dice qualcosa che non capisco per cui rispondo dicendo che sto cercando una via laterale; solo allora lui ripete ed io capisco: gli vanno bene i 50.000Fcfa!
Potente deve essere stato l'intervento del proprietario dell'immobile nei suoi confronti, comunque gli dico che sarei passato da lui appena possibile.
Arrivati nella corte di Bea vedo che i lavori nella maisonette sono finiti, ma l'intonaco fresco sta rilasciando umidità e odore per cui non è praticabile subito.
Bea si offre di far dormire Thomas a casa sua ed è per questo che entro nella sua dimora, per rendermi conto di come sarebbe possibile: alla fine lui cucinerà sul fornello di Bea per la sera e domani verrà a Garage Italia con la bici.
Comincio a sganciare un po' di quattrini affidatami da Nicola per pagare affitto e il cibo settimanale della sera mettendoli nelle mani di Bea: domani quando verrà per l'alfabetizzazione le spiegherò tutto meglio.
Da li al Buon Samaritano il passo è breve: ho bisogno di poche cose fra le quali l'acqua, ma la Sahel che è ancora in offerta speciale c'è solo nelle bottigliette così sono costretto a prendere la Lafi a 2.400 x 6 bottiglie=0,40 €/l, come in Italia!
A casa preparo la rimanenza del filetto di maiale predisponendo tanta cipolla e aglio in padella e poi, al momento giusto, aggiungendo un goccio d'acqua.
Affiancato ad insalata verde con carote ne è venuta fuori una cena mica male.


Mercoledì 16.I.19
Oggi i ragazzi sembrano tutti vestiti nel modo giusto; quando passo fra di loro do il mio buongiorno senza udire risposta. Allora lo urlo e questa volta la risposta arriva: forte e chiara.
Il carrozziere c'è, Bea c'è, il lavoro procede su tutti i fronti.
Trascorro del tempo un po' qua ed un po' là in modo da dare dei suggerimenti; poi me ne sto in aula ad ascoltare gli allievi che lavorano con Bea.
E' pur vero che sembra Mission Impossible, ma è anche vero che bisognerebbe entrare maggiormente nei loro meccanismi. Cerco di non intervenire, ma per un ragazzo che si era impappinato sul futuro di un verbo e non riusciva a schiodarsi vado a verificare sul suo quaderno e vedo che il futuro lo aveva scritto bene, magari copiandolo dalla lavagna. Allora mi rivolgo a lui dicendogli proprio questo: se lo ha scritto vuol dire che poi non lo hai più guardato: portati a casa il quaderno e riguardalo perché non sei qui per fare la figura del testone, bensì per apprendere.
Nel momento dell'intervallo pranzo arriva Regma in compagnia di altri due ed io penso che sia per parlare con i ragazzi; invece è un intervento con una capetta super tonda dalla faccia sorridente che parlerà di fumo, droga e altro: la riunione plenaria inizia alle ore 13 e viene parlata in lingua Moorè, ciononostante mi trattengo per osservare l'atteggiamento dei ragazzi. Ogni volta che è richiesto il confronto il primo a voler rispondere è Hervé che si alza molto educatamente e si esprime. Allora faccio in modo che chiunque vorrà parlare si alzi e tiri fuori la voce, ma anche che chi se ne sta seduto non se ne stia stravaccato come fosse fra amici un tantino bevuti. Sono bastati pochi tocchi e le cose sono migliorate; spesso i ragazzi ruotavano il capo per capire se li stessi osservando ed io proprio quello stavo facendo.
Alla fine ho ringraziato per l'intervento dicendo che non avevo capito nulla, ma avevo intuito gli argomenti: ho invitato la capetta ad effettuare un feed-back fra qualche tempo per rendersi conto di quanto possa essere stato recepito e trattenuto dagli allievi.
A seguire ho convocato Bea per fargli vedere i fogli excel che avevo predisposto per la gestione economica di Thomas che è sponsorizzato da Amici per l'Africa, associazione pisana; ottenuto il suo assenso glieli ho trasferiti con una certa difficoltà a causa di un antivirus scaduto che impediva le operazioni.
In giornata avevo preso contatto con il motard che aveva accompagnato qui un amico interessato ad Africa Twin per sentire eventuali novità.
Il prezzo sarebbe troppo elevato, mi ha detto, secondo lui dovrebbe essere di Fcfa 1.500.000= circa € 2.300. Mi sembra un prezzo stracciato rispetto alle informazioni avute da Antonio, colui che l'ha cavalcata sino a qui dopo averci speso € 1.500 fra tagliando e ricambi.
Ho informato Luca e Bruna proponendo un prezzo di Fcfa 1.700.000=circa € 2.600, un prezzo lontano dai 3.500/4.000 che mi aveva indicato Antonio come corretto in Italia per quanto questo tipo di moto è ricercata.
Ho altresì voluto informare Luca che chiunque volesse arrivare sin qui con veicoli da donare deve essere avvisato che alla dogana in frontiera va manifestata questa volontà; in caso contrario ci sono delle penali da pagare che, aggiunte alle varie tasse e problematiche di vendita, forse non rendono per niente interessante questa formula.
Provocatoriamente ho espresso questa idea: per gli avventurosi che volessero attraversare i deserti per arrivare qui e lasciare il veicolo: contrordine.
Il veicolo si vende in Italia e dal controvalore si estrapola il prezzo di un biglietto aereo A/R; una volta qui o con la Frontera o con un pullmino a noleggio si portano gli avventurosi a visitare i progetti realizzati con il risultato che forse qualche centinaio di euro resteranno a disposizione di BnD/progetto G.I. o altri progetti, ma senza troppe scocciature.
Durante il pomeriggio ho accusato il caldo e mi sono ritirato per un po' nella camera con A/C.
A quest'ora (18.12) è sceso il buio e mi è passata del tutto la poca voglia che avevo di uscire per acquistare del pane fresco: mi arrangerò!


Giovedì 17.I.19
Nella vita, sentivo dire dai miei, bisogna sapersi accontentare.
Solo applicando questo teorema oggi ho potuto provare due soddisfazioni, mica una!
Alle 8.30 riunione programmata con formatori ed educatori, fra questi presente solo Regma arrivato in ritardo (Jean Raymond sostiene di non aver ricevuto il messaggio di Roland).
Anche il regolamento prevede una riunione trimestrale, ma in questo caso è stata indetta per chiarire varie situazioni delle quali mi sono accorto semplicemente per essere stato presente.
Ho introdotto lasciando poi a Roland, anche se mi sono reso conto presto dei suoi limiti in materia: speriamo bene per quando non ci sarò! Lo marcherò più da vicino d'ora in avanti.
Ho preso nota delle necessità emerse ed ho proposto che il regolamento, oltre a prevedere sanzioni per gli allievi, proponga anche premi periodici per i meritevoli attraverso l'acquisizione di punti in funzione dell'osservanza di certi parametri inclusi quelli del miglioramento nelle varie materie: ne parleranno fra di loro gli educatori.
Quando sono uscito per la spesa cominciava già ad essere molto caldo; al mercato mi sono servito da due diverse persone e mi sembra di essere stato trattato bene.
Quando sono uscito ho trovato davanti al suo bugigattolo da ciabattino il ghanese con il quale conversavo in inglese tre anni fa: sono stato contento di essere stato riconosciuto e di aver ripreso il dialogo.
Mi sono informato circa il sarto che stava lì appresso, ma mi ha confermato che non c'è più.
Io ne ho bisogno per far confezionare l'abbigliamento da lavoro sia di Thomas che di Hervè: ho deciso di abbandonare il modello salopette per passare ad un pantalone verde con elastico in vita e tasche rosse applicate + t-shirt sul rosso, magari con del bianco o giallo al suo interno.
Basta problemi con i bottoni e le tiracche.
Mi sono deciso a fermarmi da Fati presso il distributore di benzina sul goudron, la persona che avevo conosciuto tre anni fa e che aveva fatto lavori sia per Gabriella, Jessica e per me.
Passando avevo sempre guardato alla ricerca del suo motorino, ma non l'avevo mai visto.
Oggi sono entrato deciso nell'atelier e inizialmente ho visto tutta gente diversa, ma il ragazzo che aveva lavorato per me c'era e mi ha subito riconosciuto. Ho chiesto di madame e allora mi ha accompagnato alla porta accanto: l'attività si è ingrandita e Fati mi ha subito salutato molto cordialmente; ci siamo messi a parlare simpaticamente e sono stato contento quando ho scoperto che si ricordava perfettamente il mio nome. Mi ha chiesto anche di Gabriella e poi le ho posto il quesito: puoi fare i pantaloni per gli allievi e a quale prezzo? Avevo portato un campione di stoffa e le ho fatto vedere in foto come devono essere le tasche; alla fine mi ha fatto il prezzo di Fcfa 5.000 per ogni pantalone e mi è sembrato accettabile senza dovermi troppo arrovellare, vista sia l'esperienza di allora che quanto era emerso da un interessamento di Bea con un sarto che ha utilizzato recentemente (la ragazza, meglio, la donna, è veramente incapace di una visione a 360° anche su un piccolo argomento).
Al rientro è arrivato Jean Raymond interessato ad un aggiornamento circa la riunione e così ho anche concordato per domani la partenza alle ore 7.30 per Nangreongo dove si tiene un festeggiamento tradizionale che quest'anno è stato anticipato per consentire a Bruna di parteciparvi.
Il pomeriggio è stato particolarmente duro per me a causa della temperatura (oggi 37/18), pertanto mi sono ritirato in camera con A/C a 25°, tanto per respirare!
Quando le attività sono terminate è saltata la corrente: al proposito la prima risposta di Amadou è che tutto il quartiere è senza luce e che prima o poi verrà.
Ho incontrato Désiré praticamente al buio: non era venuto per me ma per riprendere la piccola, così io l'ho invitato ad entrare per parlare del progetto che mi aveva lasciato in visione e per continuare ad ammorbidirlo semplicemente occupandomi della sua problematica.
Con me è sempre cordiale e mi ha ripetuto che vuol farmi vedere la sua casa ed anche il terreno sul quale potrebbe realizzarsi un grande progetto di allevamento sia di montoni da carne che di mucche da latte, nonché galline da uova: una roba da € 100.000, mica una bazzecola. Però non ha i quattrini e cerca soluzioni alternative: intanto un po' di montoni già razzolano su quel terreno, ma senza ancora aver realizzato alcuna infrastruttura.
Questa sera, quando ci siamo lasciati, la bimba mia ha detto “ciao” con quella sua vocina impercettibile.
Senza elettricità = no luce, no p.c., no A/C, no ventilatori in una casa diventata rovente per la sua capacità di accumulare calore senza cederlo: ma è mai possibile?
Avevo preso appuntamento per le ore 20 con il fabbro e quindi ho prima dialogato con Luca il quale ultimamente era propenso a rinunciare al corso di saldatura metallica in mancanza di un bianco in pianta stabile.
Aver trovato la soluzione dopo appena un mese di permanenza qui semplicemente avendo potuto contare sulle mie personali conoscenze quando i burkinabé non c'erano riusciti in più tempo mi era sembrato un risultato da non lasciare nel cassetto sino al mese di luglio quando Bruna tornerà: allora Luca ha dato il via libera.
Dopo l'incontro durante il quale mi sono soffermato sia sulla modifica da effettuare alla struttura esterna che sulla attività da iniziare il prima possibile anche in carenza dell'amperaggio necessario svolgendo attività teoriche e disegno di carpenteria metallica, avendo trovato l'assenso su tutto, ho informato sia Luca il Presidente che l'ingegnere Cristian il quale ha dato subito il suo assenso sulla base del disegno da me predisposto e dei chiarimenti forniti.
Nel frattempo, avendo fatto notare che oltre il muro la luce c'era, l'ineffabile guardiano ha controllato il contatore rendendosi conto che bastava ruotare un comando: improvvisamente la luce è tornata a illuminare la sera anche dentro G.I..
Ecco raccontato come rimanere contenti di se stessi e della propria vita anche in una giornata particolarmente faticosa: basta sapersi accontentare!


Venerdì 18.I.19
Notte con A/C: passata bene!
Alle 7.30 Jean Raymond è puntuale così partiamo a bordo della Scenic: classica visibilità da caldo & inquinamento, l'aria condizionata sembra non funzionare e ciò mi induce ad aprire il finestrino, con tutto ciò che l'operazione comporta.
Dopo un avvio problematico che avviene al raggiungimento dei 1.500 giri motore, fuori Ouaga Scenic sembra respirare aria migliore e, se non sto attento, mi trovo lanciato a 80 km/h di tachimetro come se niente fosse, ma con quell'avantreno che si trova ed i pneumatici quasi a grip zero meglio non rischiare.
Siamo così arrivati a Nagreongo poco dopo le 9 quando i bimbi, tutti vestiti secondo tradizione, erano già appostati a terra al riparo dal sole sotto i rami di due Neem che in questo periodo rilascia un profumo intenso attraverso la sua fioritura: è un odore che ricorda il tiglio.
Di genitori partecipanti alla festa tradizionale veramente pochini; una maestra che mi sembrava addobbata come una hippy in realtà, essendo di etnia Bissà, era semplicemente vestita e truccata secondo i dettami della sua appartenenza.
I bimbi sono stati bravissimi nella loro performance e successivamente, mentre si teneva una assemblea genitori docenti, sono stato un po' in mezzo a loro proponendo le mie solite scempiaggini che tanto successo continuano ad ottenere in questi ambienti: presa dei polsi con sollevamento, presa dei polsi con sollevamento e semirotazione, movimenti thai chi con le dita fino a toccare il naso o la pancia di chi mi sta di fronte suscitando grande ilarità in tutti.
C'è poco da fare: questo è il mio pubblico ideale, quello con il quale si entra subito in sintonia, quello per il quale qualsiasi azione proponi viene sempre gradita con richiesta di bis e tris!
Dopo aver assaggiato il piatto tradizionale chiamato Banga (almeno questo è il suono, ma forse si scrive diversamente) consistente in un mix gradevole di riso+cus cus+fagioli preparato per il festeggiamento, a mezzogiorno ho iniziato il rientro: questa volta l'aria si vede che era diventata troppo calda ed indigesta perciò Scenic mi ha fatto penare per tutto il percorso rendomelo una sofferenza.
Alle 13.30 sono arrivato per sbarcare direttamente in doccia: mai una azione tanto banale è stata tanto gradita come è accaduto a me in questa circostanza.
Poi mi sono infilato in camera per potermi rinfrescare con A/C quando è arrivata la telefonata di Roland per informarmi che non avrebbe potuto essere al Garage per formare in informatica i ragazzi.
Allora mi sono deciso: ne ho convocato sei in aula e ho svolto una lezioncina che è stata un mix fra il didattico, l'educativo ed il divertimento.
Ho chiesto che venissero scritti alla lavagna i numeri da 1 a 10, poi che venissero scritti in lingua Mooré, ma nessuno sapeva farlo. Ho così scoperto che il Mooré lo parlano come prima lingua ma non sanno scrivere nemmeno quello.
A fianco ho chiesto di scrivere i numeri in francese e ancora a fianco li ho scritti io in italiano chiedendo di leggerli. Li ho aiutati facendo vedere come tenere la lingua sul palato e come far uscire le doppie, il tutto con mimica e gesticolazioni che rendevano la faccenda leggera, un divertissement.
Infatti così è stato: due ore di attenzione e di mani alzate per chiedere di intervenire con un sottofondo di risate.
Ultimo atto: copiare sul proprio quaderno, quindi mio controllo con apposizione di OK e firma.
Una piccola cosa iniziata quasi per dovere e finita con soddisfazione: la prossima volta tratterò i giorni della settimana.
I ragazzi sono usciti dal salone con i miei complimenti giusto in tempo per predisporsi al rientro a casa.
Nel frattempo è arrivata Bruna dopo che il Neurologo che ha in cura Martin le ha dato buca: si è molto scusato, ma impegni che andavano oltre il proprio volere lo avevano portato altrove.
Ho capito: ci dovrò andare io prossimamente.
Cena in famiglia a base di bruschette con Avocado+aglio olio sale e pomodoro: fantastiche!
Inoltre insalata verde e pomodoro.


Sabato 19.I.19
La giornata inizia nel segno dell'onomastico di mio fratello; è pur vero che non lo festeggia, ma è già la settantunesima volta che succede ed il montante comincia ad essere pesante.
Prima operazione della giornata: la forzatura del mobile rosso su ruote nel magazzino di Moustapha causa “perdita” delle chiavi: ma dove mai saranno finite? Al mio arrivo ho ritrovato l'elenco predisposto tre anni fa, ma in questi tre anni sono passati in molti a disperdere le mie tracce.
Infatti ora non ne vorrei lasciare, o meglio, capisco che sto rimettendo in un certo ordine, il mio, tutti i tasselli, ma alla fine lascerò nelle mani di ciascuno il suo, e poi sarà quel che sarà.
A dimostrazione che se non sei del mestiere l'operazione diventa complicata, ci è voluto un po' di tempo a raggiungere il risultato: come ricordavo, all'interno si trovano attrezzature stupende, molte delle quali inutili a Garage Italia, come i tester per ciclomotori Garelli e Peugeot o gli utensili giganti destinati ad auto e/o camion.
Alle 8.30 incontro congiunto con Bruna, Roland, Bea e Jean Raymond per tirare le fila di quanto concordato nella giornata di giovedì.
Nel mentre arriva le vieux che ha accompagnato Martin per la sua rituale e lunga non stop davanti ad un monitor intento a vedere film abbastanza violenti:oramai molti di quelli che vede hanno queste caratteristiche.
La riunione si conclude abbastanza velocemente in quanto i punti erano già stati lavorati a dovere; dopo si tratta di assistere Bruna non certo nella composizione del suo bagaglio quanto nel passaggio di incarichi e quattrini, oltre alla composizione del M.I.B. per il mese di gennaio che, oltre alla routine, include voci nuove per la maggior parte inerenti all'acquisto dei materiali per il nuovo corso di Souder métallaux.
Ciò è stato possibile dopo aver rintracciato il preventivo per acquisto materiali stilato dal primo dei candidati alla posizione di formatore nel settore, candidato con il quale non era stato possibile trovare un accordo sul piano economico compatibile con il budget BnD.
Dopo il pranzo al quale abbiamo invitato anche Bea è iniziato il via vai delle persone che sono venute a salutare Bruna, tutte con qualche presente da consegnare.
A un certo punto è arrivata la famiglia di Prosper Sama al completo a bordo di due Toyota, la Avensis che conoscevo ed una Yaris; quando se ne sono andati questa è stata condotta da Genevieve la quale mi aveva detto di avere la licenza ma non l'esperienza.
Ha avuto una partenza un po' incerta, ma comunque ho pensato che ha dimostrato coraggio.
Prosper è rimasto per esaminare varie problematiche, compresa una dell'ultima ora rappresentata da una lettera di “doleance” scritta da Amadou ed indirizzata al Presidente BnD consegnata nelle mani di Bruna.
Nel frattempo ho velocemente preso in esame i documenti delle due auto e così ho potuto segnalare a Sama che alla Renault ad aprile scade l'importazione temporanea, mentre la Opel è già fuori copertura assicurativa.
Tutto ciò mi ha portato a decidere di tenere in uso Renault che è coperta da assicurazione sino alla mia partenza, mentre Opel resterà ferma fino alla conclusione della pratica sperando che tutto si sistemi prima di lasciare in modo da portarmi appresso i libretti di circolazione e le targhe sia della Opel che di Honda per effettuare la loro radiazione dal Pubblico Registro italico.
Nel frattempo vedrò se riuscirò a trovare un compratore per Renault nello stato di fatto in cui si trova.
A questo punto Amadou mi ha consegnato la fotocopia del contratto di locazione ottenuto da Désiré affinché io possa esaminarlo; noto subito che manca una pagina contenete due articoli dell'accordo, ma immediatamente mi rendo conto che il comportamento di Désiré è stato il normale comportamento di un proprietario che ha un contratto in scadenza fra pochi mese e non gradisce che l'inquilino, senza informarlo, inizi attività nuove e non previste nei suoi locali.
Dopo l'arrivo di Kaka, quando il buio era già calato da un pezzo, ho riaccompagnato a casa Martin che, quando è qui, apparentemente è tranquillo, ma appena è fuori di qui continua a chiamare Bea con mille richieste; Bruna ed io abbiamo pensato la stessa cosa nello stesso momento: forse non era il caso di regalargli il telefono!
Prima di andarcene al ristorane nei pressi dell'aeroporto ho ricevuto un messaggio dagli amici di Prato che mi ha commosso.
Loro si trovano attualmente in Sri Lanka, ma al rientro Cesare compirà 80 anni e pensano a qualche celebrazione per la quale hanno deciso di segnalare al loro cerchio di amici e parenti di non effettuare regali bensì una donazione a BnD.
Quando poi si era al ristorante ho invece ricevuto alcune notifiche relative a persone amiche che hanno partecipato alla raccolta fondi da me lanciata tramite FB; le parole scritte nella condivisione del mio post hanno contribuito a farmi venire un groppetto in gola: si sa che gli anziani sono vulnerabili da questo punto di vista, ed io da tempo “soffro” di commozioni motivate.
Come da accordi alle ore 23 ci siamo alzati e, giunti all'uscita, è venuto il momento del saluto: come in un film o in un romanzo, le ultime parole di Bruma rivolte a me sono state inerenti al non sottovalutare la spedizione a Cuba che lei effettuerà e per la quale aveva detto: perché non vieni anche tu?
Sama poi l'ha accompagnata riuscendo ad ottenere di assisterla laddove normalmente qui a Ouagadougou è vietato: all'interno dell'aviostazione.
Ma questo l'ho saputo dopo .
Mentre si stava rientrando Bea ha ricevuto una chiamata da JRaymond che informava di essere in panne lungo la strada. Quando l'ho individuato ho deciso di far salire il suo ciclomotore su Renault.
Mentre si viaggiava verso G.I. ho ricordato a JR: ricordi quando mi avevi chiesto il motivo per cui non avevo rimontato ancora i sedili posteriori? Ecco: era per soccorrerti adesso!
Dopo aver lasciato Bea alla sua magione siamo arrivati a destinazione: JR ha avuto il coraggio di chiamare Moustapha per chiedergli di venire a riparargli il motorino.
Sono stato contento che Moustapha non abbia risposto!
JR se ne è andato a piedi ed io ho informato di questa cosa Bruna così lei ha avuto modo di dirmi di essere stata aiutata con i tre bagagli da Sama.


Domenica 20.I.19
Anche se ieri sera al ristorante ci sarebbe quasi voluto qualcosa in più addosso, quando sono arrivato ho provato ad aprire la finestra nell'intento di dormire così, ma non è stato possibile e pertanto me la sono passata con Aircon.
Oggi giornata dedicata al riposo: il museo nazionale è pure chiuso e quindi l'idea di andare a vedere la collettiva partecipata da Abass decade subito.
JR si è preoccupato di informarsi della mia presenza dopo aver già messo in movimento Moustapha, però io ho concordato con Roland una visita al Cyber e quindi blocco Amadou sino all'arrivo del capo meccanico e mi involo.
Le novità sono rappresentate dall'avanzamento dei lavori nel locale destinato ai corsi di formazione e alla riparazione di p.c.: avevo capito ieri che si era formata aria pesante su questo progetto per il quale BnD ha incaricato come responsabile un francese.
Costui però non è stato mai qui per tutto il periodo in cui si sono svolti gli allestimenti e solo nei giorni scorsi si è fatto vedere, li ha criticati aspramente senza proporre soluzioni migliorative e mettendo il nostro coordinatore Roland in uno stato d'ansia.
Effettuata la visita con ripresa di qualche foto vedrò di elaborare un rapporto da far arrivare a chi di dovere.
Al mio rientro ho trovato Mustapha all'opera: c'è bisogno di un ricambio e JR mi chiede di anticipare un Fcfa 5.000 per acquistarlo e pagare l'intervento.
Nei giorni scorsi ho avuto modo di confidare a Bruna come questo Psicologo, a mio avviso, fosse senza il becco di un quattrino, ma lei mi aveva detto che era solo uno che si lamenta di non avere soldi che invece ci dovrebbero essere visto che la moglie è oculista e porterà a casa un cospicuo contributo; fatto sta che questa richiesta del tutto inattesa mi ha portato a pensare di aver visto giusto.
Poi me ne sono andato a fare un giro al mercato e al ritorno il lavoro è terminato: tutti fuori, ora posso chiudere il “fortino”.
Termino un riordino dello spazio cucina, invio un messaggio vocale Wapp a mio figlio e poi mi metto a preparare le verdure acquistate: ho deciso per un “minestrone” e una frittata con le cipolline a foglia lunga .
Nel mentre mi sono messo all'ascolto de Il Signor G., spettacolo di Gaber che avevo visto dal vivo al Lirico di Milano in un'epoca assai lontana: quanto era avanti sui tempi allora, e forse quanto non fu capito.
Ci sono passaggi nelle sue interpretazioni in cui era già dentro all'oggi, oggi che, buon per lui, gli è stato evitato “partecipare” a vivere da una morte prematura.
Nel pomeriggio Amadou mi avvicina con discorsi un po' confusi, ma io non ho voglia di muovermi da qui per accompagnarlo a visitare un allevamento di polli sin tanto che lui non ha preso una decisione per il suo futuro.
A seguire arriva una chiamata telefonica da parte di Achille: si parla del nuovo intervento per il forage che avverrà a Sud West rispetto al precedente. Io gli anticipo le mie intenzioni circa Rosalie, ma ne riparleremo ai primi di febbraio quando si saranno tirate le somme.

Fra qualche scambio messanger (Bruna è arrivata assieme ai suoi bagagli) e sms (Bea) la giornata è praticamente andata.



mercoledì 23 gennaio 2019

Ultimi posti per tagliare il traguardo tutti insieme



Ciao amico in FaceBook e anche non,
la raccolta fondi nella quale mi sono impegnato qui in Burkina Faso a favore di gente ultima fra gli ultimi sta volgendo al termine.

Mancano pochi giorni alla sua conclusione prevista per fine mese; per questo motivo vinco il mio pudore e rompo gli indugi per metterti al corrente che a breve compirò ancora per una volta gli anni.
Se fossi a casa riceverei qualche telefonata, forse qualche presente, oppure organizzerei qualcosa per festeggiare o sarei invitato da qualcuno per brindare, ma trovandomi lontano ancora per un po' ho pensato di farti partecipare ad un gioco.
Tu mi inviti ad un brindisi virtuale che io accetterò altrettanto virtualmente, ma ancora prima di ordinare io invece ti chiedo di destinare quell'importo anziché ad una bevuta alla raccolta fondi finalizzata ad un'azione umanitaria in Burkina Faso della quale ho già detto in un precedente post del 09.01.19.

Scusa se sono stato un po' sfacciato nell'esporti il contenuto della presente, ma la causa lo giustifica.





Un caro saluto e a presto!  

P.S.:
Alcune persone mi hanno contattato per effettuare una donazione evitando FaceBook; ecco di seguito come fare:
entrare nel sito di Bambini nel Deserto www.bambinineldeserto.org cliccare Sostieni e da li procedere attraverso l'utilizzo dell'IBAN oppure tramite PayPal.

Importante: inserire la causale ABASMEI Burkina Faso

Chi volesse invece operare dalla propria banca può bonificare Bambini nel Deserto ONG & ONLUS via Casoli 45 41123 Modena al seguente IBAN: IT 24 G 01030 1290000000 1500048

Quando mi sono soffermato sul nome dell'associazione che mi sono ripromesso di aiutare mi sono reso conto di cosa volesse dire fornire assistenza ai malati mentali “erranti”= abbandonati a se stessi, ed “isolati”= tenuti segregati e incatenati.
Infatti ABASMEI significa Associazione Burkinabé per l'Assistenza e per seguire la Salute dei Malati Mentali Erranti e Isolati: opera dalla fine del 2011 con poche persone e quasi zero mezzi propri.



lunedì 21 gennaio 2019

Quinta settimana in Burkina Faso



Lunedì 07.I.19
Giornata convulsa: Bruna se ne è andata a Nagreongo con Frontera ed io ho continuato a girare come una trottola con Megane Scenic per accompagnare Fulvio alla cava di Pissy, poi Roland con il carico di P.C. al Cyber, dopo la ripresa di Fulvio a Pissy e quindi ancora Cyber per foto ufficiali. Fra un passaggio e l'altro ho incrociato la visita di un motard con un amico interessato ad Africa Twin: sarebbe un miracolo se ne sortisse qualcosa di concreto, ma dubito.



Martedì 08.I.19
Abass, l'artista, mi ha voluto sorprendere: si è presentato con un nuovo lavoro in sostituzione di quello non andato a buon fine.
Questo ragazzo ha una sua dignità e modi garbati che mi toccano il cuore, così come la malattia della quale soffre, ma ha anche difficoltà a capire le cose che gli vengono comunicate.
Per me la cosa era chiusa la volta scorsa, però lui voleva che io rimanessi contento del suo lavoro e si è applicato per la terza volta; purtroppo al controllo delle misure una delle tre è risultata abbondante.
Non ha fatto una piega: ha portato con se il manufatto per le opportune rettifiche da far effettuare a carico di chi lo aveva assemblato.
Quando è tornato mi ha chiesto il saldo pattuito: io credevo di averglielo già dato e quindi sono rimasto inizialmente sorpreso, ma poi mi sono reso conto che la ragione era dalla sua ed ho provveduto.
Avendo visto in giro tutti gli scatoloni che avevo tolto dal magazzino per esaminarne i contenuti egli pensava che fossi sul piede di partenza; quando l'ho rassicurato mi ha fatto capire che prima della mia partenza vorrebbe farmi un cadeau!
Cosa vuoi dirgli a uno così? Vorrei solo che la salute potesse stabilizzarsi e che la sua mente potesse snebbiarsi.
Nel pomeriggio  incontro con Marcel, Presidente ADJUS.
A questo punto credo di aver capito: Marcel, che è uno che le cose le intuisce, per evitare le mie forti perplessità già manifestate ha sdoppiato i contenuti creando un progetto al di la da venire incentrato sulla migrazione e, a latere, un corso di formazione per incentivare all'imprenditoria chi non dispone di capitali. 
Ora le cose sono più chiare!
Ha insistito per la mia partecipazione come formatore: a me va bene dargli una mano, so quanto sia importante la presenza di un bianco in queste occasioni e ora che l'indirizzo è meglio definito penso che qualcosa per lui farò.




Mercoledì 09.I.19
Inaspettatamente ho ricevuto una visita di cortesia dal falegname con il quale avevo fatto dei lavori tre anni fa e che non avevo mai visto ogni volta che sono passato davanti al suo atelier.
Mi ha detto che è stato due mesi per lavoro a Banfora, ma la moglie lo aveva informato della mia presenza: lui è la persona che prima di lasciare mi aveva donato una maglietta del partito che aveva vinto le elezioni politiche e che io gli avevo chiesto.
Quel partito sembrava dovesse essere in grado di risollevare le condizioni del paese, invece le cose sono andate peggiorando: qualcuno sussurra che il terrorismo sia pilotato dai francesi che né vogliono perdere la presa sul paese né vogliono che esso lasci il Franco cfa.
So che il Presidente B.F. si è rivolto ai russi per avere supporto in termini di formazione militare: questa mi sembra una nuova tendenza!
In serata sul tardi Inoussa si presenta con fare angelico: ma io l'avevo atteso tutto il giorno per accelerare i lavori del MAU e quindi l'ho liquidato redarguendolo.
Con le persone con le quali sono in contatto questo comportamento è quasi una costante: ciò dipende da una miriadi di motivi.
Quando fai presente la mancanza alla parola data le giustificazioni si sprecano in un “parceque”, “parceque”, “parceque” che a me risulta insopportabile dopo un po' di volte che sento il ritornello.
Io qui posso fare qualcosa, ma non posso fare tutto: la vita appartiene a loro e se non capiscono che potrebbe valere la pena apprendere qualcosa dal vieux, pazienza!
Personalmente la mia l'ho vissuta e la sto vivendo diversamente, soprattutto perché mi è capitato di nascere altrove.
A questo proposito sono curioso di conoscere le persone che parteciperanno al corso di formazione per giovani imprenditori organizzato da Marcel Presidente ADJUS: dovrebbe trattarsi di materia prima impastata con una farina più raffinata.



Giovedì 10.I.19
Oggi gli allievi sono tutti presenti ed anche arrivati tutti in orario!
Con l'attività di Souder plastique si pone il problema di far indossare ai ragazzi guanti e mascherine.
Ma qui nessuno sa dirmi dove andare a comprare guanti e mascherine!
Nel frattempo vengo a scoprire che dei 12 allievi presenti questa mattina ce ne sono solo 10 in attività; risposta di Moustapha da me interpellato: due sono usciti senza autorizzazione.
Appena tornano subito da me, please.
Tempo di buttare giù qualcosa preparato in precedenza ed ecco arrivare verso le 14 i due: si tratta dei più grandi, due tipi che avevo già individuato come “abulici”.
Alla mia richiesta di spiegazione non hanno saputo aprire bocca; hanno solo assentito quando ho espresso loro il mio punto di vista sull'accaduto e ho enfatizzato sulla responsabilità che qui tutti gli adulti si prendono nei loro confronti.
Quindi ho esaminato dei guanti da lavoro fatti arrivare dal formatore: sono di un'unica misura adatta a me, ma non ai piccoletti.
Per ultimo: altra bufala da parte di Inoussa relativamente al MAU.
Ora basta: non mi interesserò più della faccenda con tanta dedizione.



Venerdì, 11.I.19
Attività di routine fino a metà mattinata quando intercetto il Souder plastique e vengo a sapere che i guanti ancora sul tavolo costano Fcfa 7.500 al paio: fossero almeno della misura giusta!
Stavo per uscire per un itinerario di acquisti, ma cambio subito il programma.
LO Psicologo si offre di accompagnarmi ed io accetto; vagamente pensavo che in downtown potesse esserci uno "store" tutto dedicato all'anti-infortunistica/indumenti da lavoro, ma era solo una mia fantasia.
Lungo la strada iniziamo a fermarci in varie “quincallierie” dove comincio a capire che la taglia disponibile è unica e grande, ma insisto sino al quarto stop per farmi un'idea.
Alla fine acquisto quattro paia taglia unica/grande a Fcfa 1.000 l'una, per metà in pelle e per metà in tessuto: almeno sono economici.
Al rientro lascio lo Psicologo per fare almeno una parte del mio tour: durante il percorso effettuato assieme abbiamo parlato di vari argomenti a partire dal suo interesse per l'acquisto della vettura, dei problemi del paese, di Blaise e T.Sankhara, delle visite mediche alle quali abbiamo deciso di sottoporre gli allievi etc. etc..
Pensavo di non trovarlo al mio rientro per acquisti ed invece è ancora lì.
Nel frattempo Bea si era dedicata al lavaggio dei miei indumenti ed alla pulizia della casa; oramai era l'ora del pranzo e l'ho invitata ad acquistare qualcosa per entrambi da consumare insieme, senza pensare che lo Psicologo sarebbe rimasto ad attendere l'arrivo di Bruna: in questo caso avrei invitato anche lui, invece alla fine gli ho passato solo due carote, come da sua richiesta.
In realtà Bruna ha tardato un po' rispetto al solito sicché lo Psicologo se ne è andato pochi minuti prima che lei arrivasse, seguita in coda da Sama che l'aveva intercettata, ma lei non se ne era accorta.
Dato che per lei oramai si tratta degli ultimi giorni è particolarmente sovraccarica di cose da fare e la stanchezza accumulata dopo tanti mesi qui comincia ad avere il sopravvento sulle sue energie.
Avevo già preparato una macedonia di frutta ed ho anche cucinato così lei ha continuato sul suo p.c. sino a che non ci siamo messi a tavola.
Si è parlato della mie email: lei capisce il mio stato d'animo, ci è passata mille volte.
Mi racconta che è stato l'incontro con la donna motociclista di qualche mese fa a rincuorarla e a darle forza per continuare a testa bassa in un momento particolarmente difficile.
Io non sono ricorrente in questo paese come lo è lei, quindi non sono comparabili le nostre due posizioni.
Ora capisco anche meglio perché vorrebbe che mi candidassi per un posto nel direttivo alle prossime elezioni + che entrassi a far parte del gruppo della comunicazione, ma io ho altre prospettive per me.
Forse questa potrebbe essere l'ultima missione che compio: forse è proprio il livello dei miei interlocutori che accentua la mia “sofferenza” nel constatare che il mio tempo è usato male da loro e pertanto mi fa sentire inutile, così come vedere che BnD è scarsa/inesistente sul piano organizzativo.
Se non fosse stato per l'incontro con Rosalie per la quale mi sono dato da fare positivamente, cosa ci sarei venuto a fare qui visto che i progetti che avrei dovuto seguire si sono rivelati non ancora del tutto attuabili?
Ho altre cose nella vita che vorrei fare prima di non esserne più capace: la statistica mi dice che non ho tempo da gettare alle ortiche.
Dopo cena abbiamo ancora chiacchierato sino a che non è venuto il momento di ritirarci: lei ha preferito stare con la finestra aperta, ma l'ambiente è stato caldo per tutta la notte.


Sabato, 12.I.19
Ieri avevo pensato di togliermi da qui e recarmi al parco urbano chiamato Bangr-Weoogo sia per camminare, attività della quale mi sono privato per salvaguardare la mia salute, che per respirare all'ombra degli alberi.
Del Parco conoscevo l'esistenza, ma non ci ero mai stato; in compenso avevo letto che enti piemontesi hanno a lungo collaborato per fornire know how.
La mattinata si è messa in un modo tale per cui ho deciso solo nel pomeriggio di muovermi.
Non ho sbagliato nulla, ciononostante ci è voluta oltre un'ora per arrivare a metterci piede. Nello stesso momento il mio strumento di rilevazione indicava oltre 37°!
Staccato il ticket Fcfa 200 mi sono avviato; più mi inoltravo e più coglievo la mancanza di manutenzione, ciononostante è stato piacevole zigzagare all'ombra. Prima di uscire mi sono indirizzato verso la zona dove sono presenti degli animali, ma sono stato bloccato da un richiamo. Infatti questo percorso costa Fcfa 300 inclusa guida e solo dopo aver ottemperato al pagamento ho avuto accesso. Uno dei primi animali incontrati è un bel ippopotamo e mi è venuto spontaneo estrarre la camera per una foto, ma la guida mi ha allora edotto che se avessi voluto fotografare avrei potuto farlo, ma all'uscita avrei dovuto sganciare Fcfa 1.000, importo che non ho ritenuto di regalare per riprendere poveri animali costretti in spazi recintati.
In particolare mi ha impressionato la piccola yena che continuava a muoversi sullo stretto di un percorso sempre uguale: roba da dar fuori di testa!
Alle 18, orario di chiusura, ho lasciato convinto di tornare a casa velocemente. Invece il buio ha giocato contro di me e quindi non ho seguito esattamente la strada dell'andata, ma prima di accorgermene avevo percorso qualche km.
Mi è stato utile google maps: mi ha segnalato che dovevo effettuare un'inversione di marcia sino al punto di svolta, poi mi sono ritrovato. Con il buio il traffico era aumentato e perciò la guida è divenuta più stressante del normale tanto che quando sono arrivato Bruna era sul punto di iniziare a preoccuparsi.
Ha pensato lei a cucinare i miei acquisti di ieri: ne è venuta fuori una cena gustosa arricchita da bruschette ricoperte con un battuto di avocado, pomodoro e aglio&olio.
Altra notte condivisa, ma questa volta con A/C: tutta un'altra cosa, anche se poco dopo le 2 l'ho spenta.



Domenica, 13.I.19
Giornata trascorsa con tempi africani sino a che Bruna è tornata a Nagreongo per l'ultima settimana di questo periodo.
A quel punto mi sono messo in camera con A/C a 27°: mentre mi stendevo per leggere ecco manifestarsi un attacco di vertigine parossistica che mi stava ronzando attorno da alcuni giorni.
A memoria l'ultima volta che ne avevo subito uno che mi aveva costretto a restare fermo è stato giusto un paio d'anni fa nel sud del Senegal.
Per quanto io sappia come gestirlo capirò il suo livello di intensità nelle prossime ore.
Intanto proseguo nella lettura Lost for words inviatomi in formato digitale da Elisabetta e contemporaneamente anche di Il grande marinaio lasciato nelle mie mani da Fulvio.



giovedì 10 gennaio 2019

Inizio 2019 bruciante

Venerdì  04.I.2019 (le  foto si trovano su FaceBook del giorno cinque)

Compleanno di mia figlia, quella vera: Marta! Che la vita ti sia leggera, DNA del mio DNA.

Giornata nella brousse: accompagnati da Achille il trivellatore che su mia richiesta aveva preparato il terreno, ho voluto che visitassimo Soeur Rosalie al Centre A.B.A.S.M.E.I. (Association Burkinabé pour l'Assistance, le Suivi e la Santé des Malades Mentaux Errants et Isolés), associazione della quale è fondatrice e anche l'attuale Presidente.
Qui avevo già parlato dell'altro incontro avvenuto del tutto casualmente per assecondare Achille, chiamato da Rosalie per cercare di risolvere il malfunzionamento del “forage”.
Questa volta per lei avevo preparato un sacco con felpe e t-shirt.
L'accoglienza è stata calorosa ed è avvenuta nel posto dedicato agli incontri, sotto il tetto di paglia che protegge dal sole e fa godere della ventilazione.
Essendo l'ora canonica era stato preparato del cibo, assolutamente in abbondanza, ma non è stato questo a prenderci quanto Rosalie che ha conquistato il cuore di chi fra noi ancora non la conosceva.
Dopo il pranzo, in un clima disteso ho ascoltato una sua intervista rilasciata ad una radio locale e quindi siamo passati a un'intervista filmata da Fulvio per evidenziare l'attività di questa donnina che, per certi versi, mi ricorda la Teresa di Calcutta.
A seguire ho visitato le realizzazioni in corso d'opera con il finanziamento di una organizzazione francese e di una famiglia Burkinabè, entrambi sensibili all'assistenza a questa tipologia di malati, altrimenti ignorati, dimenticati, maltrattati, tenuti in catene o lasciati errare per le strade.
La parte più divertente è stata quando Rosalie mi ha chiesto da quale parte d'Italia io provenissi: quando ho citato la città di Padova, quella di S.Antonio, si è illuminata.
Lei spesso prega questo Santo, ne fa la novena, mi ha chiesto di inviarle un'immagine da mettere nella cappella e, perché no, intitolare a S.Antoine de Padue una futura costruzione della quale l'organizzazione ha bisogno e per la quale i fondi in corso di raccolta potrebbero essere un buon inizio.
Attualmente l'Associazione dispone di 5 Ha di terreno, dei quali solo uno è cintato grazie all'intervento di una organizzazione italiana.
La parcella di terreno recintata è stata resa gentile attraverso la piantumazione di fiori, assolutamente assenti nella brousse: questa parcella è la stessa dove vengono effettuate le coltivazioni orticole e l'allevamento di qualche animale da cortile, oltre a contenere una piccola costruzione e due tende per ospitare le persone.
Sono però in fase di realizzazione 12 camere per le donne da parte di un'organizzazione francese e un centro medico da parte di persone Burkinabé, mentre manca del tutto sia un posto per gli uomini che un locale dove svolgere attività di vario tipo.
Attualmente il centro utilizza le suddette due tende per il riposo notturno delle persone, tende della protezione civile italiana ricevute in dono dall'associazione dei giovani missionari sardi che, per quanto non a vista, sono + o – confinanti.
Al momento del commiato abbiamo ricevuto in dono una grande quantità di zucchine e melanzane colte al volo, oltre ad arachidi e una bella papaia; noi avevamo concordato di lasciare qualche Fcfa e così abbiamo fatto.
Rosalie non si aspettava questa mossa ed è rimasta piacevolmente sorpresa: come avesse ricevuto qualcosa venuto dal cielo per volontà divina!

Più tardi abbiamo proseguito per raggiungere il luogo dove da qualche ora era in corso la trivellazione per realizzare un “forage” a vantaggio di una scuola di un villaggio posto nella stessa area geografica nella quale si trova Rosalie: dopo il goudron ci siamo fatti venire a prendere da una guida a metà percorso della pista.
Giunti in loco la trivella era già arrivata a -35 m. e dall'esame del materiale trivellato i segnali sembravano incoraggianti.
Tutto il villaggio era presente, chi in piedi, chi seduto a terra: trapelava la trepidante attesa dell'acqua che sarebbe stata preannunciata dalla fine delle polveri disperse nell'aria.
Il sole ormai stava lasciando spazio al buio quando la quota raggiunta è arrivata a -55 m.
A quel punto i tecnici hanno preferito sospendere per non stressare troppo l'attrezzatura che era stata riparata giusto prima di questo intervento.
Qualcuno ha provato delusione, ma il responsabile del lavoro ci ha detto che le aspettative erano ancora tutte buone.
Con l'aiuto di un'altra guida locale ho condotto nel buio più completo sui sentieri dove il ciclomotore = mobilette mi stava portando; ad un certo punto si è fermato dicendomi che non avrei più potuto sbagliare. Infatti non ho sbagliato, ma il fatto è che con il buio si perde in prospettiva e quindi non capisci mai sino all'ultimo se ti stai infilando in una buca oppure no.
Sono rimasto piuttosto soddisfatto di come è andata, ma sul goudron non è che la guida si sia semplificata: ci sono i dissuasori di velocità da anticipare con una bella frenata, i vari veicoli che vanno da quelli senza luci a quelli che ti abbagliano, i carretti, le biciclette, i pedoni, gli animali, tutti, l'uno per l'altro, imprevedibili sia nel modo di muoversi che per le possibili direzioni che hanno intenzione di prendere.
Quando ho lasciato Achille alla sua casa si può dire che oramai ero arrivato.
Inizialmente pensavo di non cenare, ma poi Bruna ha preparato delle bruschette al pomodoro e così mi sono lasciato tirare dentro: gustose.

Sabato  05.I.19 

Motards Burkinabé a G.I.: preparativi, arrivo, set fotografico organizzato da Fulvio, rinfresco di ringraziamento.
Sono intervenuti 9 motards, ognuno dei quali proprietario di più moto, oltre ad altri cinque o sei che non si sono trattenuti per essere ripresi: e che moto cavalcavano!
Per la maggior parte BMW 1200 o 1300 di cilindrata, nelle varie versioni.
Sono arrivati anche due italiani più Roland il meccanico conosciuto tre anni addietro: la nostra Honda Africa Twin faceva bella mostra di se, lavata e stirata, con un cartello da me predisposto recante la scritta “Vendre, an 1989, km. 84.000, mecanique parfait, prix a debattre”.
Ci sono stati alcuni interessamenti, altri hanno preso foto per cercare possibili acquirenti: resta il fatto che ho già comunicato a Luca: se le moto valgono l'equivalente di 1.000/1.500€ forse sono vendibili qui, ma se valgono 3.500/4.500€ il discorso si complica.
I motards che ho conosciuto sono ricchi e acquistano moto nuove o molto recenti, inoltre i modelli di moto che arrivano qui e ci vengono donate sono quelli giusti per un occidentale che vuol viaggiare in Africa, ma non per un africano.
Ho consigliato di trovare un volontario amante dell'avventura che possa riportarla in patria (dove sembra assicurata la possibilità di vendita a € 3.500/4.000)!
Oltre a tutto il traffico delle grosse moto c'è stato anche movimento di clienti sino quasi alle quattro del pomeriggio, più la presenza di Martin.
Al momento del rinfresco è stato divertente osservare il comportamento degli allievi: ho chiesto a Moustapha di liberarne cinque o sei per averli vicino ai motards.
Questi non li hanno degnati di uno sguardo e i piccoli si sono sentiti a disagio tanto che ho dovuto insistere per far loro assaggiare qualcosa.
Quando i motards se ne sono andati e sono arrivati altri allievi a dare il cambio ai primi, allora si che è stato divertente: si sono seduti attorno al tavolo, si sono serviti di tutto quanto era ancora disponibile spazzolandolo sino a che non c'è rimasto nulla!
Verso sera è arrivata una chiamata da parte di Roberto per trascorrere la serata assieme a lui e alla coppia già conosciuta, persone che sarebbero rientrate a casa l'indomani: affare fatto per vederci al ristorante posto all'interno del villaggio degli artisti.
Ottima cena, bell'ambiente, casualmente incontrato Achille in compagnia di tre persone di Shalom.
Poi saluti affettuosi, scambi di contatti e promesse di rivederci una volta a casa.

Domenica 06.I.19

Pilimpiku: il barrage
Partenza da Garage Italia alle 8 per essere allo changeur alle 8.30 dove abbiamo appuntamento con Sama: oggi poco traffico e tutti puntuali.
Ci si imbarca sulla Toyota di Sama perché consuma meno: ci sono da fare fra andata e ritorno oltre 100 km. di goudron e circa altrettanti di pista.
Temperatura buona con Harmattan all'opera, quindi cielo lattiginoso e tanta polvere ovunque.
Verso le 11.30 siamo stati costretti ad attraversare le miniere d'oro a cielo aperto che, a causa della mancanza di un piano regolatore, si espandono ovunque, anche sulla pista.
A pensarci bene, rispetto alla miniera di granito in località Pissy, quasi in centro a Ouagadougou, dove le condizioni di lavoro sono pesanti, ma non coinvolgono i bambini, qui la maggioranza dei lavoratori sono bambini, gli unici in grado di introdursi nei fori circolari praticati nel terreno.
Subito dopo un passaggio difficile per i residui degli scavi lasciati sulla pista eccoci arrivati al barrage: si nota subito che il livello dell'acqua è modesto.
Ciò dipende dal fatto che il fondo è ancora molto poroso e l'acqua si disperde, ma la gente del villaggio sostiene che se si spianasse una collinetta l'invaso sarebbe più ampio e quindi potrebbe contenere più acqua: non fa una grinza, ma nel progetto questo discorso c'era o non c'era?
Sono presenti tutti i capi possibili sia al sopralluogo che successivamente all'incontro sotto il Grande Baobab; oltre ai capi, anche la maggior parte degli abitanti, esclusi quelli al lavoro nella miniera.
In situazioni come questa il cerimoniale viene sempre rispettato: nell'attesa che iniziassero i discorsi una giovane madre che reggeva in braccio una bambina piangente ha offerto il seno alla piccola che evidente aveva fame.
Lo ha estratto con una certa difficoltà da quella pettorina aderente e la piccola si è subito quietata. Poco dopo la bimba ha ripreso a lamentarsi perché il seno materno era rientrato automaticamente al suo posto.
Allora la madre ha ripetuto l'operazione nel momento in cui i nostri sguardi si sono incrociati : entrambi ci siamo trovati a ridere per ciò che era accaduto.
Alla fine Bruna ha replicato ai grandi capi e poi è stata chiamata a dire la sua una donna. 
Si è presentata un'anziana: il suo discorso richiama la storia del pozzo realizzato da BnD molti anni fa, ma lo fa con tale forza, con fine arguzia e grande capacità di stare al centro dell'attenzione da sembrare un'attrice navigata.
Inoltre, a differenza da quasi tutte, indossa una leggera camicia bianca trasparente che lascia intravvedere un seno che ha dato tanto e sulle gambe un semplice "paine": non è per niente in tiro, ma forse è solo molto povera.
Se c'è una cosa che non mi piace è l'uso del reggiseno formato rigido super bra che alle donne dona una forma poco naturale: la vecchia invece è naturale in ogni sua manifestazione. 
Ho molto apprezzato il suo intervento, così come il canto di altre donne eseguito in onore di BnD e della sua rappresentante: Bruna, la quale continua a ricevere talmente tanti auguri di lunga vita e l'invocazione di benedizioni divine da poter stare tranquilla ancora per molto tempo!
A seguire, e del tutto inaspettatamente, ci siamo visti accompagnare nei locali della scuola dove ci è stato offerto un pollo in umido assai duro ma intingolato a dovere, anche un po' affumicato per il tipo di cottura adottata.
Il servizio non prevedeva il caffé cosi, a mani unte, ci siamo accomiatati da Pilimpiku, ma prima - come da tradizione - ci sono stati donati un mezzo allevamento di polli che sono entrati direttamente nel bagagliaio della Toyota.
Siamo partiti per dirigerci non troppo lontano a rendere visita di cortesia ad un supercapo regionale che è pure imparentato con Sama.
Tanti convenevoli proprio nel momento del “kilo”; infine ci ha raggiunti un santone che ha continuato a recitare una serie di litanie attive fra lui e varie persone presenti all'incontro.
Bisogna dire che sotto alle strutture dove avvengono gli incontri si sta sempre bene sia per l'ombra che per la ventilazione.
Anche qui è stato infilato nel baule dell'auto un altro elemento: un gallo bianco che mancava alla collezione.
Finalmente la pista in direzione contraria sino al goudron, poi il traffico sempre più sostenuto sino al rondò dove siamo scesi dal Toyota per rientrare a bordo del Frontera chiamato Folgore da chi recentemente lo ha condotto sino a noi in Burkina Faso in dono.


mercoledì 9 gennaio 2019

ABASMEI - Burkina Faso

Dettagli circa l'iniziativa raccolta fondi in corso a favore di: ABASMEI – Burkina Faso
(Assistence Medicale et Sociale des Malades Mentaux Errant et Isolé).

Dell'Africa si parla per i problemi legati alla fame, alla povertà, alle scarse condizioni igieniche e alla malattia, ma mai di quelli legati alla salute mentale.
La malattia psichica in questo contesto significa emarginazione, maltrattamenti, rifiuto e catene.
Addirittura catene!
I malati spesso sono legati, chiusi in stanze buie o lasciati per strada ad errare, abbandonati.

Erich Fromm nel 1955 affermava: La salute mentale non può essere definita in termini di “adattamento” dell'individuo alla sua società, ma, al contrario, deve essere definita in termini di adattamento della società ai bisogni dell'uomo.

Quando mi sono soffermato sul nome dell'associazione che mi sono ripromesso di aiutare mi sono reso conto di cosa volesse dire fornire assistenza ai malati mentali “erranti”= abbandonati a se stessi, ed “isolati”= tenuti segregati e incatenati.
Infatti ABASMEI significa Associazione Burkinabé per l'Assistenza e per seguire la Salute dei Malati Mentali Erranti e Isolati: opera dalla fine del 2011.
Il Centro che ho intercettato casualmente è ubicato in piena “brousse” fra la N3 e la N4 fuori Ouagadougou, dove si è installato da qualche tempo su un terreno nudo di circa 5 ha, dei quali solo una parte è recintata.
L'Associazione è nata per iniziativa di una persona con studi in sociologia dotata di grande sensibilità e compassione verso chi soffre: Rosalie Kanzyomo, persona che tanto mi ha ricordato Teresa di Calcutta.
Dalla lettura dello Statuto ho avuto conferma che si tratta di una Associazione laica anche se il fondatore e attuale Presidente è persona appartenente ad una congregazione religiosa.

Attualmente esistono una piccola casetta e due tende ex protezione civile italiana chissà come arrivate lì a sostituire i precedenti ripari in plastica.
Rosalie è dotata di competenze specifiche nel settore e grande forza d'animo supportata dalla fede: così come è capitato a me, altri prima di me sono venuti a conoscenza di questa iniziativa ed hanno già provveduto a fornire aiuti destinati alla realizzazione di un “forage”dal quale viene attinta l'acqua sia per le persone che per la coltivazione di ortaggi.
I bisogni ai quali porre rimedio sono tanti, quindi tanto vale iniziare da qualcosa di concreto come, ad esempio, potrebbero essere: importo per fornitura di letti, importo per fornitura di indumenti e di coperte per la stagione che risulta fredda al loro termostato, importo per fornitura di medicinali, importo per fornitura di cibo e altro ancora.

Se la raccolta fondi raggiungerà l'obiettivo ed io sarò ancora sul campo potrò concordare con Rosalie le priorità alle quali dare risposte immediate.
Se la raccolta fondi dovesse andare oltre alle aspettative allora si potrà ragionare sulla realizzazione di un progetto più ambizioso come la fornitura di servizi igienici o di una struttura dove stare.

Alcune persone mi hanno contattato per effettuare una donazione evitando FaceBook: ecco di seguito come fare:
entrare nel sito di Bambini nel Deserto www.bambinineldeserto.org cliccare Sostieni e da li procedere attraverso l'utilizzo dell'IBAN oppure tramite PayPal.
Importante: inserire la causale ABASMEI Burkina Faso
Chi volesse operare dalla propria banca può bonificare Bambini nel Deserto ONG & ONLUS via Casoli 45 41123 Modena al seguente IBAN: IT 24 G 01030 1290000000 1500048


Grazie a tutti coloro che vorranno fare qualcosa, anche solo diffondendo questo post.

lunedì 31 dicembre 2018

Burkina Faso: altra quotidianità



Lunedì 24.XII.18

Oggi nessuna attività didattica.
Guardiano in libera uscita.
Bruna impegnata in commissioni personali è uscita prima delle 8 del mattino.
Ad un certo momento ho sentito qualcuno al cancello che avrebbe voluto entrare; ho interrotto contro voglia la mia attività in corso perché qui è un continuo e quando ho aperto lo spioncino al di là ho visto Inoussa: mi sono chiesto cosa volesse così ben abbigliato.
Stava cercando Bruna per parlarle; non ho indagato oltre e l'ho fatto accomodare spiegando che io ero impegnato e che non sapevo a che ora lei sarebbe rientrata.
Il tempo passava e lui se ne stava seduto tranquillo; verso mezzogiorno è arrivata anche Bea per farmi vedere che aveva risolto il contenzioso con la società dell'acqua potabile: è stato allora che l'ho informata che nel pomeriggio sarebbe stata intenzione mia e di Bruna di affrontare l'argomento chiosco/maquis per cercare di pianificare un miglior futuro all'iniziativa.
Essendo lei priva di carica telefonica le ho allungato il mio telefono per mettersi d'accordo con maman Bruna, ma visto che maman sembrava essere sulla via del ritorno sia Inoussa che Bea hanno pensato di attendere.
Al momento giusto si è scoperto che Inoussa aveva un discorso personale da esporre e pertanto Bruna non ha perso tempo a spiegare che qui trattiamo esclusivamente argomenti che riguardano BnD ed i progetti, non le situazioni personali.
Durante il pomeriggio l'incontro con i due è ripreso, ma si è interrotto all'arrivo di un motociclista di Carpi: egli era informato di Garage Italia e voleva salutarci, ma essendo in carenza di moka caffe italico da qualche tempo qui ha potuto sorbirne un po': bello vedere due moto italiche con targhe diverse momentaneamente sotto lo stesso tetto africano!
Questo è un motociclista solitario che ha avuto la buona sorte di poter dismettere le attività professionali presto e di scegliere di condurre una vita diversa: quella che lo conduce a vivere in sintonia con la sua moto sulle varie strade del mondo.
In serata ristorante cafe ONU dalle parti dell'aeroporto (non serve la birra e questo è un fatto negativo più per Bruna che per Fulvio); al rientro compensazione con cantucci + poponette* + sesame* e birra fra le mura domestiche (*ndr.: dolcetti locali).


Martedì 25.XII.18

La giornata è iniziata con una buona azione: Martin da qualche tempo non dispone di un telefono e aveva chiesto l'aiuto di Bruna per averne uno.
Io avevo portato qui il mio LG smartphone ormai in disuso proprio per lasciarlo a qualcuno: automatica è stata la scelta di donarlo allo sfortunato ex allievo.
Quindi prima di metterci in route per la casa di Sama dove eravamo stati invitati per il pranzo abbiamo effettuato una sosta a casa di Martin dove al momento del nostro arrivo si è schierata una buona parte della famiglia, escluso le vieux che non c'era.
Bruna aveva provveduto all'acquisto di una sim card ed io ho spiegato a Martin le funzioni essenziali dell'apparecchio; dopo le strette di mano incrociate con tutti Martin ci ha ringraziati nel suo stile acquisito con la malattia.
Quindi abbiamo proseguito verso la Maison des Artisan per Bruna alla ricerca di regalini per gente di una famiglia africana che sta in Italia in situazione di disagio, mentre Fulvio e me si stavano osservavando le offerte dei pochi artigiani presenti: abbiamo visto delle cose interessanti, magari ci farò un giro con calma prima di lasciare.
Con una certa difficoltà abbiamo poi raggiunto la casa di Sama. Eravamo in perfetto orario se nonché arrivati a Notre Dame de Yagma, una enorme chiesa circondata da un ampio terreno in quell'orario assolato e non frequentato (piena brousse) Bruna ha cercato di oltrepassare un cancello oltre il quale, con poca strada ancora, saremmo arrivati.
Il cancello era invece chiuso con un robusto lucchetto e in giro non c'era nessuno che avrebbe potuto aiutarci; quindi siamo tornati indietro sino al goudron principale e da li avremmo dovuto intercettare una strada rouge indicata da Sama.
Individuato il cartellone di riferimento ci siamo immessi su una rouge particolarmente dissestata sulla quale Bruna ha dovuto procedere molto lentamente per ridurre al minimo i fastidi alla sua schiena. Nel frattempo Sama ci era venuto incontro senza individuarci e quindi andando oltre; solo dopo plurime telefonate ci ha raggiunto per guidarci alla meta.
Lì abbiamo trovato un bel banchetto preparato in famiglia: in queste occasioni viene cucinato in abbondanza perché qualsiasi vicino arrivi può godere del cibo.
Noi abbiamo consumato il pranzo seduti sui divani: verdure cotte e crude, riso, capra arrosto, pollo arrosto, fagiolini in umido, patate fritte, cous cous e altro non ricordo.
Noi avevamo portato delle bibite e dei dolcetti.
Verso la fine si è presentata una signora appartenente alla locale associazione di donne che io ho subito riconosciuto salutandola con i quattro baci passando da una guancia all'altra: mi ero rivolto a lei in francese e solo dopo ho saputo che non lo parla, ma sicuramente qualcuno le avrà tradotto ciò che le stavo dicendo avendola riconosciuta.
In serata pensavamo di effettuare una cena pseudonatalizia a G.I., ma nessuno aveva voglia di mangiare ancora.
Così ho preparato una macedonia con la frutta a disposizione: banane, papaia, grande mandarino.
Achille è passato al momento giusto per condividere con noi la macedonia + il panettone Melegatti portato da Fulvio + uno spumante lasciato qui da qualcuno nel tempo che non lo ha certo migliorato.
Verso la fine ho sottoposto ad Achille una serie di domande che avevo in mente nell'attesa di trovare un interlocutore adatto, ricevendo le risposte elaborate sulla base del suo punto di vista.
Dopo il commiato non ci è rimasto che allettarci con la finestra aperta.



Mercoledì 26.XII.18

Bruna ha ritentato in primissima mattinata la buona sorte cercando di ottenere il risultato che l'altra volta non era riuscita a raggiungere, mentre io mi sono dedicato ad operazioni varie qui con gli allievi.
Poi si sono succeduti prima Roland l'informatico e poi il saldatore della plastica per il lavoro inerente alla carrozzeria; quest'ultimo è arrivato accompagnato da Moustapha ed io inizialmente non avevo proprio capito chi fosse. 
Solo dopo mi sono reso conto che era venuto a ritirare i soldi per effettuare gli acquisti del materiale inerente alla nuova offerta formativa.
Arrivato l'orario di chiusura delle attività si è trattato di pensare alla cena, quella che non si era consumata la sera prima.
Mentre io mi sono dedicato alla cottura della carne utilizzando gli utensili a disposizione della casa (scarsi), Bruna si è messa a preparare dei crostini a base di Avocado, aglio e pomodoro. Quando la carne di capra a la planche è stata ritenuta cotta Bruna ha preparato anche delle patate di accompagnamento, mentre Fulvio era impegnato a selezionare i migliori scatti fra le migliaia di foto scattate ultimamente.
Al momento giusto ci siamo messi attorno ad un tavolo del salone accompagnando il cibo con un Brunello di Montalcino di ottima qualità, fresco di lascito da parte dei Senesi incrociati al momento del mio arrivo.
Dopo cena ci siamo concessi un film islandese appartenente alla collezione di Fulvio, persona che ama particolarmente l'Islanda: ho trovato interessante ed essenziale sia la trama che la recitazione.


Giovedì 27.XII.18

Prima operazione della giornata: accompagnamento di Fulvio sullo stradone per Koubri alla ricerca di un BusBrousse per tale destinazione.
Obiettivo: riprendere immagini fotografiche delle ultime prove prima dell'inaugurazione de Il Festival de La Lune du Sahel organizzato da Watinoma,
Al rientro mi sono fermato all'incrocio dove si affacciano sia Le bon samaritaine che Le trois amis, i due supermercati gestiti da libanesi dove preferisco servirmi. Davanti a le trois amis ogni giorno apre il proprio tendone un gruppo di venditrici di frutta e verdura di buona qualità: questo è il motivo per il quale quest'anno non ho ancora messo piede al mercato rionale poco distante dal luogo dove vivo.
Prima di rientrare ho allungato sulla strada rossa del Golden Beach Hotel dove è appena iniziato il ricollocamento del Maquis Africa Unie (MAU), il posto di lavoro di Bea rimasta sola con Inoussa dopo l'avvio un paio d'anni fa avvenuto con un certo numero di donne.
Prima le difficoltà nell'armonizzare il ruolo di ciascuna di loro nell'impresa, poi lo sfratto da parte dei proprietari dei terreni sui quali avevano scelto di posizionarlo, di fatto questo progetto si è trovato perseguitato dalla sfortuna.
Questa sarà l'ultima volta in cui si aiuteranno i due superstiti; per questo si è preteso che venisse seguita la corretta procedura per occupare un suolo pubblico (sic! Esiste anche in Burkina Faso), procedura del tutto sconosciuta alla coppia di imprenditori.
Eseguite le pratiche burocratiche, depositati gli allegati con relativi bolli, la visita di un responsabile della Mairie dovrebbe chiudere il cerchio con la misurazione del terreno occupato che genererà la tassa relativa da conferire non so con quale periodicità.
Ciononostante Inoussa, fiducioso nell'esito positivo della pratica, ha iniziato dei lavori per i quali BnD gli ha sganciato dei soldi ed io ho deciso che effettuerò qualche visita a sorpresa nel corso dei lavori.
Superato l'Hotel ho cominciato ad esaminare ogni cosa presente ai bordi della strada cercando di evitare lo slittamento nei canions: del MAU nessuna traccia!
Quando stavo perdendo coraggio in quanto mi ero spinto piuttosto lontano dall'Hotel di riferimento e mi trovavo ad approcciare un vasto terreno apparentemente utilizzato come deposito di immondizie mi sono visto affiancare da una mobilette dalla quale qualcuno stava dicendo: mon papa.
Ebbene, era Inoussa seguito da un mototriciclo recante materiale: dopo pochi metri infatti era visibile il Kiosko.
Mi sono fermato quanto bastava ad infondere nuove energie nella realizzazione dei lavori e poi sono arrivato a GI in tempo per affidare Renault Megane Scenic alle cure di Omar, il meccanico "vero" con il quale ero in contatto già tre anni fa attraverso Eugenio: l'accordo è di procedere passo dopo passo per cercare di risolvere i problemi evidenziati dal malfunzionamento del motore senza dover spendere importi insostenibili per una vettura destinata alla vendita a breve.
Nel frattempo è arrivato Nicola, il compagno di Enrica, persona che era stata qui come volontaria qualche mese fa: si è subito interessato sullo stato di salute di Martin.
Prima di arrivare si era dato da fare con il Meyer a Firenze per cercare di uscire dal buio circa la malattia del ragazzo: è venuto portatore di una cura a base di cortisone che dovrebbe dare buoni risultati.
Pertanto sono stati esaminati tutti i papiri indicanti le cure assegnate dai vari medici in BF. Così facendo è stata identificata la presenza del cortisone: quindi i punti di vista concordano.
Fra una cosa ed un'altra avevo chiesto a Moustapha di effettuare delle verifiche con il rilevamento dei tempi relativi allo smontaggio e al montaggio motore da parte dei ragazzi: lui aveva detto che lo avrebbe fatto nell'anno entrante, ma io avevo insistito affinché si facessero prima della fine di quest'anno.
Al mio rientro ho constatato che le operazioni erano in corso e che c'erano già dei tempi di tutto rispetto.
Sono andato a recuperare nel blog i risultati conseguiti il 31.12.2015 dagli allievi di allora per metterli a confronto: alcuni ragazzi del corso attuale, ragazzini rispetto a quelli di allora, hanno fatto meglio!
Oggi è prevista la visita di Roberto (Legamondo) + Lucia + Renato (docenti universitari in quel di Pisa e viaggiatori solidali), persone venute dall'Italia incuriosite dai progetti BnD presenti sul territorio. 
A causa del ritardo sull'arrivo della loro vettura sono poi arrivati qui alle 11.30 circa, giusto in tempo per conoscerci, rispondere alle prime domande, mettere giù un programma di massima e quindi pranzare tutti assieme con il cibo fornito dalla signora che apre il suo ristorante di strada proprio di fronte a noi ogni giorno verso le 12.30, lo stesso che fornisce i pasti ai ragazzi.
Nel pomeriggio prima ci ha lasciati Nicola e poi noi abbiamo fatto la spola fra il Cyber in fase sempre più avanzata di allestimento, il Restaurant Africa Unie (RAU) ed il Maquis Africa Unie (MAU) suscitando interesse ed ammirazione nel gruppetto.
Domani giornata più impegnativa.


Venerdì 28.XII.18

La visita alla miniera di Pissy è stata pianificata con Jean Raymond, lo psicologo che presta servizio anche per noi, nonché animatore di una Associazione che opera a favore dei bambini dei minatori della miniera a cielo aperto che, in centro di Ouagadougou, produce ghiaia partendo da lastre di granito estratte a suon di martellate dal terreno.
Altri hanno scritto meglio di me su questo argomento e pertanto sarò essenziale, ma rimando chi interessato a saperne di più al seguente link: 

https://left.it/2017/12/26/dentro-la-cava-di-pissy-miniera-del-diavolo/

Attualmente ci lavorano circa 5.000 persone, ognuna con il proprio ruolo.
All'uomo sono riservate la maggior parte delle mansioni: dallo scavo all'estrazione con l'ausilio del caldo generato da copertoni dati alle fiamme a livello – 50 metri, quindi inquinamento provocato in vari modi a livelli logaritmici. Sminuzzamento delle pietre per ottenere ghiaione, ghiaia, sabbione (lavoro in parte condiviso dalle donne a livello Zero).
In esclusiva riservato alle donne la salita dal fondo con i pesi portati sulla testa, spesso con marmocchio sulla schiena.
Di bambini se ne vedono ovunque, specialmente in questi giorni in cui le scuole sono chiuse.
Pur essendo accompagnati dallo psicologo e da almeno altri tre appartenenti all'associazione, eravamo comunque gli unici bianchi in un ambiente degradato dove si svolge un lavoro durissimo: io mi sono sentito presto a disagio, oltre che di impedimento alle donne in risalita su un sentiero ripido e sdrucciolevole da loro percorso ENNE volte al giorno con le ciabatte ai piedi: in questo ambito sicurezza zero!
Ad un certo punto della discesa Bruna ha lasciato, poi è stata la mia volta di abbandonare, seguito da Roberto e poco dopo dai due dotati di cannoni fotografici scesi ulteriormente: a parte la tossicità dell'ambiente, io ho anche somatizzato la situazione da zombi alla ricerca di un girone dantesco accusando un malessere generalizzato.
A quel punto, tutti in superficie, ci siamo recati a visitare il complesso delle scuole realizzate con l'aiuto in particolare di italiani; molto ha fatto la ONLUS creata da Fabrizio Meoni quando era ancora in vita. Dopo la sua morte, avvenuta durante la Paris-Dakar del 2005 in Mauritania, la ONLUS ha continuato la realizzazione delle iniziative impostate da quella persona che è stato un grande uomo ancora prima di essere stato il grande campione che è stato Fabrizio nel settore motociclistico.
Oggi si potrebbe dire che è stato un Campione di Umanità senza darlo a vedere.

Provato dalla visita mi sono staccato dal gruppo italico per rientrare a GI dove stavano continuando le verifiche smontaggio/montaggio cronometrate: una volta concluse e messi i risultati su un foglio Excel ho avuto un incontro con Moustapha e Bea in qualità di “interprete”.
Una buona parte dei ragazzi ha appreso bene, ma una minoranza, quasi esclusivamente rappresentata dai più grandi, è sicuramente in ritardo: perché?
Perchè i piccoli sono più attenti mentre gli altri non stanno concentrati, come dire che sono un po dei fannulloni.
Ho girato il foglio Excel sia allo psicologo che all'educatore: ne parleremo presto.
Intanto l'educatore ingaggiato per il lavoro di carrozzeria ha portato tutto il materiale idoneo a cominciare l'attività a partire da domattina.
In serata ci siamo ritrovati con i nostri visitatori al ristorante Le Jardin Africa Unie o dell'Unité Africaine dove ho ritrovato Gerard, l'ex allievo cresciuto in tutti i sensi ed oggi diventato un bel ragazzone.
La cena è stata soddisfacente e, nel lasciarci per l'appuntamento di domani, ho invitato Gerard a GI per domenica: sono curioso di apprendere nei dettagli come sbarca il lunario.

Sabato 29.XII.18

Oggi ci spetta una giornata impegnativa fatta di un itinerario nella brousse con il gruppo italico: primo stop a Nagreongo per visita alla scuoletta di Bruna + camminata sino alla pozza dei “caimani”/coccodrilli poco lontana da lì – secondo stop a Koulbila dove fu relizzato nel 2004/6 un college e recentemente una foret: ci è stata presentata la richiesta di ulteriori aule per implementare la possibilità di accesso agli studi a fasce di età oggi non previste – terzo stop a Ziniaré, località che diede i natali a Blaise Compaoré - l'ex capitano dell'esercito di religione cattolica che, dopo aver eliminato Thomas Sankara, ha tenuto in mano il paese per quasi trent'anni - dove ci siamo fermati prima in un ristorante ***Michelin per poi cercare una Suora appartenente all'Immacolata Concezione destinataria della consegna di medicinali ad indirizzo oftalmico da parte di Renato e Lucia – quarto stop a Zitenga per un incontro formale con il Capo Villaggio prima di raggiungere la boulangerie dove Bruna ed il sottoscritto siamo entrambi stati accolti come maman e papa al suo interno dove però l'aria era irrespirabile a causa dell'elevata temperatura (tre anni fa avevo cercato di dar seguito ad una richiesta per il reperimento di una impastatrice senza riuscire nell'intento; ora la richiesta è stata ripresentata sperando di riuscire a dare una risposta concreta questa volta) – quinto stop a Laogo/Yanga Village Opera realizzato su progettazione de l'architecte Kéré - http://www.kere-architecture.com/ Burkinabé - stabilitosi in area tedesca dove ha saputo reperire i fondi per realizzare un grande progetto anche dal punto di vista estetico, assai particolare per questi luoghi, consistente nella realizzazione di varie aule scolastiche per i vari livelli di apprendimento dotate di un interessante sistema di copertura tendente ad abbattere le temperature all'interno, nonché di un bell'ospedale ben inserito nella natura.
Si era ventilata l'idea di cenare tutti assieme, ma mentre ci avvicinavamo al luogo dove avevamo lasciato Folgore per un lavaggio a fondo mentre si stava scorazzando per la brousse sull'auto di Sama, ho ritenuto di non essere in grado di sopportare una uscita serale: quindi abbiamo lasciato decadere la cosa con l'intento di metterla in atto a seguire.
La scelta è stata la migliore possibile perché il tempo di rientro si è allungato a causa del traffico esagerato (sabato sera), traffico che con il calar del sole evidenzia vieppiù l'inquinamento entro il quale mi sto muovendo da tre settimane: l'idea di doccia e poi ancora in pista oramai non piaceva più neanche a Bruna e così, con calma, dopo le dovute abluzioni in presenza di acqua corrente (miracolo miracolo), io ho preparato una macedonia gigante e Bruna una frittata con le cipolline e le erbette connesse.
Molto meglio che far cena in un ristorante su strada con tutti gli annessi: noi qui invece accompagnati dalla musica di Debussy per tutto il tempo.



Domenica 30.XII.18

Visita Wilfred quasi inattesa (gli ho regalato una T-shirt con bandiera USA), poi Inoussa e quindi Gerard.
Ho così appreso che lavora presso un patron meccanico dalle parti di Ouaga 2000 ogni giorno domenica esclusa dal mattino prestosino alle 15: da questo mese poi presta servizio per il ristorante dove ci siamo incontrati già per due volte.
Dalla prima attività dovrebbe portare a casa circa Fcfa 12.000 (se va bene) e dalla seconda 30.000: fin dal nostro primo incontro avevo pensato che avrebbe potuto guadagnare di più dall'attività serale, ed ora ne ho avuto la conferma. 
Egli non è dotato di telefono cellulare e così gli ho detto che lo avvicinerò al ristorante per avere l'indirizzo del suo patron dove mi piacerebbe rivederlo all'opera.
Gli ho regalato una camicia Timberland.
Verso sera siamo andati presso Watinoma a Koubri per la serata di chiusura del Festival de la lune du Sahel: abbiamo ritrovato Fulvio sotto attacco da polveri sottili del deserto, quindi costipato non poco e febbricitante, ma con il suo solito atteggiamento tendente a minimizzare.
Ciononostante ad una certa ora si è ritirato perché non era in grado di resistere oltre.
Qui, escluso il palcoscenico, tutto il resto era al buio così come amano le popolazioni di questa parte del mondo: tanta gente della brousse inclusi artisti/musicisti ed artigiani vari con le solite mercanzie in esposizione (belli gli strumenti musicali), banchetti di cibo esclusivamente locale come è giusto che sia, qualche bianco/italico giunto qui perché a conoscenza dell'iniziativa.
Complessivamente ambiente moderatamente effervescente, ma non ho sentito esibirsi nel canto nessuna voce tipicamente africana, di quelle che ti mettono addosso un fremito e ti lasciano qualcosa dentro.